Mirko
di
Messalina
genere
confessioni
Era un giorno di ottobre,quell'anno l'estate sembrava non finisse mai, faceva caldo e chi poteva andava ancora al mare. Non era il primo anno che l'estate si prolungava e nemmeno l'ultimo . È l'effetto serra dicevano,il buco nell'ozono,li nquinamenyo del pianeta vs fermato, altrimenti il nostro pianeta morirò. Sono decenni che se ne parla ma non si trovano soluzioni .
Ero nel bus quello di linea che ti fa viaggiare comoda fino a destinazione avevo scelto una meta a caso , avevo voglia di viaggiare, non mi importava la destinazione , volevo solo godemi il paesaggio seduta comoda guardando dal finestrino. Dovunque andava bene ma l'unico bus che aveva ancora posti affianco al finestrino portava a Reggio dell'Emilia . Era la prima volta che viaggiavo sola . Altre volte inà passato viaggiavo con la famiglia papà opto per un pulmino quando dovevamo andare in vacanza o dovevamo andare a qualche cerimonia tutti insieme.
Sola in quell'autobus verso una meta sconosciuta eppure sognavo ad occhi aperti. A volte ero una contadina a volte ero una allevatore
Non vi dico quando poividi un montone inchiappettare uns pecora cazzo come avrei voluto essere io la pecora, immagginavo i belati di piacere mentre mi tiravo un ditale.dormii circa mezz'ora mi svegliai proprio mentre un branco di cavalli correva libero.per i prati di quella distesa verde. Due gridavano ol gruppo uno bianco ed uno nero. Correvano sterzata.ora a destra ora a sinistra e il bianco li seguiva Stezzano dietro di loro erano due lider , guardando bena il nero aveva il membro il bianco no
Uno stallone e una giumenta ,la mia fantasia si accese pensai allo stallone che voleva montare la giumenta mentre un'altro stallone gli corse contro ingaggiato una lotta per il predominio e per comandare il gruppo ed avere diritti sulla femmina. Lo stallone nero ebbe la meglio, l'altro stallone lascio il gruppo. Ed ecco poi che si prepara alla monta. Caccia un cazzo bello lungo e di un certo spessore io lo guardo e mi bagno cazzo perché non sono io quella cavalla?. Mi bagno di nuovo e di nuovo sparo un ditale. L'autobus continua i paesaggi abbiano ora terra brillante di montagne ora prati ,poi campi coltivati e vigneti ormai spogli delle uve,quando e la si vede qualche grappolo passito forse non visto quando si è vendemmiare. Sosta all'autogrill, stazione di sevizio tra Roma e Firenze l'autobus si svuota il bar viene preso d'assalto non è un giorno di weekend non ce tanta gente, molti tedeschi chissà da quale luogo turistico provengono ,e dove saranno diretti a casa oppure altrove? Hanno occupato tutti i tavolini ,bene penso,così faremo prima. Mentre loro consumano mi scappava la pipì andai in bagno, ma sbadata come sono entrai in quello dei maschi non quello delle signore . Agli urinatoi cera un ventenne alzai lo sguardo dal telefono lo vidi emanai uno strillo. Lui si giro di scatto , il cazzo in bella vista , vide che ero donna cercò con imbarazzo di coprirsi. Ormai lo avevo visto in quel momento richiamò alla mente il montone e lo stallone. Ormai ero partita niente poteva fermarmi mi inginocchiai dinanzi a lui ancora imbambolato gli tolsi le mani dal cazzo e me lo portai in bocca. Forse era imbambolato, imbranato anche ma il suo cazzo rispondeva bene, molto bene. Andavo di fretta non potevo andare per le lunghe allora deciso di vedere che sapore avesse quindi gli succhiai anche l'anim. Aveva un sapore agrodolce , lo bevvi tutto mi piacque. Finii appena in yempo entrarono alcuni uomini mi videro, «wow una donna» io senza scompormi avevo una bottiglia d'acqua d'acqua mi voltai verso gli urinatoi , e molto facile imbrogliare i maschi, sentirono il rumore dell'acqua che scorreva si misero lontani «e un trans che schifo», meno male erano etero . Andarono via lasciandomi occhiate di disprezzo. Anche limbambolato disse mi hai fatto un pompino che schifo. Perche non lo ha detto mentre glielo facevo? Di nuovo nel bus di nuovo sto in quel posto. Dal finestrino si accicinavano le montagne , una serie di tunnel e vi eravamo in cima. L'autista si rese conto che era in ritardo, allora andò piu veloce i paesaggi cambiavano in continuazione nemmeno il tempo di assimilare uno che l'altro era già quasi passato . Da allora non fece più fermate e finalmente arrivammo a Reggio Emilia. Giravo a piedi per la città chiesi dove si trovava qualche fabbrica. Mi ricordai che da piccola ero passata per Reggio, mio zio abitava a Scandiano.chissa se c'era sncora la ceramica armena dove la moglie di zio lavorava . Non so le sue reali mansioni ma posso affermare con sicurezza che si faceva il padrone. Uscendo da un bar dove comprai dell'acqua chen forse aveva l'oro dentro,la pagai il triplo di quanto costa a Napoli, lo vedo da lontano , ina barba da Monaco capelli lunghi oltre le spalle sicuro era lui, il mio amore in ciatt più si avvicinava piu il mio cuore aumentava il ritmo doveva essere lui sprizzava dolcezza da tutti i pori. Dialoga a gioiosamente con un amico quanto butto l'occhio dalla parte mia ,si blocco all'istante. Io sorrisi,lui si riprese e ancora mezzo sbalordito,disse« Sei proprio tu Anna mia?» «Si Mirko mio »risposi .
[ ] Ruppe gli indugi senza preavviso mi baciò , ricambiai calorosamente. Non immaginate come mi piaceva sentire quella barba mentre mi baciava e accarezzare quei capelli lunghi. Aveva l'odore acre del maschio,sudato misto ad un deodorante, tornava da lavoro. Ero emozionata e la mia fessa era molto bagnata , un lago aveva meno acqua. Mi sollevò come un fuscello, mi porto a casa sua distante due isolati. Si diresse direttamente in camera e li ci scatenammo. Non ci fu bisogno.della bocca patì direttamente dal culo per la gioia mia . Mi inculò forte,a secco come piace a me .mi fece male ma poi un piacere enorme, certo per come si professava non mi aspettavo che lo sapesse fare così bene mi piaceva mi trattava da troia con violenza. Poi lo.tiro fuori ma sempre da dietro a novanta gradi mi sfondi con un colpo secco pure la fessa . Mentre mi chiavava con le mani giocava, le zizze veniva piasticciate mentre i capezzolispizzicatu si arrossisco ,ma davano un piacere enorme . Poi mi disse «girati zoccola» mo girai quasi mi cercava un occhio , ol primo getto potente mi finì negli occhi poi altri fiotti mi finirono in bocca li imgoiai tutti poi raccolsi quello dalla faccia e dagli occhi,alla fine gli pulii il cazzo con la lingua ero stanca mi addormentai ero soddisfatta . Saremmo stato poi altri giorni insieme
Ero nel bus quello di linea che ti fa viaggiare comoda fino a destinazione avevo scelto una meta a caso , avevo voglia di viaggiare, non mi importava la destinazione , volevo solo godemi il paesaggio seduta comoda guardando dal finestrino. Dovunque andava bene ma l'unico bus che aveva ancora posti affianco al finestrino portava a Reggio dell'Emilia . Era la prima volta che viaggiavo sola . Altre volte inà passato viaggiavo con la famiglia papà opto per un pulmino quando dovevamo andare in vacanza o dovevamo andare a qualche cerimonia tutti insieme.
Sola in quell'autobus verso una meta sconosciuta eppure sognavo ad occhi aperti. A volte ero una contadina a volte ero una allevatore
Non vi dico quando poividi un montone inchiappettare uns pecora cazzo come avrei voluto essere io la pecora, immagginavo i belati di piacere mentre mi tiravo un ditale.dormii circa mezz'ora mi svegliai proprio mentre un branco di cavalli correva libero.per i prati di quella distesa verde. Due gridavano ol gruppo uno bianco ed uno nero. Correvano sterzata.ora a destra ora a sinistra e il bianco li seguiva Stezzano dietro di loro erano due lider , guardando bena il nero aveva il membro il bianco no
Uno stallone e una giumenta ,la mia fantasia si accese pensai allo stallone che voleva montare la giumenta mentre un'altro stallone gli corse contro ingaggiato una lotta per il predominio e per comandare il gruppo ed avere diritti sulla femmina. Lo stallone nero ebbe la meglio, l'altro stallone lascio il gruppo. Ed ecco poi che si prepara alla monta. Caccia un cazzo bello lungo e di un certo spessore io lo guardo e mi bagno cazzo perché non sono io quella cavalla?. Mi bagno di nuovo e di nuovo sparo un ditale. L'autobus continua i paesaggi abbiano ora terra brillante di montagne ora prati ,poi campi coltivati e vigneti ormai spogli delle uve,quando e la si vede qualche grappolo passito forse non visto quando si è vendemmiare. Sosta all'autogrill, stazione di sevizio tra Roma e Firenze l'autobus si svuota il bar viene preso d'assalto non è un giorno di weekend non ce tanta gente, molti tedeschi chissà da quale luogo turistico provengono ,e dove saranno diretti a casa oppure altrove? Hanno occupato tutti i tavolini ,bene penso,così faremo prima. Mentre loro consumano mi scappava la pipì andai in bagno, ma sbadata come sono entrai in quello dei maschi non quello delle signore . Agli urinatoi cera un ventenne alzai lo sguardo dal telefono lo vidi emanai uno strillo. Lui si giro di scatto , il cazzo in bella vista , vide che ero donna cercò con imbarazzo di coprirsi. Ormai lo avevo visto in quel momento richiamò alla mente il montone e lo stallone. Ormai ero partita niente poteva fermarmi mi inginocchiai dinanzi a lui ancora imbambolato gli tolsi le mani dal cazzo e me lo portai in bocca. Forse era imbambolato, imbranato anche ma il suo cazzo rispondeva bene, molto bene. Andavo di fretta non potevo andare per le lunghe allora deciso di vedere che sapore avesse quindi gli succhiai anche l'anim. Aveva un sapore agrodolce , lo bevvi tutto mi piacque. Finii appena in yempo entrarono alcuni uomini mi videro, «wow una donna» io senza scompormi avevo una bottiglia d'acqua d'acqua mi voltai verso gli urinatoi , e molto facile imbrogliare i maschi, sentirono il rumore dell'acqua che scorreva si misero lontani «e un trans che schifo», meno male erano etero . Andarono via lasciandomi occhiate di disprezzo. Anche limbambolato disse mi hai fatto un pompino che schifo. Perche non lo ha detto mentre glielo facevo? Di nuovo nel bus di nuovo sto in quel posto. Dal finestrino si accicinavano le montagne , una serie di tunnel e vi eravamo in cima. L'autista si rese conto che era in ritardo, allora andò piu veloce i paesaggi cambiavano in continuazione nemmeno il tempo di assimilare uno che l'altro era già quasi passato . Da allora non fece più fermate e finalmente arrivammo a Reggio Emilia. Giravo a piedi per la città chiesi dove si trovava qualche fabbrica. Mi ricordai che da piccola ero passata per Reggio, mio zio abitava a Scandiano.chissa se c'era sncora la ceramica armena dove la moglie di zio lavorava . Non so le sue reali mansioni ma posso affermare con sicurezza che si faceva il padrone. Uscendo da un bar dove comprai dell'acqua chen forse aveva l'oro dentro,la pagai il triplo di quanto costa a Napoli, lo vedo da lontano , ina barba da Monaco capelli lunghi oltre le spalle sicuro era lui, il mio amore in ciatt più si avvicinava piu il mio cuore aumentava il ritmo doveva essere lui sprizzava dolcezza da tutti i pori. Dialoga a gioiosamente con un amico quanto butto l'occhio dalla parte mia ,si blocco all'istante. Io sorrisi,lui si riprese e ancora mezzo sbalordito,disse« Sei proprio tu Anna mia?» «Si Mirko mio »risposi .
[ ] Ruppe gli indugi senza preavviso mi baciò , ricambiai calorosamente. Non immaginate come mi piaceva sentire quella barba mentre mi baciava e accarezzare quei capelli lunghi. Aveva l'odore acre del maschio,sudato misto ad un deodorante, tornava da lavoro. Ero emozionata e la mia fessa era molto bagnata , un lago aveva meno acqua. Mi sollevò come un fuscello, mi porto a casa sua distante due isolati. Si diresse direttamente in camera e li ci scatenammo. Non ci fu bisogno.della bocca patì direttamente dal culo per la gioia mia . Mi inculò forte,a secco come piace a me .mi fece male ma poi un piacere enorme, certo per come si professava non mi aspettavo che lo sapesse fare così bene mi piaceva mi trattava da troia con violenza. Poi lo.tiro fuori ma sempre da dietro a novanta gradi mi sfondi con un colpo secco pure la fessa . Mentre mi chiavava con le mani giocava, le zizze veniva piasticciate mentre i capezzolispizzicatu si arrossisco ,ma davano un piacere enorme . Poi mi disse «girati zoccola» mo girai quasi mi cercava un occhio , ol primo getto potente mi finì negli occhi poi altri fiotti mi finirono in bocca li imgoiai tutti poi raccolsi quello dalla faccia e dagli occhi,alla fine gli pulii il cazzo con la lingua ero stanca mi addormentai ero soddisfatta . Saremmo stato poi altri giorni insieme
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