Faccio la puttana, per lesbiche.
di
Dirsto
genere
confessioni
Proprio così: mi piace e mi riempie di soldi. Come ho iniziato? Avevo venticinque anni e facevo un lavoro in cui si richiedeva bella presenza e così ogni settimana andavo da Leda, la mia parrucchiera. Lei ha un bellissimo locale, arredato di lusso, con uno spazio privato per ogni cliente. Mi ero accorta che, ogni tanto, quando mi riceveva, le sue mani andavano leggermente ‘fuori posto’ sul mio corpo, la sua scollatura era abissale e la giacca bianca copriva a stento i glutei. Con me era sempre molto gentile e spesso mi confidava dettagli della sua vita privata, piuttosto difficile.
Un giorno mi invita a cena: sono perplessa ma anche curiosa e piuttosto eccitata. Accetto. Una cena semplice ma molto gustosa con ampia scelta di vini e liquori e, a fine pasto, non possiamo non accomodarci sul divano, una vicino all’altra o meglio, io nelle braccia di lei. Il suo corpo, il suo seno, le sue parole, le sue carezze mi portano in uno stato di calma, felicità e piacere che invadono il mio corpo. Mi addormento, complice il vino. Mi sveglio con la sua lingua che accarezza le mie labbra e la sua mano sotto il mio tanga che mi esplora. La guardo con tenerezza, allungo la mano per ricambiare e lei mi fa:
- In questo stato non puoi certi guidare per tornare a casa. Ti fermi da me?
- Volentieri, se non disturbo. Mi prende per le spalle, mi porta in camera, mi fa sedere sulla sponda del letto e mi spoglia, toccando con le dita delicate e con la lingua ogni parte di pelle che si scopriva. Nuda, mi distende sul letto, mi allarga le gambe e comincia a leccarmi il clitoride, la fica. Poi mi gira: è la volta del buco del culo. Quando lo stimolano mi sembra che esista solo lui, mi sento posseduta e quando, prima un dito e poi le dita e poi la mano entrano, con facilità e a fondo, mi sembra di essere in un harem, nelle mani del sovrano. Sapientemente lei ritorna alla fica e in un attimo l’orgasmo mi scuote e quasi svengo dal piacere.
Così inizia il mio rapporto con Leda che lei, poco per volta, condivide con le sue colleghe e, da persona avveduta, mi aiuta a monetizzare le mie abilità che ora sono molto apprezzate da tante amiche stufe di essere trascurate dagli uomini o sbattute come un pezzo di legno in acqua.
Avanti così, finché dura.
Un giorno mi invita a cena: sono perplessa ma anche curiosa e piuttosto eccitata. Accetto. Una cena semplice ma molto gustosa con ampia scelta di vini e liquori e, a fine pasto, non possiamo non accomodarci sul divano, una vicino all’altra o meglio, io nelle braccia di lei. Il suo corpo, il suo seno, le sue parole, le sue carezze mi portano in uno stato di calma, felicità e piacere che invadono il mio corpo. Mi addormento, complice il vino. Mi sveglio con la sua lingua che accarezza le mie labbra e la sua mano sotto il mio tanga che mi esplora. La guardo con tenerezza, allungo la mano per ricambiare e lei mi fa:
- In questo stato non puoi certi guidare per tornare a casa. Ti fermi da me?
- Volentieri, se non disturbo. Mi prende per le spalle, mi porta in camera, mi fa sedere sulla sponda del letto e mi spoglia, toccando con le dita delicate e con la lingua ogni parte di pelle che si scopriva. Nuda, mi distende sul letto, mi allarga le gambe e comincia a leccarmi il clitoride, la fica. Poi mi gira: è la volta del buco del culo. Quando lo stimolano mi sembra che esista solo lui, mi sento posseduta e quando, prima un dito e poi le dita e poi la mano entrano, con facilità e a fondo, mi sembra di essere in un harem, nelle mani del sovrano. Sapientemente lei ritorna alla fica e in un attimo l’orgasmo mi scuote e quasi svengo dal piacere.
Così inizia il mio rapporto con Leda che lei, poco per volta, condivide con le sue colleghe e, da persona avveduta, mi aiuta a monetizzare le mie abilità che ora sono molto apprezzate da tante amiche stufe di essere trascurate dagli uomini o sbattute come un pezzo di legno in acqua.
Avanti così, finché dura.
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