Il viaggio vinto
di
NUMB
genere
incesti
Carla aveva 51 anni, era divorziata da sette anni e lavorava come impiegata in un ufficio. Non si considerava particolarmente bella, ma aveva un corpo morbido, seno abbondante e fianchi larghi che avevano sempre attirato gli sguardi. Luca, suo figlio di 25 anni, era un ragazzo atletico che lavorava in palestra come personal trainer. Vivevano insieme da quando il padre se n’era andato.Avevano vinto un weekend in un resort di lusso grazie a una lotteria online. Una sola camera con letto king size. La prima sera era filato tutto liscio, ma il secondo pomeriggio, con 34 gradi fuori e l’aria condizionata al massimo, la situazione cambiò.Carla era sdraiata sul letto in camicia da notte leggera. Luca, in boxer, le massaggiava i piedi dicendo che erano gonfi dopo la camminata.«Mamma, rilassati…» Iniziò baciandole la caviglia, poi leccò lentamente il tallone. Carla rise nervosamente.«Luca, che cavolo fai… smettila.»Ma non ritirò il piede. Lui continuò, più lento, più profondo, succhiando le dita una a una. Carla sentì un calore che non provava da anni salirle tra le gambe. Quando Luca alzò lo sguardo e la vide arrossata, capì che non avrebbe smesso.Pochi minuti dopo fu lei a cedere. Gli tolse i boxer e cominciò a leccargli i piedi, poi le caviglie, salendo lungo le gambe. Arrivata al cazzo duro del figlio, lo prese in bocca senza dire una parola.Passarono al 69. Carla sopra, la figa bagnatissima premuta sulla faccia di Luca, mentre lei gli succhiava il cazzo con una fame disperata. Leccavano, succhiavano, gemevano. Nessuno dei due parlava più. Solo rumori bagnati e respiri pesanti.Poi scoparono.Per quasi tre ore cambiarono posizione senza sosta: missionario stretto, lei a cavalcioni che lo cavalcava con forza, doggy style contro la testiera del letto, di lato mentre lui le stringeva un seno. Il materasso cigolava violentemente.Alla fine Luca la mise sulla schiena, le gambe sulle sue spalle e spinse a fondo.«Mamma… sto venendo…» «Dentro… ti prego, vieni dentro» ansimò Carla, graffiandogli la schiena.Luca esplose. Sborrò dentro di lei fiotti densi, caldi e abbondanti. Continuò a spingere mentre veniva, riempiendola fino a farne uscire fuori. Quando uscì, un grosso rivolo di sperma bianco colò dalla figa di Carla, bagnando completamente il lenzuolo sotto di lei.Rimasero in silenzio per dieci minuti, sudati e ansimanti. Carla aveva gli occhi lucidi.«Abbiamo fatto una cazzata enorme…» sussurrò.Luca le accarezzò i capelli.
«Lo so. Ma voglio rifarlo.»
«Lo so. Ma voglio rifarlo.»
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