La galleria Farnese
di
Messalina
genere
dominazione
Il mio sonno fu agitato quella notte , il mio ego si sentiva minacciato. Lui che era stato sempre il protagonista ora doveva sottostare ad uno sconosciuto. Nel mio cervello si ingaggio una lotta fra un ego smisurato e una servitù umiliante.
Si dice che la notte porti consiglio ma quella notte a me portò solo scompiglio. Fino a quella notte non sapevo di avere due personalità. Una prevalente l'altra soccombente. Finalmente giunse il mattino il mio ego aveva vinto ormai ero convinta di cazzi ne trovavo in quantità industriale senza perdere la mia dignità specie dinanzi a uno sconosciuto, è vero sapevo il sapore del suo cazzo , e vero mi aveva chiavata e mi era piaciuto ma infondo rimaneva uno sconosciuto senza nome., uno dei tanti null'altro. Andai decisa all'appuntamento dovevo fargli capire che non ero sua . L'autobus era seminuovo,appena salito mi sbottona un po la camicetta mi dissi fa caldo meglio aprirla un po'. Ogni tanto il seno nudo faceva capolino da quella perdura,mettendo in mostra ora un capezzolo ora un'altro , tutteddue in fase di erezione. Mi stavo eccitando ma perché? Non diedi seguito alla domanda ero arrivata a capolinea dovevo scendere. Non riabbottonai la camicetta andai direttamente alla fontana di cupido. Lo trovai li « Brava cagnetta sei venuta ,non avevo dubbi». « non sono la tua cagnetta» risposi fermamente.« A no? E allora dimmi perche sei venuta con la camicetta aperta » disse « che t'importa ho caldo sarò padrone di fare ciò che voglio con i.miei abiti?» « l'unico padrone sono io cagnetta » e mi accarezzo la testa« perché dovrei ubbidire a uno che non conosco nemmeno il nome?» « mi chiamo Claudio ora lo sai» mentre continuava ad accarezzarmi, ma la mano scese dietro l'orecchio, cominciai a vacillare cercavo le parole per rispondere in fondo uo ero poco piu di una bambina , lui uomo esperto. Mi anticipo dicendo "ora che lo sai fai la brava ?». Ero furiosa ma accompagnavo col viso quella dolce carezza . Avrei voluto che non smettesse mai. Con laltra mano cerco e trovo la mia fessa. Strano perché avevo le mutandine se non le porto ,ora ricordo me lo aveva chiesto lui il giorno prima. Raccolti le forze e dissi «no non voglio non e più una cosa di sesso ora e una battaglia mentale ed io non sono la schiava di nessuno intesi» . La sua mano nelle mie mutande lavorava piano piano la tolse e disse « va bene ok se non vuoi essere la mia cagna allora vattene ma se resti fai quel che ti comando. Non risposi restai li un attimo poi mi avventai e lo baciai dicevo « si si si faccio quello che vuoi» ancora una volta avevo ceduto. Mi tolse le mutande e se le mise sotto il naso ,dopo averle bene annusato se le mise in tasca disse erano ormai il suo trofeo di guerra. Poi disse che da ora in poi per lui ero Messalina la sua puttana ubbidiente. «Sarò chiunque tu voglia faro quello che vuoi, contenta di esaudire il mio padrone. Mi chiese di sbocchinarlo lo feci molto bene ma non volle sborrare. La reggia era in chiusurasarebbrro rimasti solo 5 guardiani poi nessuno più. Tramite un guardiano amico suo fummo introdotti in una sala delle più importanti la galleria Farnese.
Fra quelle opere darti di Caravaggio e Tiziano, Raffaello Botticelli mi volle chiavare. Ci raggiunge il suo amico che si unisce portando il suo cazzo alla mia bocca . Spompinavi uno e l'altro era nella fessa mi sentii penetrare il culo da un bel cazzo duro e sulle tette una lingua vorace di un quarto uomo. Mi guardai in torno altri due stavano in attesa. «Farai contento vero il tuo padrone, ci soddisferà tutti?». «Si padroncino tutto quello che vuoi» si diedero il cambio più volte ero piena di sborra sia nello stomaco che addosso poi il padrone mi bendo facemmo un gioco a quattro zampe lo prendevo ad uno alla volta in culofinche non mi sborrava dentro dovevo riconoscere il cazzo del mio padrone uno alla volta presi tuttesei cazzi lo riconobbe per premio il mio padrone mi piscio nella fessa. Grata del trattamento gli pulii il cazxo dai residui della pipivevo lavarmi daglieli quella sborra di dosso mi ordino di prendere il bus cosi , bere qualcosa al bar vicino casa e poi andarmi a lavare. Fui attenta a eseguire gli ordini ma nel bar non andai era chiuso per riposo settimanale. La sera a letto enzo mi chiese come era andata dissi normale amministrazione,non cera nessuno al parco. Stranamente non avevo voglia di chiavsre gli feci un bocchino pure arronzato . Mi girai di lato facendo finta di dormire , dopo un po lui russava mi sparai un ditale e mi addormentai.
Si dice che la notte porti consiglio ma quella notte a me portò solo scompiglio. Fino a quella notte non sapevo di avere due personalità. Una prevalente l'altra soccombente. Finalmente giunse il mattino il mio ego aveva vinto ormai ero convinta di cazzi ne trovavo in quantità industriale senza perdere la mia dignità specie dinanzi a uno sconosciuto, è vero sapevo il sapore del suo cazzo , e vero mi aveva chiavata e mi era piaciuto ma infondo rimaneva uno sconosciuto senza nome., uno dei tanti null'altro. Andai decisa all'appuntamento dovevo fargli capire che non ero sua . L'autobus era seminuovo,appena salito mi sbottona un po la camicetta mi dissi fa caldo meglio aprirla un po'. Ogni tanto il seno nudo faceva capolino da quella perdura,mettendo in mostra ora un capezzolo ora un'altro , tutteddue in fase di erezione. Mi stavo eccitando ma perché? Non diedi seguito alla domanda ero arrivata a capolinea dovevo scendere. Non riabbottonai la camicetta andai direttamente alla fontana di cupido. Lo trovai li « Brava cagnetta sei venuta ,non avevo dubbi». « non sono la tua cagnetta» risposi fermamente.« A no? E allora dimmi perche sei venuta con la camicetta aperta » disse « che t'importa ho caldo sarò padrone di fare ciò che voglio con i.miei abiti?» « l'unico padrone sono io cagnetta » e mi accarezzo la testa« perché dovrei ubbidire a uno che non conosco nemmeno il nome?» « mi chiamo Claudio ora lo sai» mentre continuava ad accarezzarmi, ma la mano scese dietro l'orecchio, cominciai a vacillare cercavo le parole per rispondere in fondo uo ero poco piu di una bambina , lui uomo esperto. Mi anticipo dicendo "ora che lo sai fai la brava ?». Ero furiosa ma accompagnavo col viso quella dolce carezza . Avrei voluto che non smettesse mai. Con laltra mano cerco e trovo la mia fessa. Strano perché avevo le mutandine se non le porto ,ora ricordo me lo aveva chiesto lui il giorno prima. Raccolti le forze e dissi «no non voglio non e più una cosa di sesso ora e una battaglia mentale ed io non sono la schiava di nessuno intesi» . La sua mano nelle mie mutande lavorava piano piano la tolse e disse « va bene ok se non vuoi essere la mia cagna allora vattene ma se resti fai quel che ti comando. Non risposi restai li un attimo poi mi avventai e lo baciai dicevo « si si si faccio quello che vuoi» ancora una volta avevo ceduto. Mi tolse le mutande e se le mise sotto il naso ,dopo averle bene annusato se le mise in tasca disse erano ormai il suo trofeo di guerra. Poi disse che da ora in poi per lui ero Messalina la sua puttana ubbidiente. «Sarò chiunque tu voglia faro quello che vuoi, contenta di esaudire il mio padrone. Mi chiese di sbocchinarlo lo feci molto bene ma non volle sborrare. La reggia era in chiusurasarebbrro rimasti solo 5 guardiani poi nessuno più. Tramite un guardiano amico suo fummo introdotti in una sala delle più importanti la galleria Farnese.
Fra quelle opere darti di Caravaggio e Tiziano, Raffaello Botticelli mi volle chiavare. Ci raggiunge il suo amico che si unisce portando il suo cazzo alla mia bocca . Spompinavi uno e l'altro era nella fessa mi sentii penetrare il culo da un bel cazzo duro e sulle tette una lingua vorace di un quarto uomo. Mi guardai in torno altri due stavano in attesa. «Farai contento vero il tuo padrone, ci soddisferà tutti?». «Si padroncino tutto quello che vuoi» si diedero il cambio più volte ero piena di sborra sia nello stomaco che addosso poi il padrone mi bendo facemmo un gioco a quattro zampe lo prendevo ad uno alla volta in culofinche non mi sborrava dentro dovevo riconoscere il cazzo del mio padrone uno alla volta presi tuttesei cazzi lo riconobbe per premio il mio padrone mi piscio nella fessa. Grata del trattamento gli pulii il cazxo dai residui della pipivevo lavarmi daglieli quella sborra di dosso mi ordino di prendere il bus cosi , bere qualcosa al bar vicino casa e poi andarmi a lavare. Fui attenta a eseguire gli ordini ma nel bar non andai era chiuso per riposo settimanale. La sera a letto enzo mi chiese come era andata dissi normale amministrazione,non cera nessuno al parco. Stranamente non avevo voglia di chiavsre gli feci un bocchino pure arronzato . Mi girai di lato facendo finta di dormire , dopo un po lui russava mi sparai un ditale e mi addormentai.
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