Una giornata con il demente segaiolo.

di
genere
feticismo

Io ed mia sorella Alessia abbiamo ricevuto una telefonata di aiuto da quello schifoso che chiamiamo il "demente segaiolo".
Ci rechiamo a casa sua; non dobbiamo suonare, la porta è aperta ed entriamo nel suo monolocale dove lo troviamo sdraiato in mezzo alla sporcizia ed al disordine a masturbarsi.
Il locale puzza terribilmente, ma quella testa di cazzo non si occupa proprio dell'igiene, sia della casa che di quella sua personale.
Passa il suo tempo solamente a masturbarsi ossesivamente.
Lo osserviamo nudo, sporco a masturbarsi senza nessuna dignità con una sdrucita e logora rivista porno davanti.
Quando finalmente sborra ed aggiunge altra sporcizia al lurido pavimento, si accascia al suolo e dopo qualche momento si rende conto nella sua mente invasa dallo sperma della nostra presenza.
Gli rammentiamo che abbiamo ricevuto una telefonata di aiuto da parte sua e che siamo arrivati per vedere di cosa aveva bisogno.
Quell'essere sconcio riesce a malapena a ricordarsi di averci chiamate e riprendendo a toccarsi il cazzo comincia a confabulare di certe sue esigenze.
Non ricorda quali.
Io ed Alessia ci guardiamo e capiamo che il tizio ha la testa completamente piena di sperma e non riesce a capire altro.
Ci piace e ci eccita aver a che fare con un simile soggetto; un verme, un essere volontariamente informe, mentalmente e fisicamente, che gode della sua debolezza per il sesso.
E noi siamo attratte dall'occasione di approffitare di un simile demente.
Ecitate ci spogliamo, ci baciamo mentre il mentecatto continua miserabilmente a masturbarsi.
Io con il cazzo eretto e Alessia con la sua vagina grondante portiamo la bestiolina che continua a massaggiare indeffessamente il suo cazzo in bagno.
Il locale è una vera latrina piena di sporcizia; il piscio stantio commisto alla polvere ed allo sperma della bestiolina copre il piccolo pavimento del cesso.
Il water è una collezione di sporcizia; è difficile dire quanta sia più presente la merda dura che lo ricopre, quella fresca; il piscio che ricopre ogni angolo del cesso.
I nostri piedi scalzi si sporcano in quella morchia infame:
Ci piace; adoriamo anche noi sporcarci i piedi con le schifezze.
Buttiamo la merda sul cesso con la faccia dentro ad annusare l'odore della sua merda e del suo piscio.
Mentre lui tutto contento annusa a pieni polmoni la puzza delle sue deiezioni gli imponiamo di leccare le nostre piante dei piedi sporche della morchia che ricopre il pavimento del suo cesso.
Lui eccitato come una bestia estrae la sua lingia e comincia a leccare ed a succhiare con piacere i nostri piedi sporchi.
Lo schifoso eccitato come una bestia continua a masturbarsi ed a venire una, due volte mentre pulisce i nostri piedi.
Poi quando quella bestia finisce di pulire i nostri piedi gli pigiamo la testa nel water a leccare i pezzi di merda secchie freschi che lo ricoprono.
Quello schifoso lecca ed ingoia con avidità tutta la sporcizia che la sua lingua incontra, riprendendo a masturbarsi.
Mia sorella, vedendo il suo culo esposto mi invita ad incularlo; io osservando le sue chiappe magre con il buco del culo aperto non mi faccio incoraggiare oltre ed inculo quell'animale.
Lo pompo bene bene, mentre lui con la testa nel cesso lecca ed assorbe le schifezze che ama ed Alessia mi incita a violentarlo il più possibile.
Lo chiavo senza pietà e gli arrivo dentro sborrandogli dentro spietatamente.
Il porco reagisce con gemiti di piacere l'iniezione del mio sperma nel suo culo.
Alessia dice che ha voglia di fare l'amore con me.
Comprendo il suo desiderio; guardo la merda dal cui buco del culo cola il mio sperma e gli ordino di ripulire con la lingua il water ed il cesso, mentre io ed Alessia andiamo a divertirci.
Usciamo dal cesso lasciando il demente ad eseguire i nostri ordini mentre noi cerchiamo un posto in mezzo alla sporcizia ed alla spazzatura che ricopre il salotto.
Ci eccita amarci in quella lordura, proviamo una vera passione amorosa ed io faccio godere Alessia più volte prima di arivare a mia volta.
Il mattino dopo entriamo nel bagno per pisciare; troviamo il demente, che ha passato la notte a leccare il cesso semisvenuto, ansimante con la mano sempre sul suo cazzo.
Deve essersi masturbato fino allo sfinimento.
Gli pisciamo addosso, quello si rinviene ed automaticamente, come un automa, ricomincia a masturbare il suo cazzo.
Finito di pisciare lo abbandoniamo lì mentre si masturba.
Noi ci rivestiamo usciamo da quel tugurio puzzolente pienamente contente della giornata di sesso che abbiamo vissuto.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".








scritto il
2026-04-30
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