Gabriella - Sesta parte

di
genere
dominazione

La donna della coppia si staccò dalle labbra della ragazza legata con un sorriso complice. Si voltò verso un tavolino basso accanto al palo e prese un Magic Wand nero e lucido. Lo accese con un leggero ronzio potente che riempì la stanza.
Gabriella trattenne il respiro.
La donna premette la testa larga e vibrante del Magic Wand direttamente sul clitoride della ragazza legata. Il corpo di lei ebbe uno spasmo immediato, un gemito soffocato uscì dal bavaglio ad anello. L’uomo, senza fermarsi, continuò a scoparla ritmicamente con tre dita, profonde e decise, mentre la compagna faceva roteare il vibratore con movimenti lenti e precisi sul punto più sensibile.
La ragazza legata cominciò a tremare visibilmente. Le gambe tese contro le corde, i seni che si alzavano e abbassavano rapidamente, i capezzoli durissimi. I gemiti diventavano sempre più acuti e disperati, nonostante il bavaglio.
Gabriella era completamente rapita. Gli occhi fissi sulla scena, le labbra socchiuse, il respiro corto. Non riusciva a distogliere lo sguardo. Vedere quella donna completamente alla mercé di due estranei, legata, esposta, portata al limite dal piacere combinato delle dita e del potente vibratore, la lasciò estasiata. Un calore intenso e profondo le saliva dal basso ventre.
Max, dietro di lei, percepì perfettamente quel cambiamento.
Le sue dita grandi continuavano a lavorare tra le sue gambe. Alternava con maestria: due dita che affondavano lentamente dentro di lei, scopandola con movimenti fluidi e profondi, per poi uscire e concentrarsi sul clitoride, massaggiandolo con cerchi precisi e insistenti, sfruttando la sua abbondante eccitazione. Ogni volta che le penetrava, Gabriella sentiva la sua figa stringersi attorno a lui. Ogni volta che le stimolava il clitoride, un brivido più forte le percorreva la schiena.
“Guarda come trema” le sussurrò Max all’orecchio, mordicchiandole il lobo. “Sta per venire… e tu sei fradicia.”
In quel momento la ragazza legata raggiunse il culmine.
Il suo corpo si irrigidì completamente. Un lungo gemito strozzato, quasi un urlo soffocato, le uscì dalla gola mentre l’orgasmo la travolgeva con violenza. Le gambe tremavano incontrollabilmente contro le corde, la figa che pulsava visibilmente attorno alle dita dell’uomo, mentre il Magic Wand continuava a premere sul clitoride senza pietà, prolungando le contrazioni. Un fiotto chiaro di eccitazione le colò lungo la coscia, brillando sotto la luce soffusa.
Gabriella emise un piccolo sospiro tremante, quasi in sincronia con la ragazza legata. Le sue guance erano arrossate, gli occhi lucidi di eccitazione. Sentiva le gambe deboli e il sesso pulsare intorno alle dita di Max, che non aveva smesso nemmeno per un secondo di toccarla.
Max spinse più a fondo le dita, curvandole per massaggiare il suo punto G, mentre il pollice premeva sul clitoride con movimenti rapidi e decisi.
“Ti sta piacendo da morire” mormorò contro il suo collo, continuando a baciarla e morderla. “Lo sento da quanto sei bagnata.”
Gabriella non rispose. Appoggiò solo la testa all’indietro contro di lui, lasciando che il suo corpo si abbandonasse alle sensazioni, lo sguardo ancora inchiodato sulla ragazza che continuava a tremare negli ultimi spasmi dell’orgasmo.
Gabriella non riusciva più a stare ferma. Mentre i suoi occhi restavano inchiodati sulla ragazza legata che ancora tremava negli ultimi spasmi dell’orgasmo, le sue mani cercavano istintivamente dietro di sé. Alla cieca, con urgenza, scesero lungo il corpo di Max fino a trovare la patta dei pantaloni. Le dita tremanti armeggiarono con la cintura e la zip, liberando finalmente il suo membro.
Quando la mano di Gabriella si chiuse attorno al grosso cazzo di Max, ormai completamente eretto, un sospiro profondo le sfuggì dalle labbra. Era caldo, durissimo, pulsante. Le sue dita non riuscivano nemmeno a circondarlo del tutto. Lo strinse con forza, sentendone la circonferenza impressionante e la pesantezza, iniziando a muoverlo lentamente avanti e indietro.
Max emise un basso ringhio di piacere contro il suo orecchio, spingendo il bacino contro la sua mano.
“Ti piace sentirlo così duro?” le mormorò, continuando a scoparla con due dita profonde e lente, alternando con tocchi decisi sul clitoride gonfio. “Dimmi la verità, Gabriella… ti piacerebbe essere al suo posto? Legata a quel palo, completamente esposta, mentre degli sconosciuti ti usano per farti venire?”
Lei strinse più forte il suo cazzo enorme, masturbandolo con movimenti sempre più sicuri. I gemiti le uscivano spezzati mentre le dita di Max la portavano sempre più vicina al limite.
«Io… ahh… voglio solo godere» rispose con voce roca, tra un gemito e l’altro. «Non mi importa dove… né come… basta che sia intenso e che tu sia presente…»
Quelle parole sincere, pronunciate con il respiro affannato e il corpo che tremava contro di lui, fecero eccitare Max ancora di più. Il suo cazzo pulsò violentemente nella mano di Gabriella.
Lui aumentò il ritmo delle dita dentro di lei, penetrandola più velocemente, mentre il pollice premeva e vibrava sul clitoride. La ragazza legata davanti a loro veniva ancora accarezzata con calma dalla coppia, il Magic Wand spento ma le mani che continuavano a toccarla con sensualità.
Gabriella sentiva le gambe molli. Continuava a masturbare Max con movimenti sempre più decisi, stringendo la cappella gonfia e spalmando il liquido preseminale che colava abbondante. Il suo sguardo restava fisso sulla scena, ma la mente era ormai annebbiata dal piacere che Max le stava regalando.
“Allora godi” le sussurrò lui all’orecchio, mordendole il collo.
Il corpo di Gabriella si tese. Stava per cedere.
La donna che aveva maneggiato il Magic Wand spense il vibratore e lo posò con calma. Con un sorriso languido e sicuro, lasciò la ragazza legata ancora tremante tra le braccia del suo compagno e si avvicinò lentamente a Max e Gabriella.
Gabriella era ormai persa. Il suo corpo era teso come una corda, le dita di Max che affondavano ritmicamente dentro di lei, alternando penetrazioni profonde a stimolazioni insistenti sul clitoride. Respirava a bocca aperta, gli occhi fissi sulla scena ma la mente completamente annebbiata dal piacere che montava in modo incontrollabile. Non si accorse quasi della presenza della donna finché non sentì due mani delicate e sicure posarsi sui suoi fianchi.
La sconosciuta si premette contro il fianco di Gabriella, una mano che risaliva lungo il suo corpo fino a stringerle un seno da sopra il vestito, l’altra che scivolava più in basso, sfiorando l’interno coscia già bagnato.
Gabriella ebbe un sussulto, ma non si ritrasse. Il piacere era troppo intenso.
La donna si avvicinò ancora di più, il viso a pochi centimetri dal suo. Le cercò la bocca con decisione e la baciò. Le sue labbra erano morbide, esperte, e la lingua scivolò subito dentro, intrecciandosi a quella di Gabriella in un bacio profondo e sensuale. Sapeva di desiderio e di un leggero sapore dolce.
Mentre la baciava, la mano della donna scese fino al grosso membro di Max, ancora stretto nella mano di Gabriella. Le sue dita eleganti si unirono a quelle di lei, avvolgendo insieme la circonferenza impressionante del cazzo. Iniziarono a masturbarlo all’unisono: movimenti lenti, lunghi, che facevano scivolare la pelle tesa sulla cappella gonfia, spalmando il liquido preseminale abbondante.
Max ringhiò di piacere, premendo più forte le dita dentro Gabriella.
La donna continuò a baciare Gabriella con passione crescente, mordicchiandole il labbro inferiore, mentre la mano libera le stringeva il seno e le pizzicava il capezzolo attraverso la stoffa. Gabriella gemeva nella bocca della sconosciuta, il corpo che si contorceva tra le due persone che la toccavano.
Era completamente sopraffatta.
Le dita di Max dentro di lei, il pollice che le massaggiava il clitoride senza pietà, la lingua della donna nella sua bocca e le due mani che lavoravano all’unisono sul suo cazzo enorme… tutto contribuiva a farla precipitare.
“Lasciati andare” le sussurrò la donna tra un bacio e l’altro, la voce calda e suadente. “Godi”
Gabriella non riuscì più a trattenersi. Il suo corpo si irrigidì violentemente. Un orgasmo potente la travolse, facendola tremare tra le braccia di Max e della sconosciuta. La figa si contrasse con forza attorno alle dita di Max, pulsando e bagnandogli la mano con un fiotto caldo. Gemette forte nella bocca della donna, un suono soffocato e disperato, mentre le gambe le cedevano quasi completamente.
Max e la sconosciuta non smisero di toccarla, accompagnandola con dolcezza crudele attraverso le onde dell’orgasmo, prolungandolo il più possibile.
Quando finalmente Gabriella iniziò a calmarsi, ancora scossa dai tremiti, la donna staccò lentamente le labbra dalle sue, lasciandole un ultimo bacio leggero sul collo.
Gabriella aveva gli occhi lucidi, il respiro affannato, il viso arrossato. Guardò prima Max, poi la donna accanto a lei, ancora incredula per ciò che stava accadendo.
La donna si staccò lentamente da Gabriella, lasciandole un ultimo bacio leggero sulle labbra. Con un sorriso complice si diresse verso il tavolo dove il suo compagno stava già preparando della corda nera morbida.
Insieme slegarono la ragazza dal palo, ma solo per farle girare le braccia dietro la schiena e legarle strettamente i polsi. Poi, con gesti esperti e coordinati, fissarono le corde a un sistema di carrucole che scendevano dal soffitto. Tirarono lentamente, sollevando le braccia della ragazza fino a tenderle completamente, costringendola a piegarsi leggermente in avanti con il busto in tensione. Il corpo snello era ora completamente esposto, in punta di piedi, i muscoli in evidenza, il respiro già accelerato.
La donna prese due morsetti metallici lucidi e li applicò con cura ai capezzoli turgidi della ragazza. Quando li strinse, lei emise un gemito acuto, il corpo che si inarcava. L’uomo tirò delicatamente la catenella che li univa, provocando un bruciore controllato che fece tremare la ragazza e uscire gemiti sempre più intensi e sofferenti.
“Endurance” annunciò la donna con voce calma ma autoritaria. “Vediamo quanto riesce a resistere prima di implorare.”
Accesero di nuovo il Magic Wand e lo premettero sul clitoride della ragazza tesa. Il ronzio potente riempì la stanza. L’uomo e la donna si diedero il cambio ogni cinque minuti, uno tenendo il vibratore premuto con forza mentre l’altro giocava con i morsetti o le infilava le dita nella figa, senza mai darle tregua.
La ragazza legata gemeva, tremava, il corpo lucido di sudore, completamente alla loro mercé.
A quel punto la donna si voltò verso Max e Gabriella, ancora stretti l’uno all’altra.
“Voi due… volete unirvi al gioco?” chiese con un sorriso invitante. “Può essere molto divertente farla venire fino a farle perdere la testa.”
Gabriella, ancora scossa dal suo recente orgasmo, guardò Max. Poi, senza dire una parola, si abbassò lentamente davanti a lui, inginocchiandosi sul tappeto spesso. Alzò lo sguardo verso il suo viso mentre le mani gli abbassavano i pantaloni, liberando di nuovo il grosso membro duro e pulsante.
Lo prese tra le mani con reverenza, accarezzandolo, poi aprì le labbra e lo accolse nella bocca calda e umida. Iniziò a succhiarlo con dedizione, la lingua che scorreva lungo tutta la lunghezza, le guance che si incavavano mentre lo prendeva sempre più a fondo. Nonostante le dimensioni imponenti, si impegnò con passione, alternando movimenti lenti e profondi a succhiate più intense sulla cappella gonfia.
Max le posò una mano tra i capelli, gemendo piano mentre lei lo lavorava con la bocca. Gabriella non si fermò, accelerando il ritmo, usando anche la mano alla base per masturbarlo mentre la bocca si concentrava sulla testa sensibile.
“Cazzo… Gabriella…” ringhiò Max.
Pochi minuti dopo lui non riuscì più a trattenersi. Le afferrò la testa con entrambe le mani e spinse in avanti, venendo con potenti schizzi caldi direttamente nella sua gola. Gabriella lo tenne dentro, ingoiando tutto ciò che lui le dava, senza tirarsi indietro, fino all’ultima goccia.
Quando Max si ritrasse, lei rimase qualche secondo in ginocchio, le labbra lucide, il respiro affannato, guardandolo dal basso con occhi ancora carichi di desiderio.
La coppia li osservava con evidente apprezzamento.
“Molto bello” commentò la donna. “Ora… venite. Unitevi a noi.”

stemmy75@gmail.com
di
scritto il
2026-06-05
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