Fabiana la sorella di Daniela e Daniela la sorella di Fabiana

di
genere
incesti

Parte 1 (FABIANA) la sorella di Daniela

Fabiana aveva 52 anni e nessuno, in banca, avrebbe mai potuto immaginare cosa succedeva tra le mura della sua elegante casa in centro. Era la classica donna seria e snob: tailleur grigio perla perfettamente stirato, capelli castani raccolti in uno chignon severo, occhiali dalla montatura sottile e un’aria di superiorità che intimidiva colleghi e clienti.
La sua reputazione era immacolata, puntuale, precisa, inflessibile sulle regole.Ma appena varcava la soglia di casa, tutto cambiava.

Fabiana viveva con suo figlio Marco, 24 anni, studente universitario con il corpo atletico da nuotatore. Fabiana rientrò in casa senza dire una parola, chiuse la porta a doppia mandata. Indossava ancora la camicetta bianca della banca e la gonna stretta al ginocchio, ma si era già tolta le scarpe col tacco.

Spogliati, ordinò con voce fredda, da direttrice.Marco obbedì in silenzio. Quando rimase nudo davanti a lei, Fabiana lo osservò con sguardo critico, come se stesse valutando un investimento. Poi si avvicinò, slacciandosi lentamente i bottoni della camicetta. Sotto non portava il reggiseno: i suoi seni maturi, ancora sodi, apparvero alla luce calda del salotto.Lo spinse sul divano di pelle bianca e si mise a cavalcioni su di lui senza togliersi la gonna. Alzò solo l’orlo, rivelando che sotto non indossava nulla. Era già bagnata. Afferrò il membro duro di Marco con mano decisa e lo guidò dentro di sé con un unico movimento lento e controllato.Un gemito basso le sfuggì mentre lo sentiva riempirla completamente. Iniziò a muoversi con ritmo preciso, quasi professionale: spinte profonde, misurate, senza fretta. Le mani di Marco cercarono i suoi seni, ma lei gliele bloccò sui braccioli.«Non toccare se non te lo dico io», sussurrò con tono autoritario.Cavalcava con eleganza snob, il busto eretto, lo chignon ancora perfetto. Solo il respiro sempre più accelerato tradiva il piacere che cresceva. Marco gemeva sotto di lei, eccitato da quella donna matura che lo usava come un oggetto di puro sfogo.Quando sentì l’orgasmo avvicinarsi, Fabiana accelerò appena, stringendo i muscoli interni intorno a lui. Venne in silenzio, mordendosi il labbro inferiore, il corpo che tremava appena. Pochi istanti dopo permise anche a Marco di raggiungere il piacere, restando immobile mentre lui si svuotava dentro di lei con un gemito soffocato.Appena finito, si alzò, sistemò la gonna e disse con voce fredda:"rivestiamoci potrebbe venire qualcuno a trovarci e io stasera ho un call". Marco sorrise, ormai abituato a quel gioco di potere. Fabiana tornò la donna impeccabile di sempre, come se nulla fosse accaduto.

Parte 2 – (DANIELA) la sorella di Fabiana

Daniela, 50 anni, era l’esatto opposto di Fabiana. Vestiva sempre con lunghi abiti floreali leggeri che fluttuavano al vento, sandali o ciabatte ai piedi, capelli lunghi e un po’ selvaggi con qualche filo grigio che non si preoccupava di nascondere. Viveva in una vecchia casa in periferia, circondata da un giardino un po’ incolto, lontana dal caos della città.Quella sera d’estate faceva caldo. Le finestre erano tutte aperte e la brezza entrava portando il profumo di gelsomino e terra umida.Luca, 25 anni, arrivò in motorino. Daniela lo accolse sulla porta con un sorriso radioso e un abbraccio caldo, senza fretta.«Vieni, amore», gli disse con voce morbida e rilassata. «Stasera c’è la luna piena.»Indossava un abito lungo di cotone bianco, trasparente sotto la luce della lampada. Sotto era completamente nuda. I suoi seni abbondanti e morbidi si intravedevano chiaramente, così come il triangolo scuro tra le gambe.Si spostarono in giardino, su un vecchio divano di vimini coperto da un telo colorato. Non c’era nessuno nel raggio di centinaia di metri, quindi non avevano bisogno di nascondersi. Daniela si tolse le ciabatte e si sdraiò, lasciando che l’abito le scivolasse lungo il corpo fino a restare nuda.Luca si spogliò a sua volta, il corpo giovane e tonico illuminato dalla luna. Si inginocchiò tra le sue gambe aperte e iniziò a baciarla lentamente: prima l’interno delle cosce, poi il sesso già umido e caldo. Daniela sospirò di piacere, passandogli le dita tra i capelli.«Prenditi tutto il tempo che vuoi», mormorò con voce languida.La lingua di Luca era paziente e curiosa. Leccava con calma, succhiando dolcemente il clitoride mentre due dita scivolavano dentro di lei. Daniela si muoveva piano contro la sua bocca, gemendo senza vergogna, il corpo che ondeggiava come l’erba al vento.Quando non resistette più, lo attirò sopra di sé.«Vieni dentro… lentamente», sussurrò.Luca entrò con una spinta profonda e rilassata. Fecero l’amore senza fretta, cambiando posizione più volte: prima lei sotto, poi a quattro zampe sul divano, infine Daniela sopra di lui, che cavalcava con movimenti fluidi e naturali, i seni che ondeggiavano liberi.L’aria era piena dei loro gemiti mescolati al canto dei grilli. Daniela venne per prima, con un lungo sospiro tremante, stringendo Luca tra le braccia. Lui la seguì poco dopo, svuotandosi dentro di lei con un gemito.

.Rimasero abbracciati sul divano, nudi sotto la luna, sudati e sereni.Daniela gli accarezzò i capelli e rise piano.«Resti a dormire? Domani mattina facciamo il caffè nudo in giardino.»Luca sorrise e la baciò sul collo.«Certo mamma che resto.»
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scritto il
2026-04-26
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