In cantina

di
genere
confessioni

Mia mamma convalescente non pote alzarsi dal letto per un periodo.piu o meno lungo e, in questo periodo avevamo una certa libertà per chiavare io e papà . Poi mia mamma comincio piano piano ad alzarsi e noi dovevamo fare attenzione.
Non potendo chiavare ovunque dovevamo trovare un posto non accessibile a lei,optammo per la cantina. Mamma non scende mai in cantina non lo faceva prima, non lo fa nemmeno adesso. In cantina avevamo vino olio e conserve varie. Mio nonno agricoltore cresceva porci per poi ammazzarli trasformandoli in carne e salumi. La nostra cantina era quindi piena di roba buona e genuina
Ma qui finivano snche cose vecchie non piu usate in casa ma ancora care che cosi venivano stipate li. Quindi da un lato vediamo una cantina ordinata e sempre zeppa di leccornie,dall'altro lato un angolo dove erano ammassati materiali in disuso. C'era pure una brandina con un materasso al lattice ,divenne la nostra alcova, il nostro nido d'amore. Era di giovedì pomeriggio avevamo appena iniziato, lo cavalcavo ,fu in quel momento mentre la mia fessa avvolgeva quel caszzo esuberante mi accorsi di essere spiata«Vieni fuori che ti ho visto». Mio fratello Biagio apparve tra salami e salsicce «vorrei anch'io la mia parte », disse avanzando verso di me. Aveva il cazzo semiduro lo mise a pochi centimetri della mia faccia mi venne spontaneo aprire la mia bocca ed accogliere quel membro, il mio papà menomale che stava sotto altrimenti sarebbe sgattaiolato via, ma io lo bloccai sotto. Una scena degna dei.migkiori film a luci rosse, cavalcavo un cazzo e ne ciucciavo un altro che troia che ero ,e se pensavo che erano.pafre e figlio mi sentivo ancora più puttana senza contare il fatto che quei due erano mio.padre e mio fratello. Dissi« vi voglio tutteddue uno avanti e l'altro dietro, apritemi in due spaccatemi come una porca,la vostra porca.». Si dimostrarono molto resistenti mentre io venivo in continuazione . Non so quanto tempo esattamente mi chiavarono così, ma quando smisero fuori era buio e si doveva ancora preparare la cena. Nom la volli in bocca quella volta ci sarebbe voluto troppo tempo poi per riprendere quella finita sulla faccia allora optai per farli sborrare nei buchi in cui stavano . Non mi ricordo chi davanti e chi dietro si alternarono molte volte, la loro intesa era perfetta pareva chissà da quanto tempo si chiavavano le troie insieme ed invece quella era la prima volta, ed ero io la loro troia. Certi che ne seguiranno sltre di chiavate così ci lasciammo tutti molto sorridenti e soddisfatti. Loro tornarono a fare le loro incombenze,io restai ancora, con le dita cercai di tirare fuori quanta più sborra possibile leccandola tutta sia quella della fessa che quella del culo. La sera a tavola avevo alla mia destra Jek e alla mia sinistra papà, Jek mi mise una mano sulla gamba,parti dal ginocchio e piano piano saliva verso la fessa papà fece lo stesso . Arrivati alla fica le mani si scontrarono se le ritirarono,tutteddue e abmbedue arrossirono vistosamente. Biagio fece un sorriso beffardo allungo il piede e me lo piazzo sulla fica cominciando a strofinare ero in imbarazzo, non sapevo cosa fare dovevo scacciarlo,sarebbe stata la cosa giusta ma mi piaceva. Resistetti più che potei poi mi alzai di scatto andai in bagno e appena mi toccai, squirtai. Un grido di piacere smorzato dall'asciugamano che lesta portai ad otturare la bocca
Non tornai a tavola andai direttamente in cucina dove chi finiva mi portava tazza e posateche io accuratamente lavavo ,stavo lavando quelle di Jek quando sentii una cosa dura appoggiata sul mio culo , un cazzo di notevole dimensioni ed una voce all'orecchio
«Prendi il cazzo di tutti chene dici lo vuoi pure questo ?» potevo mai dire di no? Drogata di cazzo dissi «si ma non ora,domani» . Allora Alessio si tolse da dietro ed io girandomi vidi le risatine soddisfatte di papà e Biagio che batterò il cinque,il giorno dopo seppi perché, ma questa e un'altra storia



scritto il
2026-06-15
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