Prostituta
di
Messalina
genere
confessioni
Non andai al parco non volli, sapevo che se andavo sottostare ai suoi voleri. Non volevo ero sempre stata libera ,ero io che dominavo in un certo senso e adesso ero io a sottomettersi. Non per costrizione ,non perche mi faceva mancare il cazzo ,ma mi sentivo inferiore, attratta dalla sua mascolinità supremazia. Volevo io stessa che mi comandasse,aspettavo ordini e questa non ero io. Non volli andare contro ogni logica ,masochista soffrivo ma non volevo ,ed infatti non andai .
Mi sentivo male stavo tutto il giorno chiusa nella mia stanza a piangere e soffrire. Tante volte ero tentata, ma arrivavo in giardino ma poi tornavo indietro. Passo un mese ormai mi sentivo forte volli tornare a vivere uscii andai al parco era di giovedì. Era di mattino presto che giravo per il parco semideserto come quel giorno solo i giardinieri e come quel giorno si stavano ritirando. Quelle similitudini mi fecero rabbrividire ma nello stesso tempo mi bagnai, sedetti alla solita panchina e leggendo le novelle del Boccaccio mi sditalinavo con passione incurante di chi poteva vedermi . Ad occhi chiusi sognavo di essere la signora del cazzo padrona incontrastata . Sentii come un cazzo che mi pigiava le labbra,le schsi sempre ad occhi chiusi e lo feci entrare. Non aprii gli occhi ma cominciai un bocchino magistrale leccavo sicchiavo ingoiavo. Non mi interessava chi era volevo solo mangiarmi quel cazzo. U. Sapore quasi di.enticato ,di pulito con piccoli sentori di piscio, o succhiai perbene e mi sborro in gola , ingoiai tutto raccogliendo pure ciò che era fuoriuscito. Sempre ad occhi chiusi allargai le gambe e lo invitai ad entrare disse che purtroppo andava di fretta mo mise Cento euro fra il seno dicendo« te li sei meritati ,se batti ancora qua co vedremo certo molto presto
Non ebbi tempo di replicare era gia sparito oltre la siepe. Non mi rimase altro da fare che mettermi i soldi in tasca e continuare a leggere. Più nulla di eclatante accadde tranne dei miei trasferimenti in.personaggi antichi ,onirici. Tornai a casa soddisfatta quasi, dicevo è andato tutto bene, poi lui non cera manco ed inoltre avevo riassaporare il cazzo. Non che a xasa mi mancasse anzi. Ma volete mettere il cazzo di un estraneo con quello familiare? Può essere anche un pescetto senza conto qullo estraneo ma solo il trasgredire gia ti portava all'organo mentale. Fino a sera pensando a quel bocchino fatto chissà a chi mi feci non so quanti ditali. Quando rincaso enzo da lavoro mi guardo e disse« non sei nemmeno uscita e guarda già come stai,guarda un po' che occhiaie».
Un fatto mi stupisce quella sera non fu la solita chiavata mi chiese che avevamo fatto , di mostrargli come lo avevo leccato,di quanto e dove aveva sborrato se mi avesse presa pure la fessa, piu gi raccontavo piu si eccitava. Poi volle sborrarmi in bocca anche lui e mi chiese di fare un paragone ,io dissi « è stato più denso il suo ». Non gli dissi che mi aveva pagato lo tenni per me e nascosi i soldi.
Il giorno dopo stesso canovaccio mentre ero intenta a farmi il solito ditale ad occhi chiusi una cappella si poggio sulla bocca la quale automaticamente si schiuse e lo accolse in bocca. Mi accorsi che non era quello di ieri dal sapore,era diverso un'altra profumazione con urina più marcata.continuai senza dire niente se mare con gusto e passione. Disse il mio amico ti ha dato cento io ti do duecento se mi dai pure fessa e culo» non riuscii a replicare avevo il suo cazzo in bocca . Lo sfilo lo mise nella fessa io volevo replicare ma optai per dopo adesso stavo godendo, volevo godermi il momento. E poi mi disse apri le chiappe e me lo mise in culo entro facile perche dalla fessa gli umori bagnavano pure il buchetto. Che cszzo aveva r come lo usava bene come pure le dita che stritolavano i miei capezzoli ma anche la lingua ogni tanto la menava dietro l'orecchio mmmmm. Godevo come una matta poi mi sborrò in bocca. Lo ingoiai nel frattempo mi mise i soldi nella fessa e andò via dicendo« li hai meritato tutti ti farò pubblicità ». Volevo replicare dirgli che non lo facevo per soldi ma non feci in tempo. Dopo un po si fece ora di andare ma non prima di avermi fatto un'altro ditale. La sera a casa mio marito chiese sembrava essere al settimo cielo induri che quasi scoppiava dio mi chiavo proprio bene. Ovviamente non gli dissi niente.da quel giorno sono diventata la prostitute dei dipendenti ogni giorno uno nuovo e a volte pure due. Mi piace mi chiavano mi pagano e mio marito è contento, mentre io sto racimolato un bel gruzzoletto.
Mi sentivo male stavo tutto il giorno chiusa nella mia stanza a piangere e soffrire. Tante volte ero tentata, ma arrivavo in giardino ma poi tornavo indietro. Passo un mese ormai mi sentivo forte volli tornare a vivere uscii andai al parco era di giovedì. Era di mattino presto che giravo per il parco semideserto come quel giorno solo i giardinieri e come quel giorno si stavano ritirando. Quelle similitudini mi fecero rabbrividire ma nello stesso tempo mi bagnai, sedetti alla solita panchina e leggendo le novelle del Boccaccio mi sditalinavo con passione incurante di chi poteva vedermi . Ad occhi chiusi sognavo di essere la signora del cazzo padrona incontrastata . Sentii come un cazzo che mi pigiava le labbra,le schsi sempre ad occhi chiusi e lo feci entrare. Non aprii gli occhi ma cominciai un bocchino magistrale leccavo sicchiavo ingoiavo. Non mi interessava chi era volevo solo mangiarmi quel cazzo. U. Sapore quasi di.enticato ,di pulito con piccoli sentori di piscio, o succhiai perbene e mi sborro in gola , ingoiai tutto raccogliendo pure ciò che era fuoriuscito. Sempre ad occhi chiusi allargai le gambe e lo invitai ad entrare disse che purtroppo andava di fretta mo mise Cento euro fra il seno dicendo« te li sei meritati ,se batti ancora qua co vedremo certo molto presto
Non ebbi tempo di replicare era gia sparito oltre la siepe. Non mi rimase altro da fare che mettermi i soldi in tasca e continuare a leggere. Più nulla di eclatante accadde tranne dei miei trasferimenti in.personaggi antichi ,onirici. Tornai a casa soddisfatta quasi, dicevo è andato tutto bene, poi lui non cera manco ed inoltre avevo riassaporare il cazzo. Non che a xasa mi mancasse anzi. Ma volete mettere il cazzo di un estraneo con quello familiare? Può essere anche un pescetto senza conto qullo estraneo ma solo il trasgredire gia ti portava all'organo mentale. Fino a sera pensando a quel bocchino fatto chissà a chi mi feci non so quanti ditali. Quando rincaso enzo da lavoro mi guardo e disse« non sei nemmeno uscita e guarda già come stai,guarda un po' che occhiaie».
Un fatto mi stupisce quella sera non fu la solita chiavata mi chiese che avevamo fatto , di mostrargli come lo avevo leccato,di quanto e dove aveva sborrato se mi avesse presa pure la fessa, piu gi raccontavo piu si eccitava. Poi volle sborrarmi in bocca anche lui e mi chiese di fare un paragone ,io dissi « è stato più denso il suo ». Non gli dissi che mi aveva pagato lo tenni per me e nascosi i soldi.
Il giorno dopo stesso canovaccio mentre ero intenta a farmi il solito ditale ad occhi chiusi una cappella si poggio sulla bocca la quale automaticamente si schiuse e lo accolse in bocca. Mi accorsi che non era quello di ieri dal sapore,era diverso un'altra profumazione con urina più marcata.continuai senza dire niente se mare con gusto e passione. Disse il mio amico ti ha dato cento io ti do duecento se mi dai pure fessa e culo» non riuscii a replicare avevo il suo cazzo in bocca . Lo sfilo lo mise nella fessa io volevo replicare ma optai per dopo adesso stavo godendo, volevo godermi il momento. E poi mi disse apri le chiappe e me lo mise in culo entro facile perche dalla fessa gli umori bagnavano pure il buchetto. Che cszzo aveva r come lo usava bene come pure le dita che stritolavano i miei capezzoli ma anche la lingua ogni tanto la menava dietro l'orecchio mmmmm. Godevo come una matta poi mi sborrò in bocca. Lo ingoiai nel frattempo mi mise i soldi nella fessa e andò via dicendo« li hai meritato tutti ti farò pubblicità ». Volevo replicare dirgli che non lo facevo per soldi ma non feci in tempo. Dopo un po si fece ora di andare ma non prima di avermi fatto un'altro ditale. La sera a casa mio marito chiese sembrava essere al settimo cielo induri che quasi scoppiava dio mi chiavo proprio bene. Ovviamente non gli dissi niente.da quel giorno sono diventata la prostitute dei dipendenti ogni giorno uno nuovo e a volte pure due. Mi piace mi chiavano mi pagano e mio marito è contento, mentre io sto racimolato un bel gruzzoletto.
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