La spiaggia per nudisti
di
amiche_sperimentano
genere
etero
Era un sabato di maggio, uno di quei primi weekend in cui il sole sembra già estate ma l'aria conserva ancora un po' di freschezza. Io e la mia amica Giulia avevamo appena compiuto vent'anni e, come spesso succede a quell'età, eravamo curiose di tutto ciò che ci sembrava fuori dall'ordinario.
Qualche giorno prima, davanti a uno spritz, era saltato fuori l'argomento delle spiagge per nudisti dell'Adriatico.
«Ti immagini andarci davvero?» aveva chiesto Giulia ridendo.
«Solo per vedere com'è. Per curiosità.»
Alla fine, tra una battuta e l'altra, avevamo deciso di provarci.
Partimmo di buon mattino con gli asciugamani nello zaino e una certa agitazione che nessuna delle due voleva ammettere. Durante il viaggio alternavamo momenti di entusiasmo ad altri in cui ci chiedevamo se fossimo impazzite.
Quando arrivammo, la prima sorpresa fu la normalità del posto. Ci aspettavamo qualcosa di strano o imbarazzante, invece vedemmo semplicemente una spiaggia tranquilla. Alcune persone prendevano il sole, altre leggevano un libro, altre ancora passeggiavano lungo la riva.
Camminammo per qualche minuto osservando l'ambiente.
«Sembra una spiaggia qualsiasi» disse Giulia.
«Anch'io me l'aspettavo diversa.»
Trovammo un punto abbastanza tranquillo e stendemmo gli asciugamani. Restammo sedute qualche minuto a guardare il mare.
«Quindi?» chiese Giulia.
«Quindi cosa?»
«Siamo venute fin qui apposta.»
Scoppiai a ridere.
La verità era che nessuna delle due voleva essere la prima.
Alla fine fu lei ad alzarsi.
«Va bene, basta pensarci.»
«Detto da quella che voleva tornare in macchina.»
«Dettagli.»
Con un misto di curiosità e imbarazzo iniziammo a spogliarci. I primi istanti furono i più strani. Avevo la sensazione che tutti ci stessero osservando.
Poi alzai lo sguardo.
Nessuno ci stava guardando.
Una coppia stava chiacchierando, un signore leggeva il giornale e poco più in là alcune persone passeggiavano lungo la battigia.
«Sai che è quasi deludente?» disse Giulia.
«Perché?»
«Pensavo che almeno qualcuno ci notasse.»
«Cinque minuti fa eri terrorizzata.»
«Infatti. Adesso mi sento sciocca.»
Piano piano il disagio iniziale scomparve. Ci rendemmo conto che nessuno sembrava prestare particolare attenzione agli altri e che l'atmosfera era molto più rilassata di quanto avessimo immaginato.
Passammo il pomeriggio tra passeggiate sulla riva, qualche bagno e lunghe chiacchierate. Più passavano le ore, più ci dimenticavamo del motivo per cui eravamo venute lì. Era semplicemente una giornata al mare.
Quando il sole iniziò a scendere verso l'orizzonte, eravamo ancora sdraiate sui nostri asciugamani a goderci gli ultimi momenti della giornata. Stavamo parlando del viaggio di ritorno quando vedemmo avvicinarsi due uomini che avevamo notato più volte passeggiare lungo la spiaggia durante il pomeriggio.
Si fermarono a una distanza rispettosa.
«State già pensando di andare via?» chiese uno di loro con un sorriso gentile.
«Tra poco, sì» risposi.
La conversazione iniziò in modo naturale. Parlammo della bella giornata e del mare particolarmente calmo.
Poi uno dei due ci chiese:
«È la vostra prima volta in una spiaggia naturista?»
Io e Giulia ci guardammo.
«Si nota così tanto?» disse lei ridendo.
«Un pochino» rispose l'uomo. «All'inizio sembravate molto indecise.»
«Perché lo eravamo davvero» ammisi.
L'altro uomo sorrise.
«Ci ricordate le nostre figlie. Hanno più o meno la vostra età.»
«Davvero?» chiese Giulia.
«Sì. Stessa curiosità, stessa voglia di fare esperienze nuove. E probabilmente gli stessi dubbi prima di provarle.»
«Questa descrizione è fin troppo accurata» disse lei scoppiando a ridere.
Dopo qualche minuto Giulia fece una confessione.
«Comunque devo dire una cosa. Io questa esperienza me l'ero immaginata completamente diversa.»
«In che senso?» chiese uno dei due.
Lei sorrise, un po' imbarazzata.
«Non so... pensavo che sarebbe stato tutto molto più strano.»
«Tipo?»
Io iniziai a ridere perché avevo già capito cosa stava per dire.
«Sicuramente mi aspettavo almeno qualche coppia che si mettesse a fare qualcosa di decisamente poco adatto a una normale giornata in spiaggia.»
I due uomini si guardarono e scoppiarono a ridere.
«È una delle idee più comuni» disse uno di loro.
«Moltissime persone arrivano qui pensando che sia così, orge a go-go» aggiunse l'altro.
«Invece avete trovato gente che legge libri, fa passeggiate e discute di dove andare a cena.»
«Esattamente» dissi.
«Molto meno scandaloso di quanto immaginassi» ammise Giulia.
«Beh...» disse uno dei due uomini. «A dire il vero un posto un po' diverso c'è.»
Giulia sollevò un sopracciglio.
«Ah sì?»
«Dietro la spiaggia, verso il fondo. C'è un sentierino che passa tra la vegetazione.»
«E cosa c'è?» chiesi.
«Una zona molto più appartata. Alcune coppie ci vanno semplicemente per stare tranquille e lontane dalla parte più frequentata della spiaggia. E fare…»
«Non ci credo» disse Giulia.
«Ti assicuro che esiste.»
«Se volete, ve lo facciamo vedere.»
Io e lei ci guardammo.
«Che facciamo?»
«Siamo venute fin qui per curiosità, no?» disse Giulia.
«Questo è vero.»
«Va bene.»
«Ok» aggiunse lei. «Ma solo per vedere questo famoso posto segreto.»
Ci incamminammo lungo il sentiero. Dopo pochi minuti la vegetazione si fece più fitta e il rumore della spiaggia principale iniziò ad affievolirsi.
Quando arrivammo capimmo subito perché quel luogo fosse considerato appartato.
Era minuscolo.
Una piccola radura naturale affacciata sul mare, circondata dalla vegetazione. C'era appena lo spazio per stendere due asciugamani.
«Direi che qui ci sta giusto una coppia» osservò Giulia.
«Più o meno» rispose uno degli uomini.
Infatti non eravamo soli.
Seduti poco più avanti c'erano due ragazzi, probabilmente fidanzati, lei intenta a pulirsi con dei fazzoletti quello che lui le aveva riversato addosso.
Quando si accorsero del nostro arrivo si voltarono.
Prima guardarono i due uomini.
Poi guardarono me e Giulia.
Infine si scambiarono un'occhiata divertita.
Sul loro volto comparve un sorriso come se stessero cercando di interpretare quella compagnia decisamente insolita.
«Beh...» disse il ragazzo alzandosi. «Credo che vi lasciamo il posto.»
La ragazza iniziò a raccogliere le proprie cose.
«Sì, tranquilli.»
Io e Giulia ci guardammo perplesse.
«Aspettate...» disse lei immediatamente, già arrossendo. «Credo che abbiate frainteso.»
I due ragazzi si fermarono.
«In che senso?»
«Nel senso che siamo qui solo perché volevamo vedere questo famoso posto nascosto» spiegai.
A quel punto i due uomini scoppiarono a ridere.
«Effettivamente detta così suona molto meglio» disse uno.
«Immagino che vedere due uomini della nostra età e due ragazze ventenni arrivare insieme qui faccia nascere qualche teoria» aggiunse l'altro.
I due fidanzati risero.
«Ammetto che una teoria ce l'avevamo, poi il divertimento ci sta sempre» la sua ragazza gli dà un buffetto da finta indispettita.
L'imbarazzo durò solo pochi secondi. E intanto rimasero soli.
Poi uno dei due uomini allargò le braccia verso il panorama.
«Ormai che siamo arrivati fin qui, perché non ci fermiamo qualche minuto?»
«In effetti il tramonto merita» disse l'altro.
Così restammo tutti lì per qualche istante a osservare il mare che cambiava colore.
Rimanemmo ancora qualche minuto ad ammirare il panorama.
«Devo ammetterlo» disse Giulia. «Il posto esiste davvero.»
«Te l'avevamo detto.»
«E in effetti è bellissimo.»
La mano di lui scese sul culetto di Giulia, lentamente e lei non disse nulla, io li stavo guardando… e mi chiedevo cosa stesse pensando…
«Mi sembra di tornare giovane a quando avevo la vostra età… Te li ricordi i bei tempi?»
«Con la fidanzata in spiaggia e poi a vedere il tramonto, ragazze mi fate ringiovanire»
La risatina di Giulia è travolgente. La mano di lui le accarezza dolcemente il volto e lei lasciandosi andare lo bacia.
«Noi li restiamo a guardare?» mi chiede l’altro uomo, che mi sposta una ciocca di capelli dal viso. Il cuore batte forte, che fare? «Sei troppo bella» mi sussurra all’orecchio e poi mi bacia.
Non potevo resistergli e ricambio quel bacio così passionale ma anche pieno di desiderio. Così vicini, e nudi, potevo sentire la sua erezione. “E ora?” mi chiedo.
«Brava Giulia!»
Allungo lo sguardo e vedo la mia amica inginocchiata a succhiare l’altro uomo. Quasi di istinto mi inginocchio anch’io, di fianco a lei e lo prendo in bocca.
«Che stiamo facendo, Giuly?» le chiedo tra lo spaventato e l’eccitato.
«Lasciati andare e divertiamoci - mi bacia anche lei, era la prima volta che ci capitava e mi ha aggiunto eccitazione ulteriore - sporcaccioni, vi va di farci godere?»
«Ma…» ho appena il tempo di dire e lui mi fa sdraiare a terra, Giulia già con le gambe aperte e lui la penetra «Oh sì bravo!»
Lei mi tiene per mano e mi incoraggia a lasciarmi andare… il mio uomo mi apre le gambe e mi penetra.
E in effetti è bellissimo.
Loro avevano un’intesa fantastica, con uno sguardo ci fanno mettere a pecora e si scambiano. Questo lo aveva più fino ma più a banana.
…
Andiamo avanti per, non so quanto. Ci fanno mettere tra di loro e in un’esplosione di piacere ci versano tutta la loro crema in faccia e addosso.
Giulia mi lecca la sborra che ho addosso e io mi sento quasi obbligata, ma felice, di farlo a lei.
Ci baciamo alla fine contente e sorprese.
Poco dopo tornammo verso la spiaggia principale.
Lì ci salutammo.
«Buon viaggio allora.»
«Grazie, buona serata.»
Dopo che si furono allontanati, iniziammo finalmente a raccogliere le nostre cose e a rivestirci.
«Beh,» disse Giulia mentre infilava la maglietta, «alla fine qualcuno ha attaccato bottone.»
«E ti hanno pure paragonata a una figlia ventenne.»
«Molto meglio così.»
Scoppiai a ridere.
Poco dopo salimmo in macchina mentre il sole spariva lentamente dietro l'orizzonte dell'Adriatico. Durante il viaggio di ritorno ripensammo alla giornata.
Non avrebbero mai immaginato di vivere un'avventura del genere, e ora che la giornata volgeva al termina sapevamo che quel weekend sarebbe rimasto tra i ricordi più particolari dei nostri vent'anni: una piccola avventura nata dalla curiosità, che si era rivelata molto più trasgressiva di quanto avessimo immaginato.
Qualche giorno prima, davanti a uno spritz, era saltato fuori l'argomento delle spiagge per nudisti dell'Adriatico.
«Ti immagini andarci davvero?» aveva chiesto Giulia ridendo.
«Solo per vedere com'è. Per curiosità.»
Alla fine, tra una battuta e l'altra, avevamo deciso di provarci.
Partimmo di buon mattino con gli asciugamani nello zaino e una certa agitazione che nessuna delle due voleva ammettere. Durante il viaggio alternavamo momenti di entusiasmo ad altri in cui ci chiedevamo se fossimo impazzite.
Quando arrivammo, la prima sorpresa fu la normalità del posto. Ci aspettavamo qualcosa di strano o imbarazzante, invece vedemmo semplicemente una spiaggia tranquilla. Alcune persone prendevano il sole, altre leggevano un libro, altre ancora passeggiavano lungo la riva.
Camminammo per qualche minuto osservando l'ambiente.
«Sembra una spiaggia qualsiasi» disse Giulia.
«Anch'io me l'aspettavo diversa.»
Trovammo un punto abbastanza tranquillo e stendemmo gli asciugamani. Restammo sedute qualche minuto a guardare il mare.
«Quindi?» chiese Giulia.
«Quindi cosa?»
«Siamo venute fin qui apposta.»
Scoppiai a ridere.
La verità era che nessuna delle due voleva essere la prima.
Alla fine fu lei ad alzarsi.
«Va bene, basta pensarci.»
«Detto da quella che voleva tornare in macchina.»
«Dettagli.»
Con un misto di curiosità e imbarazzo iniziammo a spogliarci. I primi istanti furono i più strani. Avevo la sensazione che tutti ci stessero osservando.
Poi alzai lo sguardo.
Nessuno ci stava guardando.
Una coppia stava chiacchierando, un signore leggeva il giornale e poco più in là alcune persone passeggiavano lungo la battigia.
«Sai che è quasi deludente?» disse Giulia.
«Perché?»
«Pensavo che almeno qualcuno ci notasse.»
«Cinque minuti fa eri terrorizzata.»
«Infatti. Adesso mi sento sciocca.»
Piano piano il disagio iniziale scomparve. Ci rendemmo conto che nessuno sembrava prestare particolare attenzione agli altri e che l'atmosfera era molto più rilassata di quanto avessimo immaginato.
Passammo il pomeriggio tra passeggiate sulla riva, qualche bagno e lunghe chiacchierate. Più passavano le ore, più ci dimenticavamo del motivo per cui eravamo venute lì. Era semplicemente una giornata al mare.
Quando il sole iniziò a scendere verso l'orizzonte, eravamo ancora sdraiate sui nostri asciugamani a goderci gli ultimi momenti della giornata. Stavamo parlando del viaggio di ritorno quando vedemmo avvicinarsi due uomini che avevamo notato più volte passeggiare lungo la spiaggia durante il pomeriggio.
Si fermarono a una distanza rispettosa.
«State già pensando di andare via?» chiese uno di loro con un sorriso gentile.
«Tra poco, sì» risposi.
La conversazione iniziò in modo naturale. Parlammo della bella giornata e del mare particolarmente calmo.
Poi uno dei due ci chiese:
«È la vostra prima volta in una spiaggia naturista?»
Io e Giulia ci guardammo.
«Si nota così tanto?» disse lei ridendo.
«Un pochino» rispose l'uomo. «All'inizio sembravate molto indecise.»
«Perché lo eravamo davvero» ammisi.
L'altro uomo sorrise.
«Ci ricordate le nostre figlie. Hanno più o meno la vostra età.»
«Davvero?» chiese Giulia.
«Sì. Stessa curiosità, stessa voglia di fare esperienze nuove. E probabilmente gli stessi dubbi prima di provarle.»
«Questa descrizione è fin troppo accurata» disse lei scoppiando a ridere.
Dopo qualche minuto Giulia fece una confessione.
«Comunque devo dire una cosa. Io questa esperienza me l'ero immaginata completamente diversa.»
«In che senso?» chiese uno dei due.
Lei sorrise, un po' imbarazzata.
«Non so... pensavo che sarebbe stato tutto molto più strano.»
«Tipo?»
Io iniziai a ridere perché avevo già capito cosa stava per dire.
«Sicuramente mi aspettavo almeno qualche coppia che si mettesse a fare qualcosa di decisamente poco adatto a una normale giornata in spiaggia.»
I due uomini si guardarono e scoppiarono a ridere.
«È una delle idee più comuni» disse uno di loro.
«Moltissime persone arrivano qui pensando che sia così, orge a go-go» aggiunse l'altro.
«Invece avete trovato gente che legge libri, fa passeggiate e discute di dove andare a cena.»
«Esattamente» dissi.
«Molto meno scandaloso di quanto immaginassi» ammise Giulia.
«Beh...» disse uno dei due uomini. «A dire il vero un posto un po' diverso c'è.»
Giulia sollevò un sopracciglio.
«Ah sì?»
«Dietro la spiaggia, verso il fondo. C'è un sentierino che passa tra la vegetazione.»
«E cosa c'è?» chiesi.
«Una zona molto più appartata. Alcune coppie ci vanno semplicemente per stare tranquille e lontane dalla parte più frequentata della spiaggia. E fare…»
«Non ci credo» disse Giulia.
«Ti assicuro che esiste.»
«Se volete, ve lo facciamo vedere.»
Io e lei ci guardammo.
«Che facciamo?»
«Siamo venute fin qui per curiosità, no?» disse Giulia.
«Questo è vero.»
«Va bene.»
«Ok» aggiunse lei. «Ma solo per vedere questo famoso posto segreto.»
Ci incamminammo lungo il sentiero. Dopo pochi minuti la vegetazione si fece più fitta e il rumore della spiaggia principale iniziò ad affievolirsi.
Quando arrivammo capimmo subito perché quel luogo fosse considerato appartato.
Era minuscolo.
Una piccola radura naturale affacciata sul mare, circondata dalla vegetazione. C'era appena lo spazio per stendere due asciugamani.
«Direi che qui ci sta giusto una coppia» osservò Giulia.
«Più o meno» rispose uno degli uomini.
Infatti non eravamo soli.
Seduti poco più avanti c'erano due ragazzi, probabilmente fidanzati, lei intenta a pulirsi con dei fazzoletti quello che lui le aveva riversato addosso.
Quando si accorsero del nostro arrivo si voltarono.
Prima guardarono i due uomini.
Poi guardarono me e Giulia.
Infine si scambiarono un'occhiata divertita.
Sul loro volto comparve un sorriso come se stessero cercando di interpretare quella compagnia decisamente insolita.
«Beh...» disse il ragazzo alzandosi. «Credo che vi lasciamo il posto.»
La ragazza iniziò a raccogliere le proprie cose.
«Sì, tranquilli.»
Io e Giulia ci guardammo perplesse.
«Aspettate...» disse lei immediatamente, già arrossendo. «Credo che abbiate frainteso.»
I due ragazzi si fermarono.
«In che senso?»
«Nel senso che siamo qui solo perché volevamo vedere questo famoso posto nascosto» spiegai.
A quel punto i due uomini scoppiarono a ridere.
«Effettivamente detta così suona molto meglio» disse uno.
«Immagino che vedere due uomini della nostra età e due ragazze ventenni arrivare insieme qui faccia nascere qualche teoria» aggiunse l'altro.
I due fidanzati risero.
«Ammetto che una teoria ce l'avevamo, poi il divertimento ci sta sempre» la sua ragazza gli dà un buffetto da finta indispettita.
L'imbarazzo durò solo pochi secondi. E intanto rimasero soli.
Poi uno dei due uomini allargò le braccia verso il panorama.
«Ormai che siamo arrivati fin qui, perché non ci fermiamo qualche minuto?»
«In effetti il tramonto merita» disse l'altro.
Così restammo tutti lì per qualche istante a osservare il mare che cambiava colore.
Rimanemmo ancora qualche minuto ad ammirare il panorama.
«Devo ammetterlo» disse Giulia. «Il posto esiste davvero.»
«Te l'avevamo detto.»
«E in effetti è bellissimo.»
La mano di lui scese sul culetto di Giulia, lentamente e lei non disse nulla, io li stavo guardando… e mi chiedevo cosa stesse pensando…
«Mi sembra di tornare giovane a quando avevo la vostra età… Te li ricordi i bei tempi?»
«Con la fidanzata in spiaggia e poi a vedere il tramonto, ragazze mi fate ringiovanire»
La risatina di Giulia è travolgente. La mano di lui le accarezza dolcemente il volto e lei lasciandosi andare lo bacia.
«Noi li restiamo a guardare?» mi chiede l’altro uomo, che mi sposta una ciocca di capelli dal viso. Il cuore batte forte, che fare? «Sei troppo bella» mi sussurra all’orecchio e poi mi bacia.
Non potevo resistergli e ricambio quel bacio così passionale ma anche pieno di desiderio. Così vicini, e nudi, potevo sentire la sua erezione. “E ora?” mi chiedo.
«Brava Giulia!»
Allungo lo sguardo e vedo la mia amica inginocchiata a succhiare l’altro uomo. Quasi di istinto mi inginocchio anch’io, di fianco a lei e lo prendo in bocca.
«Che stiamo facendo, Giuly?» le chiedo tra lo spaventato e l’eccitato.
«Lasciati andare e divertiamoci - mi bacia anche lei, era la prima volta che ci capitava e mi ha aggiunto eccitazione ulteriore - sporcaccioni, vi va di farci godere?»
«Ma…» ho appena il tempo di dire e lui mi fa sdraiare a terra, Giulia già con le gambe aperte e lui la penetra «Oh sì bravo!»
Lei mi tiene per mano e mi incoraggia a lasciarmi andare… il mio uomo mi apre le gambe e mi penetra.
E in effetti è bellissimo.
Loro avevano un’intesa fantastica, con uno sguardo ci fanno mettere a pecora e si scambiano. Questo lo aveva più fino ma più a banana.
…
Andiamo avanti per, non so quanto. Ci fanno mettere tra di loro e in un’esplosione di piacere ci versano tutta la loro crema in faccia e addosso.
Giulia mi lecca la sborra che ho addosso e io mi sento quasi obbligata, ma felice, di farlo a lei.
Ci baciamo alla fine contente e sorprese.
Poco dopo tornammo verso la spiaggia principale.
Lì ci salutammo.
«Buon viaggio allora.»
«Grazie, buona serata.»
Dopo che si furono allontanati, iniziammo finalmente a raccogliere le nostre cose e a rivestirci.
«Beh,» disse Giulia mentre infilava la maglietta, «alla fine qualcuno ha attaccato bottone.»
«E ti hanno pure paragonata a una figlia ventenne.»
«Molto meglio così.»
Scoppiai a ridere.
Poco dopo salimmo in macchina mentre il sole spariva lentamente dietro l'orizzonte dell'Adriatico. Durante il viaggio di ritorno ripensammo alla giornata.
Non avrebbero mai immaginato di vivere un'avventura del genere, e ora che la giornata volgeva al termina sapevamo che quel weekend sarebbe rimasto tra i ricordi più particolari dei nostri vent'anni: una piccola avventura nata dalla curiosità, che si era rivelata molto più trasgressiva di quanto avessimo immaginato.
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