Cinzia, la figlia di Luisa 70enne

di
genere
etero

Questo è il seguito del racconto già pubblicato Luisa 70enne, prima la mama e poi la figlia. Siamo nel 2026 ed è un pomeriggio di metà giugno, quando incontro Cinzia nell'androne del palazzo dove abito e ci salutiamo cordialmente. Difficilmente negli ultimi anni avevo avuto occasione di incontrare Cinzia da sola, in quanto quelle volte che veniva ad incontrare sua madre (vedova da oltre vent'anni) era sempre accompagnata da marito o figlio. Stavolta era  venuta da sola per ritirare la posta e fare un salto a casa della mamma al secondo piano. Cinzia era una donna non bellissima né appariscente, difatti neanche da giovane poteva dirsi di lei che fosse una gran bella e interessante ragazza. Fisicamente intorno a 1,65, i capelli di un castano chiaro (tinti) corti e fino alle spalle, una taglia 46 un po' robustella insomma; quel giorno indossava una gonna di jeans al ginocchio, sopra una felpa di cotone bianca con la zip davanti e mostrava un décolleté con una terza di seno, ai piedi un paio di zeppe di sughero. Cinzia era la primogenita di Luisa, una signora che oggi ha poco meno di 90 anni, rimasta vedova intorno ai 70,  e che in due anni aveva subìto la morte del marito e la perdita dell'altra figlia. Con Luisa avevo avuto una frequentazione di qualche anno, durata fino al 2016. Tornando a quel pomeriggio di giugno ci avviamo verso l'ascensore e le chiedo se sua madre sta ancora a casa con lei e il marito avvocato. Mi risponde che Luisa ora è in un centro anziani sul litorale nord del Lazio, e l'appartamento di lei ora lo occupa saltuariamente suo figlio quando torna la fidanzata da Londra.  Cinzia sale al 2° piano, io il 4° e mentre saliamo mi chiede di mia moglie, dicendomi di portarle i saluti. Scende al suo piano, ci salutiamo,e se ne va, ma uscendo dall'ascensore al quarto piano, la sento imprecare e litigare con una della serrature della porta che non riesce ad aprire e dopo qualche secondo sento la sua voce chiamarmi: -"Robe'...Robertooo sei ancora lì? Scusami ma non riesco ad aprire, sei ancora lì? Mi daresti una mano?". 
Risposi: -"Arrivo" e scendo a vedere, ma dopo vari tentativi la chiave non voleva saperne di girare. Riprovo ancora anche strattonando la porta...ma niente. 
La donna mi fa: -"Non sarà che hanno provato ad entrare i ladri?" e mentre le faccio cenno di no con la testa, le dico: -"Ma neanche voglio forzarla, ho paura di rompere la chiave dentro...eppoi davvero son dolori. Vado un attimo a casa, prendo dello sbloccante...aspettami che può darsi che risolviamo". Qualche spruzzatina di lubrificante, un po' di movimento della chiave, ed ecco che riesco ad aprire; ho le mani tutte unte e puzzolenti. -"Grazie...grazie...mi hai salvato" diceva la donna con le mani giunte a preghiera. Poi precedendomi nella casa e ringraziandomi ancora mi invitò a lavarmi le mani e dicendo:
-"Gradisci un caffè...o qualcosa di fresco?... Vediamo se i ragazzi  hanno lasciato qualcosa". Dal bagno rispondo: -"No, il caffè no grazie" e lei: -"Di fresco c'è solo del limoncello in congelatore...ti va bene?". Rispondo che va bene, ma solo se lo prende anche lei. Cinzia mi fa accomodare in salotto su un vecchio divano in legno e tessuto coperto da un telo bianco, in alcuni punti scoperti si intravede la seduta abbastanza lisa di velluto giallo ocra, e dopo qualche minuto si presenta con una bottiglia ghiacciata e due bicchierini; appoggia tutto sul piano di onice del tavolino in ottone e viene a sedersi accanto a me. Sorseggiamo quel liquore fresco e piacevole con gusto le chiedo come sta la mamma e mi risponde che in una struttura per anziani fuori Roma c'è anche un bel parco alberato, che si trova bene, anche se ogni tanto ha dei vuoti di memoria, ricorda molto il passato ma meno il presente. Intanto le squilla il cellulare e si avvia verso l'ingresso a rispondere, sento che conversa qualche minuto ma non riesco a capire chi è l'interlocutore. Io intanto ho versato ancora del limoncello nei nostri bicchieri.  Tornando in salotto mi parla ancora di sua madre, la interrompo e le dico: 
-"La prossima volta che vai a trovarla, abbracciala forte e dille che questo abbraccio glielo mando io...vedrai che le strapperai un sorriso... perché le ricorderà un periodo gioioso della sua vita; fallo, mi raccomando".  Nei suoi occhi c'era un'espressione di stupore e curiosità e mi chiese di essere più chiaro. Beviamo un altro limoncello e ti spiego, le dissi. E inizio col dirle: 
-"A tua mamma Luisa le sono stato molto vicino quando è rimasta sola dopo i due lutti ravvicinati, sono stato il suo amico fidato, siamo usciti varie volte, l'ho portata in giro per Roma tra chiese e musei, l'ho portata a Ostia a vedere il mare, siamo andati qualche volta a cena fuori, e spesso abbiamo cenato insieme qui a casa, si sentiva tanto sola. Sono stato il suo psicologo e sono riuscito a farla rifiorire e a rendere gradevoli i suoi momenti di solitudine". Cinzia mi ascoltava in silenzio e abbozzò un mezzo sorriso , cosi continuai: -"Sono stato il suo confidente, difatti mi ha raccontato cose della vostra famiglia, di tuo papà burbero e severo, padre-padrone con lei e con voi figlie, non l'ha mai resa felice, né come donna e né come moglie, non rendendo felici nanche voi figle; me lo confermi?". 
Mi fermai un attimo, lei faceva cenno di sì con la testa, e continuai: -"E so pure che anche tu, pur di scappare da questo regime quasi militare, sei andata via di casa molto giovane, ti sei sposata un avvocato ma non sei mai stata una moglie felice; e tua mamma mi confessava che, se tu avessi avuto più carattere, avresti accettato le avances di qualche amante! Le occasioni le hai avute, è vero che avresti fatto cornuto tuo marito, ma sicuramente eri un po' più felice". Appoggiò la testa sulla mia spalla e intanto in modo soffocato disse: -"Che vergognaaa....anche questo ti ha raccontato mamma! Nooo...mi ha descritto come una puttana...nooo...non ci credo". Cercai di spiegarle che non era una puttana, ma una persona bisognosa dell'affetto che le mancava! Non rispose e proseguii: -"Cinzia ascoltami, con mamma abbiamo fatto l'amore... e tua madre ha conosciuto con me i piaceri dell'amore... pur se dopo i settant'anni anni, ma ha assaporato la vita mai come prima". Cercavo di farla ragionare scuotendola per le spalle, ma lei continuava a coprirsi gli occhi e singhiozzare. Proseguendo le dissi: -"Tuo padre non era riuscito neanche a farla sentire donna completa e sposa felice. Con me si è realizzata negli ultimi anni... Dovresti essere felice per lei... Questo è stato per anni il nostro segreto e non ne ho mai parlato con nessuno; tu sei la prima a saperlo". Annuiva con la testa continuando a coprirsi gli occhi con le mani esclamando tra le lacrime: -'Nooo, mamma nooo, mamma nooo, proprio con mia madre noooo! Oddio e tu sei pure sposato...Che vergogna...Come è potuto succedere...Che vergogna". Scattò in piedi, mi alzai anch'io, Cinzia coi pugni chiusi cercava di percuotermi battendoli sulle mie spalle... singhiozzaca, mi avvicinai abbracciandola, lei nascose il viso sulla mia spalla e sentivo le lacrime bagnarmi tutta la t-shirt. Ripeteva ancora singhiozzando: -"Come è potuto succedere... Che vergogna...Mon riconosco più mia madre! Come ha potuto fare e farmi questo... mettere a nudo la sua, e pure la mia vita...". Approfitto della pausa dicendo:
-"Cinzia ascoltami un attimo, tu vuoi bene a tua mamma?...e ci tieni a lei? Allora devi soltanto essere contenta che quella povera donna, ha avuto un po' di libertà e qualche attimo di felicità solo restando vedova, ha trovato in me una persona con cui sfogarsi, e ha vissuto con me dei momenti che non aveva conosciuto in tutti gli anni del matrimonio". E le chiedo ancora:
-"Rispondimi...vuoi bene a tua mamma?" La sua risposta non si fece attendere: -"Io l'adoro mia mamma... è la mia vita...ma che c'entra? Perché parlare pure della nostra vita, di mio padre, di me!". Inizio col dirle: 
-"Allora se vuoi bene alla tua mamma devi essere contenta per lei, contenta perché dopo tanto dolore ha assaggiato un po' di serenità e anche tu devi essere felice per lei. In quanto a te, mi ha sempre confidato che sei la figlia prediletta, ed è chiaro che teneva a cuore la tua felicità! E allora pensai, che se quelle parole avevano funzionato, magari smette a di singhiozzare e se ne sarebbe fatta una ragione! Cercavo di rincuorarla e intanto la tenevo abbracciata accarezzandola con lenti movimenti su e giù dal collo alla schiena e fino alla gonna; lei provo' un timido abbraccio ma continuò a tenere il viso affondato nella mia spalla.  Abbracciandomi la sua felpa era salita di quel tanto che lasciava parte della schiena scoperta, le mie dita finirono per accarezzare la pelle nuda, e lei ebbe un lieve sussulto. Almeno per me, quella situazione era diventata eccitante, e allora con tocco leggero inizio a sfiorare ogni sua vertebra; avverto un forte calore sulla mia spalla, Cinzia doveva avere le guance rosso fuoco. Tento di sollevarle la testa per guardarla in viso, lei si rende conto della mia idea e affonda ancor più la testa nella mia scapola, esclamando con un filo di voce: -"No, per favore no! Non mi va di farmi vedere così...mi sento a disagio...mi vergogno!" E rispondo: -"Va bene...va bene...ok...come vuoi". Intanto avevo notato sul tavolo della sala il piccolo telecomando dell'avvolgibile elettrico. Allungo una mano e inizio a fare scendere la tapparella e in pochi secondi la stanza era completamente buia tranne un'impercettibile filo di luce che proveniva dalla finestra dell'ingresso. E dissi: -"Cinzia, anche se volessi non potrei guardarti... apri gli occhi dai, non sentirti più a disagio" e mentre glielo dicevo le sollevavo la testa, e con i pollici le asciugavo le lacrime soffermandomi a sfiorarle più volte le guance dicendole: -"Basta lacrimoni...basta...sei rosso fuoco". Lei sorridendo, rispose:
-"Colpa del limoncello...ne ho bevuto troppo...mi gira anche un po' la testa...ma sto bene". La rassicuro: -"Di me puoi fidarti...non voglio approfittare di te... ma solo sapere che stai bene e farti star bene". La bacio su una guancia e complice il buio della stanza cerco le sue labbra; fu inizialmente ostile e tirando indietro la testa pronunciò:
-"No, che fai... nooo... fermati... fermati" ma lo disse con poca convinzione. E allora pensai, che se quelle parole avevano funzionato con la mamma, potevano andare bene anche per la figlia, e pronunciai: -"Vedi Cinzia, nella vita è tutto soggettivo e non oggettivo. Prendiamo la donna per esempio: ogni tipo di donna bella o brutta, magra o grassa, alta o bassa, giovane o vecchia, ha diritto a una gioia, un momento di felicità, all'affetto, all'amore, al sesso. Non c'è età né aspetto fisico! Per me tutti gli esseri umani, ma essendo un uomo prediligo le donne, hanno diritto alla loro dose d'amore, e non vedo perché tua madre avrebbe dovuto fare eccezione!"
E conclusi:
-"Hai capito?" Lei fece cenno di sì con la testa. Queste parole penso che la colpirono molto, perché cercai nuovamente le sue labbra e questa volta la trovai disponibile. Lentamente le nostre labbra si unirono, dapprima fu un bacio a stampo, poi piano piano trovai meno resistenza e quando le sue labbra si schiusero le nostre lingue si intrecciarono. Iniziammo a baciarci con un crescente desiderio e nel silenzio della stanza si avvertiva soltanto l'ansimare del nostro respiro. Si staccò un istante dalle mie labbra solo per dire: 
-Stiamo facendo una cazzata...Fermiamoci qui...Ti prego... evitiamo questa cazzata". Avevo capito che invece era giunto il momento di osare di più; e dicendole: 
-"No Cinzia, andiamo avanti...Non ti sento convinta di fermarti, e neanche io lo voglio". Baciandola con più passione tiro giù l'anello della zip della felpa sfilandola, poi con solo due dita le slaccio il reggiseno sfilando anche quello. Con la pochissima luce della stanza noto due belle tette non molto cadenti di una terza misura con la larghe aureole scure e due capezzoloni già eretti. Intanto il mio cazzo era già abbastanza barzotto, volevo metterglielo in bocca a quella donna ma non volevo forzare la mano e procedere piano e per gradi. Giù anche la zip della gonna che le scivola ai piedi e tento di infilarle una mano nelle mutande. Cinzia mi afferra la mano quasi a bloccarmi ma non desisto, forzo il posto di blocco e ci riprovo. Sento il suo pube abbastanza folto e già intriso degli umori vaginali, l'odore penetrante sale fino alle mie narici.  Scendo a toccare le grandi labbra molto accentuate e pendule, mi soffermo a stuzzicare il clitoride. Cinzia ebbe un sussulto, e a quel punto le prendo la mano e la porto sul cazzo; la mano di lei percorre tutta l'asta dalle palle alla cappella. È fatta penso, e mi sfilo bermuda e slip dai quali svetta un bel cazzo in erezione. La donna sta perdendo ogni freno inibitore e accarezzandolo per tutta la lunghezza inizia una mezza sega scappellandomi e ricoprendomi il cazzo. Ora Cinzia aveva preso coraggio e si stava trastullando col mio giocattolo che le cresceva tra le mani. Io intanto con il dito medio cerco il bottoncino rosa e inizio a sfiorarlo e stuzzicarlo iniziando un ditalino...poi le apro la figa, ci entro con due dita e le mando avanti e dietro prima lentamente poi sempre più energicamente; nel silenzio della stanza gli unici suoni sono il suo ansimare soffocato e il ciack-cick-ciack delle mie dita nella vagina. La aiuto ad accomodarsi sul divano, e sommessamente all'orecchio le dico se vuole baciarmi il cazzo, che desidero un pompino, e le chiedo se l'ha mai fatto un pompino. Sottovoce mi dice:
-"Sì... li ho fatti i pompini". Sono in piedi davanti a lei, Cinzia mi afferra il cazzo, lo solleva, inizia a leccarmi le palle e intanto mi sega lentamente e quando arriva con la lingua alla cappella ci gira intorno pochi secondi, poi il cazzo sparisce nella sua bocca in un pompino senza mani. Succhia che è un piacere, mi sta mandando in estasi, e le dico: -"Sei brava...Caspita...Sei brava...Siii....Continua così... Cosìiii...Lecca sulla punta, mi fai morire". Le sue risposte erano solo mugugni: -"Mhhh...Mhhh...Mhhh". Tra me e me pensai che non la consideravo tanto zoccola, ma che sapeva davvero trattare un cazzo con la bocca. Le dicevo:
-"Sei bravissima... Non ti fermi un istante... Sei bravissima... Siii...". Andammo avanti qualche minuto, ma io non volevo sborrare subito, e quella donna continuando così rischiava di farmi capitolare! Allora approfittai di un momento che mi stava segando e leccando l'asta per dirle:
-"Però così mi fai godere... Ora tocca a me... Voglio assaggiarti anch'io... Ho voglia della tua passera". Ci resto' un po' male dicendomi:
-"Ma che fai... Mi togli il giocattolo?". Scivolai col viso tra le sue gambe per iniziare un 69, l'odore della figa acre e penetrante ma piacevole, quasi mi stordiva e accostandomi con le labbra al ciccetto rosa, Cinzia ebbe uno scatto che non mi aspettavo, e sentii chiaramente uno strilletto:
-"Oh Dio mio... siiiiii... ohhhh cazzo". Fa un balzo all'indietro quasi a sfuggirmi; ma le blocco le gambe attirandola a me, ora la mia bocca è serrata alla figa come una ventosa... Sto succhiando il clitoride, i suoi copiosi umori si miscelano con la mia saliva, Cinzia esclama ancora:
-"Che bello... Siiiiii...Che bello..." Non c'è più bisogno di tenerle ferme le gambe, e allora con le mani salgo verso le sue tette massaggiandole e giocando coi capezzoli. Cinzia solleva spesso il culo, si protende verso la mia bocca... Si dimena... Finché con una mano mi preme la testa affogandomi la faccia nella figa. 
-"Ohhhhh Siiiii...Siiiii... Così cazzo... Cosiiii ...!" Quelle parole e i suoi colpi di reni mi danno l'idea che sta godendo. Non mi fermo e continuo a tormentare il clitoride e le labbra tutt'intorno. Non posso guardarla in viso, ma mi accorgo chiaramente che sta godendo. So che posso farla godere ancora...lecco e succhio il clitoride che sembra esplodere, e intanto con una mano le strozzo un capezzolo, con l'altra ricomincio a fottere con le dita la sua figa grondante. Riesco a sentire soltanto espressioni di godimento rauche e strozzate. Sento che è prossima al secondo orgasmo quando si dimena col bacino e il respiro diventa più affannato...e le sue mani mi tirano i capelli e mi spingono la testa tra le sue gambe quasi a non farmi respirare. Dopo qualche istante la sento agitarsi oltre ogni limite, e stavolta con maggior ardore, pronuncia parole confuse che non riesco a capire perché stringendo le cosce mi ha tappato le orecchie. Qualche istante dopo mi implora di fermarmi...che non resiste...e mi chiede:
-"Basta.... Basta... Non resisto... Fermati... Non resisto... Ma cosa sei un diavolo... un diavolo... Basta". Mi fermo e adagio la testa su una sua coscia, aspettando che si riprenda un po' cerco di essere tenero con Lei baciandole le cosce, i fianchi, l'ombelico. Poi mi alzo in piedi dicendole:
-"Adesso si che puoi continuare il tuo pompino... Riecco il tuo giocattolo". Così dicendo glielo passai sulle labbra, e la donna lo afferrò con avidità, roteando più volte la lingua intorno alla cappella, prima di metterlo in bocca. Percepivo tutti i movimenti della sua lingua, si soffermava sul frenulo, ma ad un tratto avvertii le sue mani sulle mie cosce, poi sulle natiche. Cinzia mi stava facendo un gustoso bocchino senza mani ingoiando l'asta fino a lambire il mio pube con la sua bocca, e premetto che ho un cazzo nella media (credo) circa 18 cm. Lei molto lentamente percorreva tutta l'asta fino alla punta, sentivo la sua lingua guizzare sul frenulo, su ogni mia vena, poi altrettanto lentamente ripercorreva nel senso contrario fino a farlo sparire tutto in bocca. Ero veramente estasiati da quel pompino. Alternava ritmo e movimento, finché sentendomi prossimo a schizzare lo lo tiro' fuori dalla bocca e continuò a smanettare segandomi. E sentendomi dire:
-"Godo... Ohhh sto godendo... Vengo... Ohhh vengoooo". Cinzia piega il cazzo verso il basso e mi fa schizzare su tette, stomaco, e pancia, e continua segando finché non esce l'ultimo fiotto di sborra.
Resta ancora qualche minuto rapita da quella sensazione di benessere, poi esclama: -"Scusami ma in bocca non lo sopporto! Non mi è mai piaciuto, addosso sì". Poi si sdraia sul divano su un fianco. Mi alzo che ho il cazzo ancora gocciolante, lei adesso mi fa tenerezza e mi viene spontaneo mettermi dietro di lei a cucchiaio abbracciandola, e baciandole la nuca e le spalle! Lei fa un respiro profondo e sorridendo mi dice: -"Grazie...non so perché...ma ormai abbiamo fatto sta' cazzata... però grazie... ho goduto come ai tempi del liceo"! Ed io rispondo: -"Non devi ringraziarmi...si ringrazia per i favori; questo non è un favore che ti ho fatto" E aggiungo: -"Evidentemente se è andata così ha fatto piacere a entrambi; lo volevamo  e ne avevamo bisogno tutti e due". Alzandomi le dissi di restare ferma lì, che avevo urgenza del bagno, e sarei tornato con lo Scottex per pulirle il ventre e le tette! Intanto il cazzo iniziava a prendere la posizione di riposo, ma io volevo chiavarmi quella donna, e per potermela ancora spupazzare avevo bisogno di un aiutino,  andando in bagno presi anche dalla tasca dei bermuda una compressa di Spedra 200 che ingoiai e tornai verso il divano con il rotolo di Scottex. Cinzia si ripulì della mia crema e si asciugò anche la passera. Io l'abbracciai nuovamente da dietro, rassicurandola che nessuno avrebbe saputo di questa nostra parentesi, e intanto le stuzzicavo i capezzoli che tornavano reattivi, così come stava tornando reattivo il giocattolo che Cinzia aveva ripreso a sfiorarmi. Le dissi che quel suo pompino non me l'aspettavo, che lo volevo ancora; Cinzia riprese a leccarmi la cappella e in qualche minuto, grazie anche alla pilloletta, il mio cazzo era rinvigorito, e facendo riferimento ad esso le dissi: -"Guardalo... Guarda la voglia che ha! Ti desidero Cinzia... Ti voglio... Voglio scoparti!" La feci girare supina e appoggiai la cappella alle grandi labbra che prontamente si schiusero e con un filo di voce mi disse: -"Fai piano però...ti prego, fai piano... è tanto che non lo faccio...eppoi ho paura perché siamo senza profilattico". La rassicurai dicendole di stare tranquilla, che non avevo nessuna malattia, ed ero donatore di globuli bianchi soggetto a controlli periodici. La vedevo più tranquilla. Per quanto era ancora zuppa di umori, la cappella scivolò dentro senza sforzo; mi fermai qualche istante per farla abituare...poi iniziai piano a spingere, ogni tanto mi fermavo...e con colpi delicati ricominciavo a penetrarla, finché mi resi conto che era pronta ad essere chiavata per bene. A quel punto presi le sue gambe, me le portai sulle spalle, e sentii Cinzia mormorare con voce flebile: -"Piano... Così mi sfondi... Ohhh piano... Madonnina mia se è grosso". Quelle sue parole scatenarono in me una bramosia inaspettata, tenuta a bada fino a quel momento; la tenevo per le caviglie e con qualche affondo fui completamente dentro di lei fino alle palle! Cinzia riceveva bene e a ogni mio stantuffare le sfuggiva qualche gridolini di piacere. Ad ogni colpo notavo sul suo volto qualche smorfia di dolore, poi il cazzo iniziò a piacerle e la sentivo mugugnare espressioni di piacere! Osservavo il suo viso estasiato, le si leggeva in faccia la gioia di essere chiavata, e accompagnava a tempo i miei movimenti. Venne ancora una volta agitando la testa, pronunciando frasi sconnesse,  e piantandomi le unghie nelle gambe. Quando si accorse che acceleravo le spinte, perché ero prossimo a sborrare, sentivo i muscoli vaginali mungermi il cazzo e la cosa mi piaceva da morire; ritmicamente mi stringeva l'asta e dopo un secondo la rilasciava, e poi ricominciava di nuovo. Avvisandola del mio schizzo con un -"Eccomi...eccomiiii... è tutto tuo" le sborrai dentro non so quanto....poi mi adagiai sul suo corpo baciandola; aveva ancora in bocca il sapore del mio cazzo! "Ma sei un demonio" disse. -"Caspita, sei un diavolo...ho goduto come da ragazza" e lo diceva guardandosi tra le gambe mentre umori e sborra le fuoriuscivano dalla fica! Raccolsi quegli umori, e inaspettatamente Cinzia si ritrovò le mie dita in bocca! -"Però....pensavo fosse più disgustosa" esclamò! Io la guardavo e le sorridevo soddisfatto; poi restai disteso accanto a lei qualche altro minuto mentre il mio cazzo si avviava appagato al riposo. Dopo un bidet veloce ci siamo rivestiti, e salutati come vecchi amici, con un abbraccio e baci sulle guance! Non ci siamo ripromessi di rivederci; ma dopotutto, son trascorsi solo due mesi, ed io ci spero che ci saranno altre occasioni di incontrarci da soli e stare insieme!
scritto il
2026-08-11
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