È successo ancora

di
genere
confessioni

Dormii tranquilla tutta la notte non avevo più ansia non mi sentivo depressa stavo tra le braccia di Mirko mio. Al mattino preparai la moka, poche volte lo avevi fatto in vita mia il caffè, ma adesso era diverso adesso amavo Mirko e volevo che lui amasse me. Si è vero mi aveva posseduto la sera prima ma non mi aveva ancora marchiata
Mi portò a vedere le bellezze della città piazza grande o Pamplona una delle piazze più belle sula quale affaccia il palazzo comunale il duomo poco distante la chiesa di San Prospero eletto protettore della città . Di dice che ordi barbariche attraversarlo l'Emilia per attaccare Roma e che portavano distruzione r motte dove passavano allora prospero,umile sacerdote prego Dio che non toccassero Reggio, allora sulla cittadina cadde una fitta nebbia nascondendola agli occhi dei barbari che vedendola sparire improvvisamente si ritirarono impauriti . Pur essendo proclamato santo sa luglio la festa dalla fine del 1700 fu spostata a novembre per permettere ai contadino di occuparsi dei loro raccolti.
Porto a vedermi la filiera del.parmigiano reggiano e dell'auto balsamico. Mi fece assaggiare i cappelletti all'erbetta rigorosamente cotti in brodo di capponi e la famigerata erbaxzone ,una torta salata ripiena di bietole spinaci lardo e parmigiano reggiano. Scherzando dissi mi sono forte come braccio di ferro allora lo volevo prendere in braccio. Macché dun tratto mi sentii sollevare e quando le nostre bocche erano a livello mi baciò appassionatamente tenendomi cosi con un'auto, mi sciolti dinanzi al mio gigante buono
Reggio è pure la città in cui è nato il tricolore quando 1797 fu proclamata la repubblica cittadina, di cui il 7 gennaio di ogni anno si festeggia l'anniversario. In quella data il parlamento della neorepubblica riunito nella sala ora denominata sala della bandiera scelse i colori inizialmente orizzontali e scambiati poi in verticali . Primo colore ,il verde, che rappresenta i nostri prati; il bianco che rappresenta le nostre nevi perenni; il rosso il sangue dei nostri fratelli versato per la repubblica.
Mi fece da Cicerone anche per la sala della bandiera. Quante cose vidi quel giorno ma la cos che pere contava di piu ,che ci tenevamo mano nella mano senza lasciarci un'istante, ogni tanto mi baciava
A volte scappavo via ,lui mi ricorreva mi acchiappa a poi mi metteva con le spalle contro il muro e mi ba osava, un bacio passionale ed appassionato un bacio vero come solo gli uomini veri sanno dare. Poi nella sala della bandiera non potevamo entrare perché fuori orario.Mirko conosceva il custode il quale coi fece entrare senza problemi . Eravamo soli in quella sala io cominciai a correre tra gli scanniamo dei seggi e le bandiere e fu li che mi prese Mirko questa volta in tutti i sensi , mi mise faccia a muro mi alzo la gonna e appoggio il suo cazzo al culo nudo era duro ma si fermò e conoscenza mi chiese «amore vuoi?» Avevo il cuore in gola trepidante dall'emozione non riuscii a parlare , feci di si con il capo mentre li sotto già ero un lago. Mi pernetrò la fessa, ebbi un sussulto di piacere,ma lo fermai gli dissi « Amore abbiamo poco tempo lo voglio nel culo se a te non dispiace »
Lo caccio e mi punto il culo, si ricordo che a me piace un colpo solo tutto dentro ed allora fece esattamente cosi. Avrei cantato l'inno di Mameli per l'alba Valdieri era tardi visto che era bello alta e fu zionante invece dissi solo ahi ma poi cominciai a gemere di piacere . I nostri corpi all'unisono vennero io squirtai mentre lui mi sborrò in bocca per non sporcare a terra fra le bandiere. Ringrazio l'amico custode e mi portò in un ristorantino piccolo ma romantico. Chi se lo aspettava che avrei cenato a lume di candela a molti kilometri da cada mia e cin un uomo che amavo si ma ancora non mi aveva fatta sua, non aveva ancora impresso il suo marchio,ancora non aveva sborrato nella fessa. Lo desideravo ardentemente e leggevo il desiderio nei suoi occhi e si capiva anche quando mi baciava. C'era chimica tra noi e quando c'è chimica prima o poi succede. Ci baciavamo in quel ristorantino come due adolescenti al primo amore. Non ce la facevamo più correndo a casa sua non era lontana. Appena in casa i pochi panni che avevo addosso volavano via . Mi abbassai glielo cacciai fuori dai pantaloni, mentre lui li slaccio e gli caddero ai piedi. Gli leccai i coglioni e uno alla volta glieli succhiai,nel.frattempo.lui si spoglio del tutto io avvolgendo la lingua intorno al cazzo dalii fino al prepuzio. Mi staccai un attimo lo guardai poi aprii le labbra e.presi la cappella in bocca , la succhiavo e la leccavo come è mio solito fare
Era ormai pronto ma lo volli sentire fino.alla gola prima di staccarmi e cominciare a cavalcarlo. Mi calai con la fessa su quel magnifico cazzo. Cominciai un dolce saliscendi mentre lui con.le mani giocava con il seno ed i capezzoli godevo a non finire lui mi chiamava troia io gli dicevo« si fammi tua fammi esse la tua troia.» mentre pensavo "che stronza che sono diventata". Venni due volte poi venne anche lui questa volta mi sborro nella fessa e ne usci solo quando fu moscio. Ero felice quasi piangevo ormai avevo il suo archivio dentro. Mi lancia sul cazzo glielo pulii e poi lo feci ripartire ,lo volevo anche nel culo. Mi misi a novanta gradi, aprii le chiappe con le mani dissi dai spaccami il culo.
Ubbidi senza fronzoli e delicatezza mi entrò tutto nel culo non sentii molto dolore ma godetti tantissimo
Mi impastata il seno torturando.i capezzoli ,io mi sgrillettavo e lui dava colpi violenti nel culo venni ancora e poi venne lui prima mi chiese dove la volessi io urlai «NEL CULO, VIENIMI IN CULO». Si svuotò nel mio intestino questa volta nom glielo pulii ero stanca e felice mi addormentai. Lui resto li a guardarmi tra veglia e sonno sentii le sue dolci carezze poi il buio.
Mi svegliai a xasa mia piansi era stato un sogno ma vorrei fosse tutto vero








scritto il
2026-06-21
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