Sudati e ansanti

di
genere
incesti

Danila, cinquant’anni compiuti da poco, giaceva supina sul letto matrimoniale della camera da letto, completamente nuda e fradicia di sudore. Il caldo afoso di quel pomeriggio estivo aveva trasformato la stanza in una sauna: le lenzuola erano bagnate, l’aria pesante e densa. Il suo corpo maturo, con i seni grandi e morbidi che oscillavano pesanti, i fianchi larghi e le cosce carnose lucide di sudore, tremava sotto le spinte poderose di Matteo.Il figlio venticinquenne era sopra di lei, muscoloso e sudato, i capelli appiccicati alla fronte, il petto che si alzava e abbassava rapidamente. Le sue mani stringevano con forza i fianchi larghi di Danila mentre la penetrava con colpi forti, profondi e rapidi. Il rumore ritmico e bagnato della carne che sbatteva contro carne riempiva la stanza insieme ai loro respiri affannosi. Il cazzo duro e spesso di Matteo entrava e usciva completamente dalla figa matura e fradicia della madre, dilatandola a ogni affondo violento.Danila aveva le gambe aperte e piegate, i piedi puntati sul materasso, il corpo che sobbalzava a ogni spinta. Il sudore colava tra i suoi seni, lungo la pancia morbida, fino al pube bagnato. La sua figa, gonfia e rossa per l’intensità dell’amplesso, produceva suoni osceni e vischiosi mentre accoglieva il membro del figlio fino in fondo. Matteo la scopava con forza brutale, i testicoli che sbattevano contro il suo culo sudato, i corpi che scivolavano uno sull’altro per il sudore abbondante.Lei inarcava la schiena, la testa rovesciata all’indietro sul cuscino fradicio, la bocca aperta in un urlo silenzioso che poi esplodeva in gemiti gutturali e forti grida di piacere. I suoi muscoli interni si contraevano intorno al cazzo che la martellava senza sosta, spremendolo, succhiandolo. Matteo aumentò ancora il ritmo, sbattendola con violenza animale, i loro corpi che producevano schiocchi umidi e continui.Alla fine, con un’ultima serie di spinte profonde e poderose, Matteo affondò completamente dentro di lei e venne. Il suo cazzo pulsò violentemente, schizzando getti caldi e abbondanti di sperma direttamente nella figa della madre. Danila urlò di piacere, un grido lungo e strozzato mentre l’orgasmo la travolgeva: il suo corpo si irrigidì, le gambe tremarono, la figa contratta intorno al membro che continuava a pompare sperma dentro di lei, riempiendola fino a farne fuoriuscire un rivolo denso e bianco che colava lungo la fessura e sul lenzuolo già bagnato.I due rimasero così, sudati e ansanti, i corpi ancora uniti, mentre il seme caldo di Matteo continuava a pulsare dentro la figa matura di Danila.

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2026-06-28
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