Cazzo giovane, buchi vecchi.
di
Dirsto
genere
prime esperienze
Quando ero ragazzo, finita la maturità decisi di andare in Francia a migliorare la lingua. Io abitavo vicino al confine e alla fine trovai un posto come factotum presso una famiglia in Provenza. Marito e moglie, sulla sessantina, agiati, abitavano in una bella villa con parco e piscina. Di giorno una cameriera svolgeva le attività principali. Io facevo la spesa, portavo in giro in auto i padroni e alla sera servivo la cena. Dopo qualche giorno, la cameriera mi dice
- Se ti comporti come si deve, ti troverai bene. I padroni sono un po’ strani (e lo disse con un sorriso complice) ma buoni.
Io sfruttavo tutte le occasioni per imparare nuove parole, modi dire, frasi. In di questo i padroni, soprattutto la signora, erano contenti. Stavano spesso in piscina o ai bordi, sotto il portico. All’inizio in costume da bagno ma, acquistando confidenza con me, spesso stavano nudi. Snelli, un fisico migliore di quello che l’età poteva far pensare.
Una sera, dopo cena, eravamo in sala sorseggiando un buon Calvados e non ricordo come il discorso è caduto sulla mia vita, con domande tipo: hai una fidanzata? Una ragazza? Un ragazzo? Te la fai con anziani? Che ne dici dei gay? Le mie risposte erano sincere e, riguardo agli anziani e ai gay:
- Io penso che la voglia di sesso non svanisce con l’età, anzi aumenta e gay o etero, purché sia tra adulti consenzienti, io non vedo problemi. Io non ho particolari esperienze reali, ma lascerei giudicare al mio cazzo. Così dicendo ho potuto fare sfoggio di nuove parole adeguate che mi avevano insegnato. Non ho potuto non notare che la signora, soprattutto, guardava alla patta dei miei pantaloncini corti che era cresciuta visibilmente. Che potevo farci?
- Sembra che il tuo cazzo si sia risvegliato di colpo.
- Che ci posso fare? Comanda lui.
- Ce lo fai vedere? dice George, il padrone. La signora lo guarda come per rimproverarlo ma contenta della richiesta. Io sono sorpreso e perplesso, poi mi alzo, tolgo pantaloncini, slip e t-shirt e mi avvicino al padrone che soppesa le palle, tasta la durezza del cazzo, mi gira per esaminare il buco del culo.
- Meraviglioso come potrebbe essere solo un giovane, dice con soddisfazione George. La signora si alza, mi gira attorno con l’aria di una bestia che odora la preda, mi bacia, mi accarezza i capezzoli, mi mena leggermente il cazzo e passa la mano tra le chiappe.
- Ti va di fare qualcosa? Mi dice il padrone. Li guardo e ambedue mi sembrano in sintonia.
- Va bene, ma doucement, piano; sono alle prime esperienze. Il padrone si spoglia, la signora ricupera un lubrificante e me lo mette. Il cazzo da prendere è normale, ma ben duro come mi accorgo appena entra. Arriva fino in fondo, dà alcuni colpetti di assestamento poi comincia a pomparmi con ritmo. La signora incita il marito, ci tocca e si sditalina. In poco tempo sento la sborra che mi invade, il cazzo che si ammoscia e la sborra che cola fuori dal mio buco del culo. I padroni fanno a gara a leccarla.
- Sei veramente una meraviglia, mi dice George mentre mi fa cenno di scopare la moglie che si è distesa per terra a gambe larghe. Spingo il mio cazzo già bagnato fino in fondo, mi abbasso a succhiarle i capezzoli e a baciarla in bocca e poi ci do dentro con forza. Mi eccita vedere le tette che ballano e sentire il suo respiro affannoso. Quando, dopo l’orgasmo si lascia andare, le sborro in figa.
Da questo momento le mie mansioni di factotum acquistano una nuova dimensione.
- Se ti comporti come si deve, ti troverai bene. I padroni sono un po’ strani (e lo disse con un sorriso complice) ma buoni.
Io sfruttavo tutte le occasioni per imparare nuove parole, modi dire, frasi. In di questo i padroni, soprattutto la signora, erano contenti. Stavano spesso in piscina o ai bordi, sotto il portico. All’inizio in costume da bagno ma, acquistando confidenza con me, spesso stavano nudi. Snelli, un fisico migliore di quello che l’età poteva far pensare.
Una sera, dopo cena, eravamo in sala sorseggiando un buon Calvados e non ricordo come il discorso è caduto sulla mia vita, con domande tipo: hai una fidanzata? Una ragazza? Un ragazzo? Te la fai con anziani? Che ne dici dei gay? Le mie risposte erano sincere e, riguardo agli anziani e ai gay:
- Io penso che la voglia di sesso non svanisce con l’età, anzi aumenta e gay o etero, purché sia tra adulti consenzienti, io non vedo problemi. Io non ho particolari esperienze reali, ma lascerei giudicare al mio cazzo. Così dicendo ho potuto fare sfoggio di nuove parole adeguate che mi avevano insegnato. Non ho potuto non notare che la signora, soprattutto, guardava alla patta dei miei pantaloncini corti che era cresciuta visibilmente. Che potevo farci?
- Sembra che il tuo cazzo si sia risvegliato di colpo.
- Che ci posso fare? Comanda lui.
- Ce lo fai vedere? dice George, il padrone. La signora lo guarda come per rimproverarlo ma contenta della richiesta. Io sono sorpreso e perplesso, poi mi alzo, tolgo pantaloncini, slip e t-shirt e mi avvicino al padrone che soppesa le palle, tasta la durezza del cazzo, mi gira per esaminare il buco del culo.
- Meraviglioso come potrebbe essere solo un giovane, dice con soddisfazione George. La signora si alza, mi gira attorno con l’aria di una bestia che odora la preda, mi bacia, mi accarezza i capezzoli, mi mena leggermente il cazzo e passa la mano tra le chiappe.
- Ti va di fare qualcosa? Mi dice il padrone. Li guardo e ambedue mi sembrano in sintonia.
- Va bene, ma doucement, piano; sono alle prime esperienze. Il padrone si spoglia, la signora ricupera un lubrificante e me lo mette. Il cazzo da prendere è normale, ma ben duro come mi accorgo appena entra. Arriva fino in fondo, dà alcuni colpetti di assestamento poi comincia a pomparmi con ritmo. La signora incita il marito, ci tocca e si sditalina. In poco tempo sento la sborra che mi invade, il cazzo che si ammoscia e la sborra che cola fuori dal mio buco del culo. I padroni fanno a gara a leccarla.
- Sei veramente una meraviglia, mi dice George mentre mi fa cenno di scopare la moglie che si è distesa per terra a gambe larghe. Spingo il mio cazzo già bagnato fino in fondo, mi abbasso a succhiarle i capezzoli e a baciarla in bocca e poi ci do dentro con forza. Mi eccita vedere le tette che ballano e sentire il suo respiro affannoso. Quando, dopo l’orgasmo si lascia andare, le sborro in figa.
Da questo momento le mie mansioni di factotum acquistano una nuova dimensione.
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