Sesso in treno con due sconosciuti – prima parte

di
genere
corna

Temevo di non farcela… dopo la cena al ristorante ci siamo attardati in dolci ed eccitanti effusioni e se non fosse stato per la tua guida veloce (mi riferisco a G) e i pochi semafori rossi, avrei sicuramente perso l’intercity per Lamezia in partenza a mezzanotte. Per via del treno, non abbiamo avuto il tempo di concederci i lunghi e intensi momenti di piacere che di solito ci ritagliamo quando facciamo sesso. Mi è rimasta una gran voglia di godere…

Eccomi sul treno. Sto andando in Calabria, ospite di un’amica. Il viaggio è lungo, durerà tutta la notte e arriverò alle prime luci del giorno… Nel vagone non c’è molta gente.

Sul sedile di fronte al mio c'è un signore distinto, un bell’uomo sui 50 anni. Avevo notato che mi guardava mentre mi avvicinavo, camminando nel corridoio alla ricerca del mio posto. È intento a scrivere sul portatile, ma come si accorge che sono arrivata e devo sedermi lì alza lo sguardo, mi sorride e mi squadra da capo a piedi.

Nota il mio trolley e senza che io dica nulla si alza e mi aiuta a sistemarlo sopra la rastrelliera. Lo ringrazio, gli sorrido e ci sediamo. Riprende a scrivere sul suo notebook. Ha le gambe piuttosto lunghe, per questo come mi muovo il più delle volte le urto. Puntualmente chiedo scusa, puntualmente mi sorride con un cenno del capo. Continua a scrivere. Ogni tanto alza gli occhi e mi sorride, poi torna a guardare lo schermo.

Vedo un tuo messaggio. Rispondo, ti descrivo la scena e tu mi scrivi le tue fantasie… di me con lo sconosciuto che mi sta di fronte. Mi stai eccitando…lo fai apposta! Mi conosci molto bene, sai perfettamente che le brevi effusioni e il ditalino con l’orgasmo prima di partire non mi sono bastati… ho ancora un fortissimo desiderio di godere… ho voglia di cazzo…

L'uomo abbassa lo schermo e mette via il portatile.
“Finito di lavorare?” gli chiedo amichevolmente… lui annuisce e indica con un cenno il mio telefono. “Non è un po' tardi per parlare col fidanzato? Non vuole proprio mollarti eh..”
“E chi ti dice che è il mio fidanzato?”
“Beh... sorridi quando leggi, ti mordi il labbro mentre scrivi… o è il fidanzato, o una persona speciale…”

Sorrido “è complicato, ma non ci sei andato lontano… comunque ora ho finito, domani ha un incontro di lavoro e deve svegliarsi presto…”
“Quindi ti ho tutta per me, finalmente…” sorride in modo affascinante.

Mi coglie di sorpresa. Quell’uomo mi attrae, il suo interesse per me mi intriga e mi eccita.
Non voglio sembrare sfacciata, cerco di cambiare discorso “Ah ehm… scusami se ti urto sempre con le gambe, questi posti sono così stretti... non trovi?”
“Ma figurati… non devi preoccuparti, poi con questi splendidi stivali puoi farmi di tutto… posso?” sono perplessa, ma annuisco incuriosita.

Indosso i primi stivali che mi hai regalato, quelli neri scamosciati, aderenti, tacco 12 sottile, alti fino a metà coscia. La mise è quella della serata con te, minigonna nera, stretch, maglia color panna, aderente e un filo di perle al collo. Non c’era tempo per cambiarmi e indossare qualcosa di più adatto al viaggio, ma in macchina ho fatto in tempo a mettere la cavigliera d’argento con il ciondolo a forma di mano che fa le corna sopra lo stivale destro. “Hai intenzioni bellicose, mia dolce porcella?!” mi hai chiesto. “Non si sa mai… perché rinunciare a qualche intrigante occasione di scopare un bell’uomo… sai che sono timida… la cavigliera, se conoscono il messaggio, agevola l’approccio!!” “tu timida?!!” hai replicato… Ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere…

Nonostante i tacchi molto alti, questi stivali sono morbidi e comodi, e poi non mi dispiaceva affatto viaggiare attirando un po’ l’attenzione di qualche bell’uomo… come in effetti stava accadendo!

Intuendo le sue intenzioni avvicino a lui la gamba destra, quella con la cavigliera.
Lui la solleva e mette il mio piede sulle sue, per ammirare meglio lo stivale.
“Scusa se mi sono permesso, ma gli stivali sono il mio feticcio - ride - non prendermi per pazzo o per un maniaco, ho una piccola ditta di calzature e da sempre gli stivali da donna mi fanno impazzire, specialmente quelli di questo tipo, con il gambale che arriva sopra il ginocchio. Complimenti, hai proprio buon gusto!... e la cavigliera… un tocco di classe… e non solo, direi!!”

Ottimo, come speravo! Conosceva il significato della cavigliera a destra, poi con il ciondolo a forma di mano che fa le corna il messaggio era proprio esplicito!
Sorrido. “In realtà sono un regalo, ma grazie… piacciono molto anche a me...”
“Li ho notati prima, mentre venivi a sederti… poi con questa gonna corta ti stanno davvero d'incanto… e piacciono anche al tuo fidanzato barra amico barra è complicato?!”
Sorrido “Sì, piacciono anche a lui…”

“Che uomo fortunato…” intanto continua a tenermi sollevata la gamba, accarezzandomela coperto dal tavolino, mentre fa scivolare il piede fra le sue gambe. Forse è solo un'impressione, ma mi sembra che faccia una leggera pressione verso di lui… il tutto con nonchalance, come se ci conoscessimo da sempre. In effetti non mi sento per nulla imbarazzata per quel contatto e quando realizzo che non è solo un'impressione ma che ci sta provando davvero gusto ad avere il mio piede sul suo cazzo sento un brivido di piacere percorrermi…

“Allora, hai una ditta di scarpe…?” Mi protraggo verso di lui, appoggiandomi al tavolino per avvicinargli la scollatura e mostrargli il mio decolté. Con l'altro piede decido di passare al contrattacco cominciando ad accarezzargli l'altra gamba.

Lui sorride lasciandomelo fare e annuisce “Esattamente, proprio in Calabria, vicino a Catanzaro... magari te la posso mostrare. Vieni spesso in Calabria?”
“…non esattamente... ma una visita alla tua fabbrica la faccio volentieri...” e penso già ad un nuovo paio di stivali che potrei comprare e che potrebbero piacere anche a te!

Continua a tenere e guidare il mio piede sul suo cazzo, ormai non è più un'impressione. Lo sento nitidamente con il tacco, sta diventando sempre più duro…
“Puoi anche lasciarla, il piede non scappa…” gli dico sorridendo… sorride anche lui, lasciando la mia caviglia. Continuo a stuzzicargli il cazzo con il tacco e la punta dello stivale, lo massaggio con più cura... con più voglia... sto già immaginando il momento in cui ti racconterò tutto... come diventerà duro il tuo cazzo a sentire le mie parole... il solo pensiero aumenta la mia eccitazione...

“E il tuo fidanzato che dice quando fai queste cose?
“Lui è felice, molto… scommetto che se gli raccontassi cosa sto facendo inizierebbe a toccarsi chiedendomi di continuare... lo eccita sapermi in queste situazioni...”

Lui non sembra stupito dalle mie parole, anzi. Colgo nei suoi occhi una luce particolare.
“Ti piace il pensiero del tuo uomo con il cazzo duro, talmente grosso che preme contro i pantaloni, come se implorasse di essere tirato fuori, eccitato dal sapere che tu fai la porcella con altri uomini?!!” ...io annuisco... lui riprende “Allora perché non gli racconti cosa stai facendo? Così si eccita e magari ti chiede anche di fare qualcosa con me...”

Sorrido e mi mordo il labbro… l’idea mi stuzzica non poco… prendo il cellulare e comincio a scrivere, senza smettere di accarezzargli il cazzo con lo stivale... ti mando un messaggio... leggo la tua risposta e sorrido eccitata… mi alzo dicendo che vado un momento in bagno a sistemarmi il trucco, ma con un’espressione molto maliziosa ed ammiccante che diceva inequivocabilmente “seguimi!” ...

[continua]
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2026-07-03
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