L'ospizio "La Casa della Carità", la prima prova

di
genere
feticismo

Mentre quello schifoso del demente si esibiva contento degli scherni degli anziani.
Io ed Alessia ci apparttammo con la direttrice per riconsiderare il compenso; arrivammo ad un accordo, comprendente un aumento del compenso che poi noi avremmo richiesto a quello schifoso del demente che stava divertendosi nella sala comune.
Lì, lui tutto felice si aggirava a quattro zampe tra gli ospiti, contento di ricevere i loro lazzi e poi in un crescendo di eccitazione i loro sputi marci che lui riceveva direttamente in bocca o leccava da terra.
Poi qualche ospite cominciò ad esporre i propri piedi callosi e marci che quel depravato accolse con piacere nella sua bocca.
Gli anziani sembravano folgorati da quella esplosione di stimolo sessuale, qualcuno cominciò a toccarsi.
Io, Alessia e la direttrice eravamo sconcertate per vari motivi; a me ed Alessia la cosa non ci dava piacere, mentre per la direttrice sembrava entusiasmata dalla vitalità degli ospiti.
Intanto il porco sempre a quattro zampe cominciò a leccare le fighe che alcune anziane gli avevano messo a disposizione alzando le loro sottane.
Altri anziani avevano tirato fuori i loro cazzi mosci da anni per farselo succhiare e per vedere se riuscivano a provare una nuova eccitazione.
Per il depravato sembrava il Natale; era felice come una Pasqua a leccare quei piedi marci, quelle fighe secche e quei cazzi mosci.
Poi il gruppo cominciò a folleggiare sempre di più qualche anziano ingarzullito tirando fuori il suo uccello cominciò a prendere il culo del demente; mentre i lazzi, le urla di giubilo ed di incitamento si moltiplicavano.
Sembrava una vera festa e la direttrice era contenta di quell'entusiasmo collettivo.
Quello schifoso si stava divertendo un mondo soddisfacendo quegli anziani.
Quel gruppo era sempre più eccitato ed in tripudio di urla, strilli, e lazzi cominciò a divertirsi sempre di più pisciando adosso al depravato mentre veniva inculato.
La bestia era sempre più contenta ed talmente eccitata che non aveva nemmeno bisogno di toccarsi per arrivare.
Sborrava per terra il frutto della sua contentezza.
Piedi marci gli pigiavano sulla nuca per farli leccare la sua sborra commista all'urina puzzolente degli anziani.
Quella scena ci disgustò, per quanto perversi non apprezzavamo certe cose, ci congedammo dalla direttrice e tornammo a casa.
A letto ci rilassammo guardando un film sentimentale per recuperare un certo equilibrio mentale.
Alle volte il nostro lavoro era difficile; sopratutto quando avevamo a che fare con certi depravati.
Finito il film, ci augurammo la buona notte con un bacino senza nemmeno fare del sesso tra noi.
Ma prima di addormentarci io pensai a quel porco del demente, e penso che lo stesso succedesse per Alessia.
Probabilmente in quel momento il demente veniva ancora seviziato fino allo sfinimento degli anziani per poi essere portato nel loculo della cantina per passare la notte.
Con quell'ultimo pensiero mi addormentai profondamente.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".



scritto il
2026-05-12
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