La prima volta di una moglie pudica 3
di
master651@libero.it
genere
dominazione
Appena sganciò il reggiseno si liberò il suo seno, bellissimo una bella quarta abbondante che nonostante l’età era ancora tonica.
Mi alzai in piedi e mi avvicinai a lei, iniziai accarezzandole i seni e stringendoli senza neanche tanta forza ma nonostante ciò vedevo le smorfie di dolore sul suo viso. Allora le chiesi se le facevo male e lei rispose prontamente “si Padrone” ed io dandole una strizzata ai suoi seni ancora più forte le dissi che era l’ora della prima punizione. Lei rimanendo con gli occhi a terra e soffocando il grido di dolore rispose “si Padrone”. Bene risposi, ti spiego la tua punizione, riceverai su ogni seno cinque colpi di frusta, a queste mie parole lei alzò lo sguardo atterrito
ed iniziò a pregarmi di non farlo. Io per prima cosa la rimproverai per aver alzato lo sguardo senza il mio permesso e le dissi che se non voleva che le frustate sul suo seno aumentassero doveva abbassare immediatamente lo sguardo e mettersi in posizione con la testa reclinata all’indietro ed il suo seno ben proteso in avanti.
Lei a questo punto con le lacrime agli occhi, abbasso lo sguardo e si mise in posizione. Mi allontanai da lei, aprii un cassetto e presi lo strumento che avrei usato su i suoi seni che non è una vera frusta ma molto più efficace perchè è la parte terminale di una canna da pesca molto sottile e flessibile.
Ritornai da lei e le ordinai di alzare lo sguardo e di guardare lo strumento della sua prima punizione, lei obbedi immediatamente e quando vide nelle mie mani lo strumento della sua punizione sgranò ancora di più i suoi occhioni terrorizzati e pieni di lacrime.
Le ordinai di rimettersi in posizione e le spiegai la punizione. “Ti colpirò 5 volte per ogni seno, tu dovrai contare e ringraziare altrimenti ricominceremo dall’inizio”
Le chiesi se avesse compreso bene la dinamica della punizione e lei con la voce rotta dal pianto rispose “si Padrone”
Mi misi al suo fianco e feci partire il primo colpo non molto forte ma nonostante ciò il suo seno sinistro iniziò a striarsi di rosso, lei soffocò il grido di dolore a denti stretti e dopo con la voce rotta dal pianto disse “Uno, grazie mio Padrone”
Appena ebbe finito di ringraziare le mollai subito il secondo colpo che fece una seconda striscia ancora più rossa sul suo seno sinistro. Questa volta non riusci a trattenere il grido di dolore ma subito dopo si affrettò a dire “due grazie mio Padrone”
Il terzo colpo fu quello che la mise in crisi, quando la colpii per la terza volta gridò tutto il suo dolore e cadde in ginocchio implorandomi di smettere perchè pensava di non potercela fare.
Io a questo punto le ordinai immediatamente di alzarsi e le dissi che se pensava di non farcela avrebbe potuto dire la sua safe word e tutto sarebbe finito rimandandola da suo marito la scelta era la sua.
A queste mie parole piangendo sommessamente si rialzò e disse “tre grazie mio Padrone”
Alla fine quando sferrai il quinto colpo il suo seno sinistro era di un bellissimo rosso scarlatto e lei con le lacrime che le rigavano il volto contò e ringraziò ancora.
Le dissi che avremmo fatto una piccola pausa prima di passare al suo seno destro perchè dovevo sincerarmi di una cosa. Mi misi di fronte a lei e le infilai due dita dentro la sua fica che non fecero nessuno sforzo per entrare visto che i suoi umori colavano giù dalle sue gambe ad ogni colpo di frusta. Le chiesi come mai di tutta questa eccitazione e lei rossa in volto e piangendo mi disse ” non lo so Padrone, ma ad ogni colpo il dolore aumentava e più sentivo dolore e più sentivo gli umori che scendevano tra le mie gambe.
Bene le dissi dal canto mio, rimettiti in posizione che adesso facciamo il seno destro dello stesso colore del sinistro.
Mi allontanai un pò dal suo braccio destro in modo che la frusta potesse arrivare bene solo sul seno destro. Cominciai a colpire e lei sempre piangendo a contare e ringraziare. Quando arrivai al quinto colpo il suo seno destro era dello stesso colore del sinistro un bel rosso scarlatto. Finita la puinizione mi accorsi che per terra tra le sue gambe i suoi umori avevano bagnato il pavimento allora le dissi ho capito è il dolore la chiave per arrivare al tuo piacere, lei dal canto suo sempre piangendo mi rispose che non lo sapeva ma che non aveva mai provato delle sensazioni cosi forti.
Adesso le dissi ti farò provare ancora una sensazione nuova, mi incamminai per posare la frusta, aprii un altro cassetto e ne tirai fuori due coccodrilli ed un vibratore.
Ritornai da lei , mi spogliai, mi misi seduto sul letto con la schiena appoggiata alla testiera e le gambe larghe e le ordinai di sedersi tra le mie gambe con la sua schiena appoggiata al mio dorso, lei obbedi immediatamente e quando fu nella posizione da me richiesta
iniziai ad accarezzarle i seni che erano belli caldi dai colpi ricevuti. Iniziai ad occuparmi dei capezzoli che erano già belli duri e dritti, massaggiandoli e strizzandoli ma non molto forte. Le ordinai di prendere il vibratore e di giocare con il suo clitoride cosa che fece immediatamente.
Quando iniziò ad ansimare per l’eccitazione le applicai i coccodrilli ai capezzoli e lei gridò di dolore.
Le dissi continua a masturbarti e non fermarti per nessun motivo,lei rispose ansimando “si Padrone”
Lei lavorava con il vibratore sul clitoride e quando mi accorsi che si stava irrigidendo per l’arrivo dell’orgasmo le tolsi i coccodrilli dai capezzoli e lei con grida di dolore e piacere insieme venne schizzando le lenzuola con il suo liquido.
Quando si fù un pò calmata mi ringraziò dicendomi che non era mai venuta in quella maniera.
Le ordinai di scendere dal letto e mi misi seduto, ero eccitatissimo quindi le ordinai di inginocchiarsi e di aprire la bocca cosa che lei fece immediatamente ed io altrettanto immediato le ficcai tutto il mio cazzo in gola.
La presi per i capelli e le spingevo la testa fino al mio pube in modo da avere il mio cazzo tutto dentro la sua gola, le venivano i conati di vomito ma non si stacco mai tenne il mio cazzo dentro la sua gola finchè non fui io a staccarla tirandola ancora per i capelli
non volevo venirle in gola, ma volevo schizzare il suo viso e cosi feci svuotai le mie palle sul suo viso che era diventato una maschera di sborra. Una volta finito la presi per un braccio la feci alzare e la portai in bagno.
La feci inginocchiare dentro la doccia e le dissi ricordi che ti avevo detto che ti saresti dovuta abituare a tanti sapori? è arrivato il momento, lei alzò lo sguardo in modo interrogativo ma capì subito quando il primo schizzo di urina le arrivò sul volto.
Apri bocca le ordinai perchè adesso ti lavo il volto dalla mia sborra con la mia urina ed iniziai a pisciarle addosso, dopo i primi conati di vomito lei cominciò ad aprire la bocca sempre di più cercando di bere il più possibile quel misto tra sborra ed urina, io mi accorsi che mentre le pisciavo addosso lei aveva iniziato a toccarsi ancora, la lasciai fare e quando ebbi finito lei esplose in un altro intensissimo orgasmo.
Una volta calmati le ordinai di farsi una doccia e mentre lei obbediva io ritornai in camera. Sentivo lo scrosciare dell’acqua della doccia poi più niente, qualche minuto dopo la vidi apparire in camera completamente nuda con il plug ben fissato nel suo culo,si inginocchiò tra le mie gambe e disse “grazie mio Padrone” Sorrisi sotto i baffi e le dissi ” sei stata brava è arrivato il momento di far vedere a tuo marito i tuoi progressi, stasera usciamo a cena tutti e tre insieme”
e lei rispose “si mio Padrone grazie” continua
Per commenti e delucidazioni mi trovate qui: master651@libero.it
Mi alzai in piedi e mi avvicinai a lei, iniziai accarezzandole i seni e stringendoli senza neanche tanta forza ma nonostante ciò vedevo le smorfie di dolore sul suo viso. Allora le chiesi se le facevo male e lei rispose prontamente “si Padrone” ed io dandole una strizzata ai suoi seni ancora più forte le dissi che era l’ora della prima punizione. Lei rimanendo con gli occhi a terra e soffocando il grido di dolore rispose “si Padrone”. Bene risposi, ti spiego la tua punizione, riceverai su ogni seno cinque colpi di frusta, a queste mie parole lei alzò lo sguardo atterrito
ed iniziò a pregarmi di non farlo. Io per prima cosa la rimproverai per aver alzato lo sguardo senza il mio permesso e le dissi che se non voleva che le frustate sul suo seno aumentassero doveva abbassare immediatamente lo sguardo e mettersi in posizione con la testa reclinata all’indietro ed il suo seno ben proteso in avanti.
Lei a questo punto con le lacrime agli occhi, abbasso lo sguardo e si mise in posizione. Mi allontanai da lei, aprii un cassetto e presi lo strumento che avrei usato su i suoi seni che non è una vera frusta ma molto più efficace perchè è la parte terminale di una canna da pesca molto sottile e flessibile.
Ritornai da lei e le ordinai di alzare lo sguardo e di guardare lo strumento della sua prima punizione, lei obbedi immediatamente e quando vide nelle mie mani lo strumento della sua punizione sgranò ancora di più i suoi occhioni terrorizzati e pieni di lacrime.
Le ordinai di rimettersi in posizione e le spiegai la punizione. “Ti colpirò 5 volte per ogni seno, tu dovrai contare e ringraziare altrimenti ricominceremo dall’inizio”
Le chiesi se avesse compreso bene la dinamica della punizione e lei con la voce rotta dal pianto rispose “si Padrone”
Mi misi al suo fianco e feci partire il primo colpo non molto forte ma nonostante ciò il suo seno sinistro iniziò a striarsi di rosso, lei soffocò il grido di dolore a denti stretti e dopo con la voce rotta dal pianto disse “Uno, grazie mio Padrone”
Appena ebbe finito di ringraziare le mollai subito il secondo colpo che fece una seconda striscia ancora più rossa sul suo seno sinistro. Questa volta non riusci a trattenere il grido di dolore ma subito dopo si affrettò a dire “due grazie mio Padrone”
Il terzo colpo fu quello che la mise in crisi, quando la colpii per la terza volta gridò tutto il suo dolore e cadde in ginocchio implorandomi di smettere perchè pensava di non potercela fare.
Io a questo punto le ordinai immediatamente di alzarsi e le dissi che se pensava di non farcela avrebbe potuto dire la sua safe word e tutto sarebbe finito rimandandola da suo marito la scelta era la sua.
A queste mie parole piangendo sommessamente si rialzò e disse “tre grazie mio Padrone”
Alla fine quando sferrai il quinto colpo il suo seno sinistro era di un bellissimo rosso scarlatto e lei con le lacrime che le rigavano il volto contò e ringraziò ancora.
Le dissi che avremmo fatto una piccola pausa prima di passare al suo seno destro perchè dovevo sincerarmi di una cosa. Mi misi di fronte a lei e le infilai due dita dentro la sua fica che non fecero nessuno sforzo per entrare visto che i suoi umori colavano giù dalle sue gambe ad ogni colpo di frusta. Le chiesi come mai di tutta questa eccitazione e lei rossa in volto e piangendo mi disse ” non lo so Padrone, ma ad ogni colpo il dolore aumentava e più sentivo dolore e più sentivo gli umori che scendevano tra le mie gambe.
Bene le dissi dal canto mio, rimettiti in posizione che adesso facciamo il seno destro dello stesso colore del sinistro.
Mi allontanai un pò dal suo braccio destro in modo che la frusta potesse arrivare bene solo sul seno destro. Cominciai a colpire e lei sempre piangendo a contare e ringraziare. Quando arrivai al quinto colpo il suo seno destro era dello stesso colore del sinistro un bel rosso scarlatto. Finita la puinizione mi accorsi che per terra tra le sue gambe i suoi umori avevano bagnato il pavimento allora le dissi ho capito è il dolore la chiave per arrivare al tuo piacere, lei dal canto suo sempre piangendo mi rispose che non lo sapeva ma che non aveva mai provato delle sensazioni cosi forti.
Adesso le dissi ti farò provare ancora una sensazione nuova, mi incamminai per posare la frusta, aprii un altro cassetto e ne tirai fuori due coccodrilli ed un vibratore.
Ritornai da lei , mi spogliai, mi misi seduto sul letto con la schiena appoggiata alla testiera e le gambe larghe e le ordinai di sedersi tra le mie gambe con la sua schiena appoggiata al mio dorso, lei obbedi immediatamente e quando fu nella posizione da me richiesta
iniziai ad accarezzarle i seni che erano belli caldi dai colpi ricevuti. Iniziai ad occuparmi dei capezzoli che erano già belli duri e dritti, massaggiandoli e strizzandoli ma non molto forte. Le ordinai di prendere il vibratore e di giocare con il suo clitoride cosa che fece immediatamente.
Quando iniziò ad ansimare per l’eccitazione le applicai i coccodrilli ai capezzoli e lei gridò di dolore.
Le dissi continua a masturbarti e non fermarti per nessun motivo,lei rispose ansimando “si Padrone”
Lei lavorava con il vibratore sul clitoride e quando mi accorsi che si stava irrigidendo per l’arrivo dell’orgasmo le tolsi i coccodrilli dai capezzoli e lei con grida di dolore e piacere insieme venne schizzando le lenzuola con il suo liquido.
Quando si fù un pò calmata mi ringraziò dicendomi che non era mai venuta in quella maniera.
Le ordinai di scendere dal letto e mi misi seduto, ero eccitatissimo quindi le ordinai di inginocchiarsi e di aprire la bocca cosa che lei fece immediatamente ed io altrettanto immediato le ficcai tutto il mio cazzo in gola.
La presi per i capelli e le spingevo la testa fino al mio pube in modo da avere il mio cazzo tutto dentro la sua gola, le venivano i conati di vomito ma non si stacco mai tenne il mio cazzo dentro la sua gola finchè non fui io a staccarla tirandola ancora per i capelli
non volevo venirle in gola, ma volevo schizzare il suo viso e cosi feci svuotai le mie palle sul suo viso che era diventato una maschera di sborra. Una volta finito la presi per un braccio la feci alzare e la portai in bagno.
La feci inginocchiare dentro la doccia e le dissi ricordi che ti avevo detto che ti saresti dovuta abituare a tanti sapori? è arrivato il momento, lei alzò lo sguardo in modo interrogativo ma capì subito quando il primo schizzo di urina le arrivò sul volto.
Apri bocca le ordinai perchè adesso ti lavo il volto dalla mia sborra con la mia urina ed iniziai a pisciarle addosso, dopo i primi conati di vomito lei cominciò ad aprire la bocca sempre di più cercando di bere il più possibile quel misto tra sborra ed urina, io mi accorsi che mentre le pisciavo addosso lei aveva iniziato a toccarsi ancora, la lasciai fare e quando ebbi finito lei esplose in un altro intensissimo orgasmo.
Una volta calmati le ordinai di farsi una doccia e mentre lei obbediva io ritornai in camera. Sentivo lo scrosciare dell’acqua della doccia poi più niente, qualche minuto dopo la vidi apparire in camera completamente nuda con il plug ben fissato nel suo culo,si inginocchiò tra le mie gambe e disse “grazie mio Padrone” Sorrisi sotto i baffi e le dissi ” sei stata brava è arrivato il momento di far vedere a tuo marito i tuoi progressi, stasera usciamo a cena tutti e tre insieme”
e lei rispose “si mio Padrone grazie” continua
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