Il vestito da sposa di mamma
di
NUMB
genere
incesti
Luca era tornato a casa della madre per aiutarla con alcuni scatoloni in soffitta. Aveva 24 anni e non vedeva la madre da qualche mese causa erasmus.
Quando scese in salotto, rimase senza fiato.Maria sua madre, 56 anni, era in piedi davanti allo specchio del corridoio. Indossava il suo vecchio vestito da sposa bianco, quello di vent’anni prima. Il tessuto di raso e pizzo era tremendamente stretto sul suo corpo maturo: i seni abbondanti tendevano la stoffa fino al limite, la pancia morbida spingeva contro la vita ormai troppo piccola, e i fianchi larghi facevano sollevare l’orlo del vestito in modo indecente. Ai piedi portava ancora i sandali bianchi con il tacco medio che aveva indossato il giorno del matrimonio.«mamma… ma che fai?» chiese Luca, la voce già roca.Maria si voltò arrossendo, ma con uno sguardo malizioso.
«Mi è venuto in mente di provarlo… è ridicolo, vero? Non mi entra più. Sono diventata una vecchia grassa.»Luca si avvicinò lentamente, gli occhi fissi sul suo décolleté che straripava dal corpetto.
«Non sei grassa, mamma. Sei… cazzo, sei da paura.»Lei rise piano, nervosa. «Non dire stupidate. Tua madre con questo vestito… sembro una balena in abito da sposa.»Luca le arrivò alle spalle e le posò le mani sui fianchi. Il vestito era così teso che sentiva il calore della sua pelle attraverso la stoffa.
«Sei la mamma più sexy che potessi avere» mormorò, baciandole il collo.Maria sospirò, chiudendo gli occhi. «Luca… non dovremmo. sono tua madre…»Ma non si allontanò. Anzi, spinse leggermente il sedere indietro contro di lui.«Lo so» rispose lui, facendo scorrere le mani sui suoi seni stretti nel corpetto. «E proprio per questo mi sta diventando durissimo.»La fece voltare e la baciò con passione. Maria resistette solo pochi secondi, poi ricambiò il bacio, infilandogli la lingua in bocca. Le mani di Luca tirarono giù il corpetto con forza. I seni maturi della madre schizzarono fuori, pesanti e morbidi.«Oddio… Luca…» gemette lei mentre lui le succhiava i capezzoli.La spinse verso il divano del salotto. Maria si mise a quattro zampe sul divano, il vestito da sposa sollevato fino alla vita. Non portava niente sotto. Il culo grosso e morbido era completamente esposto, con i sandali bianchi ancora ai piedi.Luca si abbassò i pantaloni e liberò il cazzo duro. Lo strofinò tra le sue labbra già bagnate.«… sei fradicia.»«Perché mi fai impazzire, stronzo» ansimò lei. «Dai… mettimelo dentro. Ma fai piano, è tanto tempo che non lo faccio.»Luca spinse lentamente, entrando nella figa calda e stretta della zia. Maria afferrò il bracciolo del divano, gemendo forte.«Ahhh… cazzo… è grosso… vai piano, amore di mamma…»Lui cominciò a muoversi con spinte lunghe e profonde, tenendo il vestito sollevato. Il rumore della carne che sbatteva riempiva la stanza.«Ti piace scoparti tua madre con il vestito da sposa?» gli chiese lei tra un gemito e l’altro, guardandolo da sopra la spalla.«Da impazzire… sei la mia sposa porca oggi» rispose Luca, aumentando il ritmo.Maria iniziò a spingere indietro il culo contro di lui.
«Più forte… sì… così… sfondami la figa…»Luca la afferrò per i fianchi e la martellò con colpi sempre più intensi. Il vestito stretto le stringeva il corpo, facendo sembrare tutto ancora più proibito.«mamma… sto per venire…»«Non fuori! Dentro!» ordinò lei con voce rotta dal piacere. «Riempimi tutta… sborrami nella figa, Luca!»Con un grugnito animale, Luca spinse fino in fondo e esplose. Fiotti caldi e abbondanti di sperma schizzarono profondamente dentro di lei, riempiendola mentre Maria tremava in un orgasmo potente, gemendo il suo nome.Rimasero così per quasi un minuto, ansimanti, con il cazzo ancora dentro di lei che pulsava.Maria voltò la testa, sorridendo con aria soddisfatta e colpevole:
«Adesso tua madre ha il vestito da sposa sporco di sborra… e la figa piena del figlio.»
Quando scese in salotto, rimase senza fiato.Maria sua madre, 56 anni, era in piedi davanti allo specchio del corridoio. Indossava il suo vecchio vestito da sposa bianco, quello di vent’anni prima. Il tessuto di raso e pizzo era tremendamente stretto sul suo corpo maturo: i seni abbondanti tendevano la stoffa fino al limite, la pancia morbida spingeva contro la vita ormai troppo piccola, e i fianchi larghi facevano sollevare l’orlo del vestito in modo indecente. Ai piedi portava ancora i sandali bianchi con il tacco medio che aveva indossato il giorno del matrimonio.«mamma… ma che fai?» chiese Luca, la voce già roca.Maria si voltò arrossendo, ma con uno sguardo malizioso.
«Mi è venuto in mente di provarlo… è ridicolo, vero? Non mi entra più. Sono diventata una vecchia grassa.»Luca si avvicinò lentamente, gli occhi fissi sul suo décolleté che straripava dal corpetto.
«Non sei grassa, mamma. Sei… cazzo, sei da paura.»Lei rise piano, nervosa. «Non dire stupidate. Tua madre con questo vestito… sembro una balena in abito da sposa.»Luca le arrivò alle spalle e le posò le mani sui fianchi. Il vestito era così teso che sentiva il calore della sua pelle attraverso la stoffa.
«Sei la mamma più sexy che potessi avere» mormorò, baciandole il collo.Maria sospirò, chiudendo gli occhi. «Luca… non dovremmo. sono tua madre…»Ma non si allontanò. Anzi, spinse leggermente il sedere indietro contro di lui.«Lo so» rispose lui, facendo scorrere le mani sui suoi seni stretti nel corpetto. «E proprio per questo mi sta diventando durissimo.»La fece voltare e la baciò con passione. Maria resistette solo pochi secondi, poi ricambiò il bacio, infilandogli la lingua in bocca. Le mani di Luca tirarono giù il corpetto con forza. I seni maturi della madre schizzarono fuori, pesanti e morbidi.«Oddio… Luca…» gemette lei mentre lui le succhiava i capezzoli.La spinse verso il divano del salotto. Maria si mise a quattro zampe sul divano, il vestito da sposa sollevato fino alla vita. Non portava niente sotto. Il culo grosso e morbido era completamente esposto, con i sandali bianchi ancora ai piedi.Luca si abbassò i pantaloni e liberò il cazzo duro. Lo strofinò tra le sue labbra già bagnate.«… sei fradicia.»«Perché mi fai impazzire, stronzo» ansimò lei. «Dai… mettimelo dentro. Ma fai piano, è tanto tempo che non lo faccio.»Luca spinse lentamente, entrando nella figa calda e stretta della zia. Maria afferrò il bracciolo del divano, gemendo forte.«Ahhh… cazzo… è grosso… vai piano, amore di mamma…»Lui cominciò a muoversi con spinte lunghe e profonde, tenendo il vestito sollevato. Il rumore della carne che sbatteva riempiva la stanza.«Ti piace scoparti tua madre con il vestito da sposa?» gli chiese lei tra un gemito e l’altro, guardandolo da sopra la spalla.«Da impazzire… sei la mia sposa porca oggi» rispose Luca, aumentando il ritmo.Maria iniziò a spingere indietro il culo contro di lui.
«Più forte… sì… così… sfondami la figa…»Luca la afferrò per i fianchi e la martellò con colpi sempre più intensi. Il vestito stretto le stringeva il corpo, facendo sembrare tutto ancora più proibito.«mamma… sto per venire…»«Non fuori! Dentro!» ordinò lei con voce rotta dal piacere. «Riempimi tutta… sborrami nella figa, Luca!»Con un grugnito animale, Luca spinse fino in fondo e esplose. Fiotti caldi e abbondanti di sperma schizzarono profondamente dentro di lei, riempiendola mentre Maria tremava in un orgasmo potente, gemendo il suo nome.Rimasero così per quasi un minuto, ansimanti, con il cazzo ancora dentro di lei che pulsava.Maria voltò la testa, sorridendo con aria soddisfatta e colpevole:
«Adesso tua madre ha il vestito da sposa sporco di sborra… e la figa piena del figlio.»
5
voti
voti
valutazione
8.2
8.2
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Tranquilla, so quello che faccioracconto sucessivo
Il pomeriggio caldo e noioso di Anna e Marco
Commenti dei lettori al racconto erotico