Chiara ed il bar (2)

di
genere
dominazione

Era un martedì sera insolitamente tranquillo. Nel bar c'erano solo pochi clienti: Mario e altri due abituali che sorseggiavano lentamente le loro consumazioni mentre la televisione, appesa in un angolo, trasmetteva un programma a basso volume.
Chiara stava sistemando alcune tazzine dietro il bancone quando sentì la voce di Mario.
«Chiara! Ho combinato un disastro.»
Lei alzò lo sguardo, sorpresa.
«Che è successo?»
«Vieni a vedere.»
Lo seguì fino al corridoio che portava ai servizi. Già mentre camminava sentiva crescere un certo disagio. Non era mai entrata nel bagno degli uomini durante l'orario di apertura e, soprattutto, non era mai capitato di accompagnarci un cliente. E non un cliente qualsiasi: Mario! Ma non potevo dirgli di no.
Quando entrarono, Mario indicò il pavimento.
«Ecco il disastro.»
Il dispenser del sapone era finito a terra e una pozza di liquido azzurro si era sparsa sulle piastrelle.
Chiara tirò un piccolo sospiro di sollievo.
«Ah... pensavo peggio.»
Mario rise.
«No, niente di drammatico. Solo che con le mie mani da orso ho urtato quel coso.»
«Vado a prendere il mocio.»
Tornò poco dopo con il necessario per pulire. Si mise al lavoro cercando di eliminare il sapone senza lasciare il pavimento scivoloso. Nel frattempo Mario era rimasto lì vicino.
Chiara avvertiva la sua presenza, il suo sguardo che la esaminava. Questo bastava a renderla ancora più consapevole della situazione e un po' impacciata nei movimenti.

Quando ormai aveva quasi finito, Mario scoppiò a ridere e disse ad alta voce:
«Forse è meglio che esca da qui, altrimenti la gente comincia a farsi strani pensieri!»
La sua risata rumorosa riecheggiò nel piccolo locale.
Chiara si bloccò per un istante.
Sentì il viso diventare improvvisamente caldo. E si voltò… non si era accorta che lui aveva oltrepassato la distanza di sicurezza che aveva cercato di tenere fino a pochi secondi fa… Lui le sussurra all'orecchio: “Stai in silenzio e non fare scenate” era quasi un ordine e non lo capiva, ma l’istante dopo tutto fu chiaro. Da dietro di lei allungò le mani e le prese le tettine. Le strizzava e con una riuscì addirittura a prendere il capezzolo semi turgido.
«Mario!» protestò divincolandosi, senza riuscire a smuovere la presa e comunque il tono era quasi un sussurro se li avesse beccati qualcuno cosa avrebbe pensato?
«Ssshhh. Non voglio che la titolare passi di qui nel BAGNO degli UOMINI - marcò quelle parole - e pensi che mi stai provocando»
Aveva girato la situazione a suo vantaggio. Puoi un rumore fuori dal bagno. In realtà l'idea che qualcuno potesse davvero aver notato la scena o immaginare qualcosa di diverso da quello che era successo le provocò un improvviso picco di imbarazzo. Fortunatamente aveva quasi finito di pulire.

Mario uscì ancora sorridendo tra sé e sé, mentre Chiara rimase qualche secondo da sola a sistemare il mocio. Quando tornò dietro il bancone, cercò di comportarsi come se nulla fosse accaduto, ma le guance conservavano ancora una leggera sfumatura rossastra che gli altri clienti abituali notarono subito, senza però dire nulla. Lei ne fu grata.
scritto il
2026-06-13
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