L'Agenzia "EsseEmme" ed i depravati delle fogne.
di
Maktero
genere
feticismo
Questa mattina un trio, due donne ed un uomo si sono presentati al nostro ufficio.
Dopo averli fatti accomodare al banco, notiamo un certo imbarazzo ad esprimersi.
Cincischiano, girano attorno attorno al tema del loro desiderio.
Io ed Alessia capiamo che dobbiamo intervenire per fargli sciogliere e spiegarci quali sono i loro desideri privandoli dei timori di eventuali giudizi.
Mia sorella Alessia interviene per prima e spiega al trio che non devono avere problemi ad esprimersi liberamente con noi; possono parlarci apertamente di ogni loro desiderio ed esigenza sessaule senza remore o timore di giudizi; noi siamo pronti a tutto e sappaiamo accontentare tutti.
Finalmelte uno dei maschi del gruppo, dopo essersi schiarito la gola comincia ad esprimersi apertamente.
Ci dice che lui, Marco ha incontrato la coppia Valentina e Giuseppe su una chat e dopo una breve conoscenza personale hanno cominciato a fantasticare su un loro desiderio comune.
Con un poco di esitazione interviene Valentina che dice che loro hanno cominciato ad eccitarsi per un sorta di desiderio di sporcizia.
Io ed Alessia non ci sgomentiamo abbiamo accontentato diversi clienti con questi desideri.
Ma Valentina aggiunse che il loro desiderio di sporcizia si concentrava sulle fogne; sulla sporcizia schifosa delle fogne.
Noi gli rassiccurammo dicendogli che si trattava di un desiderio come un altro e chiedemmo comme volessero soddisfare questa loro esigenza.
A quel punto intervenne anche Giuseppe che tranquillizato dalla nostra affermazione si espresse finalmente in modo chiaro.
"Volevano provare ad immergersi nudi nel liquido di fogna ed eventualmente fare l'amore tra loro immersi in quello schifo".
Io ed Alessia ci dimostrammo soddisfatte per aver finalmente avuto una richiesta chiara e dicemmo che avremmo fatto del nostro meglio per accontentarli.
Loro espressero una grande sorpresa per la nostra risposta positiva ad un desiderio così insolito.
Noi rimanemmo contente della loro contentezza.
Poi gli dicemmo che ci avremmo lavorato sopra per trovare ciò che desideravano.
Loro tutti contenti ci versarono un giusto anticipo e ci congedammo promettendo che ci saremmo fatte vive al più presto.
Usciti i clienti io ed Alessia decidemmo che dovevamo discutere di questo nuovo impegno; mettemmo alla porta dell'ufficio il cartello chiuso e ci recammo nel retrobottega per ragioanare su questo nuovo lavoro.
Nel retrobottega che affittavamo per quei clienti che non avevano altri luoghi per espletare i loro desideri c'era uno schiavo bendato che leccava i piedi di una troia, Gloria; una donna che utilizzavamo spesso per i nostri clienti.
Salutammo i due dicendoli di continuare e di non fare caso a noi; io ed Alessia ci sedemmo, nudi per rlassarci su due poltroncine, ci accendemmo una sigaretta e cominciammo ad afrontare il problema del trio delle fogne come lo avevamo battezzato.
Primo punto dovevamo trovare una fogna dove farli immergere; secondo punto dovevamo chiarire la sicurezza sanitaria.
Stabilimmo che non potevamo ricorre a delle fogne cittadine, troppo esposte al pubblico; Alessia ebbe una idea, e pensò ad Alberto.
Lui era uno dei nostri clienti che aveva una villa in campagna e che ricorreva ad una fossa imhoff per lo scarico dei rifiuti organici.
Mi sembrò una idea splendida e sicuramente Alberto sarebbe stato daccordo.
Mentre riflettavamo su questi problemi la puttana ci chiese se potevamo almenno per il momento spostare lo schiavo dalla adorazione dei suoi piedi ai nostri, visto che lei era stanca di farsi slinguazzare e voleva un momento di pausa.
Noi generosamente acossentimmo, e girando la testa dello schiavo gli facemmo leccare i nostri piedi, mentre gloria si accendeva una sigaretta per un momento di pausa.
Lui sembrò contento della novità, per aumentare la sua felicità gli sputammo in bocca e gli versammo la cenere delle sigarette in bocca, cosa che fece impazzire il suo cazzo.
Mentre quel depravato ci leccava i piedi, ed ingoiava i nostri sputi e cenere di sigaretta; io ed Alessia passammo a discutere dell'aspetto sanitario
Avremmo dovuto contattare il dottore che ci assiste per i casi di rischio per la salute
Stabilite le priorità di intervento per risolvere i problemi del trio, ci lasciammo prendere dalla situazione contingente.
Io ed Alessia ci eravamo eccitate a farci leccare i piedi e dopo aver finito le nostre sigarette glie le infilammo nella bocca dello schiavo; poi io con il cazzo duro presi quello stronzo per i fianchi e cominciai ad incularmelo brutalmente mentre mia sorella Alessia mi infilava due dita nel culo.
Dissi a quel porco che si trattava di un bonus della ditta e lui tutto contento, ringrazò sentitamente prima che la sua voce venisse soffocata dal piede che Gloria gli infilò in bocca.
Arrivai nel culo dello schiavo, mentre mia sorella mi infilava freneticamente le dita nel culo con una mano e si masturbava con l'altra.
Una volta soddifatte tutte quante, io ed Alessia ci rivestimmo per tornare al lavoro lasciando Gloria a lavorarsi quello schiavo.
Tornate al banco io contattai Alberto per chiedere la sua disponibilità che fù pronta a condizione di poterci inculare; lui era sempre stato attrato da me e da Alessia e più di una volta in passato ha ottenuto l'uso del nostro culo.
Noi accettammo e stabiliammo un appuntamento.
Intanto alessia aveva contatto il dottore a cui aveva spiegato la situazione e ci aveva dato un appuntamento con il trio.
Terminato con soddisfazione il nostro lavoro, vedemmo lo schiavo, seguto da Gloria uscire dal retrobottega.
Lui prima di uscire ci fece un mucchio di complimenti per lo straordianrio bonus che gli avevamo offerto ed agggiunse che si sarebbe fatto vivo al più presto per un altro trattamento.
Lo salutammo mentre usciva e poi saldammo Gloria che ci salutò tutta felice per il facile guadagno.
Usciti i due chiamammo quei depravati delle fogne per incontrorci con il dottore.
Il giorno dopo ci ritrovammo tutti nello studio del dottore, dove spiego al trio che per la pratica che volevano effettuare era necessaria una vaccinazzione ad altro spettro.
Dopo di che vaccinò i tre dicendoli che nei prossimi giorni avrebbero potuto avere qualche fenomeno febbrile.
I tre se ne andarono, mentre chiedemmo retoricamente al dottore quale sarebbe stato il suo compenso.
Sapevamo benissimo cosa avrebbe richiesto; quel frocio da tempo era invaghito da me e pretese un pompino.
Io, contento di non dover pagare, esegui immediatamente, mentre mia sorella mostrandomi l'orologio mi indicava di fare presto perchè avevamo un altro appuntamento.
Arrivò il giorno dell'appuntamento per acccontentare il trio di depravati delle fogne.
Ci presentammo separatamente alla villa di Alberto: noi fummo i primi ad arrivare; poi a pochi minuti l'uno dagli altri arrivano; Marco, Valentina e Giuseppe.
Seguirono i convenevoli, poi arrivammo al dunque; Alberto fece vedere al trio la fossa Imhoff; aprì il coperchio che copriva la vasca principale e ci arrivò alle narici una puzza terribile di fogna, così come c'era da aspettarsi.
Il trio a quella vista ed a quel odore nauseobondo cominciò ad eccitarsi, tra i gemiti di piacere cominciarono ad ammirare qualla fossa piana di liquami immondi, e come presi da una frenesia cominciarono a spogliarsi e sotto i nostri occhi incuriositi si gettarono gemendo ed ululando in quello schifo.
Uno dopo l'altra si infilarono in quella schifezza mentre i loro strilli di piacere si moltiplicavano.
Immersi fino alla testa in quella schifezza cominciarono a masturbarsi, toccarsi a penetrarsi colti da una ecitazione bestiale.
Contenti, entusiasti di essere immersi in quello schifo, ci sguazzavano come ragazzini al mare; faceva piacere vedere la loro felicità.
Io ed Alessia contente di avere donato al trio il loro desiderio ci ritirammo con Alberto nel patio dove cominciammo a gustare delle bibite.
Passammo ore a sentire il trio che con i loro strilini di godimento apprezzava il "bagnetto" depravato.
Mentre quelli si divertivano, anche noi cominciammo a spassarcela, Alberto tirò fuori il suo uccello ed io ed Alessia cominciammo a spompinarlo.
Passarono alcune ore; Alberto era sfinito per i nostri continui pompini e si era addormentato, e credemmo che i "bagnanti della merda" erano anche loro esausti.
Infatti li trovammo nela fossa imhoff semiincoscenti per il godimento che avevano provato.
Tirammo fuori i loro corpi tremanti e poi prendemmmo una sistola per sciaqquarli dalla merda, dal liquame di cui erano ricioperti.
Sdraiati sul prato sembravano dei pezzi duri di baccalà su cui noi dirigiemmo i getti della sistola per sciaquarli.
Mano a mano cominciarono a riprendersi; anche Alberto che si era ripreso dallo sfinimento dei pompini si fece presente offrendo del tè a tutti quanti.
Apprezzamo la bevanda; io ed Alessia ci facemmo saldare il conto che il trio non ebbe problemi a pagare, e poi un poco sconvolti ci congedammo augurandoci di rivederci.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Dopo averli fatti accomodare al banco, notiamo un certo imbarazzo ad esprimersi.
Cincischiano, girano attorno attorno al tema del loro desiderio.
Io ed Alessia capiamo che dobbiamo intervenire per fargli sciogliere e spiegarci quali sono i loro desideri privandoli dei timori di eventuali giudizi.
Mia sorella Alessia interviene per prima e spiega al trio che non devono avere problemi ad esprimersi liberamente con noi; possono parlarci apertamente di ogni loro desiderio ed esigenza sessaule senza remore o timore di giudizi; noi siamo pronti a tutto e sappaiamo accontentare tutti.
Finalmelte uno dei maschi del gruppo, dopo essersi schiarito la gola comincia ad esprimersi apertamente.
Ci dice che lui, Marco ha incontrato la coppia Valentina e Giuseppe su una chat e dopo una breve conoscenza personale hanno cominciato a fantasticare su un loro desiderio comune.
Con un poco di esitazione interviene Valentina che dice che loro hanno cominciato ad eccitarsi per un sorta di desiderio di sporcizia.
Io ed Alessia non ci sgomentiamo abbiamo accontentato diversi clienti con questi desideri.
Ma Valentina aggiunse che il loro desiderio di sporcizia si concentrava sulle fogne; sulla sporcizia schifosa delle fogne.
Noi gli rassiccurammo dicendogli che si trattava di un desiderio come un altro e chiedemmo comme volessero soddisfare questa loro esigenza.
A quel punto intervenne anche Giuseppe che tranquillizato dalla nostra affermazione si espresse finalmente in modo chiaro.
"Volevano provare ad immergersi nudi nel liquido di fogna ed eventualmente fare l'amore tra loro immersi in quello schifo".
Io ed Alessia ci dimostrammo soddisfatte per aver finalmente avuto una richiesta chiara e dicemmo che avremmo fatto del nostro meglio per accontentarli.
Loro espressero una grande sorpresa per la nostra risposta positiva ad un desiderio così insolito.
Noi rimanemmo contente della loro contentezza.
Poi gli dicemmo che ci avremmo lavorato sopra per trovare ciò che desideravano.
Loro tutti contenti ci versarono un giusto anticipo e ci congedammo promettendo che ci saremmo fatte vive al più presto.
Usciti i clienti io ed Alessia decidemmo che dovevamo discutere di questo nuovo impegno; mettemmo alla porta dell'ufficio il cartello chiuso e ci recammo nel retrobottega per ragioanare su questo nuovo lavoro.
Nel retrobottega che affittavamo per quei clienti che non avevano altri luoghi per espletare i loro desideri c'era uno schiavo bendato che leccava i piedi di una troia, Gloria; una donna che utilizzavamo spesso per i nostri clienti.
Salutammo i due dicendoli di continuare e di non fare caso a noi; io ed Alessia ci sedemmo, nudi per rlassarci su due poltroncine, ci accendemmo una sigaretta e cominciammo ad afrontare il problema del trio delle fogne come lo avevamo battezzato.
Primo punto dovevamo trovare una fogna dove farli immergere; secondo punto dovevamo chiarire la sicurezza sanitaria.
Stabilimmo che non potevamo ricorre a delle fogne cittadine, troppo esposte al pubblico; Alessia ebbe una idea, e pensò ad Alberto.
Lui era uno dei nostri clienti che aveva una villa in campagna e che ricorreva ad una fossa imhoff per lo scarico dei rifiuti organici.
Mi sembrò una idea splendida e sicuramente Alberto sarebbe stato daccordo.
Mentre riflettavamo su questi problemi la puttana ci chiese se potevamo almenno per il momento spostare lo schiavo dalla adorazione dei suoi piedi ai nostri, visto che lei era stanca di farsi slinguazzare e voleva un momento di pausa.
Noi generosamente acossentimmo, e girando la testa dello schiavo gli facemmo leccare i nostri piedi, mentre gloria si accendeva una sigaretta per un momento di pausa.
Lui sembrò contento della novità, per aumentare la sua felicità gli sputammo in bocca e gli versammo la cenere delle sigarette in bocca, cosa che fece impazzire il suo cazzo.
Mentre quel depravato ci leccava i piedi, ed ingoiava i nostri sputi e cenere di sigaretta; io ed Alessia passammo a discutere dell'aspetto sanitario
Avremmo dovuto contattare il dottore che ci assiste per i casi di rischio per la salute
Stabilite le priorità di intervento per risolvere i problemi del trio, ci lasciammo prendere dalla situazione contingente.
Io ed Alessia ci eravamo eccitate a farci leccare i piedi e dopo aver finito le nostre sigarette glie le infilammo nella bocca dello schiavo; poi io con il cazzo duro presi quello stronzo per i fianchi e cominciai ad incularmelo brutalmente mentre mia sorella Alessia mi infilava due dita nel culo.
Dissi a quel porco che si trattava di un bonus della ditta e lui tutto contento, ringrazò sentitamente prima che la sua voce venisse soffocata dal piede che Gloria gli infilò in bocca.
Arrivai nel culo dello schiavo, mentre mia sorella mi infilava freneticamente le dita nel culo con una mano e si masturbava con l'altra.
Una volta soddifatte tutte quante, io ed Alessia ci rivestimmo per tornare al lavoro lasciando Gloria a lavorarsi quello schiavo.
Tornate al banco io contattai Alberto per chiedere la sua disponibilità che fù pronta a condizione di poterci inculare; lui era sempre stato attrato da me e da Alessia e più di una volta in passato ha ottenuto l'uso del nostro culo.
Noi accettammo e stabiliammo un appuntamento.
Intanto alessia aveva contatto il dottore a cui aveva spiegato la situazione e ci aveva dato un appuntamento con il trio.
Terminato con soddisfazione il nostro lavoro, vedemmo lo schiavo, seguto da Gloria uscire dal retrobottega.
Lui prima di uscire ci fece un mucchio di complimenti per lo straordianrio bonus che gli avevamo offerto ed agggiunse che si sarebbe fatto vivo al più presto per un altro trattamento.
Lo salutammo mentre usciva e poi saldammo Gloria che ci salutò tutta felice per il facile guadagno.
Usciti i due chiamammo quei depravati delle fogne per incontrorci con il dottore.
Il giorno dopo ci ritrovammo tutti nello studio del dottore, dove spiego al trio che per la pratica che volevano effettuare era necessaria una vaccinazzione ad altro spettro.
Dopo di che vaccinò i tre dicendoli che nei prossimi giorni avrebbero potuto avere qualche fenomeno febbrile.
I tre se ne andarono, mentre chiedemmo retoricamente al dottore quale sarebbe stato il suo compenso.
Sapevamo benissimo cosa avrebbe richiesto; quel frocio da tempo era invaghito da me e pretese un pompino.
Io, contento di non dover pagare, esegui immediatamente, mentre mia sorella mostrandomi l'orologio mi indicava di fare presto perchè avevamo un altro appuntamento.
Arrivò il giorno dell'appuntamento per acccontentare il trio di depravati delle fogne.
Ci presentammo separatamente alla villa di Alberto: noi fummo i primi ad arrivare; poi a pochi minuti l'uno dagli altri arrivano; Marco, Valentina e Giuseppe.
Seguirono i convenevoli, poi arrivammo al dunque; Alberto fece vedere al trio la fossa Imhoff; aprì il coperchio che copriva la vasca principale e ci arrivò alle narici una puzza terribile di fogna, così come c'era da aspettarsi.
Il trio a quella vista ed a quel odore nauseobondo cominciò ad eccitarsi, tra i gemiti di piacere cominciarono ad ammirare qualla fossa piana di liquami immondi, e come presi da una frenesia cominciarono a spogliarsi e sotto i nostri occhi incuriositi si gettarono gemendo ed ululando in quello schifo.
Uno dopo l'altra si infilarono in quella schifezza mentre i loro strilli di piacere si moltiplicavano.
Immersi fino alla testa in quella schifezza cominciarono a masturbarsi, toccarsi a penetrarsi colti da una ecitazione bestiale.
Contenti, entusiasti di essere immersi in quello schifo, ci sguazzavano come ragazzini al mare; faceva piacere vedere la loro felicità.
Io ed Alessia contente di avere donato al trio il loro desiderio ci ritirammo con Alberto nel patio dove cominciammo a gustare delle bibite.
Passammo ore a sentire il trio che con i loro strilini di godimento apprezzava il "bagnetto" depravato.
Mentre quelli si divertivano, anche noi cominciammo a spassarcela, Alberto tirò fuori il suo uccello ed io ed Alessia cominciammo a spompinarlo.
Passarono alcune ore; Alberto era sfinito per i nostri continui pompini e si era addormentato, e credemmo che i "bagnanti della merda" erano anche loro esausti.
Infatti li trovammo nela fossa imhoff semiincoscenti per il godimento che avevano provato.
Tirammo fuori i loro corpi tremanti e poi prendemmmo una sistola per sciaqquarli dalla merda, dal liquame di cui erano ricioperti.
Sdraiati sul prato sembravano dei pezzi duri di baccalà su cui noi dirigiemmo i getti della sistola per sciaquarli.
Mano a mano cominciarono a riprendersi; anche Alberto che si era ripreso dallo sfinimento dei pompini si fece presente offrendo del tè a tutti quanti.
Apprezzamo la bevanda; io ed Alessia ci facemmo saldare il conto che il trio non ebbe problemi a pagare, e poi un poco sconvolti ci congedammo augurandoci di rivederci.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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