2 - Si ricorda il mio cazzo
di
Spidey
genere
incesti
'Hey, che c'è?'
Valentina s'è girata dall'altra parte, mi dà le spalle imbronciata.
'Indovina! Mi brucia il culo. Fa male, sei un bastardo.'
Le carezzo i capelli bagnati. Povera Valentina, ci sono andato pesante. Non lo sa, ho preso il cialis, ho ormai la mia età e per far colpo su una bella cagnetta con la metà dei miei anni ho pensato ad un aiutino. L'ho sbattuta a materasso come ai bei tempi e l'ho uccisa ad orgasmi. Cazzo se me la sono devastata per benino!
Ma ora sono mezzo pentito, Valentina non è una puttanella usa e e getta che scelgo nei siti d'incontri, non voglio perderla per mille ragioni. Ho già raccontato come l'ho beccata e la lunga storia che c'è dietro, chi è interessato può andare a leggerla.
'Scusa.' Dico piano annusandole la nuca.
Lei si volta ed è una scossa al mio cazzo in tiro. Mi sorride da monella col viso dolcissimo, stanco da scopata. Gattona avanti e indietro sul materasso, è una vera gattina da sesso, dovreste vedere come tiene alto il culetto, le manca solo la coda dritta ma a quella ci ho pensato io. È una gattina esibizionista, vuole che la guardi, sa di avere un corpicino sexy che mi fa male dentro. Allargo le gambe e mi gattona fra le cosce, lecca con la punta della lingua la mia asta, è così gattina che quasi mi aspetto di sentire la lingua ruvida. Invece me lo ciuccia da professionista, succhioni forti e bavosi che mi eccitano fino alla punta dei capelli. Ha fatto pace col mio cazzo.
E non posso non pensare che lo conosce da una vita.
L'ha conosciuto che non era ancora nata. Era nel pancione di mammina. Una vita fa, io ero nell'età del consenso, ero un twink sul mercato, un bel biondino per maschi e femmine, per più di un anno ho frequentato una bella coppia scambista, Paolo e Barbara, i genitori di Valentina. L'ho già raccontato, Barbara alla seconda maternità è andata in crisi, Paolo era sempre all'estero per lavoro e lei aveva bisogno di sentirsi attraente. Mi chiamava lui di correre dalla mammina, gliela ficcavo piano davanti a skype, lei col pancione di sei mesi con dentro Valentina. Il piccolo Andrea, il loro primo figlio, dormiva ignaro nel lettino.
Sì, Valentina si ricorda fin troppo bene il mio cazzo, lo ciuccia come in estasi, più che innamorata. La fa star bene, sicuramente ha memoria degli orgasmi di sua madre col mio cazzone piantato.
Lo ricorda ma non lo sa.
E comunque lo vuole ancora.
Con un movimento veloce e fluido mi si siede sul bacino e il cazzo sparisce tutto nel pancino. Gode mordendosi le labbra. Io non sono preoccupato, ho ancora un'ora di autonomia. Ma detto fra noi, con una puttanella così il cialis non serve mica. Mi cavalca ondeggiando. Le pizzico il capezzolo. Le piace. Riprovo. Mi trema piantata sul cazzo. Il terzo pizzicotto è con torsione e grido di dolore. Le cosce le tremano.
'La prossima volta ti lego e ti faccio provare un po' di sadomaso.'
Cerca di ridere ma è preoccupata. 'Cosa sei? Un master?'
'Sono tutto.'
'In che se'nso?'
'Lo sai.
'No, dai, dimmelo! Cosa fai?'
La spingo di lato, cade sul materasso e le sono sopra. Una lotta poco convinta e cede subito, le metto il cuscino sotto la vita e le calo il cazzo nel culetto diciottenne. Ci premo tutto il peso, sentire contro le natiche morbide non ha prezzo.
'Fa' piano Mirko, ti prego.'
'Il tuo ragazzo lo prende in culo?'
'Chi?!! Matteo?'
'L'ho visto su insta. Per me non te la racconta tutta.'
'Ma dai! Matteo no di certo.'
La violento un pochino in culo, giusto per scioglierla.
'Perché? Non ti eccitano i bisex?'
Non risponde subito, ha il cazzo piantato fino allo stomaco.
'Tu lo sei?'
'Certo.'
'Ma... come fai?'
Non ha coraggio di chiedermi se lo prendo in culo.
'Ho sempre fatto tutto.' Rido e glielo spremo profondo in culo e mi sollevo per mezzo cazzo. 'Problemi?'
Non risponde. Alza il bacino e si scopa in culo da sola. È meglio di un frocetto. Anch'io facevo così con Paolo, suo padre, davanti a mammina che mi limonava in bocca. Sua madre la facevo godere di bocca, ho un raptus, giro Valentina e le lecco la fica affondando la testa fra le cosce lunghe. Viene aggrappata ai miei capelli, un orgasmo che la devasta. Va in tilt anche lei, trema ancora tutta mentre mi violenta il cazzo con un pompino fuori giri, ma non le basta, è disperata, si mette a pecora, si sgrilletta frenetica offrendomi la bella fica giovane. Sua mamma faceva così. Si calma un poco solo quando glielo ficco, ma sèinge indietro lei, lo vuole tutto e subito. Smania come una cagna, la faccio godere per un po' in maniera regolare e poi la finisco in culo. Sborro e questa schizzata è in culo.
S'è rimessa jeans e giubbetto, deve correre a casa, è tardi. La saluto con bacio, è piacevole carezzarle le chiappettine tonde che le ho aperto. Valentina mi massaggia il pacco piacevolmente stanco. Poche palle, si ricorda del mio cazzone, non può più starle lontana. Gioca a fare la monella.
'C'hai una bestia tu.' Ride.
È un attimo, lo leggo nei suoi occhi, vorrebbe ricominciare, vuole ancora il cazzo che faceva godere mammina quando era nel pancione. Per me si può fare e da due ore m'immagino come sarebbe legare Valentina e farla godere come dico io. È una puttanella sub, l'ho sentito da come tremava.
Invece vince il buon senso. Si mette lo zainetto in spalla e va verso la porta.
Si volta, deve chiedermi qualcosa che le frulla in testa.
'Perché mi hai chiesto di Matteo?'
le vado incontro. Le gratto la fighetta. Lei subito la mano sui mio pacco.
'Per mille motivi, si possono fare bei giochi intrigantii. Magari ti piacerebbe essere scopata davanti a lui, o farlo in tre, o guardare che lo scopo, o che mi scopa lui...'
Me la stringo contro, bella palpata di culo col cazzo che le preme sul pancino.
Mi spinge via spaventata. È spaventata perché le piacerebbe.
'Ci rivediamo?' le chiedo.
'Tu quando puoi?'
'Dopodomani, è sabato, vuoi dormire qui?'
Sorride da monella. 'Con te non si dorme, ahaha!' Ma poi fa la faccia da brava ragazza. 'Non posso... ho Matteo.'
'Fa' venire anche lui, allora.'
'Seee!... No, ti chiamo io.' Apre la porta.
La blocco contro la parete, fingo di baciarla e invece le strizzo il capezzolo.
Resiste strizzando gli occhi ma poi grida quasi. 'Basta!'
'Peccato, non sai che ti perdi.'
'Sei un bastardo.' Mi bacia e scappa via.
Vorrei vedere come giustificherà al suo Matteo i lividi.
Guardo l'ora e chiamo Paolo, suo padre. L'ho ricontattato su Fb dopo diciotto anni che non lo vedevo. Paolo mi ha dato subito il numero. È esaltato, mi tiene mezz'ora al telefono per ricordare i bei tempi. Ora che i figli sono diventati indipendenti lui e Barbara sono tornati attivi nel mondo dello scambismo. Ma solo con tre o quattro coppie di amici, sempre e solo con loro, hanno una casetta al lago e ogni tanto ci combinano festicciole. 'Devi vedere Barbara, è bella come allora, me la vogliono tutti, ahah... senti, mi piacerebbe fare una sorpresa a Barbara, tra quindici giorni facciamo un weekend dei nostri, bella gente ti assicuro, più giovani di noi... Ahah, lo sai che a Barbara piacciono giovani!... No, ti stavo dicendo, perché non vieni anche tu, a Barbara non ho detto nulla, non lo sa che esisti ancora... Ti giuro, Mirko, non sai le volte che pensiamo a te! Dai, vieni, Barbara impazzirebbe e, se vuoi, posso pagarti le spese.'
Gli dico che non esercito più da dodici anni, non voglio regali, ma sarebbe divertente rivedersi.
Paolo dà fuori, mi racconta che si fa Barbara con altri tre, ma nessuno di loro è un vero bisex. Ci gira attorno, vuole capire se lo prendo ancora in culo.
'Sarà come ai vecchi tempi, Paolo.'
'E a te come gira?' Mi chiede per cortesia.
Non dico nulla, cosa faccio sono cazzi miei, ma gli racconto che mi sto scopando alla grande una puttanella di diciotto anni, un tipino indipendente che mi ricorda Barbara, 'Ha orgasmi di culo.'
Ride esageratamente. 'Allora porta anche lei, non sai che voglia ho di incularmi una bella cagnetta!'
'Non questa volta.' Cazzo, prima puoi gli dirò che è la sua piccola Valentina.
Ci salutiamo, lui mi raccomanda cento volte di non dire nulla a Barbara.
Mi arriva un messaggio da Vale.
'Scusa, per sabato puoi ancora?'
'Hai convinto Matteo?'
'No, lui non sa nulla.'
'Non lo porti?'
'Non dire cazzate. Vuoi o no?'
'Cosa stai facendo adesso.'
'Ceno.'
'Con mamma e papà?'
'Sì.'
'Ti fa ancora male?'
'Brucia.' e ci mette una faccina imbronciata.
Io non le rispondo.
Dopo tre minuti mi arriva un 'Allora?'
'Non so, quando penso a te mi vengono in mente porcate che non posso scrivere.'
'Anche a me.' e tre faccine con gli occhi a cuore.
'Tua mamma ti lascia dormire da me?'
'Non devo chiederle il permesso.' Scrive incazzata.
'Okay. Tu adesso la avvisi che dormi da un nuovo amico e io ti aspetto sabato'
'Perché???'
'Magari un giorno te lo dico.'
'Sei strano tu.'
Intanto ho un messaggio di suo padre. 'Il prossimo wknd, non questo, non fare scherzi!'
Valentina s'è girata dall'altra parte, mi dà le spalle imbronciata.
'Indovina! Mi brucia il culo. Fa male, sei un bastardo.'
Le carezzo i capelli bagnati. Povera Valentina, ci sono andato pesante. Non lo sa, ho preso il cialis, ho ormai la mia età e per far colpo su una bella cagnetta con la metà dei miei anni ho pensato ad un aiutino. L'ho sbattuta a materasso come ai bei tempi e l'ho uccisa ad orgasmi. Cazzo se me la sono devastata per benino!
Ma ora sono mezzo pentito, Valentina non è una puttanella usa e e getta che scelgo nei siti d'incontri, non voglio perderla per mille ragioni. Ho già raccontato come l'ho beccata e la lunga storia che c'è dietro, chi è interessato può andare a leggerla.
'Scusa.' Dico piano annusandole la nuca.
Lei si volta ed è una scossa al mio cazzo in tiro. Mi sorride da monella col viso dolcissimo, stanco da scopata. Gattona avanti e indietro sul materasso, è una vera gattina da sesso, dovreste vedere come tiene alto il culetto, le manca solo la coda dritta ma a quella ci ho pensato io. È una gattina esibizionista, vuole che la guardi, sa di avere un corpicino sexy che mi fa male dentro. Allargo le gambe e mi gattona fra le cosce, lecca con la punta della lingua la mia asta, è così gattina che quasi mi aspetto di sentire la lingua ruvida. Invece me lo ciuccia da professionista, succhioni forti e bavosi che mi eccitano fino alla punta dei capelli. Ha fatto pace col mio cazzo.
E non posso non pensare che lo conosce da una vita.
L'ha conosciuto che non era ancora nata. Era nel pancione di mammina. Una vita fa, io ero nell'età del consenso, ero un twink sul mercato, un bel biondino per maschi e femmine, per più di un anno ho frequentato una bella coppia scambista, Paolo e Barbara, i genitori di Valentina. L'ho già raccontato, Barbara alla seconda maternità è andata in crisi, Paolo era sempre all'estero per lavoro e lei aveva bisogno di sentirsi attraente. Mi chiamava lui di correre dalla mammina, gliela ficcavo piano davanti a skype, lei col pancione di sei mesi con dentro Valentina. Il piccolo Andrea, il loro primo figlio, dormiva ignaro nel lettino.
Sì, Valentina si ricorda fin troppo bene il mio cazzo, lo ciuccia come in estasi, più che innamorata. La fa star bene, sicuramente ha memoria degli orgasmi di sua madre col mio cazzone piantato.
Lo ricorda ma non lo sa.
E comunque lo vuole ancora.
Con un movimento veloce e fluido mi si siede sul bacino e il cazzo sparisce tutto nel pancino. Gode mordendosi le labbra. Io non sono preoccupato, ho ancora un'ora di autonomia. Ma detto fra noi, con una puttanella così il cialis non serve mica. Mi cavalca ondeggiando. Le pizzico il capezzolo. Le piace. Riprovo. Mi trema piantata sul cazzo. Il terzo pizzicotto è con torsione e grido di dolore. Le cosce le tremano.
'La prossima volta ti lego e ti faccio provare un po' di sadomaso.'
Cerca di ridere ma è preoccupata. 'Cosa sei? Un master?'
'Sono tutto.'
'In che se'nso?'
'Lo sai.
'No, dai, dimmelo! Cosa fai?'
La spingo di lato, cade sul materasso e le sono sopra. Una lotta poco convinta e cede subito, le metto il cuscino sotto la vita e le calo il cazzo nel culetto diciottenne. Ci premo tutto il peso, sentire contro le natiche morbide non ha prezzo.
'Fa' piano Mirko, ti prego.'
'Il tuo ragazzo lo prende in culo?'
'Chi?!! Matteo?'
'L'ho visto su insta. Per me non te la racconta tutta.'
'Ma dai! Matteo no di certo.'
La violento un pochino in culo, giusto per scioglierla.
'Perché? Non ti eccitano i bisex?'
Non risponde subito, ha il cazzo piantato fino allo stomaco.
'Tu lo sei?'
'Certo.'
'Ma... come fai?'
Non ha coraggio di chiedermi se lo prendo in culo.
'Ho sempre fatto tutto.' Rido e glielo spremo profondo in culo e mi sollevo per mezzo cazzo. 'Problemi?'
Non risponde. Alza il bacino e si scopa in culo da sola. È meglio di un frocetto. Anch'io facevo così con Paolo, suo padre, davanti a mammina che mi limonava in bocca. Sua madre la facevo godere di bocca, ho un raptus, giro Valentina e le lecco la fica affondando la testa fra le cosce lunghe. Viene aggrappata ai miei capelli, un orgasmo che la devasta. Va in tilt anche lei, trema ancora tutta mentre mi violenta il cazzo con un pompino fuori giri, ma non le basta, è disperata, si mette a pecora, si sgrilletta frenetica offrendomi la bella fica giovane. Sua mamma faceva così. Si calma un poco solo quando glielo ficco, ma sèinge indietro lei, lo vuole tutto e subito. Smania come una cagna, la faccio godere per un po' in maniera regolare e poi la finisco in culo. Sborro e questa schizzata è in culo.
S'è rimessa jeans e giubbetto, deve correre a casa, è tardi. La saluto con bacio, è piacevole carezzarle le chiappettine tonde che le ho aperto. Valentina mi massaggia il pacco piacevolmente stanco. Poche palle, si ricorda del mio cazzone, non può più starle lontana. Gioca a fare la monella.
'C'hai una bestia tu.' Ride.
È un attimo, lo leggo nei suoi occhi, vorrebbe ricominciare, vuole ancora il cazzo che faceva godere mammina quando era nel pancione. Per me si può fare e da due ore m'immagino come sarebbe legare Valentina e farla godere come dico io. È una puttanella sub, l'ho sentito da come tremava.
Invece vince il buon senso. Si mette lo zainetto in spalla e va verso la porta.
Si volta, deve chiedermi qualcosa che le frulla in testa.
'Perché mi hai chiesto di Matteo?'
le vado incontro. Le gratto la fighetta. Lei subito la mano sui mio pacco.
'Per mille motivi, si possono fare bei giochi intrigantii. Magari ti piacerebbe essere scopata davanti a lui, o farlo in tre, o guardare che lo scopo, o che mi scopa lui...'
Me la stringo contro, bella palpata di culo col cazzo che le preme sul pancino.
Mi spinge via spaventata. È spaventata perché le piacerebbe.
'Ci rivediamo?' le chiedo.
'Tu quando puoi?'
'Dopodomani, è sabato, vuoi dormire qui?'
Sorride da monella. 'Con te non si dorme, ahaha!' Ma poi fa la faccia da brava ragazza. 'Non posso... ho Matteo.'
'Fa' venire anche lui, allora.'
'Seee!... No, ti chiamo io.' Apre la porta.
La blocco contro la parete, fingo di baciarla e invece le strizzo il capezzolo.
Resiste strizzando gli occhi ma poi grida quasi. 'Basta!'
'Peccato, non sai che ti perdi.'
'Sei un bastardo.' Mi bacia e scappa via.
Vorrei vedere come giustificherà al suo Matteo i lividi.
Guardo l'ora e chiamo Paolo, suo padre. L'ho ricontattato su Fb dopo diciotto anni che non lo vedevo. Paolo mi ha dato subito il numero. È esaltato, mi tiene mezz'ora al telefono per ricordare i bei tempi. Ora che i figli sono diventati indipendenti lui e Barbara sono tornati attivi nel mondo dello scambismo. Ma solo con tre o quattro coppie di amici, sempre e solo con loro, hanno una casetta al lago e ogni tanto ci combinano festicciole. 'Devi vedere Barbara, è bella come allora, me la vogliono tutti, ahah... senti, mi piacerebbe fare una sorpresa a Barbara, tra quindici giorni facciamo un weekend dei nostri, bella gente ti assicuro, più giovani di noi... Ahah, lo sai che a Barbara piacciono giovani!... No, ti stavo dicendo, perché non vieni anche tu, a Barbara non ho detto nulla, non lo sa che esisti ancora... Ti giuro, Mirko, non sai le volte che pensiamo a te! Dai, vieni, Barbara impazzirebbe e, se vuoi, posso pagarti le spese.'
Gli dico che non esercito più da dodici anni, non voglio regali, ma sarebbe divertente rivedersi.
Paolo dà fuori, mi racconta che si fa Barbara con altri tre, ma nessuno di loro è un vero bisex. Ci gira attorno, vuole capire se lo prendo ancora in culo.
'Sarà come ai vecchi tempi, Paolo.'
'E a te come gira?' Mi chiede per cortesia.
Non dico nulla, cosa faccio sono cazzi miei, ma gli racconto che mi sto scopando alla grande una puttanella di diciotto anni, un tipino indipendente che mi ricorda Barbara, 'Ha orgasmi di culo.'
Ride esageratamente. 'Allora porta anche lei, non sai che voglia ho di incularmi una bella cagnetta!'
'Non questa volta.' Cazzo, prima puoi gli dirò che è la sua piccola Valentina.
Ci salutiamo, lui mi raccomanda cento volte di non dire nulla a Barbara.
Mi arriva un messaggio da Vale.
'Scusa, per sabato puoi ancora?'
'Hai convinto Matteo?'
'No, lui non sa nulla.'
'Non lo porti?'
'Non dire cazzate. Vuoi o no?'
'Cosa stai facendo adesso.'
'Ceno.'
'Con mamma e papà?'
'Sì.'
'Ti fa ancora male?'
'Brucia.' e ci mette una faccina imbronciata.
Io non le rispondo.
Dopo tre minuti mi arriva un 'Allora?'
'Non so, quando penso a te mi vengono in mente porcate che non posso scrivere.'
'Anche a me.' e tre faccine con gli occhi a cuore.
'Tua mamma ti lascia dormire da me?'
'Non devo chiederle il permesso.' Scrive incazzata.
'Okay. Tu adesso la avvisi che dormi da un nuovo amico e io ti aspetto sabato'
'Perché???'
'Magari un giorno te lo dico.'
'Sei strano tu.'
Intanto ho un messaggio di suo padre. 'Il prossimo wknd, non questo, non fare scherzi!'
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