La mia prima volta – parte prima – mia cugina
di
La Ragazza con i Louboutin
genere
prime esperienze
Avevo compiuto 18 anni ed ero ancora vergine. Nonostante qualche fidanzatino adolescenziale, per lo più compagni del liceo, non era avvenuto nulla. Non certo per mia volontà, anzi, piuttosto per l’incapacità dei miei giovani, inesperti e superficiali partner.
La cosa mi disturbava. Provavo una forte attrazione per i maschi, e per i loro attributi. Il desiderio di avere la mia prima vera esperienza sessuale stava diventando un chiodo fisso.
Confidandomi con le amiche e compagne di classe, frequentavo l’ultimo anno del liceo, che avevano già perso la verginità scoprivo che in realtà le loro esperienze non erano affatto emozionanti come avrei voluto per me. Maschietti che venivano subito, al primo sfioramento, ancor prima di penetrare o duravano due secondi. Praticamente nessuno che amasse i preliminari fatti con passione e dedizione attraverso stimolanti giochi di bocca e di lingua o sapesse utilizzare sensualmente mani e dita per eccitare la propria compagna.
Forse chiedevo troppo. Le mie letture dei meravigliosi e coinvolgenti romanzi erotici di Anaïs Nin, ‘Il delta di Venere’ era il mio preferito, avevano probabilmente idealizzato e distorto la mia visione della realtà, portandomi ad immaginare un mondo di desideri irreali e irrealizzabili.
Eppure, nei video pornografici che già si trovavano su internet mi imbattevo anche in deliziose scene di sesso dove la donna era al centro dell’attenzione di uno o più maschi che la facevano godere come avrei voluto anch’io…
A riaccendere la speranza fu mia cugina, un paio di anni più grande di me, una bella ragazza, più alta di me, ma con meno seno. Mi confessò di aver perso la verginità con un uomo “grande”. Era un collega e amico del padre, sui 45 anni. Me lo descrisse bello e atletico, sposato con una megera, una sorta di mostro antipatico (da ragazzine siamo tremende e impietose… ma speso anche da grandi!). Mia cugina aveva 19 anni, aveva appena terminato gli esami di maturità. Quell’estate le due famiglie avevano affittato una casa al mare a Sabaudia, un villino bi-familiare con il giardino in comune.
In spiaggia c’erano stati sguardi intensi e sorrisi fugaci. L’attrazione c’era ed era reciproca, anche se celata e repressa per non insospettire nessuno.
Con la scusa di una lieve distorsione alla spalla, mia cugina si era fatta spalmare la crema solare da lui. Si era talmente eccitata che il costume si bagnò e dovette buttarsi in acqua. Lui se ne accorse sorridendo maliziosamente.
Un giorno di fine luglio si ritrovarono soli. Mio zio aveva organizzato una gita ma mia cugina non aveva voglia di andare e rimase a casa. La moglie dell’amico era in Veneto dai parenti con i due figli, due mocciosi antipatici come la madre (sempre a giudizio di mia cugina!).
L’amico di mio zio doveva rimanere a Roma per lavoro, ma avendo terminato presto decise di andare al mare e fare un bagno per rinfrescarsi dalla cappa di caldo cittadina. Dall’Eur, dove aveva l’ufficio, a Sabaudia, senza troppo traffico sulla via Pontina, ci vuole meno di un’ora. Mia cugina sentì il cancelletto del villino aprirsi e si spaventò, non aspettava nessuno. Poi riconobbe l’amico del padre e si tranquillizzò andandogli incontro. Lei le chiese cosa facesse lì, lui spiegò la voglia di fare un bagno e le chiese se voleva tuffarsi con lui. Lei non ci pensò due volte, corse a mettersi il bikini e scese con lui in spiaggia.
Entrando nell’acqua fresca e invitante si schizzarono per scherzare. Una volta in acqua iniziarono le carezze e le palpate. Si baciarono appassionatamente. Le mani di entrambi scorrevano sulla pelle dell’altro, toccandosi e accarezzandosi con ardore e desiderio. Fu l’inizio di una serata di passione e sesso sfrenato. Lui, raccontava mia cugina con visibile piacere, era stato bravissimo. Prima di penetrarla con la sua grossa verga l’aveva baciata, accarezzata e leccata ovunque, portando la sua eccitazione alle stelle. La sua patatina era zuppa e quando lui l’aveva penetrata, con garbo e attenzione, nonostante fosse vergine, mia cugina aveva provato solo piacere… un immenso piacere.
La voglia e il desiderio erano talmente forti che lei volle perdere subito anche la verginità anale. Lui inizialmente era contrario, diceva che le avrebbe potuto far male, ma mia cugina seppe convincerlo. Gli fece un grande pompino, come aveva visto fare nei video porno, senza farlo venire, e poi ebbe l’idea di lubrificare l’ano con un po' di olio solare lenitivo. Funzionò perfettamente. Lei si mise sdraiata a pancia in su sul tavolo, con le gambe sollevate. Il grosso cazzo di lui entrò quasi senza fatica e mia cugina godette come una porca (sempre parole sue!) venendo e urlando di piacere mentre lui, con il cazzo nel suo culo, la sditalinava in fica stuzzicandole il clitoride.
Il racconto della prima vera esperienza sessuale di mia cugina mi eccitò da morire. Dovevo assolutamente trovare e provare un uomo maturo, che sapesse farmi godere come l’amico di mio zio aveva fatto con mia cugina.
(continua)
La cosa mi disturbava. Provavo una forte attrazione per i maschi, e per i loro attributi. Il desiderio di avere la mia prima vera esperienza sessuale stava diventando un chiodo fisso.
Confidandomi con le amiche e compagne di classe, frequentavo l’ultimo anno del liceo, che avevano già perso la verginità scoprivo che in realtà le loro esperienze non erano affatto emozionanti come avrei voluto per me. Maschietti che venivano subito, al primo sfioramento, ancor prima di penetrare o duravano due secondi. Praticamente nessuno che amasse i preliminari fatti con passione e dedizione attraverso stimolanti giochi di bocca e di lingua o sapesse utilizzare sensualmente mani e dita per eccitare la propria compagna.
Forse chiedevo troppo. Le mie letture dei meravigliosi e coinvolgenti romanzi erotici di Anaïs Nin, ‘Il delta di Venere’ era il mio preferito, avevano probabilmente idealizzato e distorto la mia visione della realtà, portandomi ad immaginare un mondo di desideri irreali e irrealizzabili.
Eppure, nei video pornografici che già si trovavano su internet mi imbattevo anche in deliziose scene di sesso dove la donna era al centro dell’attenzione di uno o più maschi che la facevano godere come avrei voluto anch’io…
A riaccendere la speranza fu mia cugina, un paio di anni più grande di me, una bella ragazza, più alta di me, ma con meno seno. Mi confessò di aver perso la verginità con un uomo “grande”. Era un collega e amico del padre, sui 45 anni. Me lo descrisse bello e atletico, sposato con una megera, una sorta di mostro antipatico (da ragazzine siamo tremende e impietose… ma speso anche da grandi!). Mia cugina aveva 19 anni, aveva appena terminato gli esami di maturità. Quell’estate le due famiglie avevano affittato una casa al mare a Sabaudia, un villino bi-familiare con il giardino in comune.
In spiaggia c’erano stati sguardi intensi e sorrisi fugaci. L’attrazione c’era ed era reciproca, anche se celata e repressa per non insospettire nessuno.
Con la scusa di una lieve distorsione alla spalla, mia cugina si era fatta spalmare la crema solare da lui. Si era talmente eccitata che il costume si bagnò e dovette buttarsi in acqua. Lui se ne accorse sorridendo maliziosamente.
Un giorno di fine luglio si ritrovarono soli. Mio zio aveva organizzato una gita ma mia cugina non aveva voglia di andare e rimase a casa. La moglie dell’amico era in Veneto dai parenti con i due figli, due mocciosi antipatici come la madre (sempre a giudizio di mia cugina!).
L’amico di mio zio doveva rimanere a Roma per lavoro, ma avendo terminato presto decise di andare al mare e fare un bagno per rinfrescarsi dalla cappa di caldo cittadina. Dall’Eur, dove aveva l’ufficio, a Sabaudia, senza troppo traffico sulla via Pontina, ci vuole meno di un’ora. Mia cugina sentì il cancelletto del villino aprirsi e si spaventò, non aspettava nessuno. Poi riconobbe l’amico del padre e si tranquillizzò andandogli incontro. Lei le chiese cosa facesse lì, lui spiegò la voglia di fare un bagno e le chiese se voleva tuffarsi con lui. Lei non ci pensò due volte, corse a mettersi il bikini e scese con lui in spiaggia.
Entrando nell’acqua fresca e invitante si schizzarono per scherzare. Una volta in acqua iniziarono le carezze e le palpate. Si baciarono appassionatamente. Le mani di entrambi scorrevano sulla pelle dell’altro, toccandosi e accarezzandosi con ardore e desiderio. Fu l’inizio di una serata di passione e sesso sfrenato. Lui, raccontava mia cugina con visibile piacere, era stato bravissimo. Prima di penetrarla con la sua grossa verga l’aveva baciata, accarezzata e leccata ovunque, portando la sua eccitazione alle stelle. La sua patatina era zuppa e quando lui l’aveva penetrata, con garbo e attenzione, nonostante fosse vergine, mia cugina aveva provato solo piacere… un immenso piacere.
La voglia e il desiderio erano talmente forti che lei volle perdere subito anche la verginità anale. Lui inizialmente era contrario, diceva che le avrebbe potuto far male, ma mia cugina seppe convincerlo. Gli fece un grande pompino, come aveva visto fare nei video porno, senza farlo venire, e poi ebbe l’idea di lubrificare l’ano con un po' di olio solare lenitivo. Funzionò perfettamente. Lei si mise sdraiata a pancia in su sul tavolo, con le gambe sollevate. Il grosso cazzo di lui entrò quasi senza fatica e mia cugina godette come una porca (sempre parole sue!) venendo e urlando di piacere mentre lui, con il cazzo nel suo culo, la sditalinava in fica stuzzicandole il clitoride.
Il racconto della prima vera esperienza sessuale di mia cugina mi eccitò da morire. Dovevo assolutamente trovare e provare un uomo maturo, che sapesse farmi godere come l’amico di mio zio aveva fatto con mia cugina.
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