Una famiglia perfetta 1
di
Troy2a
genere
incesti
“Sai che ti dico? Affanculo il lavoro! Per oggi basta così.”
Claudio tracannò l’ultimo sorso di birra, con un aria furbetta, da bimbo che ha appena fatto una marachella.
“Sei tu il capo: figurati se per me non va bena!” io, geometra, lavoravo nello studio di Claudio, che ha 10 anni più di me, dal giorno dopo essermi diplomato, grazie all’amicizia che lo legava a mio padre. Poi, il rapporto si è consolidato in un sentimento di reciproca stima ed ora sembra quasi non esserci quel rapporto di dipendenza o di subalternità. Felice di quelle ore di permesso straordinario, imboccai la strada di casa: finestrino abbassato e gomito fuori, come l’ultimo dei coatti anni “80, mi godevo il timido tepore primaverile. A casa, mi accolse il vociare dei miei figli: Salvo di 21 anni, Aldo di 20 e Francesca, neo diciottenne. Mia moglie sarebbe rincasata molto più tardi, dal suo studio di avvocato. Posai le mie cose e, di soppiatto, mi avvicinai alla porta della camera di Francesca, visto che le voci sembravano provenire da là. La curiosità è stata sempre il mio tallone d’Achille, ma quel giorno mi si presentò una sorpresa decisamente inaspettata.
“Questo è un ricatto: siete due stronzi!”
“Dai, Francesca! Lo sai anche tu che stiamo scherzando. Chi rinuncerebbe mai a scoparti? Solo che la fantasia di coinvolgere Michele ci stuzzica.”
Rimasi sconvolto. I miei figli, tutti e tre, scopavano tra loro. Mia figlia, quella che io considravo ancora una bambina, aveva rapporti con due uomini contemporaneamente! E per giunta i suoi fratelli. Rimasi in silenzio ad aspettare che dicessero altro.
“Già: vi stuzzica. E se poi fa lo stronzo e lo racconta in giro?”
“Michele è come un fratello. Per noi, ma anche per te. Immagini? Tre fratelli che ti scopano per bene!”
A questo punto entrai.
“Si può sapere che cazzo succede qui dentro?”
Aldo e Salvo erano completamente nudi, con i loro bei cazzi piantati nelle mani della sorella, che, invece, conservava un minuscolo perizoma. Immediatamente cercarono di coprirsi e di farfugliare qualcosa. Sembravano un’orchestra jazz, dove ogni strumento suona per conto suo, ma del jazz non riuscivano ad vare l’armonia, al punto da strapparmi quasi un sorriso, nonostante fossi incazzato da morire.
“Si può sapere da quanto va avanti questa storia?” mio malgrado, continuavo ad indugiare sul corpo di Francesca, molto ben proporzionato. Mia figlia era decisamente bella, inutile girarci intorno. Di nuovo, provarono a rispondere ognuno per sé. Allora li interruppi.
“Ok! Uno per volta: cominciamo da te, Aldo, che sei il maggiore.”
Incespicò nella risposta, cercando giustificazioni che non potevano esserci. Provai con gli altri due, ma senza miglior risultato. Intanto, continuavo a guardare Francesca e… Sì, mi stavo eccitando. Non so cosa mi prese, ma sedetti sul letto, tranquillamente.
“Visto che non riuscite a spiegarmi come mei scopate tra di voi e quando avete cominciato a farlo, almeno provate a dirmi qual è il problema attuale.”
Porca troia! Stava succedendo davvero: io che chiedevo quali fossero le perversioni dei miei figli, stando seduto tra loro che erano tutti nudi. Si guardarono, incapaci di dire qualcosa, poi fu la più piccola a rompere il ghiaccio.
“Ok! Che noi tre scopiamo insieme lo hai capito e sarebbe patetico cercare di negarlo.” Io annuì “Ora, loro vorrebbero coinvolgere anche Michele nei nostri giochi, ma io ho paura.” Detto che Michele è un coetaneo di Salvo, che abita di fronte a casa nostra e che loro due sono cresciuti insieme, chiesi:
“Paura di che?”
Lei mi guardò, incredula.
“Paura che mi sputtani in giro!”
“Ci sta!”
“Ma papà, tu lo conosci bene Michele: non lo farebbe mai!” intervenne Salvo.
“E se poi non mi piace?”
“Non ti piace cosa? Se hai sempre detto che Michele è proprio bello.”
“Se non mi piace farlo con tre uomini contemporaneamente!”
“Anche questo ci sta!” dissi, rivolto a Salvo. Poi continuai: “Potremmo fare una prova per saperlo.”
“In che senso?” chiese Francesca, mentre gli altri due attendevano incuriositi.
“Beh, visto che noi siamo in tre…”
“Ma dici con te, papi?”
“Lo so che sono vecchietto, ma si tratta di una prova.”
“No… è che… “
“Che sono il papà? Si tratta di una prova ed è sempre meglio farla con uno di famiglia, piuttosto che con un estraneo, visto che hai paura di essere sputtanata.”
“Effettivamente!” confermò Aldo.
“Tanto più che sei quasi nuda da un pezzo vicino a me…Anzi, togliti quel fazzolettino che ti copre la fica, dai!”
Sembrò non tergiversare più ed e seguì, offrendomi la vista di una fica perfettamente depilata, con due labbra accentuate ed un clitoride grosso come una nocciolina. Ebbi l’impulso di piegarmi a succhiarlo, ma riuscì a trattenermi. Volevo che fosse lei a prendere l’iniziativa. Mi limitai a fare un complimento decisamente spinto, sulla bellezza di quel fiore che attirava il mio sguardo come una calamita.
“Grazie, papi! Da dove cominciamo?”
“Da dove cominciate, di solito?”
“Io li prendo in bocca, alternandomi, per farli diventare belli duri. Poi il resto viene da sé.”
“Allora continua con il tuo metodo.”
“Ma tu sei ancora vestito.”
“Hai ragione, tesoro.” Mi spogliai anch’io e lei si trovò circondata d tre cazzi, già decisamente eccitati. Dimostrò subito di saperci fare con la bocca e la lingua: dote ereditata da mia moglie.
“Lo sai che hai un bellissimo cazzo, papà?”
Ebbi un’impennata di orgoglio, mettendo subito nell’angolino il fatto che quel complimento vensse da mia figlia. D’altronde, ne avevo appena fatto uno simile io a lei.
“E tu sei bravissima a fare i pompini, amore!”
“Ti piace davvero?”
“Puoi giurarci!”
“E me lo metterai anche nella fichetta quel cazzone?”
“Ed anche nel culo, se vorrai!”
Improvvisamente squirtò, lasciandomi basito.
“Cazzo, papi! Mi hai fatto godere solo sussurrandomi queste belle parole.” Avevo proprio una figlia troia, a cui bastava sentir parlare di sesso per venire. Ci credo che i suoi fratelli non avessero perso tempo a scoparsela.
“Ora basta, però! Ho bisogno di cazzo, di tanto cazzo, di tanti cazzi! Chi entra per primo?”
Credevo che mi lasciassero il passo, una sorta di ius primae noctis, invece si contesero loro due il diritto di scoparla per primo. Ancora una volta, fu lei a dirimere la questione. Si alzò dal letto e, con uno spintone, fece stendere Aldo.
“Siete proprio due cretini: sapete bene che c’è posto per tutti e due!” si impalò sul cazzo diel fratello minore, stendendosi su di lui a pancia in giù, ed offrendo all’altro fratello la possibilità di stendersi su di lei. Salvo non si lasciò pregare e in nun batter d’occhio fu dentro la sua fica, insieme al fratello. “Papi, hai detto che ti piacciono i miei pompini, allora vieni!” Non chiedevo di meglio: mi posizionai sul letto, di fronte a lei, che mi guardò con quei suoi occhi da cerbiatta, mentre con la mano cominciava segarmi, prima di metterselo in bocca, mentre gli altri due si muovevano piano dentro la sua fica. “Non immagini quanto mi piaccia averli tutti e due dentro di me, papi. Io li amo i miei fratelli.”
“Si vede, piccola!”
“Dai, papà! Vieni a vedere com’è accogliente la fica di tua figlia!” salvo mi propose il cambio ed io ne approfittai immediatamente. Scivolai sul cazzo di Aldo con estrema facilità: la fica di Francesca era davvero accogliente. Lei mugolava sempre più intensamente, pronta, chiaramente ad un secondo orgasmo.
“Amo anche te, papi! Sei fantastico!”
“Anche tu, tesoro! Ma ora voglio incularti!”
“Accomodati pure!”
Le leccai l’orifizio anale, poi umettai la mia cappella ed il cazzo scivolò nel suo intestino con una facilità che non avevo mai conosciuto prima.
“Sei allenata bene, piccola! Incularti è bellissimo!”
“E tu sfondami, allora!”
Godeva e ci faceva godere di ogni millimetro del suo corpo. Mi ero totalmente scordato del tabù che stavamo infrangendo, quel tabù che a loro sembrava sconosciuto, mentre sentivo il piacere salire dentro di me e cercavo di controllarmi: ci tenevo a non essere il primo a venire. Accolsi con gioia i rantoli di Salvo, che riversava tutta la sua sborra nella bocca della sorella. Poi fu la volta di Aldo a tirarsi fuori e lasciarsi sborrare sulle cosce di lei, mentre io, finalmente, le innaffiavo il retto di sborra calda dalla quale si ripulì, usando un fazzolettino che, prontamente, Aldo le diede. Poi, lei ripulì i nostri cazzi con calma olimpica.
“Meraviglioso!”
“Vuoi dire che farlo con tre uomini ti piace?”
“La prima è andata bene!”
“Se vuoi, potremo fare altre prove!” provai.
“Direi che non siano necessarie: quando volete, le mie camere sono a disposizione di tutti etre!”
“E Michele?”
“Ancora co sto’ Michele! Vedremo più in là!”
“Ok, ragazzi! Ma facciamo attenzione: se mamma scopre qualcosa, siamo fottuti!”
Si guardarono tutti e tre e si lasciarono sfuggire un sorriso.
Claudio tracannò l’ultimo sorso di birra, con un aria furbetta, da bimbo che ha appena fatto una marachella.
“Sei tu il capo: figurati se per me non va bena!” io, geometra, lavoravo nello studio di Claudio, che ha 10 anni più di me, dal giorno dopo essermi diplomato, grazie all’amicizia che lo legava a mio padre. Poi, il rapporto si è consolidato in un sentimento di reciproca stima ed ora sembra quasi non esserci quel rapporto di dipendenza o di subalternità. Felice di quelle ore di permesso straordinario, imboccai la strada di casa: finestrino abbassato e gomito fuori, come l’ultimo dei coatti anni “80, mi godevo il timido tepore primaverile. A casa, mi accolse il vociare dei miei figli: Salvo di 21 anni, Aldo di 20 e Francesca, neo diciottenne. Mia moglie sarebbe rincasata molto più tardi, dal suo studio di avvocato. Posai le mie cose e, di soppiatto, mi avvicinai alla porta della camera di Francesca, visto che le voci sembravano provenire da là. La curiosità è stata sempre il mio tallone d’Achille, ma quel giorno mi si presentò una sorpresa decisamente inaspettata.
“Questo è un ricatto: siete due stronzi!”
“Dai, Francesca! Lo sai anche tu che stiamo scherzando. Chi rinuncerebbe mai a scoparti? Solo che la fantasia di coinvolgere Michele ci stuzzica.”
Rimasi sconvolto. I miei figli, tutti e tre, scopavano tra loro. Mia figlia, quella che io considravo ancora una bambina, aveva rapporti con due uomini contemporaneamente! E per giunta i suoi fratelli. Rimasi in silenzio ad aspettare che dicessero altro.
“Già: vi stuzzica. E se poi fa lo stronzo e lo racconta in giro?”
“Michele è come un fratello. Per noi, ma anche per te. Immagini? Tre fratelli che ti scopano per bene!”
A questo punto entrai.
“Si può sapere che cazzo succede qui dentro?”
Aldo e Salvo erano completamente nudi, con i loro bei cazzi piantati nelle mani della sorella, che, invece, conservava un minuscolo perizoma. Immediatamente cercarono di coprirsi e di farfugliare qualcosa. Sembravano un’orchestra jazz, dove ogni strumento suona per conto suo, ma del jazz non riuscivano ad vare l’armonia, al punto da strapparmi quasi un sorriso, nonostante fossi incazzato da morire.
“Si può sapere da quanto va avanti questa storia?” mio malgrado, continuavo ad indugiare sul corpo di Francesca, molto ben proporzionato. Mia figlia era decisamente bella, inutile girarci intorno. Di nuovo, provarono a rispondere ognuno per sé. Allora li interruppi.
“Ok! Uno per volta: cominciamo da te, Aldo, che sei il maggiore.”
Incespicò nella risposta, cercando giustificazioni che non potevano esserci. Provai con gli altri due, ma senza miglior risultato. Intanto, continuavo a guardare Francesca e… Sì, mi stavo eccitando. Non so cosa mi prese, ma sedetti sul letto, tranquillamente.
“Visto che non riuscite a spiegarmi come mei scopate tra di voi e quando avete cominciato a farlo, almeno provate a dirmi qual è il problema attuale.”
Porca troia! Stava succedendo davvero: io che chiedevo quali fossero le perversioni dei miei figli, stando seduto tra loro che erano tutti nudi. Si guardarono, incapaci di dire qualcosa, poi fu la più piccola a rompere il ghiaccio.
“Ok! Che noi tre scopiamo insieme lo hai capito e sarebbe patetico cercare di negarlo.” Io annuì “Ora, loro vorrebbero coinvolgere anche Michele nei nostri giochi, ma io ho paura.” Detto che Michele è un coetaneo di Salvo, che abita di fronte a casa nostra e che loro due sono cresciuti insieme, chiesi:
“Paura di che?”
Lei mi guardò, incredula.
“Paura che mi sputtani in giro!”
“Ci sta!”
“Ma papà, tu lo conosci bene Michele: non lo farebbe mai!” intervenne Salvo.
“E se poi non mi piace?”
“Non ti piace cosa? Se hai sempre detto che Michele è proprio bello.”
“Se non mi piace farlo con tre uomini contemporaneamente!”
“Anche questo ci sta!” dissi, rivolto a Salvo. Poi continuai: “Potremmo fare una prova per saperlo.”
“In che senso?” chiese Francesca, mentre gli altri due attendevano incuriositi.
“Beh, visto che noi siamo in tre…”
“Ma dici con te, papi?”
“Lo so che sono vecchietto, ma si tratta di una prova.”
“No… è che… “
“Che sono il papà? Si tratta di una prova ed è sempre meglio farla con uno di famiglia, piuttosto che con un estraneo, visto che hai paura di essere sputtanata.”
“Effettivamente!” confermò Aldo.
“Tanto più che sei quasi nuda da un pezzo vicino a me…Anzi, togliti quel fazzolettino che ti copre la fica, dai!”
Sembrò non tergiversare più ed e seguì, offrendomi la vista di una fica perfettamente depilata, con due labbra accentuate ed un clitoride grosso come una nocciolina. Ebbi l’impulso di piegarmi a succhiarlo, ma riuscì a trattenermi. Volevo che fosse lei a prendere l’iniziativa. Mi limitai a fare un complimento decisamente spinto, sulla bellezza di quel fiore che attirava il mio sguardo come una calamita.
“Grazie, papi! Da dove cominciamo?”
“Da dove cominciate, di solito?”
“Io li prendo in bocca, alternandomi, per farli diventare belli duri. Poi il resto viene da sé.”
“Allora continua con il tuo metodo.”
“Ma tu sei ancora vestito.”
“Hai ragione, tesoro.” Mi spogliai anch’io e lei si trovò circondata d tre cazzi, già decisamente eccitati. Dimostrò subito di saperci fare con la bocca e la lingua: dote ereditata da mia moglie.
“Lo sai che hai un bellissimo cazzo, papà?”
Ebbi un’impennata di orgoglio, mettendo subito nell’angolino il fatto che quel complimento vensse da mia figlia. D’altronde, ne avevo appena fatto uno simile io a lei.
“E tu sei bravissima a fare i pompini, amore!”
“Ti piace davvero?”
“Puoi giurarci!”
“E me lo metterai anche nella fichetta quel cazzone?”
“Ed anche nel culo, se vorrai!”
Improvvisamente squirtò, lasciandomi basito.
“Cazzo, papi! Mi hai fatto godere solo sussurrandomi queste belle parole.” Avevo proprio una figlia troia, a cui bastava sentir parlare di sesso per venire. Ci credo che i suoi fratelli non avessero perso tempo a scoparsela.
“Ora basta, però! Ho bisogno di cazzo, di tanto cazzo, di tanti cazzi! Chi entra per primo?”
Credevo che mi lasciassero il passo, una sorta di ius primae noctis, invece si contesero loro due il diritto di scoparla per primo. Ancora una volta, fu lei a dirimere la questione. Si alzò dal letto e, con uno spintone, fece stendere Aldo.
“Siete proprio due cretini: sapete bene che c’è posto per tutti e due!” si impalò sul cazzo diel fratello minore, stendendosi su di lui a pancia in giù, ed offrendo all’altro fratello la possibilità di stendersi su di lei. Salvo non si lasciò pregare e in nun batter d’occhio fu dentro la sua fica, insieme al fratello. “Papi, hai detto che ti piacciono i miei pompini, allora vieni!” Non chiedevo di meglio: mi posizionai sul letto, di fronte a lei, che mi guardò con quei suoi occhi da cerbiatta, mentre con la mano cominciava segarmi, prima di metterselo in bocca, mentre gli altri due si muovevano piano dentro la sua fica. “Non immagini quanto mi piaccia averli tutti e due dentro di me, papi. Io li amo i miei fratelli.”
“Si vede, piccola!”
“Dai, papà! Vieni a vedere com’è accogliente la fica di tua figlia!” salvo mi propose il cambio ed io ne approfittai immediatamente. Scivolai sul cazzo di Aldo con estrema facilità: la fica di Francesca era davvero accogliente. Lei mugolava sempre più intensamente, pronta, chiaramente ad un secondo orgasmo.
“Amo anche te, papi! Sei fantastico!”
“Anche tu, tesoro! Ma ora voglio incularti!”
“Accomodati pure!”
Le leccai l’orifizio anale, poi umettai la mia cappella ed il cazzo scivolò nel suo intestino con una facilità che non avevo mai conosciuto prima.
“Sei allenata bene, piccola! Incularti è bellissimo!”
“E tu sfondami, allora!”
Godeva e ci faceva godere di ogni millimetro del suo corpo. Mi ero totalmente scordato del tabù che stavamo infrangendo, quel tabù che a loro sembrava sconosciuto, mentre sentivo il piacere salire dentro di me e cercavo di controllarmi: ci tenevo a non essere il primo a venire. Accolsi con gioia i rantoli di Salvo, che riversava tutta la sua sborra nella bocca della sorella. Poi fu la volta di Aldo a tirarsi fuori e lasciarsi sborrare sulle cosce di lei, mentre io, finalmente, le innaffiavo il retto di sborra calda dalla quale si ripulì, usando un fazzolettino che, prontamente, Aldo le diede. Poi, lei ripulì i nostri cazzi con calma olimpica.
“Meraviglioso!”
“Vuoi dire che farlo con tre uomini ti piace?”
“La prima è andata bene!”
“Se vuoi, potremo fare altre prove!” provai.
“Direi che non siano necessarie: quando volete, le mie camere sono a disposizione di tutti etre!”
“E Michele?”
“Ancora co sto’ Michele! Vedremo più in là!”
“Ok, ragazzi! Ma facciamo attenzione: se mamma scopre qualcosa, siamo fottuti!”
Si guardarono tutti e tre e si lasciarono sfuggire un sorriso.
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