Il regalo per i miei diciotto anni

di
genere
sadomaso

Per il mio dicciottesimo compleanno ho festeggiato in famiglia, ricevendo diversi regali, e soprattuto diversi soldi.
Terminati i consueti e noiosi festeggiamenti famigliari; posso finalmente tornare a casa, dove conto i soldi raccolti sono sufficienti per pagare la mia passione di cui i miei sono all'oscuro.
Essere torturata.
Si perchè sono una frocettina masochista che ama il dolore.
Da quando vivo per conto mio mi dedico all'autolesionismo, e pensando di farmi sfondare il culo dai trans.
I miei inconsapevoli genitori non conoscono questa mia natura, ma per il mio compleanno mi hanno dato i soldi per pagarmi una vera sessione di tortura.
I miei confondono la mia gioia per quel dono pensando che io desideri una automobile o qualcosa del genere.
Quanto si sbagliano!

Il mattino dopo contatto su internet una trans sadica professionista in sevizie; la cifra che chiede corrisponde a quella che mi è stata donata per il mio compleanno.
Chissà cosa penserebbero i miei parenti se sapesserò che utilizzo il loro regalo per farmi seviziare.

Mi masturbo, eccittata da questo pensiero perverso.

Il pomeriggio seguente; diciotto anni più un giorno; vado incontro al destino che ho desiderato e sognato da tempo.

Arrivo a casa della sadica, che mi chiede i soldi; dopo averglieli consegnati lei dice che potrà farmi un trattamento "intensivo".
I miei occhi giovani brillano speranzosi a quella prospettiva, il mio cazzo giovane comincia ad arrapparsi contento e felice desideroso di esperienze.

Lei mi dice di spogliarmi, io eseguo immeddiatamente, anche lei si spoglia, rivelando un cazzo non enorme da da un bell'aspetto.
Una volta nuda mi porta nella camera dei giochi, mi indica una seggiola con un cazzo finto nel mezzo della seduta in cui dovrò sedermi impalandomi.
Lei la chiama la seggiola del piacere.
Io guardo con ansia quel grosso cazzo finto che ovviamente dovrò accogliere nel mio culo.
Lei mi porge un flacone di lubrificante con cui mi permette di addolcire il fallo finto ed il buco del mio culo.
Poi dopo aver eseguito la sadica brutalmente mi chiede di sedermi sulla sedia.
Lei mi osserva intensamente negli occhi per verificare la mia volontà di sottommisione.
Io non la deludo e mi impalo in quel grosso dildo, soffrendo a riempire il mio culo, finora abbituato a calibri minori.
Quando emmetendo qualche lacrima finalmente mi adagio completamente sulla seggiola inglobando nel culo quel grosso oggetto; lei mi fa i complimenti.
Mi concede una piccola gratificazione infilandomi in bocca i suo uccello, la mia testa giovane, e fantasticante già impazzisce per quella situazione.
Succhio con piacere l'organo della mia torturatrice che si ingrossa nella mia bocca, sperando di darle altrettanto piacere.
Poi lei bruscamente interompe quel coito; io avrei sperato di andare avanti per gustare per la prima volta dello sperma che non fosse il mio.
Lei da professionista con il cazzo eretto e coperto dalla mia saliva, mi lega alla sedia.
Mi stringe i piedi alle gambe del mobile, e le braccia oltre la spalliera in modo da esporre al meglio il mio torace.
Una volta immobbiliizata con il cazzo duro per l'aspettativa, avevo gli occhi spalancati in attesa di essere massacrata come desideravo.
Lei prese un frustino di cuoio da un tavolo e dopo aver osservato i miei occhhi entusiasticamente desiderosi; dopo un atimo in cui sventolò alla'aria il frustino per spaventarmi e per eccittarmi cominciò a colpirmi.
Il primo colpo fù una esplosione di dolore e di piacere, il secondo uno scoppio di piacere e dolore.
Il terzo, il quarto, il quinto ed i succesivi che si abbattevano sul mio petto e sulla mia pancia, furono un carnevale di dolore e di piacere.
La sadica comprendeva come mi piacesse essere frustata e modulava i colpi in funzione del mio piacere e delle mie lacrime.
Andò avanti finchè non arrivai quasi allo sfinimento, finchè, colando bava cominciai a cedere ed a crolare.
Quella porca esperta nel momento in cui stavo cedendo mi prese il cazzo in mano e con pochi movimenti mi fece arrivare.
Io sborrai tremendamente persi i sensi; gli ripresi quando quella stronza mi colpì brutalmente con uno asciugamano bagnato in faccia.
Ci prendemmo una breve pausa per fumarci una sigaretta,che lei alla fine della pausa me la prese e me la spense sul cazzo; impazzi come una matta per quella attenzione.
Ero entusiasta di cosa stavo vivendo, era proprio ciò che volevo, ero veramente contenta di aver utilizzato così i soldi del mio compleanno, e di festeggairlo come desideravo.
Terminata la pausa la sadica mi mise dei morsetti metallicci ai capezzoli, poi prese un accendino e cominciò a riscaldare i morsetti facendomi bruciare i capezzoli, io sentivo i capezzoli bruciare sempre di più, ed urlavo per il dolore mentre quella sadica continuava indifferente alle mie urla fumando a bruciarmi i capezzoli.
Urlavo come una cagna con le lacrime agli occhi, sbavando per il dolore.
Poi solamente quando la sdica si rese conto che non c'è la facevo più interruppe il tormento.
In quel momento la ammirai; ero entusiasta del dolore e di come me lo stava procurando, mi stava dando una vera sodisfazione.
Mi lasciò alcuni minuti per riprendermi, poi quando sia accorse che il mio respiro si era calmato ricominciò a tormentarmi.
Mi infilò una astina di acciaio nel cazzo; io ansimavo e gemevo guardando quell'asta che scivolava dolorosamente nell mia uretra.
Quando quell'asta arrivò in fondo mi sentivo entusiasta di essere riuscita a sopportare quel tormento e soprattutto di averne provato piacere.
Poi la sadica prese un frustino flessibile in acciaio e cominciò a colpirmi il cazzo oppresso dall'asta che lo riempiva.
Il dolore era terribile, mi sembrava che la carne del mio cazzo si spaccase.
Sotto quei colpi terribili mi sconvolgevo e sbavavo come una bestia; la sadica si divertiva esprimendo un sorriso sconvolgente ed una erezione spaventosa.
Mentre urlavo come un animale sotto quel dolore indefinibile, ero contenta di vedere la mia torturatrice che si masturbava per il piacere di farmi soffrire.
Poi lei sborrò sul mio corpo.
Si accasciò esausta per il suo godimento mentre io continuavo a strillare ed a gemere per il dolore.
Quando la trans si riprese, molto freddamente mi disse che il tempo per cui avevo pagato era finito.
Mi sfilò brutalmente l'asta d'acciaio dal mio cazzo, i morsetti dai capezzoli, mi slegò dalla sedia, da cui mi sollevai dal dildo.
Finita la liberazione mi sentivo uno straccio ed ero contenta ed eccittata.
La roia dopo avermi sputato addosso mi butto addosso i miei vestiti dicendo di andarmene.
Io eseguii ed uscii da casa sua eccittata come una porca.
Mi trascinai tra mille dolori fuori dala casa; barcollando arrivai in un parco dove sfinita, ma eccitata mi accasciai, ma eccitata da quanto subito mi masturbai straordinariamente.
Godendo e con il cazzo i mano persi i sensi per svegliarmi la mattina succesiva sotto gli sguardi incuriosi e penseriosi degli astanti del paeco.
Mi avviai verso casa contenta di aver speso bene i soldi del compleanno.
Il mio corpo bruciava, il mio culo bruciava, ero tutta un dolore ed ero contenta.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".





scritto il
2026-05-17
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