Artan III - il Colonnello Sàdek e il prigioniero - l’interrogatorio
di
La Ragazza con i Louboutin
genere
fantascienza
[seconda parte]
Il Colonnello Sàdek entra nell’area riservata agli interrogatori, eufemismo per definire le torture, spesso violente e letali, che si svolgevano in quel luogo.
Durante il breve percorso dai suoi alloggi aveva letto il resoconto della cattura del capo dei ribelli che le aveva inviato il Maggiore Bàlik. Tutto era andato proprio come aveva previsto!
Il Maggiore le va incontro e dopo il saluto di rito la informa. “Colonnello, i due civili sono nelle celle di contenimento standard. Il prigioniero è in sala, preparato come da suoi ordini.” “Ottimo lavoro Maggiore!”.
Il Maggiore Ariel Bàlik, primo ufficiale del reggimento, è una donna dal portamento fiero e marziale, molto bella e sensuale. Bionda, alta, occhi azzurri, sguardo che ti ipnotizza, un fisico mozzafiato, un bel seno e un culo tondo e sodo. Anche lei indossa gli alti stivali ‘di ordinanza’ con pantaloncini corti, ma un modello più morbido rispetto a quelli di Sàdek.
Il Comandante e la sua vice sono accumunate, oltre che dal reciproco rispetto e dalla dedizione al loro compito, anche da una cupidigia sessuale notevole.
Nonostante i formalismi dei rapporti militari, le due donne si conoscono e si stimano. Nelle sessioni si sesso si divertono spesso insieme, organizzando incontri con soldati maschi e femmine. Le orge con molti cazzi sono la passione di entrambe! Nel reggimento tutti i maschi e anche molte donne, bramano di essere convocati per partecipare alle loro sessioni…
“Comandante… è veramente notevole!” le dice quasi sussurrando il Maggiore con un’espressione di piacere e stupore “non ne ho mai visto uno così!” aggiunge.
“Lo so bene Maggiore!!” replica il Colonnello con un sorriso malizioso entrando nella sala interrogatori.
“Dunque è vero! Sei proprio tu!... chi non muore si rivede… ma tu eri morto!”
“Ciao Sira (il nome di battesimo del Colonnello Sàdek), ti trovo in gran forma, ancor più bella e arrapante di come ti ricordavo!”
“non ci provare figlio di puttana, con me non attacca…” “eppure un tempo gradivi…molto!” replica il prigioniero.
Al centro della stanza su una poltroncina metallica è seduto il prigioniero, immobilizzato. È ammanettato dietro la schiena, le caviglie bloccate alle gambe della sedia.
È nudo. Il suo cazzo è gigantesco, nonostante sia a riposo. Pende tra le sue cosce tenute divaricate dalle cinghie immobilizzanti. È adagiato sornione come un grosso serpente sulla seduta della poltroncina metallica, in compagnia dei suoi altrettanto grossi testicoli.
Altan Bédian, questo il suo nome. Capo dei ribelli...
“Due anni fa ti avevamo dato per morto… ti ho pianto per giorni… era impossibile salvarsi dallo schianto della nave ammiraglia. I ribelli, con un attacco a sciame, sono riusciti a mettere fuori uso i propulsori al plasma e i sistemi gravitazionali della nave quando eravate in orbita intorno alla luna di Endom…
Abbiamo visto tutti l’incrociatore incendiarsi al rientro nell’atmosfera e schiantarsi tra i boschi della luna, continuando a bruciare per giorni!
Il calore sprigionato dalle celle a combustibile in fiamme ha distrutto tutto. Le nostre squadre di soccorso e recupero hanno trovato solo pochi resti completamente carbonizzati, irriconoscibili e non identificabili… ma come diamine hai fatto a salvarti?!” gli chiede Sàdek.
Altan Bédian, prima di diventare il capo dei ribelli, era stato l’Ammiraglio Altan Bédian, comandante della 3° Flotta della Marina Spaziale del Protettorato, di stanza nel sistema di Miran. Era soprannominato “il castigatore” per via della sua durezza, ma anche per il suo enorme cazzo...
“Il destino, mia cara Sira! Quando fummo colpiti e fu chiaro che saremmo precipitati feci dare l’ordine di abbandonare la nave. Dopo aver aiutato ad evacuare la nave dal maggior numero possibile di soldati, sono rimasto al mio posto, insieme al comandante della nave e al suo primo ufficiale che non vollero lasciare il vascello.
La torre di comando si è sigillata, come prevede la procedura di salvataggio, ma lo schianto fu tremendo. Nell’impatto persi i sensi, fratturandomi una gamba e un braccio. Quando rinvenni mi accorsi che la torretta si era staccata ed era caduta di fianco alla nave, in un punto dove le fiamme che la stavano divorando ancora non erano arrivate.
La torretta si era aperta come il guscio di una noce, il comandante e il suo primo ufficiale non ce l’avevano fatta. Non riuscivo a muovermi. Mi lasciai andare, sicuro di morire. Persi di nuovo i sensi. Al risveglio mi ritrovai in una infermeria da campo, dei medici erano già intervenuti sulle fratture riducendole. Inspiegabilmente, anziché finirmi o lasciarmi morire tra le fiamme, i ribelli, aiutati da alcuni locali, mi avevano portato in salvo, pur sapendo chi fossi…”
“ma che bella storia!... e poi come hai fatto a tradirci, diventando il loro capo?... sei stato folgorato sulla via di Damasco?!!” gli urla sprezzante Sàdek…
“si, in un certo senso è stato così! Ero loro prigioniero. Inizialmente pensavano di usarmi come merce di scambio… ma il loro capo, Falliana, una bellissima donna dotata di capacità extra sensoriale, disse che vedeva una luce nei miei occhi.
Io non le credevo, ero colmo di odio e di arroganza che la propaganda del Protettorato per anni, fin da ragazzo, mi aveva inculcato. Lei mi prese una mano e improvvisamente tutto cambiò. Vidi scorrere tutto il mio passato, capii con chiarezza le nefandezze che avevo compiuto, le menzogne e le mistificazioni che avevo accettato e perpetrato ai danni di tanti innocenti. Mi facevo schifo… volevo cambiare… e cambiai”.
“e bravo il mio traditore… redento… e ti scopavi anche Falliana!” “sì, è capitato!... ma era un rapporto molto più profondo e spirituale!” ribatte Altan.
Sàdek non replica, ma dal suo viso traspare irritazione... “sapevamo che Falliana era scomparsa misteriosamente quasi un anno fa, ma non sapevamo chi l’avesse sostituita, fino a pochi giorni fa… poi le nostre spie ci hanno informato che eri vivo… non era possibile, pensavamo.
Tuttavia, troppe volte i ribelli erano riusciti in missioni impossibili, come se tra di loro ci fosse qualcuno che conoscesse molto bene le procedure di sicurezza di alto livello della flotta… solo un ufficiale di alto rango, come un Ammiraglio, poteva esserne al corrente!... ed è scattata la trappola…”
“Lo ammetto, sei stata molto brava e scaltra! Complimenti! I decrittatori quantistici della flotta erano un bottino troppo appetitoso! Ma per aprire i loro contenitori senza danneggiarli serviva la sequenza di sblocco che solo gli Ammiragli conoscono… e mi avete beccato!”
“Esatto… ma adesso veniamo a noi… L’obiettivo di catturare il capo dei ribelli è stato raggiunto - Sàdek guarda Bédian con un risolino di soddisfazione e superiorità - ma dobbiamo recuperare i decrittatori che abbiamo usato come esca. Senza un Ammiraglio della flotta non possono aprirli e utilizzarli, ma non possiamo rischiare…”
“e perché dovrei aiutarvi?... sai che sono addestrato a resistere alla tortura, d’altra parte le basi della resistenza cambiano ogni giorno. Adesso che mi avete catturato chissà dove si sono spostati, nemmeno io posso saperlo da qui…!!”
Sàdek si avvicina con un ghigno ad Altan, mette un piede sulla poltroncina, in mezzo alle sue gambe. Appoggia e preme il tacco dello stivale sui suoi testicoli mentre schiaccia il suo cazzo con la suola.
“ma io non voglio torturarti! … non più del necessario, almeno… anche se sono parecchio incazzata con te! ...” gli dice sarcastica, continuando a schiacciargli i testicoli e il cazzo.
“ma quei due civili che erano con te rischiano molto… magari hanno famiglia e non sono addestrati a resistere alla nostra tortura!” disse Sàdek con un’espressione sadica…
“sei una stronza, sai benissimo che sono due pedine insignificanti, non sanno nulla e ci hanno a malapena dato una mano senza nemmeno sapere chi fossimo e cosa stessero facendo…”
“può darsi, ma il protocollo non esclude la tortura sui civili che aiutano il nemico… non credo resisteranno…” “cosa vuoi?” “un accordo: tu dai ordine ai tuoi di riconsegnarci i decrittatori e io libero i due civili…”
Altan rimane in silenzio per qualche secondo. “va bene, d’accordo, la vita di un innocente vale molto di più di quei dannati decrittatori!... ma chi mi garantisce che rispetterai l’accordo?”
“Hai la mia parola, e sai bene che per me la parola è una questione di onore!”
“va bene, mi fido… ma per contattare i miei dovrai liberarmi, almeno le mani!” disse il capo dei ribelli. “Tutto a suo tempo! ...” replicò Sàdek che nel frattempo stava ammirando la superba erezione che con il suo stivale aveva stimolato sul cazzo di Altan.
Era proprio gigantesco! Il ricordo di tante meravigliose scopate con quell’enorme cazzo la stava eccitando…
“Vedo che i miei stivali ti fanno ancora un bell’effetto!” dice lei masturbandolo con la suola. Il suo cazzo era così grosso e largo che, come ricordava, non entrava bene tra tacco e suola…”
“direi proprio di si! Ricordo ancora quando li indossasti la prima volta. Ti erano appena arrivati, fatti su misura per te, su tuo disegno… ti aiutai ad infilarli, mentre appoggiavi il piede sul mio cazzo, premendo col tacco e la suola … e poi abbiamo provato tutti i gadget nascosti… eri divina… ero così eccitato… scopammo tutta la notte, ricordi?!” “come potrei dimenticare il tuo meraviglioso cazzo!” replica Sira.
“è da quando sei entrata che ti sto ammirando… questi pantaloncini cortissimi ti stanno divinamente, hai un fisico da urlo! sei uno schianto!”
Quell’uomo l’aveva sempre attizzata e intrigata tantissimo… rivederlo dopo due anni, quando ormai aveva perso ogni speranza, le aveva provocato una forte emozione… il ricordo di tante meravigliose scopate con lui stava riaffiorando prepotentemente… si stava eccitando sempre di più…
Il Colonnello rifletteva… dopotutto la missione è compiuta, anche Altan è un uomo di parola, quindi sicuramente recupererò i decrittatori. Certo, per lui il futuro è cupo, ha tradito e disertato… la corte marziale non gli risparmierà la condanna a morte… peccato… forse è meglio approfittare…
Il codice degli interrogatori era chiaro: “…ogni forma coercitiva, anche di natura sessuale, è lecita ed applicabile per garantire la tutela della sicurezza del Protettorato…”
Questo interrogatorio, ben gestito, rientrava perfettamente nella fattispecie!
Sàdek lo guarda con cupidigia e desiderio. Afferra il suo cazzo ormai in piena erezione ed inizia a masturbarlo… poi si ferma. Un pensiero gli balena in mente. Sorride compiaciuta. Si gira e va verso la porta. “Hei! Che fai, te ne vai?!” gli dice Altan con voce dispiaciuta. Lei si volta sorridendo, gli fa il cenno di attendere “e dove vuoi che vada!” risponde lui… ed esce.
[continua]
Il Colonnello Sàdek entra nell’area riservata agli interrogatori, eufemismo per definire le torture, spesso violente e letali, che si svolgevano in quel luogo.
Durante il breve percorso dai suoi alloggi aveva letto il resoconto della cattura del capo dei ribelli che le aveva inviato il Maggiore Bàlik. Tutto era andato proprio come aveva previsto!
Il Maggiore le va incontro e dopo il saluto di rito la informa. “Colonnello, i due civili sono nelle celle di contenimento standard. Il prigioniero è in sala, preparato come da suoi ordini.” “Ottimo lavoro Maggiore!”.
Il Maggiore Ariel Bàlik, primo ufficiale del reggimento, è una donna dal portamento fiero e marziale, molto bella e sensuale. Bionda, alta, occhi azzurri, sguardo che ti ipnotizza, un fisico mozzafiato, un bel seno e un culo tondo e sodo. Anche lei indossa gli alti stivali ‘di ordinanza’ con pantaloncini corti, ma un modello più morbido rispetto a quelli di Sàdek.
Il Comandante e la sua vice sono accumunate, oltre che dal reciproco rispetto e dalla dedizione al loro compito, anche da una cupidigia sessuale notevole.
Nonostante i formalismi dei rapporti militari, le due donne si conoscono e si stimano. Nelle sessioni si sesso si divertono spesso insieme, organizzando incontri con soldati maschi e femmine. Le orge con molti cazzi sono la passione di entrambe! Nel reggimento tutti i maschi e anche molte donne, bramano di essere convocati per partecipare alle loro sessioni…
“Comandante… è veramente notevole!” le dice quasi sussurrando il Maggiore con un’espressione di piacere e stupore “non ne ho mai visto uno così!” aggiunge.
“Lo so bene Maggiore!!” replica il Colonnello con un sorriso malizioso entrando nella sala interrogatori.
“Dunque è vero! Sei proprio tu!... chi non muore si rivede… ma tu eri morto!”
“Ciao Sira (il nome di battesimo del Colonnello Sàdek), ti trovo in gran forma, ancor più bella e arrapante di come ti ricordavo!”
“non ci provare figlio di puttana, con me non attacca…” “eppure un tempo gradivi…molto!” replica il prigioniero.
Al centro della stanza su una poltroncina metallica è seduto il prigioniero, immobilizzato. È ammanettato dietro la schiena, le caviglie bloccate alle gambe della sedia.
È nudo. Il suo cazzo è gigantesco, nonostante sia a riposo. Pende tra le sue cosce tenute divaricate dalle cinghie immobilizzanti. È adagiato sornione come un grosso serpente sulla seduta della poltroncina metallica, in compagnia dei suoi altrettanto grossi testicoli.
Altan Bédian, questo il suo nome. Capo dei ribelli...
“Due anni fa ti avevamo dato per morto… ti ho pianto per giorni… era impossibile salvarsi dallo schianto della nave ammiraglia. I ribelli, con un attacco a sciame, sono riusciti a mettere fuori uso i propulsori al plasma e i sistemi gravitazionali della nave quando eravate in orbita intorno alla luna di Endom…
Abbiamo visto tutti l’incrociatore incendiarsi al rientro nell’atmosfera e schiantarsi tra i boschi della luna, continuando a bruciare per giorni!
Il calore sprigionato dalle celle a combustibile in fiamme ha distrutto tutto. Le nostre squadre di soccorso e recupero hanno trovato solo pochi resti completamente carbonizzati, irriconoscibili e non identificabili… ma come diamine hai fatto a salvarti?!” gli chiede Sàdek.
Altan Bédian, prima di diventare il capo dei ribelli, era stato l’Ammiraglio Altan Bédian, comandante della 3° Flotta della Marina Spaziale del Protettorato, di stanza nel sistema di Miran. Era soprannominato “il castigatore” per via della sua durezza, ma anche per il suo enorme cazzo...
“Il destino, mia cara Sira! Quando fummo colpiti e fu chiaro che saremmo precipitati feci dare l’ordine di abbandonare la nave. Dopo aver aiutato ad evacuare la nave dal maggior numero possibile di soldati, sono rimasto al mio posto, insieme al comandante della nave e al suo primo ufficiale che non vollero lasciare il vascello.
La torre di comando si è sigillata, come prevede la procedura di salvataggio, ma lo schianto fu tremendo. Nell’impatto persi i sensi, fratturandomi una gamba e un braccio. Quando rinvenni mi accorsi che la torretta si era staccata ed era caduta di fianco alla nave, in un punto dove le fiamme che la stavano divorando ancora non erano arrivate.
La torretta si era aperta come il guscio di una noce, il comandante e il suo primo ufficiale non ce l’avevano fatta. Non riuscivo a muovermi. Mi lasciai andare, sicuro di morire. Persi di nuovo i sensi. Al risveglio mi ritrovai in una infermeria da campo, dei medici erano già intervenuti sulle fratture riducendole. Inspiegabilmente, anziché finirmi o lasciarmi morire tra le fiamme, i ribelli, aiutati da alcuni locali, mi avevano portato in salvo, pur sapendo chi fossi…”
“ma che bella storia!... e poi come hai fatto a tradirci, diventando il loro capo?... sei stato folgorato sulla via di Damasco?!!” gli urla sprezzante Sàdek…
“si, in un certo senso è stato così! Ero loro prigioniero. Inizialmente pensavano di usarmi come merce di scambio… ma il loro capo, Falliana, una bellissima donna dotata di capacità extra sensoriale, disse che vedeva una luce nei miei occhi.
Io non le credevo, ero colmo di odio e di arroganza che la propaganda del Protettorato per anni, fin da ragazzo, mi aveva inculcato. Lei mi prese una mano e improvvisamente tutto cambiò. Vidi scorrere tutto il mio passato, capii con chiarezza le nefandezze che avevo compiuto, le menzogne e le mistificazioni che avevo accettato e perpetrato ai danni di tanti innocenti. Mi facevo schifo… volevo cambiare… e cambiai”.
“e bravo il mio traditore… redento… e ti scopavi anche Falliana!” “sì, è capitato!... ma era un rapporto molto più profondo e spirituale!” ribatte Altan.
Sàdek non replica, ma dal suo viso traspare irritazione... “sapevamo che Falliana era scomparsa misteriosamente quasi un anno fa, ma non sapevamo chi l’avesse sostituita, fino a pochi giorni fa… poi le nostre spie ci hanno informato che eri vivo… non era possibile, pensavamo.
Tuttavia, troppe volte i ribelli erano riusciti in missioni impossibili, come se tra di loro ci fosse qualcuno che conoscesse molto bene le procedure di sicurezza di alto livello della flotta… solo un ufficiale di alto rango, come un Ammiraglio, poteva esserne al corrente!... ed è scattata la trappola…”
“Lo ammetto, sei stata molto brava e scaltra! Complimenti! I decrittatori quantistici della flotta erano un bottino troppo appetitoso! Ma per aprire i loro contenitori senza danneggiarli serviva la sequenza di sblocco che solo gli Ammiragli conoscono… e mi avete beccato!”
“Esatto… ma adesso veniamo a noi… L’obiettivo di catturare il capo dei ribelli è stato raggiunto - Sàdek guarda Bédian con un risolino di soddisfazione e superiorità - ma dobbiamo recuperare i decrittatori che abbiamo usato come esca. Senza un Ammiraglio della flotta non possono aprirli e utilizzarli, ma non possiamo rischiare…”
“e perché dovrei aiutarvi?... sai che sono addestrato a resistere alla tortura, d’altra parte le basi della resistenza cambiano ogni giorno. Adesso che mi avete catturato chissà dove si sono spostati, nemmeno io posso saperlo da qui…!!”
Sàdek si avvicina con un ghigno ad Altan, mette un piede sulla poltroncina, in mezzo alle sue gambe. Appoggia e preme il tacco dello stivale sui suoi testicoli mentre schiaccia il suo cazzo con la suola.
“ma io non voglio torturarti! … non più del necessario, almeno… anche se sono parecchio incazzata con te! ...” gli dice sarcastica, continuando a schiacciargli i testicoli e il cazzo.
“ma quei due civili che erano con te rischiano molto… magari hanno famiglia e non sono addestrati a resistere alla nostra tortura!” disse Sàdek con un’espressione sadica…
“sei una stronza, sai benissimo che sono due pedine insignificanti, non sanno nulla e ci hanno a malapena dato una mano senza nemmeno sapere chi fossimo e cosa stessero facendo…”
“può darsi, ma il protocollo non esclude la tortura sui civili che aiutano il nemico… non credo resisteranno…” “cosa vuoi?” “un accordo: tu dai ordine ai tuoi di riconsegnarci i decrittatori e io libero i due civili…”
Altan rimane in silenzio per qualche secondo. “va bene, d’accordo, la vita di un innocente vale molto di più di quei dannati decrittatori!... ma chi mi garantisce che rispetterai l’accordo?”
“Hai la mia parola, e sai bene che per me la parola è una questione di onore!”
“va bene, mi fido… ma per contattare i miei dovrai liberarmi, almeno le mani!” disse il capo dei ribelli. “Tutto a suo tempo! ...” replicò Sàdek che nel frattempo stava ammirando la superba erezione che con il suo stivale aveva stimolato sul cazzo di Altan.
Era proprio gigantesco! Il ricordo di tante meravigliose scopate con quell’enorme cazzo la stava eccitando…
“Vedo che i miei stivali ti fanno ancora un bell’effetto!” dice lei masturbandolo con la suola. Il suo cazzo era così grosso e largo che, come ricordava, non entrava bene tra tacco e suola…”
“direi proprio di si! Ricordo ancora quando li indossasti la prima volta. Ti erano appena arrivati, fatti su misura per te, su tuo disegno… ti aiutai ad infilarli, mentre appoggiavi il piede sul mio cazzo, premendo col tacco e la suola … e poi abbiamo provato tutti i gadget nascosti… eri divina… ero così eccitato… scopammo tutta la notte, ricordi?!” “come potrei dimenticare il tuo meraviglioso cazzo!” replica Sira.
“è da quando sei entrata che ti sto ammirando… questi pantaloncini cortissimi ti stanno divinamente, hai un fisico da urlo! sei uno schianto!”
Quell’uomo l’aveva sempre attizzata e intrigata tantissimo… rivederlo dopo due anni, quando ormai aveva perso ogni speranza, le aveva provocato una forte emozione… il ricordo di tante meravigliose scopate con lui stava riaffiorando prepotentemente… si stava eccitando sempre di più…
Il Colonnello rifletteva… dopotutto la missione è compiuta, anche Altan è un uomo di parola, quindi sicuramente recupererò i decrittatori. Certo, per lui il futuro è cupo, ha tradito e disertato… la corte marziale non gli risparmierà la condanna a morte… peccato… forse è meglio approfittare…
Il codice degli interrogatori era chiaro: “…ogni forma coercitiva, anche di natura sessuale, è lecita ed applicabile per garantire la tutela della sicurezza del Protettorato…”
Questo interrogatorio, ben gestito, rientrava perfettamente nella fattispecie!
Sàdek lo guarda con cupidigia e desiderio. Afferra il suo cazzo ormai in piena erezione ed inizia a masturbarlo… poi si ferma. Un pensiero gli balena in mente. Sorride compiaciuta. Si gira e va verso la porta. “Hei! Che fai, te ne vai?!” gli dice Altan con voce dispiaciuta. Lei si volta sorridendo, gli fa il cenno di attendere “e dove vuoi che vada!” risponde lui… ed esce.
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