Un giovane torello nero

di
genere
gay

Appena ho visto Simone ho avuto una scarica di testosterone, il sangue m'è caduto tutto giù, minchia l'ho sentito tutto nei coglioni.
Se non me lo faccio non sono più io.
Ma com'è fanno a resistere gli altri?
Sei vecchio quando in testa ti fai discorsi tipo ' ai miei tempi noi eravamo più svegli.' Ma è solo incazzatura, io ho solo trentasei anni e questi frocetti con le sopracciglia rifatte quasi non lo vedono! D'altra parte sono venuti per mostrare i brillini sui loro toraci lucidi, il nuovo taglio dei capelli che si sono sbiancati o pitturati di blu e giallo, per far vedere quanto sono sexy con occhi e labbrucce truccati. Questa disco è un puttanaio di frocetti e non dite che sono vecchio io, la musica che sentono te lo ammoscia! Lo ammoscia anche a me che sono venuto qui con le migliori intenzioni.
Simone, non so ancora che si chiama Simone, è diverso, sembra annoiato, non gliene frega un cazzo del puttanaio che ha attorno. Ha incollate addosso due cagnette con shorts inguinali col desiderio di ciucciare un uccello nero.
Simone è un magnifico esemplare di torello nero. Non è ancora un negro. A me non me ne frega un cazzo se qualcuno si offende, io uso le parole che voglio. Dico frocio, checca, stallone, frocetto e negro e tutti capiscono cosa intendo. Il negro è un robusto e sano cazzone nero che ti rompe il culo anche se ce l'hai già rotto. Non importa com'è, può avere il fisico di un frigorifero o la pancia gonfia, il negro è quello che ti rompe il culo e per dimostrare che non sono raz*sta dico anche che il colore della pelle non conta.
Il mio Simone è un torello nero, un twink spaziale, tipo aiuto bagnino in California o raccattapalle del grande Slam. Giovanissimo, spalle rotonde con la canottiera nera e pantaloni larghi con cinturone eccitante, tenuti bassi sul culo con i boxer neri che si vedono tutti. Forse non sono più di moda tenuti così, non sono un esperto di moda e a dirla tutta non mi eccitano nemmeno troppo a parte il cinturone, avrei preferito dei bei jeans stretti sulle cosce che gli esaltano pacco e culo o, se proprio gli piacciono larghi, dei morbidi pantaloni da tuta.
Ma poche palle, gli danno un'aria ribelle che me lo indurisce. Un angelo caduto. E Simone ha un viso d'angelo, la pelle pulita e tesa, zero peli o castranti baffetti, gli occhioni bianchi che ridono alle cazzate che gli dicono le puttanelle ma che intanto guardano altrove, sono inquieti, lui cerca altro e non vorrebbe essere qui, si vede lontano un miglio. E le labbra, le labbra! Morbide e carnose sui denti bianchissimi. Scommetto che ha l'uccello morbido come quelle labbra.
Ho aspettato troppo, mi faccio avanti. La cosa peggiore che mi può capitare è di essere scaricato. Non sarebbe un dramma, me ne farei una ragione e potrò sempre tirarmi un segone disperato pensando al mio torello nero.
Sposto le due cagnette con le mutandine umide: 'Vieni via.' E vado verso la zona meno affollata.
Mi ha seguito.
Lo stampo contro la parete. Resiste forse due secondi poi è una limonata che mi toglie quindici anni tutti. È alto come me, metà dei miei anni.
Stiamo lingua in bocca senza toccarci, una cosetta casta che mi risveglia i peggiori istinti stupratori e, cazzo, mi sa che Simone stufo di primedonne vuole un maschio alfa.
Riprendo a respirare. 'Posso toccarti.'
Mi fa si con gli occhi.
Io muoio, ha l'uccello ancora morbido. E le palle sotto da torello. È teso, sta godendo, gli piace.
Le due vacchette ci guardano, si sentono stupide, dovevano metterci subito la mano tra le gambe. Simone allunga il collo, vuole essere nuovamente penetrato di lingua mentre lo palpo con la mano pesante.
Conosco le nuove regole del periodo me too. 'Lo prendi in culo?' Chiedo per dissipare ogni possibile fraintendimento.
Sorride imbarazzato e per me vale già una sborrata.
'Abito, qua vicino. Mi chiamo Mirko.'

Finisce che meglio non può finire. Profuma di docciaschiuma, nudo che più bello non può essere, il corpo stanco ma rigenerato dopo un impegnativo kamasutra di cazzo e culo. Gli ho insegnato parecchio, me lo sono spupazzato da femmina e da maschietto come piace a me, che non capisci cosa sei.
Lo asciugo io, inginocchiato ai suoi piedi, liscio e scuro come una puttana colombiana, è il mio focoso torello nero, la mia giovane puttanella soddisfatta. Gli ho rubato ogni goccia e gemito.
Devo riportarlo a casa.
Alza un piede, poi l'altro, gli riinfilo io i boxer, glieli tiro su piano con l'uccello davanti al viso. glieli tiro su sulle cosce, ci faccio entrare comodi uccellone barzotto e coglioni caldi, aggiusto l'elastico, gli palpo le natiche da atleta e bacio l'uccello attraverso il cotone.
Devo riportarlo a casa. Cazzo.
di
scritto il
2026-06-28
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