La mia fantastica attività al "Sexy Shop".
di
Maktero
genere
dominazione
Giro nuda per il sexy shop dove vengo sfruttata come bonus per i migliori clienti.
Oddiò non sono proprio nuda una cintura di castità copre oscenamente il mio cazzo.
Alle volte mi chiedo se sarei più scandalosa ad esibirmi ai clienti completamente nuda o se sono più sconcia a mostrare quel congegno che copre il mio cazzo e fà comprendere ai clienti la mia sottommisione.
Ma queste considerazioni morali le lascio alle spalle quando sento le mani dei clienti che mi toccano laidamente mentre espongo a loro gli articoli del negozio.
Sentirmi toccare le chiappe nude o le palle, od i capezzoli mentre descrivo gli articoli esposti mi fà sentire desiderata.
Quando poi mi infilano con brutalità un dito in culo mi sciolgo e mi arrapo provando ulteriore piacere dal mio cazzo che soffre ristretto nella sua gabbietta.
L'esposizione del mio corpo nudo e la mia disponibilità invogliano i clienti a comprare ed a spendere.
Per la maggior parte si tratta di maschi, ma anche diverse donne, si appoffitano di me.
Per i clienti che superano i cento euro di spesa gli viene permesso di utilizzarmi nella stanzetta al lato della cassa.
Ogni due o tre aprrofittano di questo bonus e approffitano di violare il mio corpo a loro piacimento.
Per la maggior parte i clienti si dedicano ad incularmi od a farsi spompinare, od entrabe le cose.
Lo stanzino in cui vengo abusata non ha porta ed e ben visibile l'attività che avviene là dentro.
In quelle occasioni la cassiera illustra ai clienti che si tratta del bonus offerto dal negozio a chi spende la giusta cifra.
Quella spiegazione invoglia tanti a spendere di più; ed io vengo sempre più utilizzata.
Non tutti vogliono approffitare del mio corpo e mi rimangono dei momenti di liberta in cui giro felicemente nuda e con il culo sfondato tra le corsie ilustrando ai clienti gli articoli in vendita.
Loro, uomini e donne, mi guardano con occhi febbricianti, e gli invito a comprare ed a spendere esponendogli che sono a loro disposizione per provare gli articoli.
Le donne sono quelle che si divertono di più a provare gli articoli; cazzi finti che mi infilano nel culo, strap-on con cui mi sfondamo violentamente, fruste e scudisci con cui mi tormentano il corpo.
Le coppie hanno un atteggiamaento alternativo: c'è coppia e coppia.
C'è la coppia con la donna che si eccita a vedere il suo uomo incularmi, o spompinarlo; magari dopo che lei mi ha frustata.
Poi c'è la coppia in cui lei non vuole che il suo uomo provi il mio culo o la mia bocca.
E lei si limita a frustarmi ed ad incularmi con un cazzo finto che appena comprato mentre il suo lui si masturba.
Altra storia sono le lesbiche; sono crudeli.
Mi inculano brutalmente con i cazzi finti che hanno appena comprato e si divertono moltissimo a prendermi a calci nei coglioni.
Sono felice ogni giorno passo una giornata stupenda, nuda a chiacchierrare di schifezze con i clienti che poi si approffitano di me; cosa potrebbe chiedere di più una schifosa depravata come me?
A fine giornata quando il negozio chiude mia sorella viene a riprendermi; conclude con la cassiera la mia quota di guadagno e dopo aver intascato i soldi mi riporta a casa allacciandomi un collare da cane al collo.
A casa mi scarica in una ciotola una o due scatolette di carne ed un sacchettino di pop-corn, che costituirà il mio pasto quotidiano.
Dopo aver mangiato, mi toglie la cintura di castutà per permettermi di masturbarmi; accende la televisione per godersi qualche spettacolo, qualche film, mentre a io vengo rinchiuso nello stretto e soffocante sgabbuzzino dove paserò la notte.
Con il cazzo libero non mi resta altro che masturbarmi pensando alla giornata passata esibindomi nuda eccittando maschi e femmine, ai cazzi che mi hanno inculato, alle frustate ed agli altri dolori dei vari strumenti che sono stati provati su di me.
Quei ricordi, quelle sensazioni mi portano a masturbarmi, del resto non posso fare altro.
Arrivo una, due tre o anche quattro volte prima di crollare sfinita, cadendo in un sonno profondo in attesa di una nuova fantastica giornata di straodinario lavoro.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Oddiò non sono proprio nuda una cintura di castità copre oscenamente il mio cazzo.
Alle volte mi chiedo se sarei più scandalosa ad esibirmi ai clienti completamente nuda o se sono più sconcia a mostrare quel congegno che copre il mio cazzo e fà comprendere ai clienti la mia sottommisione.
Ma queste considerazioni morali le lascio alle spalle quando sento le mani dei clienti che mi toccano laidamente mentre espongo a loro gli articoli del negozio.
Sentirmi toccare le chiappe nude o le palle, od i capezzoli mentre descrivo gli articoli esposti mi fà sentire desiderata.
Quando poi mi infilano con brutalità un dito in culo mi sciolgo e mi arrapo provando ulteriore piacere dal mio cazzo che soffre ristretto nella sua gabbietta.
L'esposizione del mio corpo nudo e la mia disponibilità invogliano i clienti a comprare ed a spendere.
Per la maggior parte si tratta di maschi, ma anche diverse donne, si appoffitano di me.
Per i clienti che superano i cento euro di spesa gli viene permesso di utilizzarmi nella stanzetta al lato della cassa.
Ogni due o tre aprrofittano di questo bonus e approffitano di violare il mio corpo a loro piacimento.
Per la maggior parte i clienti si dedicano ad incularmi od a farsi spompinare, od entrabe le cose.
Lo stanzino in cui vengo abusata non ha porta ed e ben visibile l'attività che avviene là dentro.
In quelle occasioni la cassiera illustra ai clienti che si tratta del bonus offerto dal negozio a chi spende la giusta cifra.
Quella spiegazione invoglia tanti a spendere di più; ed io vengo sempre più utilizzata.
Non tutti vogliono approffitare del mio corpo e mi rimangono dei momenti di liberta in cui giro felicemente nuda e con il culo sfondato tra le corsie ilustrando ai clienti gli articoli in vendita.
Loro, uomini e donne, mi guardano con occhi febbricianti, e gli invito a comprare ed a spendere esponendogli che sono a loro disposizione per provare gli articoli.
Le donne sono quelle che si divertono di più a provare gli articoli; cazzi finti che mi infilano nel culo, strap-on con cui mi sfondamo violentamente, fruste e scudisci con cui mi tormentano il corpo.
Le coppie hanno un atteggiamaento alternativo: c'è coppia e coppia.
C'è la coppia con la donna che si eccita a vedere il suo uomo incularmi, o spompinarlo; magari dopo che lei mi ha frustata.
Poi c'è la coppia in cui lei non vuole che il suo uomo provi il mio culo o la mia bocca.
E lei si limita a frustarmi ed ad incularmi con un cazzo finto che appena comprato mentre il suo lui si masturba.
Altra storia sono le lesbiche; sono crudeli.
Mi inculano brutalmente con i cazzi finti che hanno appena comprato e si divertono moltissimo a prendermi a calci nei coglioni.
Sono felice ogni giorno passo una giornata stupenda, nuda a chiacchierrare di schifezze con i clienti che poi si approffitano di me; cosa potrebbe chiedere di più una schifosa depravata come me?
A fine giornata quando il negozio chiude mia sorella viene a riprendermi; conclude con la cassiera la mia quota di guadagno e dopo aver intascato i soldi mi riporta a casa allacciandomi un collare da cane al collo.
A casa mi scarica in una ciotola una o due scatolette di carne ed un sacchettino di pop-corn, che costituirà il mio pasto quotidiano.
Dopo aver mangiato, mi toglie la cintura di castutà per permettermi di masturbarmi; accende la televisione per godersi qualche spettacolo, qualche film, mentre a io vengo rinchiuso nello stretto e soffocante sgabbuzzino dove paserò la notte.
Con il cazzo libero non mi resta altro che masturbarmi pensando alla giornata passata esibindomi nuda eccittando maschi e femmine, ai cazzi che mi hanno inculato, alle frustate ed agli altri dolori dei vari strumenti che sono stati provati su di me.
Quei ricordi, quelle sensazioni mi portano a masturbarmi, del resto non posso fare altro.
Arrivo una, due tre o anche quattro volte prima di crollare sfinita, cadendo in un sonno profondo in attesa di una nuova fantastica giornata di straodinario lavoro.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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