La strada per diventare una schiava pt.4

di
genere
corna

Dopo quella serata lei mi raccontava un po' di più di quello che succedeva nei loro incontri da schiava.
I giorni passavano veloci e le cose andavano molto bene, sia tra di noi che tra di loro.
Alberto dava ordini quasi quotidiani a lei; a volte doveva andare in ufficio con dei sextoys e non toglierli fino a sera, altre invece doveva uscire vestita in certi modi provocanti, ma mai eccessivi, anche solo per andare a fare la spesa o magari mandargli foto e video che lui conservava geloso.
In qualche occasione, mentre lui la scopava, mi mandava foto audio o video per farmi vedere e sentire quello che stavano facendo e quanto lei godeva, sempre ovviamente con visualizzazione una sola volta, non potevo infatti conservarli per me come da regole.
Lui era molto soddisfatto di lei e io sempre eccitato, non sapevo mai cosa poteva farle fare; ovviamente Gloria era quella che ci guadagnava di più, era in felicissima.
La sera in cui avevamo deciso il tutto, lui aveva detto che, se avesse voluto, avrebbe fatto partecipare anche altre persone a suo piacimento.
Mi era capitato di pensare a quelle parole e a immaginare la mia ragazza tra due o tre uomini che la possedevano. Il pensiero mi eccitava davvero molto e da una parte non vedevo l'ora, mentre dall'altra mi chiedevo se fosse troppo persino per me.
Fatalità la risposta non tardò ad arrivare.
Era un venerdì e Alberto mi mandò un messaggio, succedeva di rado, nel quale mi avvertiva così: "questa sera ho intenzione di fare della tua ragazza uno spettacolo porno non solo per me. Presentatevi a casa mia verso le 22.00 e con la mia macchina andremo in un posto. Poi ti spiegherò meglio".
Era arrivato il momento dopo "soli" 5 mesi di scopate tra di loro alla fine aveva deciso di condividerla a quanto pare. Mi chiedevo se lei lo sapesse già, se quelli che avrebbero partecipato sarebbero stati amici suoi, come lui, dove saremmo andati e via dicendo.
Le idee mi frullavano in testa e ovviamente ero arrapato.
Tornato a casa da lavoro lo raccontai a lei.
Ma Gloria mi disse: "il padrone mi ha già informata, mi sto già preparando".
Aveva tirato fuori dei vestiti da una busta regalo e li stava indossando: un vestito rosso pieno di buchi che copriva davvero pochissimo del suo corpo, in particolare restavano completamente nude le sue tette senza reggiseno ed era talmente corto da lasciare intravedere la sua fica anche essa libera dalle mutandine.
Indossava delle calze a rete molto strette sulle sue gambe in carne; era già truccata.
Non c'era molto tempo così mi cambiai e partimmo.
Alberto ci aspettava in strada sotto il suo appartamento, così parcheggiai e ci caricò in macchina.
"Questa sera andremmo in un posto specifico a scopare, sono sicuro che a una troietta come te piacerà molto" disse rivolgendosi a lei.
Dopo una mezz'ora di viaggio fermò la macchina in una piazzola in strada "ora tu scenderai, continuerai a piedi per un centinaio di metri, poi a destra ci sarà una stradina sterrata, percorrila e dopo 10 minuti di passeggiata in mezzo agli alberi, troverai un parcheggio con noi due" mi disse "quando sarai lì non dovrai interagire con noi, sei un guardone esattamente come gli altri che sicuramente ci saranno lì, questo posto è famoso per queste pratiche."
Dunque era così che voleva fare, voleva scoparla in mezzo ai guardoni.
Non sapevo se potessero partecipare o quanti e chi fossero, ma non volevo perdere tempo così la baciai, scesi e mi incamminai.
La macchina era già sparita ed io accelleravo il passo, non volevo perdermi lo spettacolo..
Passai lo sterrato e mi inoltrai tra gli alberi fino a trovare la macchina.
Lei era già a 90 sul cofano e lui le stava infilando la lingua e le dita nella fica; lei gemeva forte, mugugnava per farsi sentire.
Ero talmente preso a guardare che nemmeno mi accorsi che non eravamo soli.
Come aveva detto Alberto, un paio di uomini si stavano dirigendo verso di loro; erano uomini tra i 50 e i 60 anni e si tenevano in mano l'uccello mentre avanzavano in totale tranquillità.
Lei gli fece un cenno per fargli capire che qualcuno si stava avvicinando, così lui iniziò a sditalinarla più forte ancora.
Un altro uscì dall'altra parte del parcheggio e poi un altro ancora così andai vicino anche io.
I gemiti di Gloria rieccheggiavano in tutto il parcheggio, mi stava esplodento il cazzo nei pantaloni dalla voglia che mi faceva venire la sua voce.
Quindi feci come loro, me lo tirai fuori dai pantaloni, duro dall'eccitazione, e cominciai a segarmi proprio mentre Alberto si alzava, tirava fuori il suo e cominciava a scoparla.
Ormai eravamo a un paio di metri, ne avevo contati 5 non credo fossero di più, guardavano tutti la mia ragazza che veniva trombata lì in mezzo.
"Ti piace che ti guardino eh, puttana?" le intimava lui "si, so che ti piace, ti eccita da morire, sei proprio una scrofa, diglielo quanto ti piace!"
"Mi piace molto, mi fa eccitare che fissino il mio corpo nudo, sono una troia" gli rispose lei "una brutta, sudicia troia; voglio il cazzo, sono fatta apposta per quello".
Gli altri sembravano divertiti; uno di loro era talmente vicino da poterla toccare.
"Prendile una tetta, dalle uno schiaffo se vuoi, solo non puoi scoparla" disse Alberto rivolgendosi allo sconosciuto.
Non se lo fece ripetere due volte, il tipo mentre si segava, prese un seno di Gloria con la mano libera.
Così tutti si avvicinarono e cominciarono a toccarle la pancia, le tette, il viso mentre lei ancora veniva scopata.
Gemeva sempre di più, si vedeva che era eccitata da pazzi e che le piaceva avere tutti quegli uomini attorno.
Lui si tolse da lei e le disse: "ora mettiti a 90 e fai vedere a tutti i tuoi buchi larghi, sono venuti qui per uno spettacolo no? Quindi offriglielo."
Lei ubbidì e si mostrò a loro per quello che era, come madre natura l'aveva fatta. Sembravano tutti molto felici di ammirarla e continuarono a segarsi e a toccarla sempre meno timidi.
Poi di sua spontanea volontà si mise sul cofano a gambe aperte e cominciò a masturbarsi.
"Brava, brava la vacca fa quello per cui è stata messa al mondo" la derise lui "chissà cosa penserebbe tuo padre a vedere una scena del genere, a vedere sua figlia quanto è troia". Uno alla volta i guardoni cominciarono a sborrare copiosamente per terra.
Quando si furono svuotati tutti, lui la mise di nuovo sul cofano e le scopò la figa fino a sborrarle dentro; lasciò che loro si godessero la vista dello sperma che le colava in mezzo alle gambe poi la fece pulire e rimettere in macchina.
"Spettacolo finito" disse "grazie a tutti per essere venuti, in tutti i sensi".
Ripartirono in macchina e li seguii.
Era stato incredibilmente arrapante, tutti quegli uomini eccitati ed interessati alla mia ragazza, mi faceva piacere e mi eccitava.
Mi fecero salire in macchina poco distante dal parcheggio e ripartimmo.
"Quindi come è stato?" chiese lui.
Feci rispondere lei per prima:"è stato davvero figo, tutti loro che mi desideravano, ero la protagonista, non pensavo di eccitare così tanto gli uomini."
"E il tuo ragazzo cosa ne pensa?" mi domandò.
"Non credevo che loro si arrapassero in quella maniera, non conoscevo questo posto, ma è stato indescrivibile; ero geloso che la guardassero, chissà cosa si immaginavano di farle" risposi.
"Sai bene cosa volevano farle, ma non lo permetterei mai, non a loro almeno" mi assicurò.
"Quindi si può rifare" ci intimò lui ridacchiando.
"SI" rispondemmo insieme.
scritto il
2026-09-18
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