Portiamo il "demente delle seghe" a divertirsi

di
genere
feticismo

Quel demente con il cervello invaso dal suo sperma ci chiama disperato.
Dice di aver bisogno di un trattamento adeguato.
Io e mia sorella ascoltato il suo richiamo disperato ci rechiamo in quel letamaio di casa sua.
Entriamo sembra bisogno di chiavi nel porcile dove vive quello schifo di uomo.
Lo troviamo in mezzo al lordume puzzolente della sua stanza a masturbarsi; lo prendiamo a calci per fargli comprendere che siamo arrivate.
Lui tutto intontito dalle seghe che continua a farsi tutto il giorno, ci mette un poco ad avvertire la nostra presenza.
Confusamente ci chiede, chi, come; comprendendo che quello si era bevuto il cervello con la masturbazione, lo prendiamo a calci per farlo svegliare.
Poi Alessia mia sorella dopo aver riempito un secchio di acqua nel suo lurido cesso glielo rovescia violentemente addosso.
Il demente sembra riprendere la sua lucidità; almeno parziale e si ricorda di averci chiamate per maltrattarlo.
Ci offre un pacchettino di banconote che si è procurato chissà come.
Io e mia sorella contiamo i soldi e diciamo che sono abbastanza per maltrattarlo come desidera.
Alessia prende un cappio lo lega al collo dello stronzo ed io e lei tenendo l'altro capo cominciamo a tirarlo verso l'uscita per portarlo a divertirsi.
Quello schifoso mentre lo trasciniamo stretto per il collo con una mano cerca di allentare la tensione della corda sulla sua goala e con l'altra ricomincia amasturbarsi.
Lo trasciniamo così come un fagotto verso la macchina; è seminudo, coperdo solamente da una lercia maglietta.
Gli strappiamo di dosso quello straccio che indossa e lo carichiamo nudo nella nostra macchina.
Gli imponiamo di non masturbarsi durante il viaggio perche non vogliamo che il suo lurido sperma imbratta il nostro veicolo.
Lo portiamo in aperta campagna.
Fermata la macchina lo tiriamo fuori dal bagagliaio e tirandolo per la corda che gli avvinchia il collo lo buttiamo nudo in mezzo ad una pozzanghera.
Quel porco tutto contento del trattamento comincia a masturbarsi.
Noi cominciamo a prendero a sputi mentre lui rotolandosi nel fango si diverte come un matto masturbandosi follemente.
Arriva aggiungendo la sua sborra alla fanghiglia putrida in cui si trova e con cui si è ricoperto.
Noi gli pisciamo addosso; quel porco apprezza i nostri fiotti caldi gemendo di piacere.
Poi io gli impongo di allargare le gambe e comincio a prenderlo violentemente a calci nei coglioni.
Lui si contorce rotolandosi ancora di più nel fango schifoso.
Mia sorella gli si siede addosso pigiandoli la testa nel fango per soffocarlo, poi quando quello emerge con la bocca aperta per cercare l'aria lei gli sputa in bocca.
Anche io aproffito di quegli istanti per scatarrarli in bocca.
Intanto mentre mia sorella continua a sedergli adosso facendolo sprofondare nel fango io continuo a prenderlo a calci nei coglioni.
Gli facciamo sollevare la testa dal fango solo il tempo sufficiente per accogliere nella sua bocca anelante aria i nostri sputi ed i nostri catarri.
Dopo un poco di tempo stimando che il suo compenso aveva raggiunto la nostra disponibilità temporale lo abbandonammo lì, nudo con il cappio al collo a masturbarsi per il piacere del trattamento.
Io ed Alessia c'è ne andammo via in macchina; quello schifoso nudo avrebbe trovato in qualche modo la via di casa, in fondo non lo avevamo portato tanto lontano.

P.s. Da quanto ci ha raccontato in seguito lo schifoso, pare che si sia masturbato due o tre volte prima di essersi reso conto che doveva tornare a casa prima dell'alba.
Tenendosi continuamente il cazzo in mano e manipolandoselo continuamente e con la corda ancora attacata al collo si alzò dalla fanghiglia e dopo un primo disorientamento si rese conto che lo avevamo portato a poche decine di metri da casa.
Con il cazzo in mano entrò in casa si gettò sul lercio pavimento e si masturbò ulteriomente, adormentandosi semisvenuto.

Per chi volesse commentare i miei raccconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
scritto il
2026-05-06
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