La bocca di mamma Claudia

di
genere
incesti

Claudia, cinquantun anni, si inginocchiò lentamente sul cuscino morbido posizionato davanti al divano del soggiorno. Il caldo pomeridiano d’estate era soffocante: l’aria immobile, densa di umidità, faceva aderire la leggera canottiera di cotone alla sua pelle sudata. I capelli castani con qualche filo grigio erano raccolti in una coda disordinata, con ciocche umide che le si incollavano al collo e alle tempie. Il suo corpo maturo, segnato dagli anni ma ancora pieno e morbido, brillava di un leggero velo di sudore sotto la luce filtrata dalle persiane socchiuse.Fabio, venticinque anni, sedeva sprofondato sul divano con le gambe leggermente divaricate. I pantaloncini leggeri erano già abbassati fino alle caviglie, il suo membro eretto e pulsante emergeva teso verso di lei. Il calore della stanza rendeva tutto più intenso: l’odore della pelle accaldata, il leggero aroma muschiato di eccitazione maschile che si mescolava al profumo dolce del sudore estivo.Claudia si avvicinò, le ginocchia ben piantate sul cuscino per non farle dolere sul pavimento duro. Le sue mani morbide, con le dita un po’ segnate dal tempo, si posarono sulle cosce calde e muscolose del figlio. Le accarezzò lentamente, sentendo i muscoli tesi sotto i palmi umidi. Si chinò in avanti, il seno abbondante che premeva contro la canottiera bagnata di sudore, e avvicinò il viso. Le labbra piene sfiorarono prima la base del membro caldo, poi risalirono lungo l’asta con baci lenti e umidi.La lingua uscì calda e bagnata, tracciando linee lente e circolari intorno al glande gonfio, raccogliendo il sapore salato della pelle accaldata. Claudia aprì la bocca e lo accolse dentro, lentamente, sentendo la carne dura e pulsante scivolare sulla sua lingua. Il calore estivo rendeva tutto più viscido: la saliva si mescolava al sudore, creando un lubrificante naturale che facilitava i movimenti. Le sue guance si incavavano mentre succhiava con ritmo costante, la testa che saliva e scendeva in un movimento fluido e profondo.I capelli le si appiccicavano alla fronte mentre continuava, le labbra strette intorno all’asta, la lingua che premeva e roteava sotto la cappella sensibile. Ogni tanto si fermava un attimo per respirare, il fiato caldo che avvolgeva il membro bagnato, prima di riaccoglierlo più a fondo, fino a sentire la punta toccarle la gola. Il sudore le colava lungo la schiena, tra i seni, rendendo la canottiera quasi trasparente. Le sue mani non stavano ferme: una accarezzava le cosce e i testicoli pesanti e caldi, l’altra si appoggiava sulla pancia tesa di Fabio per mantenere l’equilibrio.Il ritmo divenne più intenso, più vorace. La bocca di Claudia lavorava con dedizione, succhiando, leccando, avvolgendo completamente il membro del figlio nel calore umido e soffocante di quella stanza estiva. I suoni umidi e soffocati si mescolavano al ronzio lontano di una zanzara e al respiro pesante di entrambi, mentre il caldo implacabile avvolgeva i loro corpi uniti in quel momento proibito.

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scritto il
2026-06-28
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