Confessioni di mia moglie 6

di
genere
corna

Era sera; eravamo sdraiati a letto davanti alla televisione. Non c'era alcuna tensione sessuale nell'aria, solo coccole, un calore quieto, eppure i miei pensieri continuavano a tornare a lei, a ciò che ancora non sapevo, ai contorni sfumati di un passato che non mi aveva mai mostrato del tutto. Così aprii l'argomento, invitandola a parlare.
Si fece vaga, mi chiese cosa volessi sapere esattamente, e io stetti al gioco, esortandola a dirmi tutto quello che ancora ignoravo.
Tentai di chiederle un numero preciso di uomini con cui era stata. Non seppe rispondermi: potevano essere cinquanta come cento, disse, era impossibile fare un calcolo. Mentre parlava, si vedeva chiaramente che stava soppesando ogni parola, cosa rivelare, dove fermarsi, cosa tenere ancora al riparo. Non si abbandonava del tutto, anche se quel momento, lentamente, si stava avvicinando.

Fu allora che interruppe il racconto, riportando a galla la nostra fantasia del momento: lasciare che lei avesse rapporti con un'altra persona proprio in quel periodo, durante la gravidanza. Emma, quando voleva uscire da una situazione scomoda, apriva sempre un nuovo argomento per distrarre l'attenzione, e così fece anche stavolta, proponendomi di cercare attivamente qualcuno insieme. Ci iscrivemmo a un sito locale, caricammo alcune foto in cui si intuiva il suo stato di gravidanza e poi, in chat, spiegammo la situazione con maggiore chiarezza, valutando insieme chi potesse entrare in quel gioco senza compromettere il nostro equilibrio.

Nelle due settimane successive esaminammo il profilo del candidato che avremmo incontrato. Nel frattempo Emma era entrata nel settimo mese, i nostri rapporti sessuali si erano fatti più delicati e io tenevo a bada la mia curiosità sul suo passato. Fu durante quella fase che mi confessò di sentirsi più a suo agio all'idea di incontrare qualcuno con cui avesse già avuto un'esperienza: una certa familiarità pregressa, disse, avrebbe reso tutto più naturale. Non avendo però nessuno del genere facilmente raggiungibile, decidemmo di incontrare uno sconosciuto, un ragazzo della nostra età, fisicamente prestante e, stando alle foto, ben dotato.

In quelle settimane fummo sommersi di proposte, volgari e non e alla fine optammo per un bel tipo che incontrammo una domenica mattina.
Per l’incontro Emma indossò un vestito semplice che, sul suo corpo di donna incinta, scendeva con una grazia quasi ossessiva. Si era preparata con cura: trucco leggero, scarpe basse e sobrie. All'arrivo eravamo entrambi emozionati, ma in modi opposti; lei nascondeva gli occhi dietro gli occhiali e sorrideva come se fosse la cosa più naturale del mondo, mentre io ero silenzioso, con i pensieri che mi bombardavano la testa, incapace di smettere di immaginare i due a letto.

Dopo circa mezz'ora Emma ci lasciò soli per qualche minuto. I complimenti di lui furono immediati; poi, con un'espressione sorprendentemente seria, mi disse che avrebbe scopato mia moglie davanti a chiunque, tale era la sensualità che emanava. Quelle parole mi fecero ribollire il sangue. Gli chiesi quasi subito se volessimo passare alla parte concreta, e quando Emma tornò le fu posta la domanda direttamente: era vogliosa di andare oltre? Mi guardò, cercando un consenso. Annuii, reprimendo a malapena un sorriso. Lei allora volse lo sguardo a lui e fece un cenno deciso. Il ragazzo insistette per pagare il conto; poi tutti e tre uscimmo insieme verso casa sua.

In ascensore, mentre mi stringeva la mano, Emma iniziò a baciare il ragazzo, a mezzo metro da me. Vidi le loro lingue intrecciarsi. Arrivati al piano si staccarono, ed Emma non perse un secondo: si voltò e mi baciò con la stessa identica determinazione.

Nell'appartamento il ragazzo cercò di mantenere un contegno, ma Emma era irremovibile. Gli andò incontro lasciandosi toccare e baciare, mentre io osservavo le mani del tipo sollevarle il vestito sui glutei, scoprendo il perizoma. In pochi minuti mi ritrovai immobile vicino alla porta d'ingresso mentre, pochi metri più avanti, Emma si faceva sfilare il vestito. Si voltò, dando le spalle al ragazzo che si apprestava a slacciarle il reggiseno, e mi guardò; gli occhi accesi, e lo sguardo incredibilmente voglioso. Mentre vedevo le quelle mani palparle i seni ormai nudi, visi Emma portarsi una mano alla pancia e accarezzarla lentamente, senza smettere di fissarmi.

Emma allora prese l'iniziativa: si voltò e spogliò il ragazzo, lasciandogli addosso solo i calzini. Si inginocchiò ai suoi piedi e iniziò un pompino pazzesco; lo succhiava come un'attrice consumata, lo ingoiava, lo lasciava uscire, controllava il ritmo, giocava con lui e con me allo stesso tempo.

Passarono diversi minuti interminabili. Emma si rialzò e il ragazzo la guidò in camera da letto, lei con indosso solo il perizoma. Nel tragitto mi chiese di prendere i preservativi dalla sua borsa. Li raggiunsi con il pacchetto comprato per l'occasione e la trovai sul letto a gambe aperte, completamente nuda, mentre lui mi porgeva la mano per ricevere il preservativo. Glielo diedi e mi sistemai di lato, chiedendo se potessi filmare.

Iniziai la registrazione. Lo vidi infilarlo delicatamente e cominciare i movimenti lenti, mentre Emma mi cercava con lo sguardo. Il ritmo accelerò presto e il piacere di lei si fece più rumoroso. Passarono pochi minuti; poi lo vidi spingere a fondo con fare più deciso, colpi profondi e risoluti, fino a irrigidirsi del tutto, raggiungendo l'orgasmo.

I due si baciarono appena dopo. Lui si ritirò e andò in bagno. Mi avvicinai a Emma, ancora accesa dall'esperienza, e lei mi tirò a sé per baciarmi.

Poi ci ricomponemmo, uscimmo da quell'appartamento ormai carico di tutto ciò che vi era accaduto e tornammo a casa nostra.
scritto il
2026-05-01
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