Brutto, ma con un cazzo speciale.
di
Dirsto
genere
prime esperienze
C’è chi nasce bello e la vita gli sorride. C’è chi nasce brutto, come me, e la vita è tutta in salita. Crescendo, mi accorgo che anche il cazzo è brutto: grosso all’inizio, un po’ voltato verso l’alto, è lungo più del normale, poi si assottiglia e la cappella è grossa in modo sproporzionato. Di questo mi rendo conto quando, da ragazzo, con gli amici si faceva a chi piscia più lontano o si scommetteva a chi sborra per primo. Quando comincio a lavorare ed ho un po’ di soldi, decido di andare a puttane. Giro nel centro storico, nella zona piena di donne, ma anche qui nessuna mi chiama. Dai e dai, una volta una mi chiama. Entro nella sua stanza, lei si spoglia e mi spoglia: brutta anche lei come me ma qui capisco la differenza che c’è tra il farsi una sega e scopare in fica. Ritorno spesso e diventiamo amici. Una volta mi fa:
- Ti piacerebbe se ti presentassi a una mia amica che cerca un uomo con cui scopare? Lei è carina, simpatica e tanto porca che gli uomini dopo alcune volte la lasciano. Vuoi provare?
- Certo, rispondo subito. Lei prende il telefono e fissa subito un appuntamento. Tre minuti, a piedi, e sono dall’amica, Clelia. Appartamento semplice, ben tenuto. Lei minuta, avanti negli anni.
- Sicché ti piace scopare ma non trovi donne? Prova con me, io ho sempre voglia. Comincia a spogliarmi e a spogliarsi. Appena mi scopre il cazzo:
- Non ho mai visto nulla di simile; però, dentro, deve essere una meraviglia. Mi porta in camera, si stende sul letto a gambe larghe e con un po’ di fatica mi infila il cazzo in fica. Io spingo per entrare fino in fondo e dalla sua faccia capisco che le faccio male, ma mi fermo solo alle palle. Ah, non vi ho detto che le palle sono lunghe, pendenti e grosse: brutte anche loro.
- Con questo cazzo sei un animale, un toro; mi sembra di essere infilzata su uno spiedo, ma mi piace e nessuno mi ha mai allargato la fica come te e nessuno è mai andato tanto a fondo. Dai, sbattimi e sborrami dentro. Comincio a muovermi come mi piace fare: esco adagio poi entro di colpo, lasciandomi andare con tutto il mio peso. Le palle le picchiano contro il buco del culo. Sulla sua faccia vedo che, poco per volta, gradisce. I miei movimenti si fanno più ritmati, la sua fica si adatta meglio alle dimensioni del mio cazzo e la cappella arriva in posti dove lei aveva sentito, forse, solo i dildo. A un certo punto chiude gli occhi, trema sotto di me, poi si lascia andare. Pochi colpi e la riempio di sborra. Anch’io mi lascio andare sulla sua pancia.
- Mai provato nulla di simile, mi dice sorridendo. Finché vorrai, qui ci sarà sempre una fica calda ad aspettare il tuo cazzone e non dimenticare che c’è anche un bel buco del culo.
- Ti piacerebbe se ti presentassi a una mia amica che cerca un uomo con cui scopare? Lei è carina, simpatica e tanto porca che gli uomini dopo alcune volte la lasciano. Vuoi provare?
- Certo, rispondo subito. Lei prende il telefono e fissa subito un appuntamento. Tre minuti, a piedi, e sono dall’amica, Clelia. Appartamento semplice, ben tenuto. Lei minuta, avanti negli anni.
- Sicché ti piace scopare ma non trovi donne? Prova con me, io ho sempre voglia. Comincia a spogliarmi e a spogliarsi. Appena mi scopre il cazzo:
- Non ho mai visto nulla di simile; però, dentro, deve essere una meraviglia. Mi porta in camera, si stende sul letto a gambe larghe e con un po’ di fatica mi infila il cazzo in fica. Io spingo per entrare fino in fondo e dalla sua faccia capisco che le faccio male, ma mi fermo solo alle palle. Ah, non vi ho detto che le palle sono lunghe, pendenti e grosse: brutte anche loro.
- Con questo cazzo sei un animale, un toro; mi sembra di essere infilzata su uno spiedo, ma mi piace e nessuno mi ha mai allargato la fica come te e nessuno è mai andato tanto a fondo. Dai, sbattimi e sborrami dentro. Comincio a muovermi come mi piace fare: esco adagio poi entro di colpo, lasciandomi andare con tutto il mio peso. Le palle le picchiano contro il buco del culo. Sulla sua faccia vedo che, poco per volta, gradisce. I miei movimenti si fanno più ritmati, la sua fica si adatta meglio alle dimensioni del mio cazzo e la cappella arriva in posti dove lei aveva sentito, forse, solo i dildo. A un certo punto chiude gli occhi, trema sotto di me, poi si lascia andare. Pochi colpi e la riempio di sborra. Anch’io mi lascio andare sulla sua pancia.
- Mai provato nulla di simile, mi dice sorridendo. Finché vorrai, qui ci sarà sempre una fica calda ad aspettare il tuo cazzone e non dimenticare che c’è anche un bel buco del culo.
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