In un cinema porno, per la prima volta

di
genere
gay


Racconto un po’ lungo, l’ho diviso in parti.
L’azione comincia da “Sala 1”
N.B. La penultima parte (l’aguzzino) è un po’ forte.

INTRODUZIONE
Pensavo non esistessero nemmeno più e invece nel 2026, a quarant’anni suonati, sono entrato per la prima volta in un cinema per adulti. Si trova a Como, si chiama “il Salotto Cinefilms”, l’ho scoperto per caso e ci sono andato un lunedì pomeriggio. Pomeriggio perché l’orario di questo cinema lascia poco spazio di manovra: apre alle 15, chiude alle 18. Tre ore al giorno. Tutti i giorni. Da un lato un peccato perché sarebbe molto più frequentato se fosse aperto anche di sera, ma non avevo considerato che la finestra oraria così ridotta avrebbe avuto dei risvolti positivi, perché “obbliga” ad arrivare presto. Anzi, non solo non avevo considerato questo aspetto, in realtà non pensavo nemmeno di trovare qualcuno: l’idea era di andarci un pomeriggio che credevo vuoto e fare una perlustrazione per capire se il luogo si prestava ad eventuali approfondimenti. Quindi ho scelto un anonimo lunedì di inizio settembre.
Non abito lontano, in auto circa 20 minuti, perciò dopo aver fatto una bella doccia (sia esterna che interna) e messo un paio di pantaloncini e una t-shirt, ho preso il minimo indispensabile e mi sono avviato. Il navigatore mi dava 19 minuti, sono arrivato in anticipo e poco prima dell’orario di apertura, così ho avuto modo di scegliere un parcheggio all’ombra (fa ancora un caldo infernale). Scendo dall’auto e fumo una sigaretta per passare gli ultimi 5 minuti prima delle 15.

ATTESA
Davanti al posto ma dall’altro lato della strada (dove c’è ombra) vedo due uomini, anche loro stanno fumando. Sono entrambi sopra i 50 anni, di bell’aspetto, uno in jeans e camicia mentre l’altro in pantaloncini e t-shirt come me. Non essendo mai stato in questo posto non posso sapere cosa siano lì a fare, anche se è evidente che stiano aspettando e in quella via c’è solo un bar oltre al cinema… quindi faccio due più due e comincio a guardarli con la coda dell’occhio. Noto che mi osservano. La sigaretta è finita, sono le 15 e quello in t-shirt si è già avviato alla porta del cinema. Entra.
A quel punto vado anche io, attraverso la strada, mi avvicino alla porta ed entro.
Sono in un atrio, davanti a me c’è la cassa, a sinistra una tenda rossa (l’ingresso di una sala), a destra un corridoio con un bagno e in fondo una seconda tenda rossa (evidentemente un’altra sala).
Alla cassa c’è un signore anziano, chiarissimo di carnagione e un po’ panzuto, saluto timidamente e chiedo un ingresso, il signore mi dice che sono 7 euro. Avvicino il bancomat ma il tizio mi dice che non prende pagamenti elettronici. Un attimo di sconforto, non ho quasi mai contanti, chiedo se c’è un bancomat nei paraggi ma mentre mi sta spiegando dov’è mi ricordo che ho della moneta in auto che, aggiunta ai 5 euro che avevo nel portafogli, dovrebbe arrivare alla cifra esatta. Quindi esco, corro all’auto e trovo fortunatamente diverse monete.
Torno e con mia sorpresa (oltre ai due cinquantenni che avevano fumato insieme a me bell’attesa) vedo che l’ingresso è già pieno, conto una decina di persone. L’età è sempre alta, tra i 50 e i 70 anni. A questo punto finalmente pago e prendo il biglietto.
Come prima cosa tappa in bagno, faccio pipì, mi lavo le mani e mi sistemo un po’ i pantaloncini calati, in modo che la riga delle chiappe si veda bene. Decido di varcare le tende della sala a destra, dopo i bagni. Dentro è buio ma non così pesto, la luce dello schermo è abbastanza forte da far vedere bene le persone. C’è un vecchio con un bastone proprio all’ingresso della sala intendo a guardare il film: un porno gay presumibilmente degli anni 90, niente di che, ma la verità è che non ero lì per guardare un film…


SALA 1
Entro e mi posiziono in fondo alla sala, dietro tutte le potrone. Non c’è nessuno tranne me e il vecchio, ma in meno di un minuto entrano altre persone. Riconosco il signore con la t-shirt che si appoggia al muro proprio accanto a me e allunga una mano verso la mia coscia.
Faccio altrettanto, muovendola poi verso la patta dei suoi pantaloncini, già gonfia.
Nel frattempo lui è arrivato al bordo posteriore dei miei, e sta entrando con la mano toccandomi le chiappe (constatando che non porto biancheria intima). A quel punto mi faccio più audace e slaccio i bottoni della patta, inserendo la mano e tastando un discreto cazzo già barzotto e caldo. Entro negli slip e comincio un movimento lento e delicato. Lui intanto sta ravanando tra le mie chiappe, ha trovato il buco e sta cominciando a forzarlo con un dito. Mi chino, mentre gli abbasso gli slip, e finalmente prendo in bocca il primo cazzo del pomeriggio. Lui geme e con l’altra mano mi prende la nuca per darmi il ritmo, senza però mai fermarsi nell’esplorazione del mio ano.
Le altre persone in sala, come sempre in queste situazioni, come api attirate dal miele, si avvicinano e cominciano ad aggiungersi a noi. Lui lascia fare, io sono felice. Anzi, il mio cavaliere invita proprio gli ospiti a toccarmi, a usufruire anche della mia bocca, con la mano mi dirige su altri tre falli ben turgidi che si sono radunati intorno. Altre mani mi toccano il culo, il petto, la testa, mi spogliano, mi ritrovo nudo solo con le scarpe, in balia di (a questo punto) 5 sconosciuti tra i 50 e i 60 anni, arrapati e famelici. Freneticamente passo da un cazzo all’altro, a volte me ne mettono due insieme in bocca, alcuni sono ben messi, uno in particolare ha davvero un cazzo enorme ed è un vero porco, mi soffoca scopandomi la gola finì a sentire i conati, sto lacrimando dagli occhi, sono al settimo cielo, siamo tutti eccitatissimi. Qualcuno mi tira uno schiaffo sul culo, io mugolo di piacere avendo la bocca piena, questo dà evidentemente il via ad una serie di trattamenti più “rudi” da parte di tutti che mi fanno impazzire.
Mi chiamano troia, succhiacazzi, puttana, usano solo il femminile, mi costringono in ginocchio, mi sputano in bocca e poi ci rimettono i cazzi dentro, vola qualche schiaffo. Io sono in estasi, guardo i miei aguzzini negli occhi mentre succhio quei membri così duri e buoni, pronti a eruttare e a darmi nutrimento.
Il primo, forse giustamente come diritto di prelazione, mi fa alzare e appoggiare allo schienale di una seggiolina. In questo modo sono chinato e posso continuare i miei servizi orali, mentre lui dietro con spunti e dita mi sta preparando il culo per l’inevitabile: vuole scoparmi. Lo fa subito dopo, appoggia il suo cazzo duro e spinge senza tanti complimenti.
“mmmmmm” è l’unico suono che posso emettere, dato che ho il cazzo grosso dell’altro porco ficcato in gola. Partono degli apprezzamenti al mio scopatore, “bravo, scopala, falle il culo a questa troia” e poi ancora sputi e schiaffi. Le persone sono aumentate, non so quanti siamo, so che non vedo più la luce, sono circondato da peni, e l’unica cosa che vedo, cazzi ovunque: un sogno. A sorpresa uno dei tanti mi sborra in faccia mentre sto succhiando il porco superdotato, questa cosa da il via a una serie di orgasmi e mi ritrovo in balia di braccia che mi strattonano per portare il mio viso o la mia bocca sui loro vulcani in eruzione. Gli insulti si moltiplicano, e si mescolano a grida animalesche e sospiri di godimento, conto almeno sei o sette sborrate, mancano solo l’uomo che mi sta trapanando il culo e il porco col cazzone, che non tardano e mi farciscono contemporaneamente culo e gola con particolare foga. Resto lì: nudo e riverso malamente sullo schienale di una poltroncina e a questo punto posso vedere distintamente almeno 15 persone intorno. Alla mia destra trovo i miei pantaloncini e maglietta. Sono macchiati, ovviamente, ma tanto anche io sono pieno di sborra quindi si sarebbero macchiati comunque. Le persone attorno silenziosamente si rivestono e si allontanano, sento qualche risata e qualche commento, probabilmente qualcuno si conosceva prima, nessuno bada a me, mi hanno usato e ora sono un giocattolo sporco, basta così (e a me va bene così). Vado a rinfrescarmi in bagno.

BAGNO
Esco dalla sala e noto con piacere che ora il cinema si è animato, penso ci saranno 20/30 persone, ma io ho bisogno di rinfrescarmi un attimo.
Il bagno è un corridoio con due orinatoi all’ingresso (separati con un muro dalla porta), due toilette con la porta e un rubinetto in fondo.
Mi sciacquo alla meglio, mi asciugo come posso e mi rimetto la maglietta.
Entrando con la coda dell’occhio avevo visto un signore agli orinatoi, che ovviamente non stava pisciando, quindi dopo essermi rinfrescato mi posiziono all’orinatoio accanto. Il signore non perde tempo e mi piazza una mano sul culo, cercando il buchino (ormai già ben allargato) con le dita. Io dal mio canto prendo in mano il suo pene ancora grondante di pipì e mi chino per pulirglielo con la lingua e farglielo intostare. L’uomo gradisce e continua a sditalinarmi l’ano, ancora ripieno della sborra del precedente inquilino. Lui se ne accorge e mi avvicina le dita sporche di sperma alla bocca accanto al suo cazzo, e io succhio tutto avidamente, questa cosa evidentemebte lo eccita tantissimo, mi gira mi ficca la testa in un orinatoio e mi scopa selvaggiamente con colpi decisi. Entrano altre persone e qualcuno si avvicina, un ragazzo (avrà 35 anni) deve pisciare, lo prego di farlo nella mia bocca, quindi gli prendo l’uccello tra le labbra e attendo di essere dissetato dal suo oro giallo. Dopo qualche secondo parte una copiosa pisciata che deglutisco con passione, provocando i soliti commenti dispregiativi che tanto mi eccitano e mi fanno sentire la troia che sono.
“Guardala questa troia, è proprio assetata!”
“Non vedeva l’ora di farsi usare da tutti”
“È proprio un cesso umano!”
Altri individui sono attorno a noi, hanno tutti il cazzo duro e puntato verso di me, piegato a novanta con ho un cazzo nel culo e quello nella bocca che, finita la minzione, ora è duro e voglioso di riempirmi con altro tipo di liquido.
Il signore che mi sta scopando accelera il ritmo, grugnisce parole incomprensibili e finalmente mi scarica il suo seme nell’intestino, provocando l’esultanza dei presenti che continuano nelle offese. Ho molte mani addosso, il ragazzo che sto succhiando mi spinge in ginocchio, sono sul pavimento sudicio di piscio e di sborra che sta colando dal mio culo aperto, circondato da cazzi che si alternano nella mia bocca.
Un altro tizio (questo sui 40 anni) si accorda con il primo e mi sollevano portandomi verso un cesso con la porta, mi fanno entrare ed entrano anche loro. Ma non chiudono la porta, la accostano solamente.
Ci spogliamo nudi e io mi rimetto in ginocchio adoperandomi con i due bei membri che ho davanti. Sono entrambi ben messi e molto duri, e cercano di penetrarmi la bocca insieme allargandomi oscenamente le labbra, spingendo senza riguardo nei miei confronti. Mi piace.
Intanto la porta è stata aperta e alcuni spettatori si menano i cazzi guardandoci. Il quarantenne mi fa alzare, mi mette a 90, si posiziona dietro di me e mi incula senza problemi, aiutato dal fatto che il mio ano era già bello allargato e umettato. L’altro continua a scoparmi la bocca, e si protende verso il mio culo con le mani per allargarlo. Volano schiaffi e insulti, e comincio a sentire delle dita entrarmi in culo insieme al cazzo. Me lo sento larghissimo e godo come poche volte, mentre continuano a scoparmi a ritmo bocca e culo, e mi dicono le peggio cose. Ora oltre al cazzo nel culo ho anche tre dita (almeno penso) e i due decidono di darsi il cambio. La situazione continua allo stesso modo, sempre un cazzo in bocca e uno in culo, entrambi accompagnati da dita, che sono anche di altre due persone che sono entrate. Non so quanto tempo sia passato, ma dopo un bel po’ di questo trattamento cominciano le sborrate.
Il primo è quello che sto succhiando, che mi prende per il collo, mi ficca il cazzo fino alla trachea e mi scarica direttamente in gola il suo possente carico. Seguito a ruota da quello dietro che si svuota dentro di me, e dai due “spettatori” che mi sborrano uno sulla faccia e uno sulle chiappe, proprio sopra al buco ancora occupato dal cazzo dell’altro, che spinge con le dita la sborra dentro di me.
Se ne vanno non curanti delle mie condizioni, scivolo e mi accuccio per terra, completamente nudo sul pavimento sudicio di un cesso pubblico.
Sono felice, il mio cazzo cola tantissimo, perdo sborra dal culo e ho la faccia completamente imbrattata. Mi sento usato, degradato, un oggetto di piacere da riempire e lasciare lì senza ritegno. È quello che voglio.

SALA 2
In qualche modo esco dal bagno quando sono andati via tutti. Mi lavo alla buona al lavandino, sono ancora nudo, i vestiti si trovano ancora appesi alla maniglia del bagno, sento gente che passa e ride di me, qualcuno entra e mi tocca, io però mi concentro sul pulirmi quanto posso, e mi rivesto perché in tutto questo ancora non avevo visto l’altra sala.
Esco dal bagno e mi prendo una bottiglietta d’acqua alle macchinette (con le monete avanzate da prima). Noto che il cinema adesso è molto pieno, saranno entrate 50 persone. La maggior parte sopra i 50 anni, e qualcuno anche oltre i 70…
Guardo l’ora: sono le 16:30, sono dentro da un’ora e mezza e ho già fatto la puttana con chiunque. Le persone che passano infatti ridacchiano alle mie spalle, indicandomi al tizio che fa i biglietti, probabilmente si conoscono quasi tutti. Lo vedo ridere, tutti sanno che sono una troia, mi indicano, mi sfottono. Sono eccitatissimo, passo davanti alla cassa ed entro nell’altra sala.
Sposto la tenda: questa sala è un po’ più grande, sullo schermo c’è un porno etero, anche in questo caso mi interessa davvero poco il film, guardo la sala.
Ci sono 6 file di poltrone da 4 posti l’una, ci sono seduti una dozzina di uomini che si stanno masturbando, e altrettanti sono in piedi in fondo alla sala che fanno la stessa cosa.
Decido di abbassarmi i pantaloncini per scoprire il culo e passeggiare tra quelli in fondo alla sala.
Subito sento delle mani palparmi, praticamente quasi tutti i presenti mi toccano il culo, qualcuno ci mette delle dita, tanto entrano facilmente, e mi ritrovo in un angolo circondato con le spalle al muro. Scivolo sulle ginocchia in modo da avere i cazzi di questi avventori ad altezza bocca e comincio a darmi da fare. Il film è più rumoroso di quello dell’altra sala, e si sentono i gemiti di un’attrice che evidentemente si sta divertendo (ovviamente io non vedo più nulla perché sono in ginocchio con davanti almeno 5 uomini). Succhio, succhio tutti, e con le mani libere masturbo gli altri, sembro una macchina, il mio unico scopo è fare godere questi perfetti sconosciuti che approfittano di me senza riguardo. Mi hanno già tolto la maglietta, mi tirano i capelli, mi sputano in bocca, mi arrivano schiaffi e i soliti insulti. Uno infila le dita di due mani in bocca e me la allarga fino a farmi quasi male, e a questo punto mi sputa in bocca e ci ficca il cazzo insieme alle dita. Gemo, mi lamento, ma vengo zittito dall’uomo che mi comanda “stai zitta bocchinara, apri bene ‘sta bocca e fatti scopare”
Obbedisco, in lacrime, ma mentre io taccio gli altri si lasciano andare tra insulti, sputi, schiaffi e tirate di capelli. Tutti vogliono la loro parte, sono strattonato continuamente da tutti, la mia bocca è un buco da usare freneticamente, non c’è alcun rispetto per me. Dopo qualche minuto qualcuno mi solleva per le spalle (aiutato da altri) e mi sbatte violentemente su uno dei sedili. In questo momento posso finalmente rivedere la sala: ora è piena, ci saranno 40 persone, quasi tutte stanno guardando verso di noi, verso me che vengo scaraventato seminudo sullo schienale di una poltroncina, mi vengono abbassati i pantaloncini fino alle caviglie, e sto per essere abusato da sconosciuti. La situazione che era successa in sala 1 si ripete ma questa volta ho più gente sia dietro che davanti e tutti si danno il cambio tra i miei buchi: è un continuo, di nuovo non vedo più la luce, sento appena i gemiti del film perché sono coperti da quelli dei miei aggressori, che godono rumorosamente e mi insultano in modo sempre più osceno.
“ma quanto è zoccola questa?”
“ne ho scopare di puttane ma mai nessuna così”
“questa non arriva a stasera intera, la spacchiamo”
“hai visto come si è divertita di là? Ma evidentemente non le basta, non le basta mai il cazzo a questa”
“e ti credo senti com’è larga e bagnata”
dopo queste parole sento qualche mormorio e vengo sollevata dalla mia posizione. Un uomo intanto si è sdraiato per terra, altri mi costringono a inginocchiarmi impalandomi sul suo cazzo. Lui mi prende per i fianchi e incomincia a scoparmi a smorzacandela, poi mi prende la testa e mi fa chinare verso di lui, come per baciarlo, ma ovviamente è solo una manovra per sputarmi in bocca e farmi inarcare la schiena per quello che sta arrivando.
Un secondo cazzo, non ho idea di chi sia, si sta facendo strada nel mio povero buco del culo, inondato da sputi. Vogliono scoparmi in due. Vogliono e ci riescono, tra l’approvazione generale della piccola folla che sembra più un tifo da stadio. Urlo di piacere (e di dolore), ma vengo zittito da una mano che mi tappa la bocca, poi un altro signore si piega un po’ sulle ginocchia davanti alla mia faccia, quel tanto che basta per far arrivare il suo cazzo dritto tra le mie labbra, e comincia anche lui a scoparmi assecondando il ritmo degli altri due. Non ho percezione dello spazio, davanti a me c’è solo la pancia dell’uomo, che mi tiene per le orecchie quindi non sento più nulla, solo sensazioni tattili: le mani addosso, qualche sputo e qualche schiaffo ogni tanto, e naturalmente un cazzo in gola e due piantati nel culo, che imperterriti mi stanno squarciando per svuotarmi dentro di me.
Finalmente il secondo cazzo nel mio culo sborra, sborra dentro il mio ano e la cosa eccita tantissimo il primo, quello che ho sotto, che non resiste e mi riempie dopo pochi secondi. A questo punto tutti cominciano a sborrarmi addosso, mentre i due trapanatori restano ancora un attimo dentro e poi piano piano si sfilano da sotto di me. L’uomo che sto succhiando mi toglie il cazzo dalla bocca e mi inonda il viso con una serie di spruzzi mai visti, copiosi e molto violenti, sono accecato dalla sborra e in ginocchio per terra, sento il culo colare, sento continuamente liquidi addosso, qualcuno mi sta ancora sborrando sul corpo, forse anche qualche sputo. Insulti e risate fanno da contorno mentre tutto gli uomini si dileguano lasciandomi solo e senza nemmeno la possibilità di vedere perché ho la faccia completamente coperta di seme. Resto lì, cerco di togliermi la sborra almeno dagli occhi, per capire dove sono i miei vestiti, come uscire da quella sala. Nessuno mi aiuta, se qualcuno passa mi scavalca e ride, o mi sputa addosso. Dopo qualche minuto riesco a rialzarmi, fortunatamente ritrovo sia maglietta che pantaloncini, e mi dirigo nuovamente in bagno perché sono ridotto davvero uno straccio. Faccio per uscire dalla sala quando una mano mi ferma, è un uomo di 40 anni che mi porge una salvietta.
Ringrazio per la gentilezza, e lo guardo: davvero un bel tipo, si offre di accompagnarmi in bagno, accetto volentieri.

L’AGUZZINO
Usciamo dalla sala insieme, le persone ci osservano e ridono di me come sempre, parlottano tra loro, commentando quanto fossi mignotta. Arriviamo in bagno e io vado al lavandino per sciacquarmi. Mi spoglio per lavarmi anche il culo e il cazzo che continuava a colare. Il mio buon samaritano è sempre lì con me, mi porge della carta per asciugarmi e mi tiene la maglietta. lo ringrazio e noto con piacere un bel gonfiore sulla patta dei jeans. Ha un fisico asciutto, una camicia aperta, l’erezione è evidente e sembra anche promettente, quindi una volta asciutto, allungo una mano sul suo pacco. Lo riconosco solo in quel momento: è in tizio che era in attesa con la sigaretta fuori dal cinema, non l’avevo più visto. Mi fissa negli occhi e la sua espressione cambia: ora non è più gentile e accomodante, si è fatto molto serio.
Vedo persone da fuori il bagno che ci osservano in silenzio. Penso che magari non voleva che lo toccassi, quindi tolgo la mano, ma lui me la afferra e se la infila dentro i pantaloni. Quello che tocco è davvero incredibile, un pene lungo e largo, non mi era mai capitato di non riuscire a chiudere la mano intorno a un cazzo… mi scaraventa dentro il bagno e chiude la porta.
“Spogliati” mi dice.
Io eseguo, mi tolgo maglietta e pantaloncini.
“Togliti calze e scarpe, ti voglio nuda”
Deglutisco la mia saliva, temo che il mio buon samaritano si stia trasformando in qualcuno che non è così gentile. Mi tolgo scarpe e calze e le ripongo in un angolo del cesso. Ora sono nudo come un verme, seduto sul cesso, lui è davanti a me e comincia a togliersi la cintura. Si apre la patta, si abbassa l’elastico delle mutande. Fa tutto con molta lentezza, quasi come fosse un rito. Io provo ad allungare le mani sul quel cazzo (Che finalmente posso vedere ed è davvero enorme) ma lui me le prende con forza, me le fa passare dietro la schiena, mi piega e me le lega con la cintura che si è tolto. La lega stretta. “Si mette male” penso tra me e me.
A questo punto mi prende per i capelli con una mano, mi costringe ad alzarmi e avvicina la sua faccia alla mia. Lo sguardo è crudele, non è più per nulla il signore gentile di prima.
Uno schiaffo. Forte. Sulla guancia.
Con l’altra mano continua a tirarmi i capelli.
“apri la bocca”
Eseguo.
Mi sputa in bocca.
Un altro schiaffo.
Un altro sputo.
Tutto questo con pause che a me sembrano infinite tra un colpo e uno sputo. Continua a fissarmi con odio. E poi ancora schiaffi e sputi, a ripetizione. Non parla, non dice nulla, io ho le lacrime e il volto rosso e coperto di qualche sputo che non è andato in bocca.
Mi spinge in basso, lentamente, fino al suo pube. Con una mano mi tiene sempre per i capelli, mi fa male. Con l’altra si prende il cazzo duro e mi spalma la saliva sul viso, come fosse una crema.
Poi poggia la punta della cappella alla mia bocca sempre spalancata, lascia il membro con la mano e la porta sulla mia testa, prendendomi per un’altra ciocca di capelli. Ora tira in due punti e mi fa molto male. Sto piangendo.
Con un colpo fortissimo mi caccia il cazzo in gola e mi tira per i capelli al suo cospetto. Non respiro, ho il naso premuto sui suoi peli e il suo grosso membro che mi tappa fin dopo le tonsille.
Tossisco, ho i conati, mi dimeno, lui è impassibile.
Dopo qualche secondo (a me è sembrata un’eternità) mi tira indietro. Sono evidentemente rosso, le lacrime scendono a fiumi. Dalla mia bocca mi esce schiuma e bava, rigagnoli osceni che vanno dalle mie labbra al suo cazzo, proprio a pochi centimetri da me, per poi colarmi addosso. Sono in ginocchio per terra. Lui mi tiene ancora per i capelli.
Mi sputa in bocca, anzi in faccia perché la distanza non gli permette la precisione di prima.
Mi tira di nuovo a se.
Ancora, violentemente, mi deflora la gola. Mi lamento, cerco di dimenarmi, di respirare in qualche modo ma non c’è verso. Mi tiene così ancora per qualche interminabile secondo e poi mi stacca, sempre di colpo.
Questa tortura va avanti un po’, io sempre immobile e remissivo alle sue richieste, ricevo i suoi sputi, mi faccio soffocare dal suo grandioso pene, lacrimo e sbavo in modo schifoso, sono uno spettacolo disgustoso, lì in ginocchio per terra in un cesso pubblico completamente nudo.
Il suo pene è durissimo, evidentemente questa cosa gli piace un sacco. Quindi sono felice. Il mio unico scopo è quello di far godere i maschi, non obietto sui modi, un cazzo duro e una sborrata sono le uniche due soddisfazioni che chiedo.
Cambia gioco: mi spinge in basso. Molto in basso. Mi obbliga a leccargli una scarpa. Mentre l’altra me la mette sulla nuca. Mi sta schiacciando con una scarpa mentre mi obbliga a leccargli l’altra. Sono una nullità ai suoi piedi, con la faccia per terra, faccio schifo. In quel momento sento delle voci fuori dal cesso, e realizzo che mi piacerebbe essere visto e insultato da altre persone.
L’aguzzino sembra leggermi il pensiero perché apre la porta. Io non vedo nulla perché ho la faccia sulla sua scarpa ma sento diverse voci
“Guardala lì”
“Che schifosa, non ha vergogna”
“ma non vedi che gode ad essere maltrattata? Guarda quando sbava quel cazzetto che si ritrova”
era vero. Umiliato, degradato e dolorante per terra, il mio cazzo sembrava una piccola fontana, sbrodolava come non mai, mentre venivo obbligato a leccare una scarpa sudicia e un’altra mi premeva la nuca. Dopo diversi minuti il mio padrone mi alza di nuovo, tirandomi ancora per i capelli. Posso finalmente vedere che fuori dalla porta c’erano quattro persone (e molte altre dietro perché vedevo una coda). Tutte con il cazzo di fuori, duro, che si segavano. Ho pochissimi secondi per guardare perché l’uomo ricomincia col trattamento di prima: sputo, cazzo in gola, soffocamento, riposo. Inoltre incomincia a tirarmi dei calci sulle palle, non fortissimi per fortuna, ma molto dolorosi. Urlo quando ho la bocca libera, per poco però. Ripete questa cosa per diverse volte: calcio, sputo in faccia, cazzo in gola, soffocamento, riposo. Sono davvero spaventato e dolorante, dappertutto, i capelli, le palle, la gola e i polsi ancora legati dalla sua cintura. Finché mi fa finalmente alzare, mi gira, mi fa piegare in avanti (tutto questo sempre tirandomi i capelli, muovendomi come una marionetta), e mi ficca la testa dentro la tazza del cesso. E finalmente mi scopa. Mi infila quel cazzo enorme nel culo, grazie al cielo adeguatamente allargato prima, e mi trapana selvaggiamente. Ho la testa infilata in un cesso, un uomo mi sta distruggendo l’ano con un cazzo oltre misura, altri sconosciuti si godono questo spettacolo masturbandosi, e lanciando insulti che però non sento perché la tazza mi impedisce di distinguere i rumori.
La scopata è lunga e violenta, il mio torturatore non accenna né a venire né tantomeno ad addolcire il trattamento. Io non posso nemmeno aggrapparmi perché ho ancora i polsi legati, quindi cerco di restare poggiato con le spalle alla tazza. Lo sento parlare ma non capisco. Avverto però che qualcuno è entrato nel cubicolo con noi, penso che vorrà che lo succhi mentre mi scopa ma quando cerco di alzare la testa per tutta risposta lui mi riprende di nuovo i capelli tirandomeli fortissimo e mi sbatte la fronte sulla porcellana della tazza, dice solo “GIÙ”, con tono perentorio e obbligandomi a stare chinato. Mi gira però la testa di lato, con la faccia rivolta agli sconosciuti appena entrati e da quell’angolazione penso di aver capito cosa mi aspetta. Prima uno e poi anche l’altro cominciano a pisciarmi sulla faccia. Mi viene richiesto di tirare fuori la lingua, eseguo senza obiettare. Non sarebbe servito a nulla. Non ho nessuna possibilità di scampo: sono legato nudo con la testa dentro a un cesso, mentre degli estranei mi pisciano in faccia. Fatico persino a prendere fiato, sono annullato in questo momento. Questo trattamento però fa aumentare l’eccitazione generale, il mio aguzzino infatti accelera le mosse e comincia ad emettere dei grugniti animaleschi, mentre le ultime gocce di urina vengono scrollate dai cazzi dei visitatori. A questo punto l’uomo mi prende per i fianchi, stringendomi con le mani come due morse, facendomi male, e finalmente scarica il suo seme dentro di me, con movimenti decisi e potenti, ci mette molti secondi per svuotarsi del tutto, trema, tremo anche io. Poi si accascia sulla mia schiena, ma poco dopo si rialza, prende un pezzo di carta igienica, si pulisce e lo butta nella tazza del cesso dove io, che non mi sono ancora rialzato, sto facendo colare l’urina dai miei capelli.
L’uomo slega la cintura dai miei polsi, io finalmente posso poggiare le mani sulla tazza per rialzarmi e guardarlo. Lui non mi guarda nemmeno in faccia, non dice niente e se ne va lasciandomi lì. Alcuni spettatori hanno ancora il cazzo duro in mano e mi guardano come si guarda una bestia allo zoo, mentre cerco di sedermi (per terra perché non ho le forze per rialzarmi sulla tazza) e di riordinare le idee per capire cosa fare. Naturalmente entrano in tre e mi sborrano addosso, instabdomi ancora. Tanto ormai cosa potrebbe cambiare?
Attendo qualche minuto, lascio che la piccola folla si dipani, e quando capisco di essere rimasto solo in bagno mi alzo, mi dirigo nudo al lavabo e cerco per l’ennesima volta di lavarmi. Questa volta è più difficile perché oltre alla sborra sul corpo, sulla faccia, e sul (e nel) culo, ho anche i capelli pieni di pipì e il segno di suole di scarpe sulla nuca e sulla schiena. Ci metto un po’ ma riesco a pulirmi, recupero calze, scarpe, pantaloncini e maglietta e mi ricompongo.

FINALE
esco dal bagno e torno nella prima sala, vorrei sborrare per poter andare a casa tranquillo. Molte delle persone se ne sono andate, probabilmente cercavano solo qualcuno con cui svuotarsi i coglioni (e l’hanno trovato).
In questa sala è rimasto il vecchio col bastone che c’era all’inizio. Mi abbasso i pantaloncini e mi siedo su una poltroncina, il vecchio si avvicina a me.
“ti sei divertita eh?”
“molto…”
“ho visto tutto, sei proprio Troia senza ritegno”
“Grazie”
“Ti piace esserlo non è vero? Godi nell’essere umiliata, degradata, provi proprio piacere quando ti usano e ti lasciano lì come uno straccio”
“…sì”
“adesso cosa fai?”
“vorrei sborrare così vado a casa tranquillo”
“se vuoi ti do una mano”
non capisco se vuole masturbarmi lui o cosa, ma vedo che mi prende le cosce e me le fa alzare, appoggiando i piedi allo schienale davanti, e mi fa andare un po’ avanti col bacino, in questo modo il mio buco del culo è proprio al limite della poltroncina. Mi sto segando, mentre lui armeggia nel suo marsupio. Tira fuori un preservativo, continuo ad essere confuso, non capisco davvero cosa voglia fare con me in quella posizione.
Apre il profilattico e lo appoggia sull’impugnatore del suo bastone.
Solo in quel momento mi rendo conto che il bastone finisce con un’impugnatura fatta a forma di semisfera molto larga, quasi quanto una pallina da tennis, e sotto una specie di elsa intagliata.
Il vecchio prende ancora qualcosa dal marsupio: è un lubrificante.
Vuole infilarmi quel bastone nel culo. Io sono seduto con le gambe piegate come se fossi da un ginecologo, lui accanto a me seduto sulla poltroncina che punta un bastone sul mio ano. Lo appoggia e piano piano, facendolo roteare, lo fa entrare sempre di più. Godo tantissimo e mi sego. Lui incastra l’altra estremità del bastone sulla parte sotto del sedile davanti a me, che come tutti i sedili dei vecchi cinema e reclinabile, e poi comincia a muoverla in modo da scoparmi col bastone dando il ritmo col sedile davanti.
Sono di nuovo in estasi.
“Godi godi puttana, senti come ti entra il bastone, non ti sono bastati tutti i cazzi che hai preso oggi vero? Che troia schifosa sfondata che sei. Dai segati quel cazzetto e sborra così te ne vai a casa che ormai li hai svuotati tutti”.
Io con gli occhi chiusi mi godo quel trattamento e mi sego fortissimo, e quando aumento il ritmo e sto per sborrare il vecchio tira sempre di più il sedile davanti per farmi entrare il bastone sempre di più, mi fa quasi male quando finalmente sborro, mi schizzo in faccia da quanto ero eccitato, urlo, è un orgasmo fortissimo e molto prolungato, pieno di spasmi, il vecchio continua a insistere col bastone ma piano piano rallenta e finalmente si ferma, scosta il bastone dal sedile e finisce di sfilarmelo dal culo. Resto immobile per qualche minuto, sento il cuore ancora accelerato e il cazzetto che piano piano si rimpicciolisce. Mi allunga dei fazzoletti con cui mi aiuta a pulirmi dalla mia stessa sborra, e mi aiuta anche a ricompormi.
Lo saluto, gli dico che tornerò presto, e lui mi dice che la prossima volta porterà dei giocattoli per me…

FINE
spero di non avervi annoiato, qualsiasi commento o insulto è ben accetto.

Ps. Basato su fatti realmente accaduti, alcune parti sono state un po’ romanzate ma vi posso assicurare che i fatti sono quelli successi.
scritto il
2026-09-08
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