Un lavoro precario, una relazione a tempo indeterminato.

di
genere
trio

L'abbiamo deciso insieme, il risultato non è stato dei migliori. Lavoravo come operaio, retribuzione appunto da operaio, siamo arrivati a capire che se avesse trovato un piccolo lavoro anche lei, avremmo potuto migliorare, anche se di poco, la nostra situazione. C'è riuscita, addirittura un lavoro da fare in casa per una piccola industria di confezioni, nulla di particolare, si trattava di rifinire in quel caso centinaia di jeans, come togliere gli avanzi di cucito. Il compenso, in nero, era irrisorio, era una piccola aggiunta alla mia paga. Veniva un ragazzo a consegnare quelli da lavorare e riprendere
quelli già fatti. Lei Vania, mia moglie, pensava addirittura fosse il figlio del titolare, poi abbiamo scoperto che era un semplice addetto a ritiri e consegne. Una sera
come torno dal lavoro lo trovo a casa perché aspettava che Vania finisse alcuni capi.
Ho avuto modo di conoscerlo, era un ragazzo perbene che lavorava in attesa di soluzioni
migliori. Viveva in un paese distante una ventina di chilometri, viaggiava in autobus
sottoposto ad orari impossibili. Non succedeva spesso che lo trovassi in casa, almeno
le prime volte, in seguito la sua presenza era sempre più assidua. A volte si faceva
tardi lo tenevamo a cena con noi. Il rapporto tra Vania e Giorgio, questo il suo nome, era sempre più confidenziale, non mi dispiaceva perché lei sempre sola aveva modo di dialogare con qualcuno, non mi sono mai accorto che l'intimità diventava sempre più profonda. Gli atteggiamenti li vedevo, la mia innocenza non mi consentiva di dubitare
questo li spingevo ad avvicinarsi sempre di più. Mi capitava di pormi qualche interrogativo ? Stupidamente avevo qualche erezione, questo mi spingeva a dire a Vania di essere più disponibile con lui, nel senso di amicizia, non altro. Vania era stata la prima donna per me, lei aveva avuto un'amicizia più che una relazione, con un ragazzo che aveva la fidanzata incinta ed ha dovuto sposare. Una sera d'inverno l'autobus per riportare Giorgio a casa non è passato, la fermata era molto vicino a casa nostra, Vania usciva per vedere se partiva, visto che l'auto non passava, l'ha chiamato per farlo tornare nelle nostra casa. Giorgio infreddolito si è messo vicino alla stufa a kerosene che era l'unico modo per riscaldarci. Vania con tutte le attenzioni e premure del caso, ero con Vania ad aiutarla. Abbiamo cenato una volta ripresosi, noi avevamo un letto, dove dormivamo noi due, una camera sola, ho invitato Giorgio a dormire con noi, non nel senso volgare, lui insisteva per mettersi disteso su tre sedie. Non era applicabile quella soluzione, quindi ho insistito per farlo dormire fra noi, intendevo fra noi nello stesso letto invece ha preso alla lettera l'invito suscitando qualche perplessità a Vania. Si è messo al centro del letto ed ai suoi lati eravamo io e Vania, spenta la luce cercavo di stare vicino a lui per controllare se faceva qualche mossa su Vania ma quando sento la mano sull'inguine, ho scartato subito che fosse quella di Vania, era all'altro lato del letto, non poteva essere la sua mano. In quella situazione il cazzo si espone, mi accerto come era il suo, duro anche quello, mi viene un pensiero orribile, lui sarà frocio ma io ho in mano il suo cazzo quindi? Mi avvicino ancora, quando entriamo in contatto arriva Vania che nuda, e con forza mette una distanza fra noi due ed è lei a mettersi tra noi. In quelle condizioni non si riflette, si agisce, la figa di Vania ci ha accolti insieme, il contatto con i loro corpi mi eccitava a più non posso, è stata una magnifica nottata. La mattina La troia mi ha confessato che avevano organizzato tutto, non volevano agire
senza la mia presenza. L'autobus è passato, Giorgio l'ha preso volutamente. La scaltrezza
di Vania con l'accondiscendenza di Giorgio, mi hanno sorpreso piacevolmente. Da quella sera, almeno due volte a settimana Giorgio dormiva da noi.
scritto il
2026-07-19
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