All'"Agenzia EsseEmme" torna "Merda"; una nostra vecchia conoscenza

di
genere
feticismo

Abbiamo appena aperto la saracinesca della nostra agenzia, ci siamo appena sedute sulle seggiole che si presenta frettoloso "Merda" il nostro primo cliente.
Apprezziamo la sua presenza che ci riporta mentalmente agli inizi della nostra attività.
Lo facciamo sedere, offrendogli da bere, ma lui rifiuta sembra sovraeccitato.
Senza tanti premaboli ci prospetta i suoi desideri depravati; ci dice:

Voglio leccare i piedi di negri, donne giovani, vecchie bruttissime, bianche negre.... pago qualsiasi cifra a voi ed a loro purché mi facciano leccare e ciucciare i piedi così posso segarmi .... Che è la mia droga.

Gli spieghiamo che possiamo cercare di venire incontro alla sua richiesta, ma che in quel momento ci sembra sovraeccitato e gli offrimo ad un prezzo amichevole una seduta "calmante".
Lui accetta frettelosamente, ci paga in contanti ed io invito mia sorella a portarlo nella stanza delle "terapie"; un retrobottega dove portiamo chi ha bisogno di una pratica urgente.
Mia sorella si chiude con lui nella stanzetta.
Sò che per calmarlo lo farà spogliare nudo gli infilerà nel culo un bel grosso dildo e poi comincerà a frustare senza pietà quel povero corpo.
Dalla porta insonorizzata non arriva nessun lamento per il trattamento calmante di Merda.
Così io posso ricevere altri utenti che mi espongono i loro desideri perversi e trovare una soluzione alle loro esigenze.
Dopo una oretta mia sorella esce dalla stanzetta dicendomi che il tipo si è abbastanza calmato; mi chiede che se voglio dargli una ultima ripassata, lei mi sostiturà al banco.
Mi coglie il pensiero di farmi il culo di Merda e lo espongo a mia sorella; lei invitandomi alla stanzetta mi sostitusce al banco.
Io entro nella saletta chiudendo accuratamente la porta dietro di me.
Vedo il corpo ansimante di Merda coperto dai segni delle frustate mia sorella non ci è andata leggera per calmarlo.
Il dildo che gli ha sfondato il culo è uscito per metà; glielo sfilo completamente, con violenza quello schifo d'uomo geme per quell'azione brutale.
Io mi sono arrapata sempre di più mi spoglio ed ammirrando il culo martoriato di Merda lo possiedo senza esitazione.
Entro con facilità in quel culo sfondato; il calore del suo culo avvolge il mio cazzo eccittato ed io arrivo dopo pochi colpi.
Soddisfatto mi rivesto; dico a Merda di rivestirsi a sua volta di uscire appena pronto.
Senz'altro provvederà a masturbarsi, sfogando la foia con cui era arrivato.
Torno al banco assieme a mia sorella dove incontriamo altri depravati che ci espongono i loro desideri.
Dopo parecchi minuti Merda esce dalla stanzetta tutto contento del trattamento che ha subito.
Ci ringrazia e ci chiede quanto deve; gli diciamo che si tratta di una offerta della Ditta in onore del nostro primo cliente, e poi gli promettiamo che ci daremo da fare per soddisfarlo.
Lui tutto contento esce pieno di speranze.
Noi effettivamente ci diamo da fare per trovare quanto richiesto da quello schifo umano; oltre al riconoscimento sentimentale per essere stato il primo a contribuire ad avviare la nostra attività, quel porco è uno che paga molto e molto bene.

Contattiamo le persone disponibili; negri, uomini, donne giovani e vecchie.
Paghiamo molto di anticipi e speriamo di non perderli.
Poi organizziamo un incontro in un appartamento.
Chiamiamo Merda dicendogli che abbiamo trovato quello che desiderava.
Gli diamo un appuntamento all'indirizzo dell'appartamento, a cui lui arriva puntuale.
Ci facciamo pagare quanto convenuto; prezzo che comprendeva sia il nostro compenso che quello per le persone ingaggiate.
Lui pagò senza esitazione, confidando nella nostra professionalità che gli avrebbe permesso di realizare i suoi desideri schifosi.
Saliamo nell'alloggio ed entriamo nel salotto dove abbiamo raccolto due negri; due bianchi, tre donne giovani e due donne vecchie.
Tutti quanti scalzi e a cui avevamo raccomandato, conoscendo i desideri di Merda, di non lavarsi i piedi negli giorni precedenti.
Merda; spalancò gli occhi vedendo quello che per lui era uno spettaccolo divino.
Sembrava un bimbo il giorno di Natale davanti ai regali sotto l'albero.
L'odore di quei piedi lo prese appieno si spogliò freneticamente, selvaggiamente dei pochi indumenti che aveva e si gettò nudo ad adorare quei piedi odorosi.
Infoiato provava i piedi dei negri alternandogli a quelli delle vecchie per poi passre velocemente a quegli delle giovani.
Per poi assaporare quegli dei bianchi e ritornare velocemente a quegli dei negri; forse per capire quali gli piacevano di più.
Io e mia sorella ci appartammo contando i soldi dividendo il nostro compenso da quello che avremmoa dovuto dare ai partecipanti ed al proprietario dell'appartamento.
Conclusi i conti ci accomodammo nel salotto a vedere quello schifoso che leccava i piedi sporchi come un pazzo infoiato.
Guardando la sua passione cominciammo a commentare la sua attività.
Concordammo che era veramente bravo a passare la lingua attraverso le dita delle persone, ma che era frettoloso mentre leccava le piante dei piedi.
Forse era troppo eccitato per essere così attento; infatti fu dopo il primo orgasmo con cui aveva cercato di spruzzare con il suo abbondante sperma i piedi dei soggetti che cominciò ad essere più concentrato ed appassionato a leccare con attenzione le piante dei piedi ed il dorso.
Apprezzammo quel nuovo atteggiamento dedito senz'altro a pulire da ogni sporcizia ed da ogni odore i piedi degli attori.
Merda arrivvò una seconda volta, e poi sempre entusiasta di leccare quei piedi una terza.
Con il residuo dell'eccitazione arrivò una quarta volta per accasciarsi esausto e contento con una espressione felice.
Capimmo che la serata era finita; mentre Merda giaceva a terra esausto, saldammo ai vari partecipanti il loro compenso.
Quando furono usciti tutti rimanemmo solamente io, mia sorella e Merda esausto per terra.
Lo guardammo con pietà, disprezzo e desiderio; mi scappava da pisciare e tirai fuori il cazzo e gli pisciai addosso.
Mia sorella freneticamente disse che anche a lei scappava da pisciare e dopo essersi spogliata velocemente quanto bastava cominciò anche lei a pisciare su Merda.
Lui tenendosi il cazzo in mano si riprese poco a poco dopo l'intontimento del piacere che aveva provato.
Quando fù in grado di rialzalsi, di comprendere le parole gli chiedemmo di rivestirsi; lui ancora lento obbeddì.
Tornammo in strada, ci salutammo sputandogli in bocca; lo lasciammo la coperto di piscio, con la bocca piena della puzza dei piedi di negri, bianchi donne giovani e vecchie, con le palle essicate dalla continua masturbazione.
Pensammo che senz'altro gli sarebbe bastato per un pò.
Tornammo a casa contente di aver compiuto il nostro mestiere.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".





scritto il
2026-04-29
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