Il "Club" dei cessi publici
di
Maktero
genere
feticismo
Su internet, io e mia sorella Stefania abbiamo trovato un gruppo che ci affascina.
Sono persone che si eccitano a leccare i cessi pubblici.
Contattiamo subito il responsabile del gruppo ed otteniamo un appuntamento.
Ci troviamo ad un bar, con un tizio di mezza età che dice di chiamarsi Enrico e che sostiene di essere il capo del club.
Poi ci espone le finalità della sua organizzazione.
E' una congrega di persone feticiste dei cessi sporchi, che si raduna di tanto in tanto per adorare le schifezze dei cessi.
Ci spiega che ci sono degli esploratori che attraversano la regione visionando i cessi e valutando la loro sporcizia per esporla al gruppo.
Poi deciso di fare "l'amore" con quei cessi sporchi, si dirigono verso la destinazione.
Dopo essersi spogliati nudi si dedicano a leccare la sporcizia dei cessi pubblici raccogliendo ogni sporcizia.
Io e Stefania al racconto di Enrico ci ecittiamo bestialmente e vogliamo assolutamente fare parte del gruppo.
Enrico ci chiede di farci vaccinare per certe malattie che potrebbero verificarsi per la nostra pratica.
Noi ci annottiamo le vaccinazioni richieste indispensabili per fare parte del gruppo.
Ci lasciamo per incontrarci succesivamente quando avremo completato le vaccinazioni.
Enrico ci dà appuntamento per una serata; ci incontriamo in macchina dove verifica i nostri documenti sanitari acertato che siamo in grado sanitariamente di afforntare la serata ci dirigiamo verso la destinazione.
Arriviamo in macchina verso un rudere abbandonato a lato della superstrada; un bar fallito, che è diventato talora ricovero per i senza tetto.
Gli "esploratori", hanno verificato che nei cessi i senzatetto avessero cagato e pisciato disornatamente nei cessi abbandonati del bar.
Usciamo dalla macchina e troviamo una coppia, uomo e donna, piccolini ma con degli occhi porcini, sono Sonia ed Gianni, due membri del club.
Dal rudere esce un omone, che dice che l'ambiente è libero da persone insolite o minacciose e che possiamo utillizzarlo.
Enrico dice a tutti di spogliarci e lasciare gli indumenti nelle macchine, poi tutti nudi entriamo nel buio rudere, illuminnato solamente dai lontani lampioni stradali.
L'ingresso nel rudere è eccittante, calpestiamo sotto i nostri piedi scalzi, ogni schifezza e detrito; io mi eccitto per la schifezza che calpesco e comincio a masturbarmi.
Mi acorcorgo che anche gli altri hanno cominciato a toccarsi.
Arriviamo all'interno del primo cesso che l'omone; Marco, dice essere quelo dei maschi e sostiene che è veramente sporco.
Effettivamente la puzza è eccezzionale e nella penombra notiamo che i vari water sono coperti da merda secca e fresca, piscio che dai cessi dilaga verso il pavimento.
Enrico si butta come un pazzo a leccare quello schifo, seguito da Sonia che si buttò nuda a strusciare il suo corpo verso quelle superfici immonde, mentre Enrico raccoglieva merda secca e fresca dai cessi per farla ingoiare a Sonia.
Enrico, distogliendosi per un attimo dalla leccatura della sporcizia ci disse che dovevamo sottoporci ad una iniziazione.
Su un ordine di enrico, Marco scelse un cesso particolarmente lurido e dopo aver cominciato a strusciare il suo culo nudo su quel vaso osceno vi cagò dentro, facendo cadere i suo stronzi nella già marcia cavità del cesso.
Io e Stefania asistiamo a quello spetacolo entusiasmante, sapendo quale sarà il nostro desino.
Enrico ci chiede di racogliere la merda di Marco e di mangiarla.
Iop e Stefania impazzite dall'eccitazione non aspettiamo altro e ci gettiamo su quel lurido cesso coperto di ogni scifezza per racoglier gli stronzi di Marco.
Marco, Enrico, Sonia e Gianni sospendono la loro aoscena attività sessuale per vederci mangiare la merda di Marco raccolta da un cesso sporcato dai barboni.
Io e Stefania eravamo così eccitati che con gli stronzi di Marco in mano raccolti dall'acqua putrida del cesso marcio affondammo le nostre bocche in quello schifo amaro mangiando quanto più ne potevamo.
Gli altri vedendoci così contenti di mangiare la merda insieme al marciube si lasciaro andare ad un sesso confuso tra loro, dove le bocche piene di merda spompinarono cazzi merdosi e cazzi ricoperti di merda secca e fresca pentrarono vagine coperte di escrementi.
Io e mia sorella Stefania eccitati da quella ridda sessuale facemmo l'amore tra noi con la bocca piena del sapore amaro di merda.
Il gruppo fece una nottata di sesso strusciandosi e leccando oggni schifezza che ricopriva i cessi ed i pavimenti luridi.
Al'alba esausti per il sesso c'è ne andammo barcolanti prometendoci un prossimo incontro.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Sono persone che si eccitano a leccare i cessi pubblici.
Contattiamo subito il responsabile del gruppo ed otteniamo un appuntamento.
Ci troviamo ad un bar, con un tizio di mezza età che dice di chiamarsi Enrico e che sostiene di essere il capo del club.
Poi ci espone le finalità della sua organizzazione.
E' una congrega di persone feticiste dei cessi sporchi, che si raduna di tanto in tanto per adorare le schifezze dei cessi.
Ci spiega che ci sono degli esploratori che attraversano la regione visionando i cessi e valutando la loro sporcizia per esporla al gruppo.
Poi deciso di fare "l'amore" con quei cessi sporchi, si dirigono verso la destinazione.
Dopo essersi spogliati nudi si dedicano a leccare la sporcizia dei cessi pubblici raccogliendo ogni sporcizia.
Io e Stefania al racconto di Enrico ci ecittiamo bestialmente e vogliamo assolutamente fare parte del gruppo.
Enrico ci chiede di farci vaccinare per certe malattie che potrebbero verificarsi per la nostra pratica.
Noi ci annottiamo le vaccinazioni richieste indispensabili per fare parte del gruppo.
Ci lasciamo per incontrarci succesivamente quando avremo completato le vaccinazioni.
Enrico ci dà appuntamento per una serata; ci incontriamo in macchina dove verifica i nostri documenti sanitari acertato che siamo in grado sanitariamente di afforntare la serata ci dirigiamo verso la destinazione.
Arriviamo in macchina verso un rudere abbandonato a lato della superstrada; un bar fallito, che è diventato talora ricovero per i senza tetto.
Gli "esploratori", hanno verificato che nei cessi i senzatetto avessero cagato e pisciato disornatamente nei cessi abbandonati del bar.
Usciamo dalla macchina e troviamo una coppia, uomo e donna, piccolini ma con degli occhi porcini, sono Sonia ed Gianni, due membri del club.
Dal rudere esce un omone, che dice che l'ambiente è libero da persone insolite o minacciose e che possiamo utillizzarlo.
Enrico dice a tutti di spogliarci e lasciare gli indumenti nelle macchine, poi tutti nudi entriamo nel buio rudere, illuminnato solamente dai lontani lampioni stradali.
L'ingresso nel rudere è eccittante, calpestiamo sotto i nostri piedi scalzi, ogni schifezza e detrito; io mi eccitto per la schifezza che calpesco e comincio a masturbarmi.
Mi acorcorgo che anche gli altri hanno cominciato a toccarsi.
Arriviamo all'interno del primo cesso che l'omone; Marco, dice essere quelo dei maschi e sostiene che è veramente sporco.
Effettivamente la puzza è eccezzionale e nella penombra notiamo che i vari water sono coperti da merda secca e fresca, piscio che dai cessi dilaga verso il pavimento.
Enrico si butta come un pazzo a leccare quello schifo, seguito da Sonia che si buttò nuda a strusciare il suo corpo verso quelle superfici immonde, mentre Enrico raccoglieva merda secca e fresca dai cessi per farla ingoiare a Sonia.
Enrico, distogliendosi per un attimo dalla leccatura della sporcizia ci disse che dovevamo sottoporci ad una iniziazione.
Su un ordine di enrico, Marco scelse un cesso particolarmente lurido e dopo aver cominciato a strusciare il suo culo nudo su quel vaso osceno vi cagò dentro, facendo cadere i suo stronzi nella già marcia cavità del cesso.
Io e Stefania asistiamo a quello spetacolo entusiasmante, sapendo quale sarà il nostro desino.
Enrico ci chiede di racogliere la merda di Marco e di mangiarla.
Iop e Stefania impazzite dall'eccitazione non aspettiamo altro e ci gettiamo su quel lurido cesso coperto di ogni scifezza per racoglier gli stronzi di Marco.
Marco, Enrico, Sonia e Gianni sospendono la loro aoscena attività sessuale per vederci mangiare la merda di Marco raccolta da un cesso sporcato dai barboni.
Io e Stefania eravamo così eccitati che con gli stronzi di Marco in mano raccolti dall'acqua putrida del cesso marcio affondammo le nostre bocche in quello schifo amaro mangiando quanto più ne potevamo.
Gli altri vedendoci così contenti di mangiare la merda insieme al marciube si lasciaro andare ad un sesso confuso tra loro, dove le bocche piene di merda spompinarono cazzi merdosi e cazzi ricoperti di merda secca e fresca pentrarono vagine coperte di escrementi.
Io e mia sorella Stefania eccitati da quella ridda sessuale facemmo l'amore tra noi con la bocca piena del sapore amaro di merda.
Il gruppo fece una nottata di sesso strusciandosi e leccando oggni schifezza che ricopriva i cessi ed i pavimenti luridi.
Al'alba esausti per il sesso c'è ne andammo barcolanti prometendoci un prossimo incontro.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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