Enzo ed io

di
genere
confessioni

Senza Sonia ritotnai ad essere la regina della casa .mo organizzai gli orari e i giorni on modo da poter svolgere anche il lavoro extra. Passavo da un cazzo casalingo ad uno estraneo con facilità , potenza del denaro vero ma anche avidità e voglia di cazzo . Così passavo il tempo aspettando che Sonia ritornasse. Poi successe, lo incontrai ,in effetti venne lui a casa mia. Era amico di Carmine stavano sempre insieme erano inseparabili
Ricordo la prima che venne s casa nostra , Carmine incuramte della sua presenza mi palpo una chiappa e mi strizzo un capezzolo, arrossii più per l'eccitazione che per la vergogna .Era un ragazzo normale, uno come tanti ,un viso dolce su un corpo scolpito , marmoreo ,non molto alto ma ben definito non cera un filo di grasso solo muscoli e nervi. Non so perché ma ero curiosa ,pensavo a come poteva essere quel nervo tra le gambe,lungo o corto? Chiatto o secco? In cuore mio speravo fosse un superdotato. Quando veniva a casa con Carmine mi appiccicavo lettetmente a loro sperando in un suo minimo interesse che però pareva non arrivasse mai. Un giorno Carmine non c'era busso lui gli chiesi se volesse aspettarlo disse do si e lo guidai verso il salottino,mi sentii stringere una chiappa come era solito fare Carmine, mi bloccai, mi girai di scatto avrei dovuto schoaffeggiarlo invece gli dissi «baciami» . Le nostre bocche si unirono le nostre lingue si intrecciaro mise una mano sulla cischettina gliela spostai non volevo pensasse che fossi una facile,anche se me lo avrei fatto sedutastante. Disse che gli piacevo e che avrebbe avuto piacere se fossi diventata la sua ragazza. Accettai senza pensarci una seconda volta.
Ridussi di molto il rapporto con i miei fratelli ed anche con il mio gemellino rimase solo il mio papà
Però i li facevo sempre quello era lavoro anche se la sborra mi piaceva da matti. Ogni tanto poi qualche mio fratello mi pagava ma gli davo il culo la fessa era per Enzo e per il mio papa. Di questo Enzo non sapeva niente credeva fossi immacolata. Con uno stratagemma gli feci credere che era così, il terzo giorno delle mestruazioni il sangue era poco gli dissi «Enzo ti voglio fammi tua , sverginami», feci finta di sentire un po' di dolore r quando lo tirò fuori era sporco di sangue. Ci vuole poco per fregare voi maschietti . Forse era ingenuo il mio Enzo però chiavava da dio. Un giorno eravamo soli io e lui in casa ,lui steso sul lettino io a cavalcioni cavalcavo quel suo bel cazzo
Mio padre rientra prima da lavoro vede che mi sto impalando sul cazzo di Enzo dice buonasera e se ne va nella sua stanza, l'umore è nero. Scendo dal cazzo di enzo ,vado mella stanza di papà piange mentre mi guarda e dice, «adesso ti ho persa,sarai sua non più mia» lo guardo lo accarezzo e dico « papà io lo amɓho sento che è l'uomo della vita mia ,ma sara sempre una spanna sotto di te. »Ero nuda mi baciò la figa disse ti «voglio ora» mi sedetti sul quel cazzo già incredibilmente duro,lo sentivo riempirmi la fessa , ogni tanto mi toccava l'utero le sue mani giocavano con le zinnemrntre le dita stringevano i capezzoli. Come mi piaceva quel dolce su e giù non.avrei finito più . Mentre papà mi sborrava in bocca sentii Enzo dire zoccola,in attimo dopo sentii la pota sbattere. Se ne era andato, peccato, continuai avevo una chiavata da portare a termime. Con.il lavoro di labbra e lingua riportai quel membro ai massimi livelli . Con le mani tenni aperto il mio culo mentre lui con.in colpo secco ci ficco quella nerchia dentro
Mmmmmmmmmmmmmmmmm mi piacque da morire,mi sentivo in paradiso, luo giocava con le tette mentre mi.inculava ed io foedi a sgrollettare il clitoride venni due volte prima che luo mo sborrasse dentro . Sfinita mi addormentai tra le sue braccia. Quando mi svegliai telefoni ad Enzo ma questa è unaltra storia.



scritto il
2026-07-01
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