La psicologa ci spiega perchè ci eccitiamo per il dolore ai capezzoli.

di
genere
sadomaso

Partecipiamo ad un incontro con una psicologa per dimostrarci l'origine delle nostre perversioni sessuali.
Io e mia sorella Alessia partecipiamo entusiaste; amiamo capire l'origine della nostra sessualità particolare.
Il tema della prima serata è "Il piacere del dolore ai capezzoli per i masochisti"; l'argomento ci interessa particolarmente.
Siamo una decina di persone, maschi e femmine, sedute in cerchio con la psicologa Arianna, seduta tra di noi.
Siamo tutti nude e nudi; ci sentiamo a nostro agio nella nostra nudità.
Arianna è l'unica vestita ci fà presentare; uno dopo l'altro le persone espongono il proprio nome, la propria età, tranne le donne, ed accennano ai loro desideri sessuali.
Arianna scrive accurratamente su un taccuino le nostre risposte.
Poi si esprime dicendo di volerci parlare con la massima sincerità e professionalità.
Continua affermando che il gruppo è molto eterogeneo, composto da uomini e donne, alcune eterosessuali, altre lesbiche, altre bisessuali, lo stesso vale per i maschi, eterosessuali, omosessuali, bisessuali.
Ma tutti quanti masochisti e masochiste che provano piacere dal dolore, noi confermiamo oscillando la testa.
Arianna comincia con una spiegazione breve e generica di cosa significa essere masochisti; molti ci riconosciamo nelle spiegazioni di Arianna, ma commentiamo ognunono a modo nostro.
Lei sccrive accuratamente sul suo taccuino le nostre obbiezioni e le nostre conferme.
Poi terminato il brusio del primo approccio lei ci avvià ad affrontare la questione del giorno.
"Il dolore ai capezzoli", e quanto piace a noi masochisti.
A quelle parole segue un brusio, ed un mugulio; come masochisti amiamo il dolore ai capezzoli e pensandoci non possiamo fare a meno di esprimere la nostra eccitazione.
Arianna sorridente riconosce che il clima si sta scaldando sempre di più e che sta arrivando al punto giusto per una buona analisi psicologica.
Qualcuno e qualcuna eccitato ed eccitato da quei discorsi aveva cominciato a masturbarsi.
Arianna vedendo quella attività disse che era la manifestazione del nostro desiderio.
Lei professionalmentci interogava per percepire le nostre sensaziono e l'eccitazione che provavamo quando venivamo torturati ai capezzoli.
Arianna professionalmente scrive sul suo taccuino le sue impressioni, mentre noi ci eccitiamo a sentire le esperienze e le preferenze di dolore degli altri.
Si sta creando un bel clima di confidenza ed eccitazione.
Qualcuno comincia masturbarsi; Arianna sorridendo contenta dice di apprezzare che qualcuno provi della eccitazione dalla sua ricerca psicologica.
Lei comincia a spiegarci perchè noi masochisti provaiamo piacere per il dolore ai capezzoli.
Commentiamo le sue parole esprimendo ciascuno le proprie esperienze ed i propri piaceri dalla sofferenza ai capezzoli.
Vennerò esposte esperienze straordinarie, oltre ai morsetti, agli aghi, alle bruciature di sigarette fino a passare a passaggi di sostanze irritanti come gli acidi.
Arianna cominciò a spiegarci perchè ci piaceva sofrire così.
Mentre Arianna professionalmente continuava a scrivere su il suo taccuino cio che accadeva noi continuammo a masturbarci e qualcuno si faceva spompinare.
A quel punto, osservando la situazione Arianna decise che la sessione di lavoro era conlusa ed invitò gli astanti ad andarsene.
Tutti dopo essersi masturabati se ne andarono, Arianna chiese a me ed Alessia di fermarci, disse che per la sua ricerca aveva bisogno di provare a sua volta le sensazioni che provavano i suoi soggetti di studio e che voleva una tortura ai capezzoli per poter documentare di prima persona la sua relazione scientifica.
Io ed Alessia eravamo contente di poter collaborare ad una simile esperienza scientifica.
Dop a aver legato Arianna in modo da esporrw le sue tette ed i suoi capezzolli, Alessia comincio a ssucchiarglieli co passione per farla eccitare.
Io intanto preparavo degli aghi con cui cominciai a perforare ii capezzoli di Arianna.
Lei soffrendo cominciò a dirci che intravedeva meglio la psicologia di noi masochisti.
Arroventammo gli aghi sporgenti dai capezzolli e poi facemmo scorrere gli aghi nella carnina tenera di Arianna.
Lei conìminciò ad urlare, a lacrimare ed a pisciarsi addosso per il dolore.
Tra le lacrime ci ringraziò dicendo che le facevamo comprendere meglio la psicologia di noi masochisti.
Poi esausta si accasciò; semincoscente.
Forse era stato troppo per lei che no era abbituata alle sevizie.
La liberammo dai legacci e la portammo a letto.
Ci masturmabbo coprendo il suo corpo dei nostri liquidi e poi ci addormentammo accanto a lei aspettandoci il suo racconto scienti9fico su noi masochisti.

Per chi volesse comjmentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".








scritto il
2026-05-09
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