Un guardone in palestra.
di
Dirsto
genere
voyeur
Ho 27 anni e mi piace andare in palestra dove faccio una attività ginnica leggera ma una pensante attività da guardone. Ci vado solo per quello. Mi fa impazzire vedere delle donne con tute che sembrano dipinte addosso, disegnano le chiappe fino al buco del culo, entrano nella fica, fanno fatica a contenere i capezzoli eretti. Che dire degli uomini? Body super aderenti, leggings elasticizzati; tutto per far risaltare le chiappe e la patta.
Il momento più interessante, ovviamente, è quello della doccia: tutti sembrano disinteressarsi degli altri; in realtà l’obiettivo è quello che cogliere gli scorci più interessanti mentre ci si lava con impegno i pettorali, ci si china per sciacquare i piedi e mettere in mostra le chiappe, ci si insapona con impegno il cazzo. Da parte mia da qualche tempo avevo puntato un ragazzo, forse mio coetaneo, bello come un dio con un corpo perfetto. Una sera ci troviamo sulla porta per uscire; un temporale tremendo flagella la zona e io sono a piedi. Carlo, il mio idolo, mi guarda e dice:
- Se sei a piedi, ti posso dare un passaggio.
- Oh, grazie; è proprio quello che ci vuole. In pochi minuti arriviamo davanti a casa mia e, per fortuna, troviamo parcheggio davanti all’ingresso.
- Perché non fai un salto da me, beviamo qualcosa, ci vuole proprio. Un momento di riflessione, poi dice:
- Volentieri. Appena chiudo la porta dietro di noi, Carlo mi prende la testa, incolla la sua bocca alla mia e la sua lingua esplora tutta la mia bocca mentre una mano scende sulle chiappe, mi tira verso di lui e sembra voglia scoparmi. Quando si stacca
- Scusa, ma era tanto che aspettavo questo momento, mi fai sangue. Nella mia fantasia sai quante volte ti ho scopato. Senza aspettare risposta, mi abbassa la tuta e le mutande, mi mette in posizione e mi incula a secco. Urlo. Incurante, fa fino in fondo, mi prende forte per i fianchi e comincia a trapanarmi con forza e violenza, Sento le sue palle che battono contro le mie chiappe. Sempre più forte. Si ferma un attimo e la sua sborra mi invade. Cadiamo per terra, ma lui non mi molla finché il sua cazzo, finalmente floscio, esce dal mio buco del culo e la sborra cola fuori. Ci abbracciamo e ci baciamo.
Un attimo di riposo e sta a me riempirlo di sborra. Mi tiro fuori per vedere finalmente il suo buco del culo e leccare la sborra. Ora ho la sua immagine completa. Col tempo avrò modo, tra una scopata e l’altra, di godermi la sua vista.
Il momento più interessante, ovviamente, è quello della doccia: tutti sembrano disinteressarsi degli altri; in realtà l’obiettivo è quello che cogliere gli scorci più interessanti mentre ci si lava con impegno i pettorali, ci si china per sciacquare i piedi e mettere in mostra le chiappe, ci si insapona con impegno il cazzo. Da parte mia da qualche tempo avevo puntato un ragazzo, forse mio coetaneo, bello come un dio con un corpo perfetto. Una sera ci troviamo sulla porta per uscire; un temporale tremendo flagella la zona e io sono a piedi. Carlo, il mio idolo, mi guarda e dice:
- Se sei a piedi, ti posso dare un passaggio.
- Oh, grazie; è proprio quello che ci vuole. In pochi minuti arriviamo davanti a casa mia e, per fortuna, troviamo parcheggio davanti all’ingresso.
- Perché non fai un salto da me, beviamo qualcosa, ci vuole proprio. Un momento di riflessione, poi dice:
- Volentieri. Appena chiudo la porta dietro di noi, Carlo mi prende la testa, incolla la sua bocca alla mia e la sua lingua esplora tutta la mia bocca mentre una mano scende sulle chiappe, mi tira verso di lui e sembra voglia scoparmi. Quando si stacca
- Scusa, ma era tanto che aspettavo questo momento, mi fai sangue. Nella mia fantasia sai quante volte ti ho scopato. Senza aspettare risposta, mi abbassa la tuta e le mutande, mi mette in posizione e mi incula a secco. Urlo. Incurante, fa fino in fondo, mi prende forte per i fianchi e comincia a trapanarmi con forza e violenza, Sento le sue palle che battono contro le mie chiappe. Sempre più forte. Si ferma un attimo e la sua sborra mi invade. Cadiamo per terra, ma lui non mi molla finché il sua cazzo, finalmente floscio, esce dal mio buco del culo e la sborra cola fuori. Ci abbracciamo e ci baciamo.
Un attimo di riposo e sta a me riempirlo di sborra. Mi tiro fuori per vedere finalmente il suo buco del culo e leccare la sborra. Ora ho la sua immagine completa. Col tempo avrò modo, tra una scopata e l’altra, di godermi la sua vista.
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