Il divertimento del "demente segaiolo".

di
genere
feticismo

Io ed Alessia ci svegliamo in una bella mattinata primaverile; appena sveglie eccittate da quella straordinaria mattinata di sole ci sentiamo eccitate; io ho il cazzo duro e lei geme dipiacere toccandosi.
Io a mia volta comincio a masturbarmi, seguendo la linea di piacere di Alessia.
Non ho voglia di penetrarla; in quel momento non mi sento così "maschio" e voglio seguire le sensazioni di piacere che in quella splendida mattinata avvolgono me ed Alessia.
Arriviamo quasi insieme; ci limitiamo a baciarci durante il nostro godimento.
Una volta soddisfatte sessualmente andiamo a farci una doccia per poi concederci una ricca merenda mattutina.
Poi soddisfatte dal godimento delle nostre necessità, mentre il sole splende, e la luce blu del mattino invade la nostra casa ci rilassiamo nude sul divano.
Dopo un lungo silenzio Alessia mi chiede ironicamente cosa sarà della merda, il "demente segaiolo" che teniamo chiuso nello sgabuzzino.
Io altrettanto ironicamente le rispondo che gli abbiamo dato degli avanzi da mangiare, dell'acqua da bere e delle riviste porno con cui masturbarsi che poi è l'unica cosa che gli interessa.
Alessia nella sua sensibilità femminile si preoccupa di lui; io accarezando le sue morbide coscie le dico di andare a vedere comesi è ridotta quella spazzatura umana.
Lei sempre gentile mi chiede di evitare di chiamarlo così, ma mentre ci avviamo allo sgabuzzino mi infila sfiziosamente un dito nel culo.
Apprezzo quella attenzione birichina e mi volto per baciarla.
Arrvate allo sgabuzino apriamao la porta e ci avvolge una nuvola di puzza; odore di merda, piscio, sudore e sperma raggiungono le nostre narici.
Nella semioscurità dello sgabuzzino vediamo la forma del demente che sta masturbandosi eccitato dalle riviste porno che gli abbiamo lasciato nel suo cubicolo.
E' sporco e puzzolente, viscido, lo tiriamo fuori da quel suo minuscolo tugurio mentre continua masturbarsi.
Lo scaraventiamo fuori dallo scabuzzino mentre quel demente con una mano agguanta disperatamente una rivista porno e ossesionato si masturba sempre più freneticamente, con le immagini della rivista sotto gli occhi, e temendo, agitando la testa che potremmo bloccare il suo godimento.
Buttato sul pavimento, fuori dallo sgabuzzino, permettiamo a quella larva umana di terminare il suo lavoro.
Lui con il mano la rivista stropicciata arriva godendo con un larga sborrata.
Chissa quante ne avrà fatte da quando lo abbiamo imprigionato il gorno prima.
Io ed Alessia provocate dallo schifo di quell'essere e stimolate dalla sua depravazione proviamo un desiderio cattivo, una sensazione violenta.
Per soddisfarla cominciamo a prendere a calci quel corpo, sporco, puzzolente pieno di ematomi, e che si continua a masturbare sotto i nostri colpi contento di loro.
In un momento di pausa gli diciamo che è una bellissima giornata di primavera ed abbiamo voglia di condividere quel piacere con lui.
Quella merda mentalmente ottusa con la testa piena di sborra, senzaltro non comprende ne le nostre parole ne i nostri sentimenti e brutalmente continua a menare il suo cazzo come un deficente.
Carichiamo quel rifiuto nel bagagliaio della macchina.
Arriviamo ad un cesso pubblico.
Scarichiamo la merda fuori dal bagagliao dell macchina e lo facciamo avanzare nudo come un verme verso l'ingresso del cesso.
Quell'escremento ha compreso che gli abbiamo riservato un pomeriggio con il suo divertimento preferito; adorare i cessi publici.
Mentre quella merda, camminando a quattro zampe, continua a toccarsi entramo nel cesso;
I suoi occhi si illuminano quando entriamo e sentimo lapuzza di pisccio stantio e di merda.
Siamo contente di aver portato il demente nel suo paradiso.
Lui non aspetta il nostro permesso ed inferocito dal suo desiderio perverso si getta come una sfrontata a leccare ogni schifezza di quel cesso.
Ogni macchia di piscio, di merda, di sperma e comunque di generica sporcizia diviene preda della sua avida lingua di porcherie.
Io ed Alessia ci divertiamo a vedere quell'animaletto depravato soddisfare i suoi desideri schifosi.
Di tanto in tanto ci divertiamo a prenderlo a calci mentre quello schofoso, entusiasta di cosa gli era stato permesso continuava a masturabrsi, eccitandosi delle schifezze che leccava e dei calci che prendeva.
Arivvç una e più volte mentre puliva con la lingua quel cesso lurido e mentre veniva preso a calci.
Io ed Alessia ci baciammo più volte eccitate da quella situazione; lei mi agguantava il cazzo, mentre guardavamo quella merda sguazzare nel suo piacere.
Alessia come adorava mi infilò nel culo una o più volte le sue dita mentre io mi eccitavo a vedere la merda rotolarsi nella sua depravazione.
Era veramente una festa.
Eccitato sborrai sul corpo della merda che continuava a masturbarsi come un pazzo rifinendo con la lingua il cesso.
Alessia a sua volta arrivò entusiasta dell situazione.
Contente e stanche decidemmo di tornarea casa; ricaricammonelbagagliaio il demente che intanto aveva sborratocontento come una brava bestiolina chisa quante volte.
Arrivate a casa, tirammo fuori da bagaglaio dellamacchina la merda e lo scraventammo nella cantina, dove senzaltro avrebbe continuato a masturbarsi fino allo sfinimento.
Io ed Alessia invece raggiungemmo la nostra camera da letoo dove sfinite ci addormentammo.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".








scritto il
2026-04-20
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