Confessioni di mia moglie 5

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Il giorno dopo si scrissero di nuovo, consolidando il segreto, e si incontrarono ancora, nella stessa situazione, sempre in auto.
Emma era attratta da ciò che si era creato tra loro e non ne aveva parlato con nessuno.

Quell’estate, tra i due, ci furono circa due settimane di incontri, quasi quotidiani, sempre uguali, furtivi, in auto.
Emma era sempre a gambe aperte sul sedile passeggero, le piaceva sentirsi penetrata da quell’uomo e provava un piacere anomalo quando, nei giorni in cui incontrava anche il figlio, il suo corpo rispondeva con un’eccitazione costante.
I rapporti sessuali si conclusero quando Emma partì per la nuova città, ma continuarono comunque a sentirsi.

Erano passati alcuni mesi; era il periodo natalizio ed Emma era tornata per trascorrere qualche giorno con i parenti.
Nel frattempo, nella grande città, aveva avuto altre esperienze.
Durante quei giorni di vacanza, però, non riuscivano mai a trovare un momento in cui entrambi fossero liberi allo stesso tempo.
L’unico incontro che riuscirono a concordare fu il pomeriggio del 31 dicembre di quell’anno, in casa di lui, che in quell’occasione sarebbe stato solo.

Emma indossava vestiti invernali, niente gonna, e lui le offrì una sigaretta, che lei accettò: aveva iniziato a fumare saltuariamente negli ultimi mesi.
Erano in cucina, e mentre lei fumava lui cominciò a palparla e a spogliarla.
La fece sedere sul divano, lasciandola finire la sigaretta che le aveva offerto, e iniziò a leccarle la fica.
Continuò a farlo con avidità, come un affamato, mentre Emma, spenta la sigaretta, teneva le mani sul suo capo, spingendolo tra le sue gambe.
Fu una leccata mista a masturbazione, e alla fine Emma lasciò uscire i suoi liquidi verso la bocca dell’uomo, che in quel momento si tirò indietro con un movimento improvviso.
Si guardarono: lui era confuso e sorpreso, lei si scusò, ripetendo esattamente quelle stesse parole che aveva già usato con me, dicendo di vergognarsene.
Era anche, in un certo senso, una conferma silenziosa del fatto che quella pratica le aveva causato problemi con qualcuno in passato.

Dopo quel momento confuso, si ripresero.
Si denudarono completamente, lei gli ingoiò il cazzo, poi lo fece sedere e gli mostrò la sua arte, migliorata di molto con il tempo, in una posizione da “cowgirl”.
Mentre facevano sesso, Emma si guardò attorno, rimembrando gli inizi di quella relazione segreta, concentrata soprattutto a far godere l’uomo, mentre lui le ciucciava i capezzoli, che aveva all’altezza del viso.
L’uomo venne, ed Emma scese in basso, fin tra le sue gambe, prese in bocca il cazzo ancora protetto dal preservativo, lo sfilò piano e lo ripulì con la lingua, assaporando per la prima volta il suo sperma.

Emma ama assaporare lo sperma: l’aveva fatto con il suo primo ragazzo, lo aveva fatto durante i flirt in città l’estate precedente, lo aveva fatto nella nuova città con più uomini, ma non aveva mai avuto il coraggio di farlo con lui.
Quel giorno voleva guidare lei, voleva decidere quale sarebbe stato il finale, e anticipò l’uomo, che normalmente sarebbe andato in bagno a lavarsi e ripulirsi come aveva sempre fatto in auto.
L’uomo continuava a godere psicologicamente per quella pratica appena vissuta, era ancora eccitato e lasciò che lei si lasciasse andare.
Emma non si fermò: continuò a leccare il cazzo peloso dell’uomo, ormai non più duro, assaporandone ogni dettaglio.
Arrivò un momento in cui dovette fermarsi, si inginocchiò tra le gambe aperte dell’uomo, che, come suo solito, si alzò e andò comunque in bagno a lavarsi.
Emma provava un misto di sensazioni: eccitazione, piacere, ma anche un filo di dispiacere, perché sapeva di star usando quell’uomo quasi esclusivamente per la sua perversione.

Stare in quella casa la riempiva di eccitazione ma anche di timore, e cercò di non trattenersi più del dovuto, rivestendosi in fretta e lasciando l’uomo libero di godere ancora da solo di quell’ultimo rapporto vissuto.

Nel profondo, Emma si sentiva una vera puttana: pienamente soddisfatta, ma accompagnata da qualche senso di colpa che non riusciva del tutto a scrollarsi di dosso.
scritto il
2026-04-28
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