La professoressa puttanona.

di
genere
etero

E’ una mia vicina. Una professoressa. L’ho notata e la osservo sempre quando posso, perché ha una faccia da puttana che mi fa sangue. Finora il massimo che ho ottenuto è stato intravedere le sue mutandine bianche mentre scendeva dall’auto. Qualche giorno fa, le ho dato una mano a parcheggiare in uno spazio molto ristretto e poi non ho potuto fare a meno di aiutarla a portare in casa i pesanti cestelli di acqua.
- Si sieda un attimo per riprendersi, mi dice mentre mi accompagna in sala. Fare tutte queste scale è faticoso. Posso offrirle qualcosa?
- Volentieri, gradisco quello che prende lei. Versa due abbondanti bicchieri di whiskey e si siede sulla poltrona di fronte a me. Allarga le gambe, con naturalezza. Però, peccato, si vede solo un pezzetto di coscia in più. Comunque io sono in caccia e il cazzo si sveglia e si nota, sotto la patta. Si parla del più e del meno e poi il discorso arriva sulla vita privata.
- Anche lei vive solo? Mi chiede.
- Sì, e questo ha i suoi lati positivi e negativi.
- Io vedo solo quelli negativi. Ho provato a cercarmi un uomo ma i risultati sono stati deludenti.
- Strano, perché lei, se mi posso permettere, è una bella donna, si tiene bene e, da quanto posso capire, è simpatica.
- Lei dice? Tutti gli uomini che ho incontrato volevano solo scopare; al primo discorso serio si eclissavano. Ora voglio cambiare strategia: il primo che mi capita lo voglio far morire di infarto scopandolo.
- Piuttosto crudele, però io vorrei provare ad essere il primo di questa sua nuova strategia.
- Davvero?
- Sì, ovviamente se lei è d’accordo.
- Mi piacerebbe provare, che ne dice.
- Perché no? A lei la prima mossa. Si viene a sedere sul divano vicino a me, mi mette la mano sotto la maglietta, accarezza i capezzoli poi mi tira vicino a sé e mi caccia la lingua in bocca. La esplora, mentre con le mani mi accarezza il collo, la nuca. Poi le mani scendono sopra la patta.
- Qui c’è una vita prorompente, dice mentre armeggia con la cintura dei pantaloni e me li abbassa insieme agli slip. Si stacca dalla bocca e si getta sul cazzo. Esperta in pompini e leccate, penso. Mi mette nudo completamente e aggiunge:
- Hai un bel fisico, belle spalle larghe. Lei, in un attimo si spoglia e finalmente ho modo di contemplare le tette ancora sode di una sessantenne, il bel culo e la figa con un minimo di pelo che la rendono più appetitosa. Mi gira attorno per vedere il mio culo, mi molla alcune patte e pizzicotti, che io interpreto come gradimento. Si sdraia per terra, sul tappeto, con le gambe larghe, con due dita si apre la fica e mi fa segno si montarla. Mi aiuta ad entrare, vado fino in fondo, mi aggiusto bene e comincio a pomparla. Lei mi asseconda anche quando aumento il ritmo, uso più forza, sembra eccitarsi ai miei commenti sporchi e parolacce.
- Mi piaci, ci sai fare. Dai, con tutta la tutta forza, voglio sentire la tua sborra nella mia fica. Niente delicatezza o attenzioni: ora sono il maschio che scopa la femmina. Ecco che lei perde ogni tono, sento che si rilassa. L’orgasmo. Due altri colpi e la inondo di sborra, con mia grande soddisfazione.
- E’ iniziata bene la mia nuova vita, dice in un sospiro. Io penso: spero la prima di tante scopate, puttana. Il prossimo passo il buco del culo.
di
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2026-07-06
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Brutto, ma con un cazzo speciale.

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