Tra bicchieri di vino cresce un amore 11° Capitolo

di
genere
incesti

Alle 2 del mattino anche Anna e Marco rientrarono.
Da subito andarono a rinfrescarsi e prepararsi per la notte.
Arrivati in camera da letto, tutti e due semi nudi, Marco si era preparato per dormire, Anna usciva da un sequestro di sicuro era meglio lasciarla tranquilla, invece, fu lei che dopo essersi messa davanti a lui si inginocchiò, gli fece scendere i boxer e si mise a leccare il pene di Marco, a baciarlo e a prendere in bocca il glande con piccoli morsi.
Il pene cominciò subito a reagire.
Anna: “Sei il mio eroe, sei il mio idolo e questo è il bastone del mio idolo ed io lo desidero.”
Anna prese in bocca il glande e cominciò a succhiarlo, mentre il tutto diventava duro e grosso.
Cominciò a farlo scorrere nella bocca e poi scorrendo con le labbra il pene per tutta la sua lunghezza, arrivava a mordere e succhiare i testicoli.
Anna: “Questi producono il seme della vita, il seme che entra in me. Sono la vita.”
Ricominciò a succhiarli e poi a riprendere in bocca tutto il pene.
Cominciò a farlo entrare ed uscire rapidamente.
Marco, dritto in piedi la lasciava fare senza toccarla.
Anna non usava mai le mani, ma solo la bocca e la lingua.
Marco si irrigidì un momento, chiuse gli occhi ed alzò la testa.
Senti la bocca di Anna avvolgere in un caldo abbraccio il glande e a quel punto esplose riempiendole la bocca.
Lei rimase ferma a bere e a sentire il suo maschio godere e poi ancora a ciucciare per pulirlo del tutto.
Quando ebbe finito e deglutito tutto: “Ecco mio dio, la tua schiava ti ha saziato, perdonami se non voglio tenerti dentro di me stasera.”
Dopo alcune parole di rito se ne andarono a letto.
Ci misero poco ad addormentarsi, erano ambedue sfiniti.
Il mattino successivo arrivò anche troppo presto.
Alle 6 si alzarono e si fecero una doccia rilassante.
Marco si vestì e Anna lo stesso.
L’intenzione di Anna era di andare alla Cantina Sociale per fare due chiacchiere con il Direttore, quindi si era vestita con un vestito nero a tubino, con minigonna fino a metà coscia, calze autoreggenti nere e un reggiseno a balconcino, voleva far esplodere le persone che la vedevano.
Voleva apparire al massimo.
Marco restò a bocca aperta.
Marco. “Sei sicura di voler uscire così?”
Anna: “Cosa fai, il geloso?”
Marco. “A dire il vero si.”
Anna si mise appoggiata al tavolo della cucina.
Anna: “Hai paura che qualcuno mi possa far distrarre più di te?”
Marco. “No! Però sono un pò geloso.”
Anna: “Addirittura, la mia passera ti fa questo effetto?”
Marco si avvicinò a lei, la abbracciò e baciò
Marco. “Si, mi fai morire e dio mio quanto voglio i tuoi baci.”
Anna: “Cosa ti piace di me?”
Marco. “Tutto, mi piace tutto. ……… Ascolta, voglio che sia tu che Zia Gemma vi prendiate un periodo di ferie, qualche giorno via di casa.”
Anna: “Vuoi che vada a farmi un week end via?”
Marco. “Si voglio che ti riposi.”
Anna: “Bè, non vado con mia zia, ci vado con la mia amica.”
Marco. “Ok! Alla zia propongo di andare nella mia casa al mare a Lignano sabbiadoro.”
Anna: “Ok!”
Marco cominciò a baciare Anna e a farle salire la gonna.
Anna: “Che fai?”
Marco. “Ti voglio, ho voglia di te.”
Anna: “Hai voglia di me?”
Anna si sedette sul tavolo, Marco le fece salire di più le gonne e le tolse gli slip.
Aveva la passera bella in visione, tenendo le gambe bene aperte e sollevate.
Anna era forte e riusciva a tenere bene la posizione.
Anna: “Hai il piatto migliore a disposizione fratello e, non ti lamenterai della tua sorellona.”
Marco,si inginocchiò su una gamba sola, e cominciò a baciare la sua gattina.
La baciava e la leccava.
Con la lingua cercava di entrare.
Anna: "Mi fai morire così."
Marco proseguì per molto tempo, la sorella ansimava sempre più intensamente, ed alcune gocce cadevano per terra.
Poi si alzò, davanti a lei, ed aiutandosi con una mano puntò la sua cappella sulla vagina e cominciò a spingere, molto lentamente.
Anna aveva voglia di sdraiarsi, più il pene la penetrava, ma era troppo divertente vederlo scomparire dentro di lei.
Con la mano destra prese il pene del fratello e lo sentì entrare in lei.
Fu lento e gentile, così lei percepi perfettamente tutta la conformazione del pene.
Lo guardava negli occhi senza proferire parola, voleva capire e vedere lo sguardo di lui mentre la possedeva.
Sentiva scorrere il pene dentro di lei.
Anna: “Ahh ahhh mi fai morire continua così.”
Marco la aiutava a stare seduta, con le gambe piegate in su.
Molto lentamente, molto lentamente la sbatteva.
Quando fu tutto dentro lei si lamentò, cominciò a dire di no, no tutto dentro, ma lui non la ascoltò e la baciò.
La baciò molto appassionatamente, fermo immobile piantato dentro mentre lei si lamentava e lo sberlava sulla schiena per fargli capire di diminuire la presa, ma niente.
Lui sentiva la calda vagina contrarsi e rilassarsi, perché cercava di riprendere la forma originaria ma aveva un grosso cazzo dentro. che glielo impediva.
Sentiva l’entrata dell’utero.
La contrazione delle pareti della vagina era un buon segno, voleva dire che non aver osato troppa violenza, significava che la sorella non era stata sfondata dal suo arnese.
Rimase li in quella posizione finchè non si svuotò dentro alla sua donna.
Anna fece un sospiro profondo quando si senti riempita, cercò di indietreggiare ma non serviva.
Si baciarono molto appassionatamente.
Mentre stavano vivendo questo momento, era entrata Zia Gemma, ma sentendo i lamenti di piacere di Anna si era soffermata, fino al momento in cui i due si staccarono ed attese che che si si diedero una sistemata.
Era intimamente gelosa del rapporto che Anna viveva con suo fratello, dalla morte del marito non aveva più vissuto un amore del genere, così forte e travolgente.
Indispettita da ciò che aveva sentito, decisa di proseguire ed entrare in cucina.
Anna e Marco che non l’avevano sentita arrivare si fecero trovare impreparati, per non dire in castagna, accogliendo la sua entrata con molto stupore.
Anna: “Zia, sei già qua?”
Marco: “Zia Gemma, che ci fai?”
Zia Gemma si mise a ridacchiare.
Gemma: “Vedo che la mattina è iniziata con il botto, qui.”
Anna: “Abbiamo fatto un pò di colazione, ora Marco se ne va via.”
Gemma: “Si, si, colazione si chiama adesso. Va bene!”
Zia Gemma minimizzò e non volle sottolineare niente di quello che aveva capito.
Marco non volle dire ad Anna che Zia Gemma sapeva tutto e che aveva delle foto sul cellulare, decise di tenerselo per se.
Anna: “Che abbia capito?”
Marco: “Non so, fatto sta che quando lo stavamo facendo tu ansimavi forte.”
Anna: “Cazzo, non potevo stare in silenzio con il cazzo che mi infilavi.”
Marco: “Non preoccuparti, dai, sono cazzi nostri.”
Anna: “Appunto. Finalmente ti ho incontrato, finalmente ci frequentiamo, farei di tutto per non perderti, Marco.”
Marco: “Ti fai scopare, perchè hai paura di non perdermi?”
Anna: “No assolutamente, mi piaci e ti desidero, ti desidero molto.”
Marco: “Ed io ti amo, ti amo Anna, io non riesco a considerarti come una sorella, ti amo e ti voglio proteggere. Dobbiamo prendere in mano anche il debito che hai dovuto fare per i problemi di tuo marito.”
Anna: “Quello è a posto, non preoccuparti.”
Zia Gemma, rientrò in cucina.
Marco: “Io vorrei che tutte e due ve ne andaste a fare un week end di riposo da qualche parte.”
Gemma: “Insieme?”
Anna: “Siiiii, bella idea, io se non ti disturba Zia, chiedo alla mia amica di andare alle terme ad Abano Terme.”
Marco: “Tu, Zia, se vuoi ho una casa a Lignano Sabbiadoro, vicino alla spiaggia, se ti va?”
Gemma: “L’idea non mi dispiace, ma non ho come andare.”
Anna: “Puoi portarla tu Marco?”
Marco: “Per me va bene, devo solo andare a casa e darci dentro con il lavoro.”
Gemma: “Allora, prepariamoci per il week end.”
Anna: “Si dai.”
Marco: “Allora organizziamo per il prossimo week end? Partite Giovedì?”
Anna: “Il Week end parte da Venerdì.”
Marco: “Ma io voglio che le mie due nuove donne della mia vita, parta da giovedì.”
Anna: “Ok! Zia ci vuole fuori dalle balle tutte due.”
Gemma, fu felice di sentire che Marco, aveva detto le mie due nuove donne, voleva dire che aveva considerazione anche di lei e che forse, con il tempo l’avrebbe considerata della famiglia.


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2026-05-31
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