La vedova in astinenza.
di
Dirsto
genere
etero
Le anticamere dei medici di famiglia sono piene, in prevalenza, di donne anziane. Si parla male dei dottori e si raccontano, con toni catastrofici e accorati, i propri malanni. Una signora, che conosco di vista, esce incazzata dallo studio perché non ha potuto ottenere la ricetta della medicina che voleva. Mi avvicino a lei e le dico:
- Mi dica il nome della medicina e aspetti un attimo; provo io ad avere la ricetta. Il medico è un mio vecchio amico e mi dà la ricetta. Insieme alla signora andiamo in farmacia e poi lei mi dice:
- Io abito qui vicino; salga da me così le offro volentieri un caffè perché mi ha fatto un grande favore. Entro e faccio notare che la casa è ordinata e carina e la signora gradisce il complimento.
- Quando c’era mio marito era un ambiente vivo; ora da troppi anni mi sento sola. A dir la verità ho provato a trovare qualche uomo, ma i miei coetanei hanno altri interessi e molti sono gay. Io vorrei un uomo vero, mi capisce.
- Ha ragione, rispondo e la guardo con altri occhi: altezza media, snella, curata, seno adeguato e bel culetto modellato da jeans di ottimo taglio.
- Con un uomo come lei, ci farei più di un pensierino, aggiunge mentre mi serve il caffè.
- Anch’io ci farei un pensierino, con una donna come lei, le rispondo.
- Davvero?
- Certo: è simpatica, ha un bel fisico e voglia di vivere, rispondo, guardandola con attenzione da capo a piedi. Si siede vicino a me sul divano e mi stampa un bel bacio intenso su una guancia. Io ricambio, abbracciandola e stringendola me. Lei appoggia la testa sulle mie gambe e mi guarda languida. Io le accarezzo il viso, le labbra. Socchiude gli occhi. Il mio cazzo, sotto la sua testa si sta risvegliando. Infila le sue mani sotto la mia t-shirt e mi accarezza. Io ricambio con un tocco leggero sul seno e sui fianchi.
- Mi sembra di risvegliarmi da un lungo sonno, dice. Si mette tutta sul divano, le gambe piegate e allargate. Le mie mani sorvolano le cosce mentre lei mi abbraccia stretto. Dopo un po’ mi prende una mano e la porta tra le sue gambe e mi costringe a una carezza più forte. Con mia sorpresa, si abbassa i pantaloni rivelando un perizoma nero sulla pelle depilata. Non posso non mettere le mani sotto quel triangolino di stoffa, cercare il clitoride e aprirle le labbra. Si sta bagnando. Sotto la camicetta cerco i suoi seni e i capezzoli, ritti e duri.
- Spogliati, mi dice in torno deciso. Voglio vedere un uomo, finalmente. Mi spoglia e mi aggredisce con baci, leccate, prende in bocca il cazzo e succhia come una dannata. Io mi godo la situazione finché
- Mi fai impazzire; sai come eccitare un uomo. Lei non risponde e continua il suo lavoro per calmare la sua lunga astinenza. Poi si stende per terra, allarga le gambe si apre la fica. Io mi metto sopra di lei che infila il mio cazzo in figa. Mi abbasso per baciarla in bocca, dare un succhiotto alle tette e poco per volta la stantuffo fino a darle dentro con tutta la mia forza fino a che lei non si lascia andare, come svenuta.
- Erano anni che non provavo una sensazione così. Io riprendo a scoparla fino a riempirla di sborra. La prima di una lunga serie. E allora quando si lamentano e frignano? Tutta scena!
- Mi dica il nome della medicina e aspetti un attimo; provo io ad avere la ricetta. Il medico è un mio vecchio amico e mi dà la ricetta. Insieme alla signora andiamo in farmacia e poi lei mi dice:
- Io abito qui vicino; salga da me così le offro volentieri un caffè perché mi ha fatto un grande favore. Entro e faccio notare che la casa è ordinata e carina e la signora gradisce il complimento.
- Quando c’era mio marito era un ambiente vivo; ora da troppi anni mi sento sola. A dir la verità ho provato a trovare qualche uomo, ma i miei coetanei hanno altri interessi e molti sono gay. Io vorrei un uomo vero, mi capisce.
- Ha ragione, rispondo e la guardo con altri occhi: altezza media, snella, curata, seno adeguato e bel culetto modellato da jeans di ottimo taglio.
- Con un uomo come lei, ci farei più di un pensierino, aggiunge mentre mi serve il caffè.
- Anch’io ci farei un pensierino, con una donna come lei, le rispondo.
- Davvero?
- Certo: è simpatica, ha un bel fisico e voglia di vivere, rispondo, guardandola con attenzione da capo a piedi. Si siede vicino a me sul divano e mi stampa un bel bacio intenso su una guancia. Io ricambio, abbracciandola e stringendola me. Lei appoggia la testa sulle mie gambe e mi guarda languida. Io le accarezzo il viso, le labbra. Socchiude gli occhi. Il mio cazzo, sotto la sua testa si sta risvegliando. Infila le sue mani sotto la mia t-shirt e mi accarezza. Io ricambio con un tocco leggero sul seno e sui fianchi.
- Mi sembra di risvegliarmi da un lungo sonno, dice. Si mette tutta sul divano, le gambe piegate e allargate. Le mie mani sorvolano le cosce mentre lei mi abbraccia stretto. Dopo un po’ mi prende una mano e la porta tra le sue gambe e mi costringe a una carezza più forte. Con mia sorpresa, si abbassa i pantaloni rivelando un perizoma nero sulla pelle depilata. Non posso non mettere le mani sotto quel triangolino di stoffa, cercare il clitoride e aprirle le labbra. Si sta bagnando. Sotto la camicetta cerco i suoi seni e i capezzoli, ritti e duri.
- Spogliati, mi dice in torno deciso. Voglio vedere un uomo, finalmente. Mi spoglia e mi aggredisce con baci, leccate, prende in bocca il cazzo e succhia come una dannata. Io mi godo la situazione finché
- Mi fai impazzire; sai come eccitare un uomo. Lei non risponde e continua il suo lavoro per calmare la sua lunga astinenza. Poi si stende per terra, allarga le gambe si apre la fica. Io mi metto sopra di lei che infila il mio cazzo in figa. Mi abbasso per baciarla in bocca, dare un succhiotto alle tette e poco per volta la stantuffo fino a darle dentro con tutta la mia forza fino a che lei non si lascia andare, come svenuta.
- Erano anni che non provavo una sensazione così. Io riprendo a scoparla fino a riempirla di sborra. La prima di una lunga serie. E allora quando si lamentano e frignano? Tutta scena!
3
voti
voti
valutazione
8.7
8.7
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Cazzo giovane, buchi vecchi.racconto sucessivo
Una famiglia di puttane.
Commenti dei lettori al racconto erotico