La distruzione del "demente delle seghe"

di
genere
feticismo

Quel mentecatto del "demente delle seghe" come lo chiamiamo noi si è ridotto veramente male.
Per la sua passione onanistica ha perso il lavoro, ha perso la famiglia.
Si è ridotto a vivere in uno scantinato piccolo e lercio di cui io ed Alessia paghiamo il modesto affitto.
Abbiamo accettato di pagare quella misera somma per quel tugurio perchè ci piace divertici con lui.
Andiamo a trovarlo in quel minuscolo monolocale; sporco e lurido, senza luce e senza aria, senza corrente elettrica, senza acqua corente, senza una cucina e provvisto solamente di un cesso alla turca ed di un lavandino invasi dalla sporcizia e dalle ragnatele.
Ma per quel mentecatto con il cervello fuso dalla masturbazione è un "paradiso", passa il tempo a masturbarsi fino allo sfinimento.
Poi appena si riprende ricomincia.
E' veramente distrutto, o quasi; ed io ed Alessia ci divertiamo ad assistere a quel massacro fisico e morale e vogliamo abbattere ancora di più quella bestia, per il suo piacere e per il nostro.
Gli portiamo daa mangiare; cibo per cani.
Appena quello scemo, con lo sguardo spento, e con la mano sempre al cazzo vede che gli versiamo il contenuto del barattolo sullo schifosao pavimento vi si getta come un ossesso, ingioando, con foga ogni pezzo di quello schifo.
Io e mia sorella ci eccitiamo da quella manifestazione di degrado e dopo esserci spogliate nude cominciamo a masturbarci eccitate dall'atteggiamento di quella merda e dallo squallore infinito del luogo dove ci trovavamo.
Godiamo scaricando sul tizio i nostri liquidi, aggiungendo sporcizia al suo già lurido corpo.
Lui energizzato da quel pasto disgustoso riprende a masturbarsi furiosamente, mentre io ed Alessia, lo deridiamo e lo prendiamo a calcetti mentre ci baciamo e ci tocchiamo eccitate.
Quel mentecatto, con la testa oramai persa, subisce i nostri lazzi, contento solo di continuare a masturbarsi.
Io e mia sorella riprendiamo ad amoreggiare, eccitate da quel verme, da quell'essere subumano, ridotto a meno di un animale.
Ci eccittiamo moltissimo e cominciamo a fare l'amore immerse nello squallore di quel tugurio che stimola i nostri desideri perversi.
Finiamo di fare l'amore e scarichiamo i nostri liquidi organici sul corpo della merda che continua a masturbarsi anche se con più lentezza.
Io ed Alessia ci fumiamo tranquillamente una sigaretta, mentre imponiamo allo schifoso la leccatura dei nostri piedi.
Passano alcuni lunghissimi momenti, delle ore direi, in cui io e mia sorella chiacchieriamo piacevolemente del più e del meno; fumando ed usando lo schifoso come portacenere scaricondoli addosoo la cenere o spegnendoli addosso le sigarette, e sputandogli addosso mentre quello schifoso continua a masturbarsi, ad arrivare ed ad accasciarsi per lo sfinimento.
Poi lo schifoso ad un certo punto, semisfinito balbettando, ci dice che deve cagare.
Io e mia sorella ci eccittiamo perchè ci piacerebbe assaggiare la merda di quello schifoso.
Ci giochiamo a carta, pietra, forbice per chi tocca assaggiare il putrido contenuto dell'intestino di quello schifoso.
Vinco io, entusiasmandomi per quella prospettiva mentre mia sorella torce la bocca.
Ma era solo una facciata, sapevamo benissimmo che ci saremmo scambiate da bravi sorella e fratello quel disgustoso oggetto del desiderio.
Mi sdraio a terra mentre il porco che continua a masturbarsi comincia a cagarmi in bocca i suoi stronzi neri ed amari.
Io mi eccitto a bestia a prendere in bocca la merda del nostro esserre subumano.
Mia sorella con una forte spinta allontana il subumano e comincia a gustare la merda che fuooriesce dalla mia bocca.
Il porco sempre con il cazzo in mano guarda ingelosito quel consumo che facciamo della sua lurida merda.
Si eccita sempre di più per il dolore della gelosia ed arriva per l'ennesima volta, contorcendosi per il piacere e per lo sfinimento cadendo senza sensi all'indietro, con il suo lurido cazzo con la cappella infiammata coperta di sperma.
Io e mia sorella continuammo il nostro schifoso atto di amore, ingoiando la merda rimasta nella nostra bocca, poi facciamo l'amore fino allo sfinimento.
Cadiamo nella sonnolenza della soddisfazione; quando ci ripreendiamo io ed Alessia pisciamo adosso al porco e c'è ne andiamo, lasciando quella merda che pur nella semincoscienza, sporca e coperta di sperma, piscia e merda continua a masturbarsi ipnoticamente.
Lasciamo quello schifo umano a continuare a sprofondare nel suo degrado.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".





scritto il
2026-05-25
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