L'agenzia "EsseEmme", soccorre Il "demente delle seghe" in difficoltà

di
genere
feticismo

Quella merda umana, quel mentecatto con la testa intrisa del suo sperma ci chiama.
Perchè è in difficoltà.
Ci chiede di raggiungerlo in un cesso autostradale.
Noi percependo la sua necessità di aiuto accorriamo prontamente.
Arriviamo al cesso e lo scopriamo nudo pieno di sangue e coperto di piscio e sperma.
Io mi siedo sul cesso mia sorella Alessia rimane in piedi.
Gli chiediamo cosa gli è successo; lui balbettando e continuando a masturbarsi ci risponse che aveva risposto ad un annuncio.
Aveva incontrato tre tizi fuori dal cesso che dopo averlo portato all'interno del water avevano cominciato picchiarlo violentemente, a derubarlo ed a portargli via il suo telefono principale.
Fortunosamente lui, nel marasma, era riuscito a nascondere quello secondario con cui ci aveva chiamate.
Poi nudo, massacrato dalle botte; era stato violentato e pisciato.
Quello schifoso raccontandoci la sua terribile esperienza sborrò; evidentemente contento della violenza che aveva provato.
Io salivandoli nella sua bocca insanguinata, gli chiesi reteroticamente quanto gli era piaciuta quella esperienza estrema.
Quella merda tutta contenta, riprendendo a masturbarsi ci mostrò il frutto del suo godimento che aveva sparso nel cesso.
Constatando che quello schifoso si era divertitoa, ad essere massacrato di botte, violentato e pisciato gli chiedemmo perchè ci avesse chiamate.
Lui continuando a masturbarsi davanti a noi, disse che aveva bisogno di qualcuno che lo riportasse a casa, visto che lui era nudo e non poteva percorrere spogliato i chilometri che lo separavano da casa.
Io ed mia sorella Alessia ci guardammo interroggattivamente negli occhi; provammo un senso di irritazione.
Quella merda ci considerava dei tassisti per depravati!?
Ci andava bene!
Bastava che quella merda ci pagasse a sufficienza.
Lui tramite il suo telefono di emergenza ci trasferì il denaro sul nostro conto.
Noi verificammo che il compenso era arrivato; ma comprendendoci con sguardi allusivi io e mia sorella dicemmo a quella merda che gli avremmo offerto gratuitamente una specialità della nostra ditta.
Lui sofferente ed in ginocchio ebbe uno sguardo perplesso ma illuminato di entusiasmo; forse aveva capito ciò che intendevamo.
Lo portammo nudo fuori dell'area del cesso, al buio completo; poi cominciammo a prenderlo a calci, puggni; ci demmo dentro mentre quello continuava ad agguantare il suo cazzo contento di ciò che stava subendo.
Lo masacrammo di botte finchè lui tutto entusiasta non sborrò.
Considerammo terminata la nostra prestazione e caricammo quello schifo semiinconscente nel bagagliaio della macchina.
Arrivvammo nel suo tugurio che lui chiamava casa; tirammo fuori quel corpo masscrato dal bagagliaio, notando i suoi occhi spalancati e contenti; e lo trascinammo verso la porta della sua catapecchia.
Aprimmo quella porta marcia priva di serratura e lo scaraventammo dentro quella sporcizia di casa sua.
Gli sputammo addosso per salutarlo; mentre lui aveva ripreso a masturbarsi evidentemente tutto contento del trattamento che aveva subito.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".

scritto il
2026-05-08
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