Il pomeriggio caldo e noioso di Anna e Marco
di
NUMB
genere
incesti
Era un pomeriggio di fine giugno, afoso e insopportabile. L’aria era così densa che sembrava di respirare acqua calda. Le persiane della camera da letto erano semiabbassate, ma il sole filtrava lo stesso, rendendo la stanza un forno.Anna, 52 anni, casalinga da venticinque anni, era sdraiata sul letto matrimoniale in slip e una vecchia canottiera bianca leggera, completamente fradicia di sudore. I capelli castani appiccicati al collo, il tessuto della canottiera incollato ai seni pesanti e al ventre morbido.Marco, suo figlio di 24 anni, entrò nella stanza con solo i boxer addosso, anche lui lucido di sudore.«Mamma, ma che caldo di merda… non si respira.»Anna sospirò, passandosi una mano sulla fronte bagnata.
«Dimmi a me… sono qui da due ore che non faccio niente. Tuo padre è al lavoro, tu eri fuori… e io sto impazzendo di noia e di questo caldo.»Si voltò su un fianco, facendo tremare i seni sotto la canottiera bagnata. Marco non riuscì a non guardare. Gli slip della madre erano leggermente spostati, lasciando intravedere il bordo del pube.«Vieni qui un attimo» disse lei all’improvviso, con voce più bassa. «Almeno stenditi vicino a me. Mi sento sola oggi.»Marco esitò solo un secondo, poi si sdraiò accanto a lei. Il calore dei loro corpi si mescolò subito. Il sudore di entrambi rendeva la pelle scivolosa.Anna si avvicinò di più, quasi incollandosi a lui.
«Sei tutto sudato anche tu… senti che caldo.»La mano di lei gli sfiorò il petto, poi scese lentamente sull’addome. Marco sentì il cazzo indurirsi all’istante.«Mamma… che fai?» mormorò, ma non si spostò.«Niente» rispose lei con un mezzo sorriso colpevole. «Ho solo caldo… e sono stanca di stare sempre brava e insoddisfatta. Tuo padre non mi tocca da mesi. Tu invece… sei così giovane, così duro…»Le dita di Anna scivolarono sotto l’elastico dei boxer e afferrarono il cazzo già duro del figlio.«Cazzo, mamma…» gemette Marco.«Shhh… non dire niente. Oggi fa troppo caldo per pensare.»Lo masturbò lentamente, con la mano bagnata di sudore. Poi si tolse la canottiera con un gesto rapido. I seni grossi e pesanti schizzarono fuori, i capezzoli scuri turgidi.«Toccami» sussurrò lei. «Toccami le tette, Marco.»Lui le afferrò con entrambe le mani, stringendole forte mentre lei continuava a segarlo. Il sudore colava tra i seni di Anna.«Voglio sentirti dentro» disse lei all’improvviso, la voce rotta. «Sono bagnata fradicia, non solo di sudore.»Si sfilò gli slip e si mise a quattro zampe sul letto, il culo grosso e lucido di sudore offerto al figlio.Marco si inginocchiò dietro di lei. Strofinò il cazzo tra le labbra gonfie e bagnate della madre, poi spinse dentro con un colpo solo.«Ahhh… sì!» gemette Anna forte. «Tutto dentro… sfondami.»Cominciò a spingere con forza. I loro corpi sbattevano, umidi e scivolosi. Il sudore colava dalla fronte di Marco sul culo della madre.«Più forte, amore… scopami come una troia» ansimava lei. «Sono tua madre ma oggi voglio solo essere la tua puttana…»Marco la afferrò per i fianchi e aumentò il ritmo, martellandola senza pietà. La stanza era piena del rumore bagnato della carne e dei loro gemiti.«Mamma… sto per venire…»«Dentro!» ordinò lei, spingendo il culo indietro. «Sborrami tutta dentro. Riempimi la figa, Marco!»Con un grugnito animale, Marco spinse fino in fondo e esplose. Fiotti densi e caldi schizzarono profondamente dentro di lei mentre Anna tremava in un orgasmo violento, stringendo le lenzuola fradicie di sudore.Rimasero così, ansimanti e sudati, il cazzo del figlio ancora pulsando nella figa della madre.Anna voltò la testa, sorridendo stanca e soddisfatta:
«Adesso sì che questo pomeriggio di merda è diventato decente…
«Dimmi a me… sono qui da due ore che non faccio niente. Tuo padre è al lavoro, tu eri fuori… e io sto impazzendo di noia e di questo caldo.»Si voltò su un fianco, facendo tremare i seni sotto la canottiera bagnata. Marco non riuscì a non guardare. Gli slip della madre erano leggermente spostati, lasciando intravedere il bordo del pube.«Vieni qui un attimo» disse lei all’improvviso, con voce più bassa. «Almeno stenditi vicino a me. Mi sento sola oggi.»Marco esitò solo un secondo, poi si sdraiò accanto a lei. Il calore dei loro corpi si mescolò subito. Il sudore di entrambi rendeva la pelle scivolosa.Anna si avvicinò di più, quasi incollandosi a lui.
«Sei tutto sudato anche tu… senti che caldo.»La mano di lei gli sfiorò il petto, poi scese lentamente sull’addome. Marco sentì il cazzo indurirsi all’istante.«Mamma… che fai?» mormorò, ma non si spostò.«Niente» rispose lei con un mezzo sorriso colpevole. «Ho solo caldo… e sono stanca di stare sempre brava e insoddisfatta. Tuo padre non mi tocca da mesi. Tu invece… sei così giovane, così duro…»Le dita di Anna scivolarono sotto l’elastico dei boxer e afferrarono il cazzo già duro del figlio.«Cazzo, mamma…» gemette Marco.«Shhh… non dire niente. Oggi fa troppo caldo per pensare.»Lo masturbò lentamente, con la mano bagnata di sudore. Poi si tolse la canottiera con un gesto rapido. I seni grossi e pesanti schizzarono fuori, i capezzoli scuri turgidi.«Toccami» sussurrò lei. «Toccami le tette, Marco.»Lui le afferrò con entrambe le mani, stringendole forte mentre lei continuava a segarlo. Il sudore colava tra i seni di Anna.«Voglio sentirti dentro» disse lei all’improvviso, la voce rotta. «Sono bagnata fradicia, non solo di sudore.»Si sfilò gli slip e si mise a quattro zampe sul letto, il culo grosso e lucido di sudore offerto al figlio.Marco si inginocchiò dietro di lei. Strofinò il cazzo tra le labbra gonfie e bagnate della madre, poi spinse dentro con un colpo solo.«Ahhh… sì!» gemette Anna forte. «Tutto dentro… sfondami.»Cominciò a spingere con forza. I loro corpi sbattevano, umidi e scivolosi. Il sudore colava dalla fronte di Marco sul culo della madre.«Più forte, amore… scopami come una troia» ansimava lei. «Sono tua madre ma oggi voglio solo essere la tua puttana…»Marco la afferrò per i fianchi e aumentò il ritmo, martellandola senza pietà. La stanza era piena del rumore bagnato della carne e dei loro gemiti.«Mamma… sto per venire…»«Dentro!» ordinò lei, spingendo il culo indietro. «Sborrami tutta dentro. Riempimi la figa, Marco!»Con un grugnito animale, Marco spinse fino in fondo e esplose. Fiotti densi e caldi schizzarono profondamente dentro di lei mentre Anna tremava in un orgasmo violento, stringendo le lenzuola fradicie di sudore.Rimasero così, ansimanti e sudati, il cazzo del figlio ancora pulsando nella figa della madre.Anna voltò la testa, sorridendo stanca e soddisfatta:
«Adesso sì che questo pomeriggio di merda è diventato decente…
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