L'autobus

di
genere
confessioni

Ricordo quel giorno,partorii di otto mesi, si ruppero le acque mentre ero a casa di papà perche mammaera stata da poco ricoverata. Ebbi una femminuccia me la fecero vedere,sporca ,nera ,ma cosicarina ai miei occhi . Poi la portarono via cazzo la aspettavo per le poppate ma mi dissero che era sottopeso ed aveva difficoltà nel respirare inoltre aveva l'ittero quindi doveva stare alcuni giorni in incubatrice. Cazzo la mia bambina quella che io non volevo ,quella che Enzo sognava ,era nata ed io non potevo averla con me. Passai alcuni giorni in ospedale prima di essere dimessa,non ricordo bene quanti,mi sembra tre. Vedevo male altre mamme con i neonati accanto gli davano il seno lgli cambiavano i pannolini, ci giocacvano ed io? Io niente inghiottito forse stavo pagando perché mon l'avrei voluta. Andavo tutto i giorni a vedere mia figlia nell'incubatrice. Parlavo con la pediatra mi diceva ci voleva tempo. Anche una volta dimessa ci andavo tutti i giorni a volte arrivavo presto le guardie non mi facevano salire,non avevo soldi ne argomenti per corrompere, avevo ancora i punti interni e ordine dei medici di non chiavare per un mese. Dovevo quindi aspettare per forza l'ora di visita. Un giorno la pediatra mi disse che forse mia figlia non ce l'avrebbe fatta. Mi sentii venire meno mi crollo il mondo addosso cazzo ok mio fratello ma anche mia figlia sarebbe stato troppo. Me ne tornai a casa non volli nemmeno vederla quel giorno. Passai tre giorni a piangere soltanto ,Enzo cercava in tutti i modi di rincuorato ma non ci riusci. Dopo tre giorni volli andare in ospedale,mi accompagnò Enzok,alle incubatrice non trovammo mia figlia,piansi a dirotto mentre enzo andò dalla dottoressa. Ritorno con un batuffolo rosa tra le braccia disse «eccola non ha piu bisogno dell'incubatrice anche se deve stare altri giorni qua» grande fu la mia gioia. Tornai il giorno dopo, ero più calma ormai non cera più pericolo doveva crescere solo un pochettino
La vedevo in quella cullina succhiando lalluce,capii allora che sarebbe da grande stata una puttanella e così è andata.
Capito un giorno che si ruppe l'auto, dovevo andare quindi in autobus. Ora di punta della scuola molti ragazzi uscivano era quella un'ora critica per gli autobus. Già come entrai fu difficile,rimasi appesa ad un appiglio sulle scale con dietro un ragazzino che voleva mettersi piu comodo,quindi sali appoggiandosi il suo cazzo dietro. Nel salire siccome eta stretto scausalmente alzo la gonna ma non ero nuda perche lui pigiava contro il mio culo , lo faceva perche costretto
Ogni frenata che faceva l'autista il cazzo si sistemava meglio visto che non riuscivo ad abbassare la gonna gli aprii la lampo a lui. Gli dghizzo fuori un cazzo non indifferente che si piazzo in mezzo al solco. Pian piano fra curve e frenate mi si piazzo quasi dentro e quando ad una feata l'autista avrei le porte per far salire a un paio di persone lui dovette spingersi verso di me fiu allora che ci fu la penetrazione. Mi entro dentro a secco non nella fessa quella ormai colava gia da tanto tempo ma la posizione e la situazione mi fece i curare. Un gemito sommesso di dolore mi uscì da bocca ma poi furono solo gemiti di piacere. Non si potevamo muovere ,eravamo incastrati, allora ci penso l'autobus ,ogni fosso che prendeva,le frenate, le curva contribuiva al nostro piacere. Nessuno sapeva o sospettava che in quei frangenti avevo un cazzo in culo che mi stava facendo godere. Arrivai alla fermata che dovevo scendere, non mi prenotai preferii tenere quel bel cazzò dentro. Senza quasi muoversi mi arrivò in culo
Se dovrei descriverlo non saprei farlo, non lho visto in faccia ne sentito le sue mani sul corpo ,i mugolii eremiti sono più o meno uguali in tutti ,potrei dividere del cazzo questo si era un cazzo importante,lungo e grosso un cazzp soddisfacente. Certo fu difficile farlo entrare visto la grandezza ma in questo ci aiuto l'autista con una serie di frenate. Sembrava l'avesse fatto apposta, ma anche lui da retrovisori interni poteva vedere e capire cosa stesse accadendo
Sborro con fiotti densi e violenti,mi riempi il culo e sghizzo pure sulla gonna,il bus sfollo e si pote spostare ,la fermata dopo scese. Non lo volli guardare rimasi li con lo sguardo che fissava il vuoto e la sborra che lentamente defluiva dal culo rigandomi le gambe . Quel giorno non ebbi voglia di andare in ospedale, me ne tornai a casa con lo stesso bus,mi feci una doccia e poi mi stesi su un divanetto. Aspettando enzo ripensai al bus , la folla il ragazzo dietro il cazzo dentro e come avevo goduto ,mi sparai un ditale che mi fece squirtare. Poi una telefonata , il meccanico mi disse che la macchina era pronta,peccato.

scritto il
2026-07-13
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