Riusciamo a guadagnare sfruttando quel mentecatto del "demente delle seghe".
di
Maktero
genere
feticismo
Abbiamo contatto alcune persone, singoli, singole e coppie che crediamo possano ricavare del piacere dall'utilizzo di quel subumano che si è abdicato alla nostra padronanza.
Ed io e mia sorella pensiamo di poter guadagnare qualcosa dalla vendita di quel corpo marcio e della sua mente putrida.
Abbiamo incontrato nei bar, i diversi personaggi contattati, e tra una bibita ed un altra abbiamo descritto lo stato mentale e fisico e la condizione di vita di quello schifo umano che vive sotto il nostro controllo.
Tutte le persone che abbiamo incontrato hanno provato un eccitante interesse per il soggetto che gli proponevamo; gli occhi brillavano per la contentezza di poter disporre di una simile larva umana.
Abbiamo stabilito un calendario di incontri, basato su quanto gli utenti potevano pagare per divertirsi con quel verme che avevamo a disposizione.
I primi della lista erano una coppia che pagavano molto bene e che volevano interagire con la merda umana e con noi.
Non facemmo problemi, i soldi erano molti e saremmo stati disposti a tutto per quella cifra.
Organizzammo un incontro.
Giorgio e Silvana si presentarono puntuali all'apuntamento stabilito.
Scendemmo nel tetro e squallido scantinato dove marciva il nostro animale.
Quando aprimmo la porta del tugurio ci invase le narici una tanfata di marcio e putrefatto.
Abituammo i nostri occhi all'oscurità mentre ci abituavamo anche all'odore.
Io e mia sorella, e Giorgio e Silvana riuscimmo a riconoscere nel buio, un corpo bianco ed emanciato che nel buio e nella sporcizia e nella puzza si masturbava convulsamente.
Gli ospiti sembravano entusiasti.
Accendemmo una debole luce a pile che ci eravamo portati dietro.
Sotto quel debole alone il corpo dello schifoso, nudo coperto di ogni genere di sporcizia tremante per gli spasmi della continua stimolazione masturbatoria appariva ancora più inquietante e nondimeno provocante provocante.
Quello osceno spettacolo, quella grottesca manifestazione di disumanizzazione fece impazzire gli ospiti che cominciarono a spogliarsi chiedendo a noi di fare altrettanto.
Una volta tutti nudi, ci chiesero di inginocchiarsi nudi acanto al demente che gemendo continuava a masturbarsi indeffessamente.
Ci venne chiesto di assumere una posa particolare; una posa "artistica"; avremmo dovuto metterci in ginocchio accanto, anzi ponendo il corpo del "demente", sopra le nostre cosciementre lui con la bava alla bocca continuava a masturbarsi.
Quando riuscimmo ad assumere una posa che gli ospiti ritennerò "artistica" cominciarono a scattare delle foto con il loro telefoni mentre si masturbavano.
La serata andò avanti, mentre i clienti ci consigliavano diverse pose stimolanti la loro fantasia e la loro vena "artistica".
Riuscimmo a riprodurre una copia blasfema della "Pietà" di Michelangelo con il tizio nel grembo di mia sorella che continua masturbarsi.
Passammo delle ore a divertirci sotto la direzione dei fantasiosi ed artistici clienti che riuscivano a trasformare l'oscinità della nostra depravazione in arte.
Io e mia sorella eravamo contente per quello sviluppo, il depravato aveva la testa così piena di sperma che non era più in grado di esprimere emozioni.
Dopo ore di fantastiche pose; ci scoprimmo terribbilmente ecitate, vbennero abbandonate le macchine fotografiche e cominciammo a soddisfare bestialmente i nostri desideri bestiali.
Godemmo bestialmente eccitate come non mai; non ci furono differenze di graduimento tra maschio e femmina, tra donna e donna e tra uomo e uomo.
I nostri organi sessuali maschili e femminili arivarono al godimento.
Esausti dal godimento ci volle un pò di tempo per riprenderci.
Poi stabilimmo di incontrarci nuovamente per elaborare le foto "Artistiche realizzate".
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Ed io e mia sorella pensiamo di poter guadagnare qualcosa dalla vendita di quel corpo marcio e della sua mente putrida.
Abbiamo incontrato nei bar, i diversi personaggi contattati, e tra una bibita ed un altra abbiamo descritto lo stato mentale e fisico e la condizione di vita di quello schifo umano che vive sotto il nostro controllo.
Tutte le persone che abbiamo incontrato hanno provato un eccitante interesse per il soggetto che gli proponevamo; gli occhi brillavano per la contentezza di poter disporre di una simile larva umana.
Abbiamo stabilito un calendario di incontri, basato su quanto gli utenti potevano pagare per divertirsi con quel verme che avevamo a disposizione.
I primi della lista erano una coppia che pagavano molto bene e che volevano interagire con la merda umana e con noi.
Non facemmo problemi, i soldi erano molti e saremmo stati disposti a tutto per quella cifra.
Organizzammo un incontro.
Giorgio e Silvana si presentarono puntuali all'apuntamento stabilito.
Scendemmo nel tetro e squallido scantinato dove marciva il nostro animale.
Quando aprimmo la porta del tugurio ci invase le narici una tanfata di marcio e putrefatto.
Abituammo i nostri occhi all'oscurità mentre ci abituavamo anche all'odore.
Io e mia sorella, e Giorgio e Silvana riuscimmo a riconoscere nel buio, un corpo bianco ed emanciato che nel buio e nella sporcizia e nella puzza si masturbava convulsamente.
Gli ospiti sembravano entusiasti.
Accendemmo una debole luce a pile che ci eravamo portati dietro.
Sotto quel debole alone il corpo dello schifoso, nudo coperto di ogni genere di sporcizia tremante per gli spasmi della continua stimolazione masturbatoria appariva ancora più inquietante e nondimeno provocante provocante.
Quello osceno spettacolo, quella grottesca manifestazione di disumanizzazione fece impazzire gli ospiti che cominciarono a spogliarsi chiedendo a noi di fare altrettanto.
Una volta tutti nudi, ci chiesero di inginocchiarsi nudi acanto al demente che gemendo continuava a masturbarsi indeffessamente.
Ci venne chiesto di assumere una posa particolare; una posa "artistica"; avremmo dovuto metterci in ginocchio accanto, anzi ponendo il corpo del "demente", sopra le nostre cosciementre lui con la bava alla bocca continuava a masturbarsi.
Quando riuscimmo ad assumere una posa che gli ospiti ritennerò "artistica" cominciarono a scattare delle foto con il loro telefoni mentre si masturbavano.
La serata andò avanti, mentre i clienti ci consigliavano diverse pose stimolanti la loro fantasia e la loro vena "artistica".
Riuscimmo a riprodurre una copia blasfema della "Pietà" di Michelangelo con il tizio nel grembo di mia sorella che continua masturbarsi.
Passammo delle ore a divertirci sotto la direzione dei fantasiosi ed artistici clienti che riuscivano a trasformare l'oscinità della nostra depravazione in arte.
Io e mia sorella eravamo contente per quello sviluppo, il depravato aveva la testa così piena di sperma che non era più in grado di esprimere emozioni.
Dopo ore di fantastiche pose; ci scoprimmo terribbilmente ecitate, vbennero abbandonate le macchine fotografiche e cominciammo a soddisfare bestialmente i nostri desideri bestiali.
Godemmo bestialmente eccitate come non mai; non ci furono differenze di graduimento tra maschio e femmina, tra donna e donna e tra uomo e uomo.
I nostri organi sessuali maschili e femminili arivarono al godimento.
Esausti dal godimento ci volle un pò di tempo per riprenderci.
Poi stabilimmo di incontrarci nuovamente per elaborare le foto "Artistiche realizzate".
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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