L’addio al nubilato della mia più cara amica. Prima parte - Cornificare il promesso sposo?!

di
genere
corna

Premessa: nella pubblicazione dei miei racconti, prevalentemente autobiografici, su questo sito seguo la cronologia temporale degli eventi. Quanto descritto in questo racconto invece è accaduto recentemente. All’epoca dei fatti, quindi, io ero già felicemente sposata con F da circa un anno. Vi racconterò presto come conobbi il mio dolcissimo e cornutissimo marito e come si sono svolte le nostre stupende nozze… cuckold!

I nomi di questo racconto sono di fantasia, per preservare la privacy della mia amica e degli altri protagonisti di questa storia …

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La mia amica Marta è una bella ragazza. Fisicamente e nei lineamenti del viso dicono che ci somigliamo… anche se lei è bionda con gli occhi azzurri. Quando siamo insieme spesso ci scambiano per sorelle. Eravamo compagne di classe al liceo. Siamo rimaste amiche e siamo molto affiatate.

È l’unica, tra le mie amiche, che sa quanto io sia porca e quanti cazzi mi scopi, anche adesso che sono felicemente sposata. Marta conosce di vista anche G, l’uomo mentore e pilastro della mia rinascita, tutt’oggi presente nella mia vita, anche erotica, importante quanto F, anche se in maniera diversa (lo trovate nei miei racconti precedenti).

Marta non mi giudica, anzi, sembra fiera di me… con un pizzico di sana invidia... Quando le racconto delle mie scopate è sempre interessata, sembra eccitarsi molto… poi sospira e mi dice “beata te!”. Non ha mai voluto partecipare ai miei incontri, nonostante i ripetuti inviti… perché, sostiene, non vuole cornificare Gianni, il suo fidanzato, ragazzo tutt’altro che di vedute aperte!

Ovviamente Gianni non sa nulla dei miei ménage erotici, Marta si guarda bene dal raccontarglieli...

Talvolta ci vediamo tutti e quattro. Il mio bravo maritino recita benissimo la parte del coniuge ‘normale’… anche se è capitato di dover giustificare gli sguardi stranamente compiaciuti di F quando qualche bel maschio mi fissa ed io sorrido deliziata… “ma che fai? Non gli dici nulla? Quello si stava scopando tua moglie con gli occhi!!” è la tipica uscita di Gianni… “Cane che abbaia non morde… e poi se guardano Eli mi fa piacere, vuol dire che è una bella ragazza!” risponde di solito F. “Contento tu!” la classica chiosa di Gianni!

Marta e Gianni stanno insieme da 6 anni. Troppi! …almeno per i miei gusti!

Per carità, Gianni è simpatico, carino d’aspetto e garbato nei modi… Ma ho l’impressione che la mia amica con lui si stia spegnendo, da quel peperino che era al liceo… fu una delle prime a perdere la verginità… in quarta liceo, appena compiuti 18 anni, aveva rimorchiato e si scopava un giovane professore di un’altra sezione… molto bello e affascinante. La invidiavamo tutte!

Quando tre mesi fa mi disse che avevano fissato la data delle nozze gli dissi: “sei matta?! Ma sei in cinta?!” “no, macché… sesso ormai quasi nulla con Gianni…” “e allora perché te lo vuoi sposare?” replicai io sempre più stupita della decisione di Marta.

Cercò di spiegarmi che per lei il sesso non era tutto, a differenza di me (stoccatina, della serie: sei proprio una grande ninfomane!), che con Gianni stava bene, aveva una vita tranquilla. Qualche viaggio, sabato sera al ristorante o in pizzeria, domenica a pranzo dai suoi… si vedevano spesso, tranne quando giocava la sua squadra del cuore (fate voi: una a caso tra Roma e Lazio!!), sempre allo stadio, spesso anche in trasferta...

“Io sarò pure una ninfomane, ma la tua più che la ‘pace’, mi sembra la ‘morte totale’ dei sensi! … con tanto di pietra tombale, sugellata dal campionato di calcio!!” sbottai, ma aggiunsi: “ma la vita è tua, io ti sarò sempre amica, qualunque cazzata tu faccia!!” Ci guardammo, ridemmo e ci abbracciammo…

Nelle settimane successive Marta fu presa dai preparativi: abito, chiesa, banchetto, bomboniere… tutte incombenze, alcune molto noiose, che io avevo già vissuto, con la differenza che al mio matrimonio eravamo circa cinquanta persone, solo parenti stretti e pochi amici… in proporzione c’era stato più affollamento (di cazzi!) nella nostra suite la sera delle nozze!!… al suo matrimonio gli invitati sarebbero stati più di 150!!

A dieci giorni dalla fatidica data mi chiamò Mary, altra nostra amica del gruppo. Pensava di organizzare l’addio al nubilato di Marta facendole una sorpresa… Wow! Pensai, finalmente la faremo divertire… macché! La sorpresa consisteva nel portarla a cena in un locale dove c’era anche il karaoke… a Marta piace cantare, ha una bella voce e fa parte di un coro amatoriale, ma forse meritava qualcosa di meglio, di più eccitante… di indimenticabile!

Dovevo proprio intervenire! …

La serata karaoke era fissata per il giovedì della settimana successiva. Mi informai e scoprii che essendo un locale per famiglie, la parte musicale cominciava molto presto, già prima della cena. In pratica alle 22.30, massimo alle 23, ora di chiusura del locale, la serata sarebbe già finita… almeno lì! …

Mi venne un’idea… feci alcune telefonate e qualche verifica… si poteva fare! Il ‘secondo’ addio al nubilato, molto più intrigante e memorabile, si poteva organizzare!

Mio marito e G erano entrambi fuori città per lavoro… avevo massima libertà di manovra, anche se mi piaceva tenerli costantemente aggiornati!

La serata karaoke fu simpatica, la cena discreta. Siamo un piccolo gruppo di sei amiche, ci troviamo bene e ci divertiamo quando siamo insieme, tra battute, risate e altre simpatiche amenità… non si parla quasi mai di maschi o di sesso… non lo facemmo nemmeno quella sera…

Come previsto alle 22.30 la musica terminò. Un paio di amiche proposero di andare in centro a prendere un gelato, ma io, facendo leva sulla pigrizia delle altre, dissi che avremmo fatti tardi e che il giorno dopo era lavorativo per tutte. Ci salutammo. Marta veniva con me, avrebbe dormito a casa mia, approfittando che F era fuori per lavoro. Gianni era informato, lui del resto per il suo addio al celibato andava fuori città con gli amici, che gli avevano preparato una sorpresa di cui lui non sapeva nulla… o almeno così disse a Marta…

“Ma che giro fai? Non andiamo a casa tua?” mi chiese perplessa Marta accorgendosi che dal GRA imboccai l’uscita Salaria in direzione Rieti, anziché proseguire fino all’uscita Cassia per andare all’Olgiata, dove abito con F.

“Questa sera ho deciso che devi divertirti come si deve… ti voglio troppo bene, se non lo facessi non me lo perdonerei mai… forse sarà l’ultima volta nella tua vita, prima di seppellirti nella tomba dei sensi sposandoti con Gianni!”

“Ma se sei sposata anche tu… ah, già dimentico sempre che il tuo F ti lascia libera di scoparti tutti i maschi che vuoi!” “sì, e mi scopo divinamente anche lui… lo amo, anche per questo suo essere così meravigliosamente aperto e profondamente cornuto nell’animo!”

“Sei fortunata! Gianni non me lo permetterebbe mai! …” “Permettere?... quando eri fidanzata con Giulio e ti scopavi quello stallone del Senegal che avevi conosciuto all’università… domandavi il permesso al tuo fidanzato?!!” gli chiesi ridendo… “che c’entra… Giulio non dovevo sposarlo… però che magnifici ricordi… con Ousmane mi facevo certe scopate… che cazzo fantastico e che lingua aveva!” “Scommetto che se non fosse tornato nel suo paese ancora te lo scoperesti… con o senza Gianni!” “in effetti… sotto sotto sono una porca anch’io!”

Finalmente! Marta si stava lasciando andare… iniziava a capire che la vita è una sola…
Se dentro di te alberga il fuoco della passione e del desiderio, anche dopo anni di quiete, quando ormai i sensi sembrano apparentemente sopiti o spenti, è sufficiente una scintilla per innescare nuovamente la fiamma che li fa riaffiorare. Riemergono inarrestabili, con veemenza e ardore… “Bentornata nel club!” le dissi soddisfatta… “stasera ci divertiamo!” aggiunsi. Marta sorrise.

Dopo qualche chilometro imboccammo una traversa della via Salaria. Costeggiammo il muro di cinta dell’ampia tenuta e arrivammo. Mi fermai davanti al cancello carrabile, scesi e suonai al citofono. Il Cancello si aprì. Entrammo e parcheggiammo all’interno. “Ma dove mi hai portato?” chiese Marta guardandosi intorno perplessa. “Questo è il club privé dove veniamo spesso con F , G e altri amici. È molto accogliente ed elegante. I titolari, moglie e marito, sono molto simpatici e mi conoscono bene… altrimenti due donne da sole non le farebbero entrare! …”

“Club privé?... quelli degli scambisti?” “si, ma non solo… ci sono tante possibilità di divertirsi… si può anche trascorrere una serata ascoltando della buona musica, ballare, prendere un drink… e volendo si scopa… all’interno ci sono molte zone ‘piccanti’ che offrono opportunità molto intriganti… il tutto in un ambiente tranquillo, controllato ed elegante”

“Elegante?... ma siamo in jeans e sneakers! …” disse Marta. “Ragazza di poca fede! La tua amica ha pensato a tutto!” le risposi sorridendo, mentre scendevo e prendevo il mio grande zaino nel portabagagli… “qui c’è tutto il necessario per trasformarci in due fighe assettate di cazzi!” Ci guardammo e scoppiammo a ridere…

Entrammo nel grande casale attraversando l’ampio patio alberato che costeggia la piscina, molto intrigante da utilizzare nelle serate estive! Tutta la struttura esterna, immersa nel verde, è ben curata e sapientemente illuminata, trasmette tranquillità e sicurezza, anche in piena notte.

Mario e Giada, i titolari, ci accolsero calorosamente. “Bentornata Eli! Questa splendida ragazza è la tua amica che si sposa domenica?... oggi è proprio la serata giusta per farle trascorrere un addio al nubilato indimenticabile!” disse Giada con un sorriso solare e accogliente. “Se dovete cambiarvi, Eli è di casa, sa dov’è lo spogliatoio... prego e buon divertimento!” aggiunse Mario indicando con un gesto elegante la porta sulla destra, prima del corridoio di accesso alla sala principale.

Entrammo nello spogliatoio, suddiviso tra zona donne e uomini… l’unica area dove c’era questa distinzione. Scegliemmo un armadietto per posare i cambi e lo zaino e ci preparammo.

Io e Marta abbiamo la stessa taglia, anche di scarpe. Per lei avevo preso una mia minigonna in pelle nera aderente e cortissima, calze autoreggenti con pizzo nero, una elegante camicia di seta bianca semi trasparente.

Sapendo quanto le piacessero, le feci indossare i miei stivali Louboutin in pelle nera stretch, alti fino a metà coscia, tacco sottile da 15 con plateau elegante… “che belli e come sono morbidi!” esclamò accarezzandoli, appena infilati. Al collo le misi il mio cinturino in pelle nera, in pendant con gli stivali. La truccai con un po’ di mascara, leggero fondotinta, eyeliner azzurro per far risaltare i suoi splendidi occhi e un rossetto rosso fuoco… Si alzò dalla panca e si guardò allo specchio grande… “quella figa pazzesca sono io?!!..” non credeva ai suoi occhi… era veramente una gnocca da paura!

“Confermo! Sei veramente bella e molto sensuale… ci ‘ruberai’ tutti i maschi più interessanti!” disse ridendo una bella signora che si stava ritoccando il trucco …

Io scelsi un tubino sbracciato, nero, corto e aderente, che faceva risaltare il mio seno e il fondoschiena. Stivali neri scamosciati a metà coscia, tacco 12 sottile, compagni di tante fantastiche scopate… Calze nere velate con reggicalze incorporato. Girocollo e braccialetto di perle che già indossavo. Trucco leggero, ma rossetto rosso fuoco, come quello di Marta.

Ovviamente mutandine e reggiseni non servivano… per nessuna delle due!!

Allacciai a destra la cavigliera d’argento con il pendente a forma di mano che fa le corna.

Marta mi guardò incuriosita. “E’ un segnale di disponibilità che le donne impegnate lanciano ai maschi che ne conoscono il significato… qui non servirebbe ma essendo da sole, senza accompagnatori, non vorrei che qualcuno possa pensare che siamo delle squillo, nonostante sia estremamente difficile che entrino con i controlli che fanno!” le dissi.
“E per lo stesso motivo non ti sei tolta la fede?” ribatté Marta “anche, ma quella la tengo sempre… gli uomini si eccitano di più se sanno che sei sposata!” risposi sorridendo maliziosamente

Ci guardammo soddisfatte. Eravamo pronte. Uscimmo dallo spogliatoio e ci incamminammo verso la sala principale del Club.

[continua]
scritto il
2026-07-13
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